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Fantastoria Italica


Legio II Italica

Risposte migliori

Forse a qualcuno di noi sara' passato per la testa almeno una volta di immaginare una storia italica antica diversa da quella che effettivamente e' stata ; vi siete mai posti la domanda di come si sarebbe evoluta l' Italia se Enea non fosse mai arrivato nel Lazio e di conseguenza , secondo la leggenda – storia , se Roma non fosse stata mai fondata e quindi non fosse diventata quello che tutti sappiamo ?

Comprendo anche che la storia vera non e' fatta di SE ma di fatti reali , quindi ecco spiegato il titolo del post , una fantastoria ; vorrei quindi tentare di scrivere una storia dell' Italia limitata nel tempo , partendo pero' su fatti storici reali ma che escludano la presenza storica di Roma nel senso di potenza militare emergente italica destinata al dominio dell' Italia .

Cominciamo a fantasticare la storia italica senza Roma .

Supponendo che Enea non sia mai arrivato nel Lazio e quindi , dopo tutta la serie nota posteriore di fatti leggendari – storici , Romolo al pari del fratello Remo non fosse mai nato e di conseguenza non avesse fondato Roma secondo la legenda , ma che in realta' Roma fosse solo un villaggio – citta' fondata dagli Etruschi al pari di altri luoghi etruschi sparsi nel territorio italico e che tale rimanesse nei secoli futuri , come si sarebbe evoluta la storia dell' Italia antica ?

E' noto che l' Italia antica era un crogiolo di popoli diversi , sebbene quasi tutti facenti parte del ceppo indoeuropeo , questi antichi popoli italici rappresentavano quelle popolazioni stanziate nella penisola italiana durante l'Età del ferro e prima dell'ascesa di Roma . La conformazione geografica dell'Italia, da un lato favori i rapporti con le regioni circostanti, ma al contrario la sua natura prevalentemente montuosa separo' e isolo' le popolazioni entro aree geografiche ben circoscritte.

Tra i popoli che abitavano l' Italia antica , tranne quindi le due isole maggiori , quattro emergevano su tutti come forza militare : Etruschi , Celti , Greci della Magna Grecia e Sanniti ; questi quattro popoli in assenza di Roma , prima o poi si sarebbero contesi il predominio dell' Italia con un quinto incomodo quale sarebbero stati i Cartaginesi , i quali gia' avevano contatti commerciali in Italia con Etruschi e Celti , mentre con i Greci di Sicilia i contatti erano militari per il possesso dell' isola .

Indubbiamente il popolo italico che piu' si espanse nella penisola fu l' Etrusco i cui confini massimi andavano grosso modo e non in modo continuativo dalla Pianura Padana a parte della Campania .

I Celti da parte loro scesero diverse volte dal Nord a razziare nel centro Italia ma essendo piu' che altro razzie e non invasioni vere e proprie , provocarono essenzialmente danni momentanei e presto riparibili .

I Greci d' Italia da parte loro non intesero invadere e conquistare tutta l' Italia perche' il loro arrivo in Italia meridionale mirava essenzialmente alla fondazione di colonie da parte della madre patria ; vi fu solo un tentativo fallito di creare uno stato greco in Italia ad opera di Alessandro il Molosso , zio di Alassandro Magno che venne in Italia nel 335 a.C. per soccorrere la città magno-greca di Taranto, entrò in conflitto con i Lucani, i Bruzi, gli Iapigi e i Sanniti, nel tentativo di creare uno stato unitario greco nel Meridione d'Italia. Pur riuscendo a conquistare con i Tarentini le città di Brentesion, Siponto, Heraclea, Cosentia e Paestum, tuttavia il suo progetto non si realizzò, venendo sconfitto in battaglia e ucciso a tradimento da un lucano a Pandosia (Lucania)[1] o a Pandosia Bruzia nel 330 a.C .

Anche i Greci di Siracusa sotto il Tiranno Dionigi si spinsero fino in Italia adriatica , fondarono Ancona e rifondarono Adria , forse anche Padova , per il resto le spedizioni navali militari di Dionigi in Corsica e sul litorale etrusco laziale a Caere furono solo razzie per racimolare denari per finanziare le perenni guerre in Sicilia contro i Cartaginesi .

