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Caio153

Stateri Pergameni d'oro di Alessandro Magno

Durante le mie ricerche sulla monetazione di Alessandro Magno mi sono casualmente imbattuto in una particolare e assai costosa monetazione di stateri d'oro, che è stata analizzata da François De Callataÿ.
Ritengo necessarie due premesse:
L'oro, almeno quello puro, essendo un metallo nobile è decisamente poco soggetto a fenomeni di alterazione chimico-fisica. Pertanto se una moneta d'oro è stata prodotta per coniazione risulterà proibitivo determinarne la falsità o meno in base unicamente ad un'analisi visiva delle caratteristiche metallurgiche. Al contrario esso è il metallo più malleabile1 di tutti (ancora più dell'argento) e pertanto le monete d'oro sono facilmente soggette a rovinarsi attraverso l'utilizzo delle stesse sia con graffi o scalfitture, sia per la perdita di qualità dei rilievi 2.
Considererò qui solamente gli aspetti legati alla tematica della falsificazione e non quelli relativi al significato e all'inquadramento storico di queste monete.
Si tratta di stateri di peso attico (8,60 g teorici): al dritto presentano la testa giovanile di Eracle con leontè rivolta a destra e al rovescio una statua arcaizzante di Atena disposta frontalmente, con lancia brandita nella destra e scudo nella sinistra.
Fino a non molti anni fa erano note solamente cinque monete appartenenti a questa categoria monetale, presenti da oltre un secolo in collezioni di importanti musei europei: quattro stateri e un terzo di statere (ancora oggi un unicum: ma per quanto???). Dei quattro stateri due provengono sicuramente dal Säida Hoard (IGCH 1508) rinvenuto a più riprese nel corso del XIX secolo e probabilmente anche gli altri due.

IGCH 1508= http://coinhoards.org/id/igch1508
M.J. Price, The Coinage in the Name of Alexander the Great and Philip Arrhidaeus, 2 voll., London, 1991.
http://numistoria.altervista.org/blog/?p=1772
Sylloge Nummorum Graecorum, Danish National Museum, Thrace and Macedonia, vol. 2, West Milford, 1982.
Sylloge Nummorum Graecorum, United States, Burton Y. Berry Collection, Part 1: Macedonia to Attica, New York, 1961
U. Westermark, Notes on Saida Hoard (IGCH 1508), «Nordisk Numismatisk Årsskrift», 1979-1980, pp. 21-35.
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Una provocazione: che peso può aver giocato nella sua stesura il fatto che da queste 25 monete sono stati ricavati oltre 2 milioni di $?

 

Spero nulla! Se no è la fine...

 

Leggo soltanto ora questa discussione: ammetto di non essermi fatto un'idea precisa, ma condivido, in generale, le tue perplessità. 

 

Solo un'osservazione: sei sicuro che anche la conservazione degli esemplari "ottocenteschi" non sia elevata? Non vorrei che le immagini che abbiamo a disposizione traessero in inganno per via della luce e/o del bianco e nero...Potrebbero anche essere foto di "calchi" (limitatamente alle prime due)?

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Spero nulla! Se no è la fine...

 

Leggo soltanto ora questa discussione: ammetto di non essermi fatto un'idea precisa, ma condivido, in generale, le tue perplessità. 

 

Solo un'osservazione: sei sicuro che anche la conservazione degli esemplari "ottocenteschi" non sia elevata? Non vorrei che le immagini che abbiamo a disposizione traessero in inganno per via della luce e/o del bianco e nero...Potrebbero anche essere foto di "calchi" (limitatamente alle prime due)?

Innanzitutto grazie per l'interesse mostrato. Non credo si tratti di calchi, ma di foto un po' vecchiotte. Tenuto conto comunque della perfezione assoluta di queste monete o sono false (penso io) o frutto di un ritrovamento illegale recente e quindi dovrebbero starsene in un museo. Quanto al De Callatay ho letto davvero tanto scritto da lui, sempre ottimi lavori, ma questo articolo l'ho trovato davvero pietoso.

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Innanzitutto grazie per l'interesse mostrato. Non credo si tratti di calchi, ma di foto un po' vecchiotte. Tenuto conto comunque della perfezione assoluta di queste monete o sono false (penso io) o frutto di un ritrovamento illegale recente e quindi dovrebbero starsene in un museo. Quanto al De Callatay ho letto davvero tanto scritto da lui, sempre ottimi lavori, ma questo articolo l'ho trovato davvero pietoso.

 

Potrebbe essere plausibile anche l'ipotesi del ritrovamento illegale. Dalla Turchia esce un po' di tutto mi sa...Certo che sarei curioso di capire come si siano conservate queste monete e perchè non abbiano praticamente circolato.

 

Mi è caduto l'occhio in particolare su questo esemplare, che hai classificato al numero 30: mi è sembrato abbastanza credibile; o almeno non mi ha dato una brutta impressione. Cosa ne pensi?

 

10000075.jpg

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Potrebbe essere plausibile anche l'ipotesi del ritrovamento illegale. Dalla Turchia esce un po' di tutto mi sa...Certo che sarei curioso di capire come si siano conservate queste monete e perchè non abbiano praticamente circolato.

 

Mi è caduto l'occhio in particolare su questo esemplare, che hai classificato al numero 30: mi è sembrato abbastanza credibile; o almeno non mi ha dato una brutta impressione. Cosa ne pensi?

 

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I conii D2/R3 sono gli stessi degli altri, questa in effetti è l'unica col dritto un pò rovinato, ma credo che si debba analizzare il contesto complessivo. Falso uno, falsi tutti... o viceversa probabilmente, dato che sono comparsi più o meno assieme con conii mai visti precedentemente. Oltre al fatto che l'esemplare n°28, almeno fino a nuove smentite, è ufficialmente dichiarato falso e l'argomento stilistico tirato in ballo dal De Callatay fa quantomeno ridere... amaro però...

Credo comunque che stabilire dal semplice aspetto se una moneta antica d'oro sia vera o falsa se ben fatta, salvo quindi elementi particolarmente palesi, sia impresa impossibile proprio per la natura chimico-fisica dell'oro...

Dunque non acquisterò mai monete d'oro... e solo perchè non mi convincono... :rofl:

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