Questo è un post popolare grigioviola Inviato 25 Luglio, 2019 Questo è un post popolare #1 Inviato 25 Luglio, 2019 (modificato) Oggi vi parlo di un nuovo ripostiglio inglese: il Rockbourne hoard, un deposito trovato il 26 agosto del 1967 nei pressi di una villa romana, sito archeologico oggetto di campagne di scavi dagli anni '40 ai '70 (e ora museo). Il ripostiglio ebbe una notevole risonanza nella cronaca locale all'epoca e constava di ben 7.714 monete tra denari e antoniniani (la maggior parte). Il sito della villa romana di Rockbourne si trova in una zona rurale dell'Hampshire, vicino alla storica cittadina di Fordingbridge, nei pressi della New Forest. Le monete erano contenute all'interno di un grande vaso in terracotta a due manici con alcuni motivi geometrici decorativi e risalgono in larga parte al periodo 250-290. Tuttavia la presenza di emissioni a nome di Diocleziano e Massimiano fanno ipotizzare una data di chiusura attorno al 305. Nel sito internet dell'Hampshire Archeology Club vi è un breve resoconto della storia e delle vicissitudini di questo ripostiglio e ve ne porto alcuni stralci in inglese: Cita The hoard caused great excitement at the time and the news even made some national papers, presumably resulting in a late-season rush of visitors to the villa. After the coins had been counted they were carried off to the village shop to be weighed (collectively!). As the scales were not up to the job, someone produced a set of bathroom scales and they provided a reading of 56lbs (25.4 kg). A T Morley Hewitt, discoverer of the villa and owner of the site at the time, then set about having the coins cleaned and identified. When it was clear there were numerous duplicates – 2,439 issues of Tetricus I, for example, and 1,474 of Victorinus – he rewarded each of his regular diggers with a small packet of coins at the annual dinner later in the year. This dispersal of the hoard continued in other ways, as the decision was made to sell some of the duplicates in order to raise funds for the continuing excavation. There was also some dispute about whether the ‘finder’ should have a significant share of the hoard. At the end of the day (or more precisely in 1979, when Hampshire County Council acquired the site and finds) only 986 coins were present, and only half of these ended up in the site archive. These 493 coins, along with the New Forest jar in which they were concealed, are part of the museum displays. Debate continues about whether such hoards represent the hiding away of wealth, particularly in troubled times, or a religious offering to the gods. The discovery of the huge ‘Frome hoard’ in 2010 (52,503 coins in a very large pot) supports the votive offering theory. The excavator of the Frome find reported distinctive ‘organic matter’ around the pot, suggesting that this was packing to protect it. Morley Hewitt also mentions an organic component to the Rockbourne find, but it’s not clear in what quantity. In 1894, a hoard of 4,020 coins, of similar date, was found on the site of Roman farm buildings at Whipps Hill, less than a mile from Rockbourne. Nel 2015 la casa d'aste inglese Spink, nell'asta n. 15004 del 25-26 Marzo, mise in vendita un lotto multiplo di ben 662 esemplari provenienti da questo ripostiglio: Il lotto, da una stima di 2-3000£ realizzò, senza diritti, la ragguardevole cifra di 5.000£. Le monete erano tutte catalogate e inventariate e custodite singolarmente su bustine di carta coeve all'epoca del rinvenimento/studio. Un anno fa ho acquistato il primo pezzo proveniente dal ripostiglio in questione (Vittorino, PROVIDENTIA AVG) ed era accompagnato da una cartolina dell'epoca, il che mi fa supporre che non facesse parte di questo lotto multiplo ex Spink, bensì fosse uno dei vari esemplari donati/regalati o venduti come souvenir per finanziare gli scavi durante gli anni '70. Gli ultimi due esemplari acquistati qualche giorno fa invece (Vittorino, INVICTVS e Tetrico II, SPES AVGG) provengono invece da questo grande lotto venduto dalla casa d'aste inglese. Tutti e tre i pezzi condividono la medesima tipologia di bustina di carta con la stessa grafia e un analogo numero di catalogazione/inventario. 1) Vittorino, AE antoniniano D\ IMP C PIAV VICTORINVS PF AVG R\ INVICTVS, *| R.I.C. 113 2) Vittorino, AE antoniniano D\ IMP C VICTORINVS PF AVG R\ PROVIDENTIA AVG R.I.C. 61 3) Tetrico II, AE antoniniano D\ C PIVS ESV TETRICVS CAES R\ SPES AVGG R.I.C. 270 Passatemi le foto delle monete che non sono meravigliose, ma le ho fatte al volo ieri sera con lo smartphone e con una luminosità alquanto scadente... ma mi premeva di lasciarvi questo contributo prima di partire per le vacanze ormai imminenti Buona lettura e, se avete domande o curiosità... son qui! Modificato 25 Luglio, 2019 da grigioviola 11 Cita Awards