I Sanniti dal canto loro apparivano come un forte popolo montanaro i cui interessi territoriali si rivolgevano tra i monti dell' Abruzzo , del Molise e parte della Campania fino ai confini con i Lucani loro consanguinei , erano pero' divisi per ceppi , mancavano quindi di una coscienza nazionale ma all' occorrenza sapevano unirsi .

Questa era all' incirca la situazione dei principali popoli italici senza Roma ; cosa poteva succedere ? Chi avrebbe potuto avere il dominio d' Italia al posto di Roma ?

Probabilmente i soli Etruschi sarebbero stati in grado di dominare in Italia se questi non avessero subito prima la disastrosa sconfitta di Aricia che fu uno scontro campale presso l'antica città latina di Aricia , attuale Ariccia, vicino Roma , nel 507-506 a.C. circa , tra un esercito etrusco e le forze congiunte dei Latini e dei Greci di Cuma , battaglia che impedi' agli Etruschi l' invasione del basso Lazio e in prospettiva della Campania ; oltre alla successiva sconfitta navale di Cuma del 474 a.C. ad opera della flotta siracusana, guidata da Ierone I di Siracusa i quali con questa vittoria i siracusani posero fine all'espansione etrusca nell'Italia ellenica , assestando un duro colpo all' influenza politica che gli Etruschi esercitavano anche nell' Italia continentale , questi avrebbero assoggettato anche tutta l'Italia meridionale ; da queste due sconfitte campale e navale degli Etruschi , gli storici fanno iniziare il declino della civilta' etrusca .

Oltre agli Etruschi , popolo organizzato e civile , forse nessun altro avrebbe potuto aspirare a diventare padrone dell' Italia , se non qualche opportunita' di conquista avrebbero potuto averla i Greci o i Cartaginesi ; i primi fondando sempre piu' colonie in Italia fino a farne una succursale della Grecia , oppure i Cartaginesi i quali da grandi naviganti e commercianti quali erano avrebbero soppiantato gli Etruschi in Italia e prima o poi sarebbero entrati in conflitto con i Greci per interessi commerciali e territoriali come gia' era avvenuto in Sicilia ; insomma concludendo questa fantastoria italica , la storia europea quale oggi conosciamo , senza Roma , avrebbe avuto uno sviluppo completamente diverso ed imprevedibile .

In foto : pianta dei popoli antichi italici , piana sotto Ariccia dove si svolse lo scontro tra Etruschi , Latini e Greci di Cuma , Elmo Etrusco preda di guerra dei Siracusani ed offerto con dedica a ricordo della vittoria navale contro gli Etruschi .

Italia antica.gif

Battaglia di Ariccia.jpg

Elmo Etrusco da Cuma .jpg

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FOTO
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Supporter

La nascente potenza romana,forse,poteva andare in crisi mortale solo nel 390 a.C.,con la sconfitta gallica.Ma non seppe approfittarne nessuno.Roma era destinata a vincere,fin dall'inizio.

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Grazie dell' intervento @RobertoRomano , ma il tuo commento relativo a Brenno del 390 a.C. e' gia' storia scritta , prova ad immaginare se i Galli Senoni non incontrando nella loro scorreria in Italia la presenza e la conseguente forte resistenza militare di Roma fin dove sarebbero potuti arrivare a razziare nel resto d' Italia , considerando che gia' avevano percorso la Romagna , vincendo poi nell' Umbria e Piceno .

Brenno aggiunge la sua spada all' oro romano.jpg

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Provo ad immaginare una storia italica diversa come scritta nel post . Secondo me i popoli gia presenti sulla penisola ,con guerre di conquiste territoriali ora uno e ora un altro avrebbero dominati territori molto consistenti dell'Italia , con l'influenza ai vari confini di popoli stranieri. Poi la svolta per un unita di quasi tutto il territorio con la convivenza pacifica delle varie etnie poteva avvenire con l'avvento del cristianesimo , tenendo presente che invece di impiegare sette secoli per espandersi come religione e con un regno del papato ,questa non sarebbe stata osteggiata  dai romani fin dal primo secolo. Supponendo che gli ebrei quel periodo storico fossero dominati da altri conquistatori e che quindi ci sarebbe sempre stato la morte  di Gesu e l'espandersi della sua religione.

