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antvwaIa

Dio è nella musica o la musica è Dio?

Risposte migliori

antvwaIa

Maroa, straordinaria protagonista el film Maroa, una niña de la calle, tratto da una storia reale, è una ragazzetta che a solo 10 anni vive di espedienti e illeiti per le strade di Caracas. Arrestata per la sua complicità in un omicidio, viene rinchiusa in una carcere minorile dove un insegnante di musica crea un'orchestra giovanile nel tentativo di recuperare questi giovanissimi. Con Maroa, dopo molte difficoltà e incomprensioni iniziali, avrà successo e Maroa, quella reale e non solo quella filmica, diventerà una grande clarinettista.

C'è una bellissima scena nel film, che il regista dice di aver tratto da una frase detta dal personaggio reale, nella quale Maroa domanda all'insegnante di Musica: Dio si trova nella musica o è che è la musica che è Dio?

Che domanda meravigliosa e, secondo me, la cosa più bella è che questa domanda non ha risposta.

 

Basta ascoltare questa voce per comprendere che la domanda di Maroa non ha risposta perché entrambe le risposte sono giuste.

 

https://www.youtube.com/watch?v=jWYaPE2WZNs

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rorey36
Supporter

E pensare che c'è un altro dio per il quale la musica è peccato !

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antvwaIa

Non per un altro Dio, ma solamente per degli idioti che parlano di un Dio che non conoscono!

 

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antvwaIa

Qui un angelo è sceso a cantare la morte di Liù, la più bella pagina di Puccini.

 

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antvwaIa

Per imposizione di moglie e figlia devo assolutamente proporre un'altra protagonista per "agitata da due venti": nessuna delle due sopporta i virtuosismi della Bartoli (neanche a me piacciono, ma mi piace moltissimo la grinta con cui canta quest'aria di Vivaldi).

Musicalmente non c'è niente da dire, la Cangemi le è superiore:

 

 

Con mia moglie litigo raramente, ma per la musica possiamo farci delle discussioni infinite.

Entrambi di fronte a delle esecuizioni davvero superbe ci emozioniamo sino a piangere come due fontane.... mentre la gatta ci osserva molto perplessa....

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antvwaIa

Un cavallo di battaglia di mia figlia :)

 

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Georg

OMMIODDIO

 

La stavo ascoltando TRE minuti fa, l'aria della Regina della Notte!! E proprio QUesta!!!!

 

No, non può essere vero

Modificato da Georg
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Georg

Allora nella Musica c'è veramente qualcosa di Misterioso, che va molto oltre a quello che possiamo pensare! :)...

 

(Ps @antwaia e tua figlia la canta, quest'aria?? Santo cielo, deve essere fenomenale!...)

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rorey36
Supporter

Una delle arie più struggenti che conosco è il "Porgi Amore..." dalle Nozze di Figaro.

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antvwaIa

Ovviamente mia figlia canta quanto le fanno cantare, ma potendo scegliere, e a volte può scegliere, predilige Mozart.

Qui è a Damasco, quando cantò nel teatro romano di Busr al-Hariri: non le imposero nulla, ma le dissero che se girava per Damasco con i capelli coperti l'avrebbero considerato un gesto di cortesia.

 

14j47b9.jpg

 

Della Siria (ci andò quattro anni fa) ne ha un bel ricordo per la gentilezza della gente.

Ma in quanto a gentilezza, e amore entusiasta per la lirica, secondo lei Tokyo è insuperabile. Una città che trova gradevolissima, non bella (Kyoto sì che è davvero bella), perché ordinata, pulitissima e una donna giovane può girare sola di notte ovunque senza che nessuno si permetta d'importunarla. Le piace moltissimo anche New York e soprattutto Chicago: secondo lei a Chicago il pubblico si mostra più competente nella lirica. Spero che il prossimo anno torni a Shanghai e che vada anche a Pechino, sperando di riuscire ad accompagnarla.

 

A volte ci facciamo delle litigate feroce su qualche interpretazione, ma generalmente ci troviamo d'accordo. Per la Bartoli mi tolse la parola per qualche tempo!

Cantò anche con Pavarotti, poche battute, e ne ha un pessimo ricordo, perché fece abbassare di una quinta una nota poiché ormai non ci arrivava più (se ricordo bene, era la Boheme del centenario, al Teatro Regio, a Torino). Ha un ricordo ottimo di Ghiaurov, il quale si congratulò con lei per il buon accento con cui cantava in russo: era l'Evgenji Onegin, Tchaikovsky: in realtà è perfezionista e si fa sempre dare lezioni di dizione quando canta non in italiano.

