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bizerba62

Rischi esportazione senza i documenti .

Risposte migliori

bizerba62

Ciao.

Volevo segnalare a chi fosse interessato, una recentissima sentenza (ancora .."calda"..Cass. penale sez. III, n. 17223 dep. il 6 aprile 2017), che si occupa di un caso che ha, sullo sfondo, la tentata esportazione dall'Italia di libri antichi.

Ai fini della normativa speciale (Codice Urbani) in materia di esportazione, i libri condividono con le monete un precoce "invecchiamento", dal momento che per entrambi vi è lo "sbarramento" dei 50 anni (cioè se il libro o la moneta hanno più di 50 anni, per la loro esportazione occorre ottenere o l'attestato di libera circolazione, se il bene va in un Paese della U.E., o il certificato di esportazione, se il bene è diretto in un Paese extra U.E.).

Detto questo, la sentenza che trovate in allegato si occupa, più esattamente, del ricorso proposto contro l'ordinanza di un giudice che aveva disposto la confisca dei libri che un soggetto aveva tentato di esportare senza avere ottenuto i "lasciapassare" di cui sopra.

Per tale reato, ovvero per quello previsto dall'art. 174 del Codice Urbani in relazione al tentativo (art. 56 C.p.), il soggetto aveva precedentemente "patteggiato" la condanna.

Buona lettura (si fa per dire..).:blink:

Saluti.

Michele

 

Cass.pen_6.4.2017.pdf

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Tinia Numismatica

ma che bellezza....

 

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King John

BAH....

 

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incuso

Sia mai che qualcuno esporti i nostri beni culturali senza autorizzazione! Vogliamo davvero permettere che privino l'Italia da preziosi volumi come questo che allego?

zz.jpg

 

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bizerba62

Già. Mala anzi...peiora tempora currunt......

Se non si riconduce in fretta il concetto di "bene culturale" alla sua precipua nozione legale fornita dall'art. 10 del Codice Urbani ma lo si utilizza e lo si interpreta in accezioni talmente ampie da ricomprendere, a questo punto, qualunque cosa che abbia più di tot anni, rischiamo veramente tutti, nessuno escluso, di esportare illegalmente oggetti o beni "d'interesse culturale" anche senza volerlo.

Ho mandato a mia cugina che abita a Davos in Svizzera una vecchia foto di quando da bambini giocavamo al mare qui in Sardegna; la foto è stata scattata 51 anni fa e l'autore fu mio padre, che purtroppo non è più vivente.....sto pensando di andare ad autodenunciarmi...... 

M.

Modificato da bizerba62
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Cinna74
5 ore fa, bizerba62 dice:

.....sto pensando di andare ad autodenunciarmi...... 

Mi è venuta in mente la stessa cosa. La scorsa estate ho preso nella biblioteca comunale del paese dove abito un romanzo del 1964 di Wilbur Smith. Non l'ho spedito ma portato con me in aereo, destinazione una capitale europea, proprio per intrattenermi durante il viaggio. Non oso pensare quante leggi ho infranto:bash:. Premesso che durante i controlli avevo il libro "antico" in mano, Il funzionario addetto avrebbe dovuto controllare il volume e incriminarmi? Ora che il volume è stato restituito posso stare tranquillo oppure, dovessero mai ricontrollare i filmati delle telecamere, potrebbero decidere di chiedermene conto?

Quando ero ragazzino mi veniva detto: "Male non fare, paura non avere". Ai miei figli dirò "Male non fare, paura non avere; prima però procurati i soldi per eventuali spese legali da condurre fino all'ultimo grado di giudizio".

Buona serata

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bizerba62

Beh...certo che hai rischiato grosso....:blink:.:aug:

Qualcuno avrebbe potuto anche pensare che eri intenzionato ad esportare illegalmente un libro "bene culturale" senza attestato di libera circolazione e neppure Tuo, ma della Biblioteca della Tua città......insomma....traffico internazionale di beni culturali sottratti ad una Biblioteca pubblica.....da uno a quattro anni di reclusione e una multa da 258 a 5.165 euro.....:agree::aggressive::blink:

Vabbè...Enzo, nel caso Ti avrei portato le arance in carcere....:agree:

M.

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Alberto Varesi

Bisogna stare attenti a varcare le frontiere.....