skubydu Inviato 25 Luglio, 2019 #2 Inviato 25 Luglio, 2019 Però se consideri il valore storico del ritrovamento ed al fatto che il gruzzolo venduto da spink era di 650 monete, 5000 sterline non sono molte... è quello che si paga per 2 sesterzi non rari ben conservati .... forse oggi, venduto fa CNG , farebbe molto di più di quella cifra.. skuby Cita
grigioviola Inviato 26 Luglio, 2019 Autore #3 Inviato 26 Luglio, 2019 @skubydu credo che tra diritti d'asta e spese di spedizione il prezzo finale dovrebbe aggirarsi tra i 6300£ quindi grossomodo sui 9,50£ in media a moneta. in effetti non è molto. Ignoro se nel mucchio vi fossero pezzi di una qualche rarità, ma anche supponendo non ve ne fossero si tratta comunque di un prezzo non eccessivamente elevato se si inquadra l'acquisto in un'ottica commerciale di rivendita. Vendendo il tutto singolarmente, con calma e nel tempo, si rientra tranquillamente dalle spese e si riesce a spuntare un discreto ricavo. Di certo da Spink non ci hanno speculato in maniera eccessiva. A me son costati 23€ l'uno (comprensivi di spedizione). Un po' di ricavo per il commerciante (a sua volta rivenditore e non acquirente diretto del lotto Spink) doveva saltar fuori, ma è stato anche onesto nel non rincarare eccessivamente il prezzo. Su ebay U.S.A. c'è un commerciante, che però non spedisce in Italia, che periodicamente mette in vendita alcuni pezzi provenienti sempre dal medesimo stock, ma a cifre folli per questi pezzi comuni, nonostante la provenienza da hoard: tutti sopra i 100$. Cita Awards
grigioviola Inviato 26 Luglio, 2019 Autore #4 Inviato 26 Luglio, 2019 Nelle mie ricerche certosine in rete, sono riuscito a reperire altro materiale d'epoca che vi lascio per testimonianza: gli articoli dei quotidiani locali. Cita Awards
Ale1900 Inviato 26 Luglio, 2019 #5 Inviato 26 Luglio, 2019 Una curiosità: una Zecca durante l'Impero, quante monete all'anno poteva coniare su per giù? Cita
Testone68 Inviato 27 Luglio, 2019 #6 Inviato 27 Luglio, 2019 È impossibile da stabilire , dipende dalla secca , Dale maestranze impiegate e dalla necessità. Tieni conto che nel periodo del ripostiglio e degli antoniniani, soprattutto nei territori dell' impero c'erano moltissime zecche itineranti a seguito degli eserciti. Impossibile stabilire quantità di monete coniate. 1 Cita
Ale1900 Inviato 27 Luglio, 2019 #7 Inviato 27 Luglio, 2019 2 ore fa, Testone68 dice: È impossibile da stabilire , dipende dalla secca , Dale maestranze impiegate e dalla necessità. Tieni conto che nel periodo del ripostiglio e degli antoniniani, soprattutto nei territori dell' impero c'erano moltissime zecche itineranti a seguito degli eserciti. Impossibile stabilire quantità di monete coniate. non si sa neppure della sola città di Roma? Cita
Illyricum65 Inviato 27 Luglio, 2019 #8 Inviato 27 Luglio, 2019 (modificato) 5 ore fa, Testone68 dice: È impossibile da stabilire , dipende dalla secca , Dale maestranze impiegate e dalla necessità. Tieni conto che nel periodo del ripostiglio e degli antoniniani, soprattutto nei territori dell' impero c'erano moltissime zecche itineranti a seguito degli eserciti. Impossibile stabilire quantità di monete coniate. Scusa ma per quel che ne so io le zecche itineranti erano un fenomeno tipico della Tarda Repubblica - Primo Impero. Nel III-IV secolo ci sono zecche stabili che provvedono al fabbisogno di determinate aree. Ad esempio Siscia copre l'area illirico-pannonica e il limes danubiano, affiancata da Sirmium. Treveri copre il territorio della attuale Francia del Nord, Germania del Nord (Limes) e Britannia (con Londinium sull'isola). Arelate (epoca costantiniana) l'area francese del sud e Spagna coadiuvata da Lugdunum. Se ci limitiamo alla seconda metà del III secolo le zecche attive sono minori. Puoi segnalarmi dove hai trovato questo riferimento? Grazie Illyricum Modificato 27 Luglio, 2019 da Illyricum65 Cita