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11 ore fa, Liamred00 dice:

Poi la svolta per un unita di quasi tutto il territorio con la convivenza pacifica delle varie etnie poteva avvenire con l'avvento del cristianesimo , tenendo presente che invece di impiegare sette secoli per espandersi come religione e con un regno del papato ,questa non sarebbe stata osteggiata  dai romani fin dal primo secolo.

Siamo sicuri che, mancando Roma come potenza egemone, la storia del cristianesimo sarebbe stata la stessa? Se gli apostoli Pietro e Paolo andarono a Roma, invece che da un'altra parte, fu perché Roma era la capitale del mondo (e divenne la capitale del cristianesimo), ma se fosse stata una città come le altre, o non fosse esistita proprio? Dove sarebbero andati? In qualunque posto avesse svolto il ruolo-guida che era di Roma: forse in Grecia, forse in Africa, oppure verso est. Sicuramente il cristianesimo sarebbe arrivato prima o poi anche in Italia, ma non è detto che questo avrebbe significato l'unificazione del paese. Avrebbe potuto essere un cristianesimo già fattosi potere, che avrebbe conquistato con la forza, piuttosto che convertito con la persuasione, i popoli italici, che a quel punto non sarebbero stati affatto contenti di ritrovarsi sotto un nuovo padrone, e avrebbero combattuto per liberarsene e tornare allo status ante quo.

Il tutto, naturalmente, sempre nell'ottica fantastica di questa discussione :)

petronius

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Grazie ad entrambi , preferirei pero' che la discussione si limitasse all' unita' dell' Italia antica , se mai si fosse realizzata in mancanza di Roma , fatto che ritengo improbabile ; spunti di discussioni in questo senso non mancherebbero certamente , arrivare alla nascita di Cristo innescherebbe discussioni di carattere religioso che porterebbero a percorrere vie imprevedibili 

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Ciao a tutti, vivendo in una delle zone interessate, diciamo così ( l'area Capuana)... , esprimo una mia idea ragionata:

Siamo stati Etruschi , e, poi, Sanniti che, infatti,  arrivarono a dominare anche  Napoli e Cuma.

Se non ci fosse stata Roma, è ben possibile che sarebbe nata e si sarebbe  affermata una lega osco/sannita  con un territorio che andava dall' Abruzzo alla Calabria,  chiamata Viteliu o Italia.

Altrimenti, saremmo stati una colonia cartaginese.. basta ricordare Annibale e gli ozi di Capua che,a breve, festeggiamo..

http://www.vesuviolive.it/cultura-napoletana/250377-capua-211-a-c-roma-contro-cartagine-rievocazione-storica-nellanfiteatro/

Saluti Eliodoro

Modificato da eliodoro
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38 minuti fa, eliodoro dice:

Ciao a tutti, vivendo in una delle zone interessate, diciamo così ( l'area Capuana)... , esprimo una mia idea ragionata:

Siamo stati Etruschi , e, poi, Sanniti che, infatti,  arrivarono a dominare anche  Napoli e Cuma.

Se non ci fosse stata Roma, è ben possibile che sarebbe nata e si sarebbe  affermata una lega osco/sannita  con un territorio che andava dall' Abruzzo alla Calabria,  chiamata Viteliu o Italia.

Altrimenti, saremmo stati una colonia cartaginese.. basta ricordare Annibale e gli ozi di apua che,a breve festeggiamo..

http://www.vesuviolive.it/cultura-napoletana/250377-capua-211-a-c-roma-contro-cartagine-rievocazione-storica-nellanfiteatro/

Saluti Eliodoro

Ciao @eliodoro e grazie dell' intervento , interessante e possibile la tua opinione circa una lega Osco Sannita che avrebbe potuto avere tutte le potenzialita' militari per dominare l' Italia centro meridionale , permettendo pero' i Greci d' Italia e Nazionali .

In tale situazione l' Italia sarebbe stata divisa in due , Osco Sanniti al centro sud ed Etruschi al centro nord in situazione di preallarme costante con i Galli pedemontani . Per quanto riguarda invece Annibale credo che in assenza di Roma e senza i motivi di predominio commerciale del Mediterraneo gia' praticamente in loro possesso , i Cartaginesi si sarebbero accontentati della conquista totale della Sicilia , loro mira da sempre , senza interessarsi troppo dell' Italia continentale , quindi non ci sarebbero state le guerre puniche e i famosi Ozi di Capua . 