Da agosto scorso rientro pure io nella categoria sottoposta a tutela, avendo più di 50 anni ed essendo opera di autore non più vivente (purtroppo).

Sulla eccezionale rarità ritengo non vi siano dubbi essendo stato prodotto in copia singola.

Scherzi a parte la legge va rivista, è obsoleta ed assurda anche per le pene previste (si rischia meno con il possesso di armi)

 

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simonesrt

Era ora che ti tutelassero! Ormai ci manca la dichiarazione che fai parte dei beni dell'umanità e dopo non potrai neanche uscire di casa. ......

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roth37
Supporter

@Alberto Da agosto scorso rientro pure io nella categoria sottoposta a tutela, avendo più di 50 anni ed essendo opera di autore non più vivente (purtroppo).

In che ripiano del museo mi metteranno come moneta antica dopo avermi sequestrato per essere andato in Slovenia a fare la dialisi? Ne ho 80 .....

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numa numa
Il 27/4/2017 at 19:25, roth37 dice:

@Alberto Da agosto scorso rientro pure io nella categoria sottoposta a tutela, avendo più di 50 anni ed essendo opera di autore non più vivente (purtroppo).

In che ripiano del museo mi metteranno come moneta antica dopo avermi sequestrato per essere andato in Slovenia a fare la dialisi? Ne ho 80 .....

:lol::silly:

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Lay11

un Paese alla frutta, oramai. Invece di pensare ai problemi seri della gente, che sta col sedere per terra. non tutta, ma una buona parte. fa bene chi se ne scappa all'estero finché è in tempo. provo una pena immensa.

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quattrino
Supporter

Grazie @bizerba62 per questa tua segnalazione.

Vorrei essere sicuro di aver compreso il ragionamento dei giudici:

1. Perchè un libro antico (una moneta, un quadro ecc...) sia da considerare un "Bene Culturale" NON è necessario che sia intervenuta la dichiarazione di cui all'articolo 13.

2. Quindi si può essere puniti anche per l'esportazione di "Beni Culturali" per i quali non sia intervenuta la dichiarazione di cui all'art. 13.

3. Dato che la legge punisce l'esportazione SOLO dei "Beni Culturali" (anche se non dichiarati come tali), avendo chiesto "l'applicazione della pena su richiesta della parte" questo ha comportato che i beni che si cercava di esportare non potevano che  essere "Beni Culturali", altrimenti non ci sarebbe stato reato. Quindi, essendo passata in giudicato la sentenza, non si può più contestare la natura dei "Beni Culturali" dei libri che si cercava di esportare.

Se ho capito il senso della sentenza, da una parte conferma (implicitamente) che è vero che la legge non punisce qualsiasi esportazione (non autorizzata) di "beni antichi" ma solo quelli che sono "Beni Culturali", ma dall'altro riconduce al patteggiamento la qualificazione dei beni quali "Beni Culturali" rimettendo di fatto ad un privato cittadino ed a un giudice tale qualificazione.

Mi sono perso qualcosa?:blink:

 

 

 

 

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giulira
Supporter

Perche' invece quando ti fanno un accertamente dall'agenzia delle entrate ?

Si va a negoziare.

Come per tutto il resto. A me non sembra un gran novita'....

I delinquenti e lo stato provano a rubarti i soldi, tu provi a non darglieli, ma all fine gli devi dare  qualcosina per levarteli dalle balle.

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bizerba62
16 ore fa, quattrino dice:

Grazie @bizerba62 per questa tua segnalazione.

Vorrei essere sicuro di aver compreso il ragionamento dei giudici:

1. Perchè un libro antico (una moneta, un quadro ecc...) sia da considerare un "Bene Culturale" NON è necessario che sia intervenuta la dichiarazione di cui all'articolo 13.

2. Quindi si può essere puniti anche per l'esportazione di "Beni Culturali" per i quali non sia intervenuta la dichiarazione di cui all'art. 13.

3. Dato che la legge punisce l'esportazione SOLO dei "Beni Culturali" (anche se non dichiarati come tali), avendo chiesto "l'applicazione della pena su richiesta della parte" questo ha comportato che i beni che si cercava di esportare non potevano che  essere "Beni Culturali", altrimenti non ci sarebbe stato reato. Quindi, essendo passata in giudicato la sentenza, non si può più contestare la natura dei "Beni Culturali" dei libri che si cercava di esportare.