Ale1900 Inviato 27 Luglio, 2019 #9 Inviato 27 Luglio, 2019 39 minuti fa, Illyricum65 dice: Nel III-IV secolo ci sono zecche stabili che provvedono al fabbisogno di determinate aree per queste Zecche vi sono dei dati di emissioni annuali? Cita
Testone68 Inviato 27 Luglio, 2019 #10 Inviato 27 Luglio, 2019 2 ore fa, Illyricum65 dice: Se ci limitiamo alla seconda metà del III secolo le zecche attive sono minori. Puoi segnalarmi dove hai trovato questo riferimento? Tempo fa avevo letto un articolo riguardo degli antoniniani, devo cercarlo e provo a postarlo. In primis: non è detto che potrei essermi confuso sul periodo. In ogni caso mi pare che proprio durante il III sec. Alle zecche imperiali ( sostanzialmente quelle che hai ottimamente descritto) vennero affiancate numerose zecche provinciali Grazie del post Cita
Illyricum65 Inviato 27 Luglio, 2019 #11 Inviato 27 Luglio, 2019 (modificato) 5 ore fa, Ale1900 dice: per queste Zecche vi sono dei dati di emissioni annuali? No, non ci sono dati precisi. Ci sono dei calcoli matematici (Easty se ben ricordo) ma niente di storicamente documentato. Questo testo non è malaccio: https://www.academia.edu/2208670/Calculating_Ancient_Coin_Production_Seeking_a_Balance Ciao Illyricum Modificato 27 Luglio, 2019 da Illyricum65 Cita
Illyricum65 Inviato 27 Luglio, 2019 #12 Inviato 27 Luglio, 2019 3 ore fa, Testone68 dice: Tempo fa avevo letto un articolo riguardo degli antoniniani, devo cercarlo e provo a postarlo. In primis: non è detto che potrei essermi confuso sul periodo. In ogni caso mi pare che proprio durante il III sec. Alle zecche imperiali ( sostanzialmente quelle che hai ottimamente descritto) vennero affiancate numerose zecche provinciali Grazie del post Mah potrebbe essere inteso nel senso che vennero potenziate appunto delle "zecche periferiche" per la produzione di esemplari destinati alle truppe di stanza (ad es. lungo il limes). Se ritrovi il testo lo leggo con interesse... Ciao Illyricum Cita
grigioviola Inviato 28 Luglio, 2019 Autore #13 Inviato 28 Luglio, 2019 Zecche itineranti nel III secolo non c'è n'erano di note. O comunque non che abbiano battuto antoniniani identificati con certezza come riconducibili a tali tipologie di zecche. Durante l'impero gallico dei secessionisti Postumo e soci, sì è speculato su alcune emissioni PAX AVG di Postumo e di Vittorino accumunate dalla presenza nel campo di lettera P per Postumo e lettera V per Vittorino contrapposte ad analoghe emissioni prive di lettera P e V. Ecco, si ipotizza per le emissioni marcate una coniazione in zecca militare itinerante a seguito dell'imperatore impegnato in campagna contro invasori barbari a difesa dei confini dell'impero. Altra ipotesi vede la lettera legata al nome dell'imperatore P Postumo, V Vittorino. Ancora, l'ipotesi che siano legate alle legioni stanziate in gallia: P Primigenia, V Vlpia. A memoria queste sono le uniche emissioni legabili a zecche itineranti. 1 Cita Awards
Illyricum65 Inviato 27 Agosto, 2019 #14 Inviato 27 Agosto, 2019 Buongiorno, intervengo aggiungendo un esemplare proveniente dal sito che l'amico Grigioviola ha così ben presentato: Gallieno, RIC V-1# 192, Testa radiata di Gallieno rivolta a destra (variante busto senza corazza) GALLIENVS [AV]G / [F]IDES MILIT[VM], N in campo destro, Fides stante verso destra, testa a sinistra,reggente stendardi nella mano destra e scettro verticale in quella sinistra. Ciao Illyricum 1 Cita
grigioviola Inviato 27 Agosto, 2019 Autore #15 Inviato 27 Agosto, 2019 Ripostiglio che si ingrossa con un altro esemplare beccato qualche giorno fa e che condivido unendomi alla presentazione del Gallieno di @Illyricum65: D\ IMP TETRICVS P F AVG R\ COMES AVG RIC 57; Elmer -; E anche questo pezzo è accompagnato dalla bustina originale dell'epoca con la catalogazione: La provenienza ovviamente è la medesima vista in precedenza (il grande lotto multiplo esitato da Spink). E con questo al momento ne abbiamo radunati 5... ce ne mancano "solamente" altri 7709 e dopo possiamo prendere un volo easyjet e andare a reinterrarli a Rockbourne! Cita Awards
Risposte migliori
Unisciti alla discussione
Puoi iniziare a scrivere subito, e completare la registrazione in un secondo momento. Se hai già un account, accedi al Forum con il tuo profilo utente..