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antvwaIa

Rorey36: ti piace interpretata da Barbara Frittoli?

 

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antvwaIa

Questa è una di quelle arie che se interpretata da Leona Mitchell non posso ascoltare senza che mi si riempani gli occhi di lacrime per l'emozione. Neppure la Callas, che pure è meravigliosa, la cantò in modo così divino.

 

 

 

Secondo me, ma non sono il solo a pensarla così, dopo aver composto quest'aria Puccini non proseguì con la stesura della Turandot, cosciente che non avrebbe potuto più scriverne un'altra più bella di questa.

Per me tanto il finale composto da Alfano, come quello di Berio, sono bestemmie alla grandezza della musica di Puccini.

Modificato da antvwaIa

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rorey36
Supporter

Grazie per la Frittoli. Io ho una vecchia edizione con la DellaCasa, che quest'aria la canta molto bene.

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Trevize

Nella musica c'è qualcosa, qualcosa che c'è in ogni cosa, li è solo più facile da vedere, come nella coincidenza di @@Georg. Chiamiamolo come vogliamo, ma c'è. Si riconosce lo schema :D

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antvwaIa

Purtroppo il film "Maroa, una nina de la calle" non è più disponibile su youtube, ma può essere visto in questo blog. Ve lo segnalo e ovviamente vi proporrei di guardarlo interamente perché è un film favoloso... ma è in spagnolo e non per tutti è facile da seguire. Vi propongo di ascoltare la scena finale (da 1:29:00), o anche la scena al punto 1:00:30, tratta dalla realtà, infatti quella che suona è l'orchestra giovanile dei bambini di strada di Caracas, grazie alla musica allontanati dalla delinquenza: che la delinquenza impedisca che dei bambini si convertano in delinquenti, nonostante tutto sia contro di loro, non dimostra forse che nella musica è presente un'essenza divina? Al punto 54:25 Maroa domanda se "dio sta nella musica o è la musica che sta in Dio". Purtroppo il film su questo blog  è molto accorciato e i primi due spezzoni che vi ho proposto sono incompleti. Se qualcuno lo desidera ho la versione originale, ovviamente in spagnolo (dialetto di Caracas).

 

http://cineencasa24h.blogspot.it/2014/01/maroa-una-nina-de-la-calle.html

Modificato da antvwaIa

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bavastro

ciao antvwuaIa, solo adesso ho esaminato il post. L'esibizione del brano Regina della Notte, è molto impegnativa. So che era anche un cavallo di battaglia della Callas... Devi essere molto fiero. 

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antvwaIa

Son fiero del fatto di avere due figlie che non hanno mai cercato di guadagnare molti soldi, né di avere un lavoro che desse loro status, né di sposare un "buon partito". Entrambe hanno seguito quello che era il loro sogno si dalla prima adolescenza: una dedicarsi alla musica e l'altra all'assistenza degli anziani più in difficoltà.

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antvwaIa

A volte i mass media ci abituano ad una determinata versione di un brano classico, che quando ne troviamo un'edizione filologica e assolutamente fedele all'originale, ci pare "strana":

 

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Liutprand

Sono "quasi obbligato" a postarvi "La mamma morta" dall'Andrea Chénier di Giordano interpretata dalla Callas....per me roba da brividi. Brano divulgato al grande pubblico nel film "Philadelphia" con Tom Hanks e Densel Washington.

 

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antvwaIa

Un'esecuzione superba!

Grazie per averla postata

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rorey36
Supporter

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ARES III

@@antvwaIa forse lo saprai, anzi certamente lo sai, che per Platone tutta l'arte era inutile perché copia della realtà, ad eccezione della Musica.

 

Un motivo ritengo io ci sarà per aver convito un filosofo abbastanza "radicale" come il nostro Platone a salvare solo la musica, come forma di arte.

 

La musica racchiude al suo interno due anime: quella razionale, matematica (perché la musica è fatta di tempi precisi suddivisi in momenti sonori e in momenti di pausa) e quella irrazionale (dettata dall'ispirazione sia dell'autore che dell'esecutore).

 

Ma le due anime convivono in una simbiosi perfetta e i risultati si possono "sentire".