Se ho capito il senso della sentenza, da una parte conferma (implicitamente) che è vero che la legge non punisce qualsiasi esportazione (non autorizzata) di "beni antichi" ma solo quelli che sono "Beni Culturali", ma dall'altro riconduce al patteggiamento la qualificazione dei beni quali "Beni Culturali" rimettendo di fatto ad un privato cittadino ed a un giudice tale qualificazione.

Mi sono perso qualcosa?:blink:

Ciao.

Sul punto 1.

Opera una "presunzione" di culturalità, che peraltro non è assoluta ma può essere vinta laddove, ad esempio, la Soprintendenza non avvii il procedimento che porta alla dichiarazione di culturalità e ciò in quanto, evidentemente, il bene non riveste le caratteristiche per rientrare nel novero dei "beni culturali" secondo la definizione dell'art. 10 del Codice Urbani. 

Sul punto 2.

Se, in sede processuale, si preferisce "patteggiare" e non invece andare al dibattimento per dimostrare che quei beni che si volevano esportare non sono definibili "beni culturali" secondo l'art. 10 del Codice Urbani, allora si può essere puniti anche laddove quei beni non fossero poi dichiarati beni culturali.

In queso caso l'imputato ha preferito "prendersi il sicuro" e ottenere uno sconto di pena, piuttosto che rischiare una condanna in dibattimento.

Evidentemente tale scelta difensiva sarà dipesa dalla tipologia (e dalla provenienza?) dei beni che si volevano esportare. 

Sul punto 3.

Premesso che la legge punisce l'esportazione di beni culturali (e non l'esportazione di un qualunque bene), l'aver "patteggiato" non significa affatto ed automaticamente che quei beni fossero o divengano "beni culturali"; tuttalpiù potrebbe esserne ...un indicatore, dal momento che se non fossero stati "beni culturali" sarebbe stato (in astratto) preferibile, sul piano difensivo, celebrare il processo per dimostrarne la non culturalità e quindi puntare ad un'assoluzione.

Dipende però di quali beni si trattava, delle esigenze dell'imputato, delle valutazioni difensive del caso concreto, ecc. Tutte cose che non possiamo valutare a fondo perché non conosciamo gli atti.

Il passaggio in giudicato della sentenza di "patteggiamento" non comporta affatto che quei beni vengano automaticamente considerati "beni culturali", poiché tale definizione è attribuita ai beni (in questo caso libri) solo dalla dichiarazione di culturalità di cui all'art. 13 del Codice Urbani ed all'esito di un procedimento amministrativo (e non all'esito di un procedimento giudiziario).

Il Giudice non ha il potere di qualificare un bene come "bene culturale" e il bene non diviene "culturale" a seguito di una sentenza

Quindi potrebbe essere benissimo che quei beni confiscati non siano (e non saranno mai) dichiarati "beni culturali". 

Saluti.

Michele

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quattrino
Supporter

Grazie mille Michele. Preciso e disponibile come sempre.:)

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Sator
Il 21/4/2017 alle 10:15, bizerba62 dice:

Cass.pen_6.4.2017.pdf

Buongiorno,

discussione interessante. Ammetto tuttavia che alla terza riga di lettura del documento mi ero già perso. In soldoni, si sa di quali libri si sta parlando (titoli/anno di stampa)? Come e dove sono stati venduti? Come è venuto a galla il "reato" commesso (fermato in dogana/beccato su internet)?

Ringrazio chiunque potrà illuminami in merito.

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claudiodruso
54 minuti fa, Sator dice:

Buongiorno,

discussione interessante. Ammetto tuttavia che alla terza riga di lettura del documento mi ero già perso. In soldoni, si sa di quali libri si sta parlando (titoli/anno di stampa)? Come e dove sono stati venduti? Come è venuto a galla il "reato" commesso (fermato in dogana/beccato su internet)?

Ringrazio chiunque potrà illuminami in merito.

ecco il punto della questione, concordo.

io credo che tutto il discorso sta in piedi solo se si hanno più dati sull'oggetto del problema, questa sentenza letta così parziale, ritengo che sia inutile per aprire una discussione. va bene per lo scambio di battute della domenica ma non per affrontare dei problemi che effettivamente esistono

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