 

 

Modificato da Legio II Italica
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Beh, io opterei per una visione più comunitaria dell'andamento sociale. Come diceva @Legio II Italica, gli Etruschi furono sconfitti nel VI secolo a.C. ad Ariccia da una lega di popolazioni latine. Io penso che le varie popolazioni avrebbero formato diverse leghe in base alle affinità religiose e di stirpe. Quindi avrei detto:

-Etruschi

-Lega Adriatica (Umbri e Piceni) collegata con il mondo magno-greco

-Lega Latina (che già c'era) in Lazio e circondario

-Lega Sannitica (con scopi non anti-romani ma più anti-greci e anti-cartaginesi)

Secondo me l'unità sarebbe stata molto difficile. Sulla sponda adriatica e ionica si sarebbero affermate alleanze e stati puramente ellenici. Sulla sponda tirrenica avremmo avuto l'ingerenza cartaginese in Lazio e anche in Campania (Capua etrusca sarebbe stata contesa tra sanniti e cartaginesi essendo per me la città ideale x creare una sorta di Cartagine 2 in Italia).

Per il nord non mi sbilancio, gli Etruschi potevano conquistare tranquillamente una tribù gallica, però quando si univano, per quanto frammentate e divise, erano toste da abbattere, quindi non saprei (forse qualche tribù si sarebbe imposta sulle altre formando un regno gallico...)

 

italie30s.gif

Modificato da Ser. Broccolo
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Buonasera,in prima battuta sarei stato propenso ad appoggiare l'ipotesi di @eliodoro riguardo ad una egemonia di Cartagine nel mediterraneo che avrebbe attirato gli apostoli diventando di conseguenza il polo culturale politico e religioso dei secoli a seguire,poi riflettendo ho pensato cosa e' che ha fatto grande Roma ? Non la posizione,non le risorse locali,non una superiorita' culturale,cosa allora? La risposta e' "la mentalita" una mentalita' industriale ante litteram applicata a tutti I campi della societa', all'esercito,alla religione,al commercio,alla politica trasformando cosi una piccola tribu' centro italica in una super potenza "moderna" che applicava la tecnica della "variazione sul tema" alla massima potenza,mentalita'che Cartagine non aveva essendo piu una gilda commerciale che un vero e proprio impero.

Concludendo: se in Italia non fosse avvenuto il "miracolo"Roma probabilmente non ci sarebbe stata un'etnia capace di imporsi per lungo tempo e su vasta scala sulle altre almeno fino a che qualche popolazione confinante con un senso nazionale piu forte non si fosse affacciata "ad portam".

Modificato da adelchi
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Gli Etruschi hanno avuto parecchio tempo per diventare un popolo egemone, e non hanno avuto interesse o capacità di farlo, neppure agli albori della crescita di Roma.

I popoli italici erano tibù e tali sarebbero rimaste, come i Galli o i germani,capaci di unirsi forse momentaneamente solo per scorrerie o per difendersi da invasioni.

I Cartaginesi difficilmente avrebbero avuto interesse per i territori lontani dal mare e dai commerci.

Lo stesso anche per i Greci.

Forse per altri secoli tutto sarebbe rimasto più o meno uguale, con cippi confinari che venivano spostati e rispostati e con scorrerie a mescolare un po' le cose.

Ma probabilmente, se non ci fosse stata Roma sarebbe nata un'altra città stato con altro nome destinata a dominare sulla penisola.

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10 ore fa, adelchi dice:

Buonasera,in prima battuta sarei stato propenso ad appoggiare l'ipotesi di @eliodoro riguardo ad una egemonia di Cartagine nel mediterraneo che avrebbe attirato gli apostoli diventando di conseguenza il polo culturale politico e religioso dei secoli a seguire,poi riflettendo ho pensato cosa e' che ha fatto grande Roma ? Non la posizione,non le risorse locali,non una superiorita' culturale,cosa allora? La risposta e' "la mentalita" una mentalita' industriale ante litteram applicata a tutti I campi della societa', all'esercito,alla religione,al commercio,alla politica trasformando cosi una piccola tribu' centro italica in una super potenza "moderna" che applicava la tecnica della "variazione sul tema" alla massima potenza,mentalita'che Cartagine non aveva essendo piu una gilda commerciale che un vero e proprio impero.