 

Parlando da flautista (non esercito come professione) e da amante della musica barocca, suggerirei tutti di ascoltare l'Ouverture e la prima Aria dell'Oratorio di Handel, la Resurrezione (Dissertatevi, o porte d'Averno). In quest'Aria viene lanciato un messaggio di speranza, e Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno in questo momento.

Provare per credere.

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Georg

Ascoltiamo questi capolavori....e intanto riflettiamo sul tema della discussione, ponendoci quella domanda.

 

Ecco un celebre brano delle "Confessioni" di Sant'Agostino.

 

"Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, ..tardi ti ho amato.

Ed ecco che tu stavi dentro di me, e io ero fuori... e là ti cercavo.

E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te.

Mi tenevano lontano da te quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero."

Modificato da Georg
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antvwaIa

Agostino da Ippona merita sempre una riflessione. Mi pare possa essere considerato una delle menti più eccelse del mondo antico.

Credo che il suo pensiero fosse molto avanti nel tempo e che per questo è solo ora che può essere compreso, e probabilmente non completamente.

Lo paragonerei a Teilhard de Chardin.

Fu il primo pensatore documentato che concepì l'idea che la vita fosse il risultato finale di un processo evolutivo, cioè che Dio avesse dato il via a questo processo ma non lo avesse creato nella forma in cui oggi lo vediamo. Fu indiscutibilmente il primo evoluzionista della storia: da lui prende spunto l'abate Juan Ignacio Molina quando, precedendo Darwin, espose l'idea dell'evoluzione della natura.

In effetti tra queste tre grandi figure - Agostino da Ippona, Ignacio Molina e Teilhard de Chardin - ci vedo un percorso intellettuale entusiasmante che dovrebbe portare a un'ulteriore passo, ovvero che il fine ultimo del percorso evolutivo sia dar origine a quell'entità divina che gli ha dato inizio:  α e ω, ma anche ω e α, non in successione ma in un'infinita circolarità nella quale non ha più senso chiedersi se l'α precede l'ω o sia l'ω a precedere l'α.

 

Agostino di Ippona scrisse: "Il sesto giorno furono creati similmente gli animali terrestri, ultimi elementi - diciamo così - tratti fuori dall'ultimo elemento del mondo, ma anch'essi in potenza, i cui ritmi di sviluppo li avrebbe mostrati in seguito il tempo in modo visibile" (De Genesi ad litteram, V, cap. 5, v. 14). Concetto poi ripreso da Tommaso d'Aquino: "Anche le nuove specie, se effettivamente ne appariscono, preesistevano allora in certe virtù attive" (Summa Theologiae, Iª q. 73, a. 1, ad 3).

 

Per Agostino e Tommaso è abbastanza assodato che Dio, Causa Prima, lascia la creazione libera di autoregolarsi tramite le cosiddette "cause seconde", che rimandano alla Prima e ne dipendono, ma si sviluppano autonomamente. Il senso del creazionismo filosofico (Dio crea a mantiene il mondo in essere, ma, come dice Agostino, "con i propri tempi di sviluppo") non è negare la teoria dell'evoluzione, bensì dare fondamento al divenire di cui si fa esperienza. L'evoluzione in realtà è un fatto che un creazionista serio porterebbe come testimone della creazione, non come obiezione.

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Littore

La musica ha sempre avuto un rapporto privilegiato con le discipline della filosofia e della teologia.

L'etimologia stessa della parola "musica" rimanda alla sfera religiosa, facendo riferimento alle Muse, figlie di Zeus e Menmosine.

Ad essa fanno riferimento opere come la Bibbia:

"Lodate il Signore con la cetra,
con l'arpa a dieci corde a lui cantate.

3 Cantate al Signore un canto nuovo,
con arte suonate la cetra e acclamate,

4 perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera."

Salmo 33,

il De Musica di S. Agostino, il  De Institutione Musica di Severino Boezio (che introduce, tra l'altro, il concetto secondo cui la musica è comprensibile solo dalla "ratio", essendo il sensus solo un tramite e quello della tripartizione in musica mundana, basata sul concetto pitagorixo secondo cui il mondo (o meglio il cosmo) ha una sua armonia, humana e instrumentalis) e  l'Encomion Musices di Lutero. 

Il concetto di armonia del cosmo verrà ripresa in chiave filosofica da Franchino Gaffurio e in chiave scientifica da Keplero (con il suo Harmonices Mundi.

Le stesse note hanno origine, se vogliamo, religiosa, in particolare sono le sillabe di un Inno a San Giovanni di Paolo Diacono.

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