Concludendo: se in Italia non fosse avvenuto il "miracolo"Roma probabilmente non ci sarebbe stata un'etnia capace di imporsi per lungo tempo e su vasta scala sulle altre almeno fino a che qualche popolazione confinante con un senso nazionale piu forte non si fosse affacciata "ad portam".

Ciao @adelchi , interessante ipotesi , manca solo quello che meraviglio' i popoli con i quali la nascente Roma venne in contatto , in particolare i civilissimi Greci : la Costituzione romana ; ricordi ad esempio lo stupore del Greco Cinea venuto a Roma per conto di Pirro all' indomani della vittoriosa battaglia di Eraclea ad offrire la pace ai Romani ? al che il Senato rispose : "Se Pirro vuole la pace e l' amicizia dei Romani , si ritiri prima dall' Italia e poi mandi i suoi ambasciatori . Fintanto che rimarrà non sarà considerato né amico né alleato , né giudice o arbitro dei Romani"   , tornato Cinea da Pirro , riferi' al Re che Roma gli era parsa una Citta' composta da tanti Re , non sapeva esprimere meglio cosa fosse un consenso di Senatori , ed aggiunse : "Stiamo combattendo una guerra contro un' Idra"  dove per Idra intendeva proprio il Senato romano .

Anche l' altro grande Greco , Polibio , scrisse un capitolo intero riguardante la Costituzione romana nelle sue varie forme , vera novita' del mondo antico , riconducendo ad essa gran merito del predominio romano nel Mediterraneo .

La fortuna di un popolo ieri come oggi si basa come giustamente hai detto sulla "mentalita" nel senso generale del termine .

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Il 17/5/2018 alle 17:08, Ser. Broccolo dice:

Beh, io opterei per una visione più comunitaria dell'andamento sociale. Come diceva @Legio II Italica, gli Etruschi furono sconfitti nel VI secolo a.C. ad Ariccia da una lega di popolazioni latine. Io penso che le varie popolazioni avrebbero formato diverse leghe in base alle affinità religiose e di stirpe. Quindi avrei detto:

-Etruschi

-Lega Adriatica (Umbri e Piceni) collegata con il mondo magno-greco

-Lega Latina (che già c'era) in Lazio e circondario

-Lega Sannitica (con scopi non anti-romani ma più anti-greci e anti-cartaginesi)

Secondo me l'unità sarebbe stata molto difficile. Sulla sponda adriatica e ionica si sarebbero affermate alleanze e stati puramente ellenici. Sulla sponda tirrenica avremmo avuto l'ingerenza cartaginese in Lazio e anche in Campania (Capua etrusca sarebbe stata contesa tra sanniti e cartaginesi essendo per me la città ideale x creare una sorta di Cartagine 2 in Italia).

Per il nord non mi sbilancio, gli Etruschi potevano conquistare tranquillamente una tribù gallica, però quando si univano, per quanto frammentate e divise, erano toste da abbattere, quindi non saprei (forse qualche tribù si sarebbe imposta sulle altre formando un regno gallico...)

 

italie30s.gif

Bella discussione, interessante.

Mi trovo però discorde nell'area adriatica gravitante verso la Grecia o terreni ellenizzati. Alla foce del Po (Eridanus) esisteva la città di Spina, emporio etrusco. Ritengo quindi che il settore, quantomeno quello occidentale, gravitasse verso questo polo culturale. Sul versante orientale sussistevano, al pari della laguna veneta, abitati dell'Età del Ferro di tradizione gallica (in realtà gli storici dibattono da anni se fossero di "tradizione gallica" (= affini ad esempio ai Veneti) o di "tradizione celtica" (indicando riferimenti con l'area alpina e subalpina) ). Nell'area triestina sono noti influssi da entrambi i versanti e a mio avviso le popolazioni subivano gli influssi culturali di entrambe le aree). Vi sono stati rinvenuti 4 elmi in grotta, 2 sicuramente di tipo etrusco (come tipologia intendo) e 2 Negau (dai siti di ritrovamento in area alpina). Rare scritte in venetico. Ma al di là della diatriba se fossero "galli" o "celti", se focalizzamo l'attenzione su resti riferibili all'area greca abbiamo scarsissimi riferimenti. Forse un paio di frammenti ceramici. Non che i greci non conoscessero l'Alto Adriatico (in Istria Meridionale/ Quarnero/Dalmazia il numero delle ceramiche rinvenute aumentano) ma nel Caput Adriae probabilmente non trovavano interesse. A Nesazio (presso Pola) troviamo (un unicum) statuaria (di origine locale), ceramiche daune e greche. Forse fino a lì si irradiava la sfera d'influenza commerciale greca. D'altra parte il commercio a nord forse era mediato dagli Etruschi, ad indicare una loro generale influenza portata da Spina. Non per nulla gli estruschi usavano fabbricare fibule con inserti di ambra: resina fossile che giungeva da nord nell'area triestina. 

Quindi, sulla base di quanto sopra, vedrei un areale dominato da verdi (etruschi) e grigio (galli).

Ciao

Illyricum

;)

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1 ora fa, Illyricum65 dice:

Bella discussione, interessante.

Mi trovo però discorde nell'area adriatica gravitante verso la Grecia o terreni ellenizzati. Alla foce del Po (Eridanus) esisteva la città di Spina, emporio etrusco. Ritengo quindi che il settore, quantomeno quello occidentale, gravitasse verso questo polo culturale. Sul versante orientale sussistevano, al pari della laguna veneta, abitati dell'Età del Ferro di tradizione gallica (in realtà gli storici dibattono da anni se fossero di "tradizione gallica" (= affini ad esempio ai Veneti) o di "tradizione celtica" (indicando riferimenti con l'area alpina e subalpina) ). Nell'area triestina sono noti influssi da entrambi i versanti e a mio avviso le popolazioni subivano gli influssi culturali di entrambe le aree). Vi sono stati rinvenuti 4 elmi in grotta, 2 sicuramente di tipo etrusco (come tipologia intendo) e 2 Negau (dai siti di ritrovamento in area alpina). Rare scritte in venetico. Ma al di là della diatriba se fossero "galli" o "celti", se focalizzamo l'attenzione su resti riferibili all'area greca abbiamo scarsissimi riferimenti. Forse un paio di frammenti ceramici. Non che i greci non conoscessero l'Alto Adriatico (in Istria Meridionale/ Quarnero/Dalmazia il numero delle ceramiche rinvenute aumentano) ma nel Caput Adriae probabilmente non trovavano interesse. A Nesazio (presso Pola) troviamo (un unicum) statuaria (di origine locale), ceramiche daune e greche. Forse fino a lì si irradiava la sfera d'influenza commerciale greca. D'altra parte il commercio a nord forse era mediato dagli Etruschi, ad indicare una loro generale influenza portata da Spina. Non per nulla gli estruschi usavano fabbricare fibule con inserti di ambra: resina fossile che giungeva da nord nell'area triestina. 

Quindi, sulla base di quanto sopra, vedrei un areale dominato da verdi (etruschi) e grigio (galli).

Ciao

Illyricum

;)

Messa così ben in dettaglio, direi che la tua versione è più plausibile. Io ho pensato in un ottica più greca perché i piceni furono parecchio influenzati dalla cultura ellenica e quindi pensavo in una  possibile diffusione tramite loro. 

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53 minuti fa, Ser. Broccolo dice:

Messa così ben in dettaglio, direi che la tua versione è più plausibile. Io ho pensato in un ottica più greca perché i piceni furono parecchio influenzati dalla cultura ellenica e quindi pensavo in una  possibile diffusione tramite loro. 

Le coste del medio Adriatico probabilmente furono entrambe colonizzate dai greci. La recente mostra a Trieste sull'archeologia subacquea indica appunto il mediterraneo come "mar che unisce" più che divide (da una frase di uno scrittore)... Poi appunto verso nord gli etruschi utilizzavano il Po come via di transito e Spina ne era l'emporio marittimo per eccellenza; per questo motivo probabilmente i greci non riuscirono a colonizzare un'area già nella sfera d'influenza etrusca.

Tra l'altro la discussione mi ha fatto riemergere dalla memoria un testo di Luisa Bertacchi di qualche anno fa. Nello stesso si menziona alla possibile esistenza di un porto etrusco fluviale sul fiume Corno nei pressi di Aquileia, il tutto dedotto dalla presenza di vari reperti perloppiù ceramica ma non esclusivamente (58) di tipo etrusco. Purtroppo questi vennero recapitati in modo anonimo alla studiosa senza indicazioni precise circa la provenienza e consegnati alle Autorità preposte nel 2008. Sulla base tipologica i reperti coprono un periodo dal VII alla seconda metà del IV secolo a.C. All'ultima fase vanno ascritte alcune monete da Apollonia Pontica che vennero lette dalla studiosa come testimonianza di un contatto a distanza tra le due città. Il sito venne abbandonato dopo una seconda alluvione e forse per la pressione esercitata dalle popolazioni gallo/celtiche dell'area (IV - III secolo a.C.).

In pratica i veri fondatori di Aquileia sarebbero stati gli Etruschi.

Ho trovato anche questo articolo:

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2010/02/04/news/ipotesi-rivoluzionaria-di-luisa-bertacchi-gli-etruschi-ad-aquileia-prima-dei-romani-1.41799

Sperando che vengano trovate conferme o smentite in merito...

Consideriamo che ufficialmente attorno al 181 a.C. i Romani fondarono la colonia di Aquileia per creare un emporio con le popolazioni locali: in realtà a loro interessava il controllo della via verso il ferro norico e consideravano di loro pieno diritto il possesso del territorio fino alle Alpi (anche se poi amministrativamente il territorio aquileiense arrivava fino a 30 km da Emona (Lubiana). Infatti a questo avanzamento corrispose la creazione di un oppidum a funzione mercantile (non ancora individuato attualmente) da parte di una popolazione celtica dell'Oltralpe (i Taurisci probabilmente per evitare ripercussioni fecero finta di non saperne niente). Davanti alle rimostranze romane (e davanti alla minaccia di un conflitto militare) l'emporio celtico fu abbandonato e gli abitanti fatti rientrare oltre le Alpi

Ciao

Illyricum

;)

 

Modificato da Illyricum65
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Salve , una correzione circa la fondazione di Padova erroneamente attribuita in apertura post , forse , ai Siracusani di Dionisio , mentre secondo Virgilio , Eneide , Padova sarebbe stata fondata dal Troiano Antenore anche lui come Enea in fuga da Troia , saremmo quindi in teoria oltre il I millennio a.C. .

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18 ore fa, eliodoro dice:

diciamo che al Sud la situazione sembra più semplice..al Nord è più ingarbugliata

Insomma , mica tanto , al Sud erano presenti tante Genti , tra Sanniti , Lucani , Oschi , Iapigi , Messapi , Bruzi , Greci provenienti da alcune Citta' Stato della Grecia , tanto per citare i popoli piu' numerosi sul territorio , la situazione senza Roma avrebbe potuto prendere qualsiasi direzione , certamente non sarebbe rimasta cosi' frammentata a lungo ; forse dopo il fallito tentativo di conquista di Alessandro il Molosso sarebbe intervenuto il nipote Alessandro futuro Magno e la storia avrebbe preso una direzione del tutto diversa da quella che conosciamo .

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10 ore fa, Legio II Italica dice:

forse dopo il fallito tentativo di conquista di Alessandro il Molosso sarebbe intervenuto il nipote Alessandro futuro Magno e la storia avrebbe preso una direzione del tutto diversa da quella che conosciamo .

Alessandro detto Il Grande per aver unificato è posto sotto il suo dominio l'intera Penisola Italiana. 

Nei suoi progetti vi era la conquista della Grecia intera, ma non poté darvi seguito a causa della difficile politica italiana e dei dissidi interni che lo occuparono per tutto il corso della sua lunga vita. 

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E se il quadro fosse stato sconvolto dall'emergere dei Galli come effettivamente avvenne a partire del 400 a.C. ?

Già autori del sacco di Roma (390 a.C.) in assenza della resistenza di Roma (e dei suoi alleati) chi garantisce che non avrebbero assogettato ampia parte della penisola? Magari entrando in contatto con al cultura classica ne sarebbero stati contagiati, come accadde ai Galati.

Ciao

Illyricum

;)

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Salve , probabili scenari oserei dire apocalittici , meglio che Roma sia esistita , inizialmente forse oppresse gli Italici ostili e in qualche caso deporto' intere popolazioni come nel caso dei Liguri o desolo' alcune regioni come il Sannio e in modo minore l' Etruria , ma concedendo poi a tutti la cittadinanza romana riscatto' l' inevitabile durezza della conquista e assicuro' all' Italia tutta secoli di sicurezza e benessere .

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Il 21/5/2018 alle 19:30, Legio II Italica dice:

Salve , probabili scenari oserei dire apocalittici , meglio che Roma sia esistita , inizialmente forse oppresse gli Italici ostili e in qualche caso deporto' intere popolazioni come nel caso dei Liguri o desolo' alcune regioni come il Sannio e in modo minore l' Etruria , ma concedendo poi a tutti la cittadinanza romana riscatto' l' inevitabile durezza della conquista e assicuro' all' Italia tutta secoli di sicurezza e benessere .

Ci penso da quando ho letto la risposta... @Legio II Italica non è uno scenario apocalittico ma solamente non romano-centrico.

Roma ha rischiato più volte di crollare. Una volta su tutte? Durante le guerre puniche ad esempio. Bastava che gli alleati italici dessero ascolto alle sirene di Annibale... oppure precedentemente nel caso già citato dei Galli Senoni... o ancora agli arbori durante gli scontri con gli etruschi o con Pirro. Chiaramente noi siamo portati a vedere Roma come centro della civiltà (e spesso lo fu). Ma altre Culture gravitavano attorno ad essa. Semplicemente altri tipi di culture, diverse da quella classica mediterranea. I cosiddetti "barbari" non erano senza cultura; semplicemente la loro era diversa da quella classica.

Nella romanizzazione della penisola italica un fatto importante e di non trascurabile importanza è che se Roma cresceva e inglobava le città e popolazioni negli altri casi (etruschi e greci su tutti) le varie città erano spesso in conflitto tra loro. Non so quale fosse la situazione a livello gallico ma ritengo che la frammentazione su base tribale comportasse una frammentazione delle forze (infatti le grandi coalizioni barbariche si avranno solo circa dal II secolo d.C.).

In questo quadro frammentato la crescente "nazione romana" (se  mi consentite il termine) riuscì a fronteggiare nemici sempre più forti, a sconfiggerli e , questa fu la sua vera grande qualità, ad integrarli e annetterli, facendoli diventare anch'essi "romani". 

Ciao

Illyricum

;)

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Ciao @Illyricum65 , forse usando il termine "scenari apocalittici" ci sono andato pesante nell' immaginare l' Italia frammentata senza Roma e ipotizzabile preda di un popolo esterno all' italico ; se infatti analizziamo i vari popoli che vivevano sul territorio , soltanto due di questi tentarono una vera conquista : Etruschi e Galli , i primi furono pero' fermati ad Ariccia prima e poi a Cuma , mentre i Galli effettuarono essenzialmente delle scorrerie nell' Italia centrale ma non sappiamo lo scopo esatto di queste , se solo per razziare o per estendere stabilmente il loro territorio ; ci furono anche tentativi di allargare i loro confini da parte di Sanniti , Oschi e Lucani , che mirarono pero' alla conquista di qualche citta' greca , ma nulla piu' .

Questa situazione molto frammentata avrebbe prima o poi attratto gli interessi commerciali e quindi militari delle potenze mediterranee dell' epoca : Cartaginesi e Greci ; i popoli italici si sarebbero mai uniti contro un nemico comune ? difficile dirlo , ma non credo , qualcuno di questi per vanagloria potrebbe essersi alleato all' invasore , per venire in seguito inevitabilmente assoggetto , in pratica come avvenne con gli "alleati del popolo romano" , prima usati e poi assoggettati .

Se lo scenario dell' Italia in assenza di Roma fosse stato questo , e' ipotizzabile che i nativi avrebbero parlato fenicio o greco , oppure entrambe le lingue . 

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