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Argento sardo come materia prima per il carlino?


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Buonasera a tutti,

come ho scritto in un'altra discussione, di solito mi occupo di numismatica sarda, perciò gradirei un parere o una referenza da voi esperti di monetazione del sud italia. Di recente ho letto uno scritto di John Day sulla Sardegna Catalana, in cui l'autore scrive che gli alfonsini d'argento sardi coniati nel XIV sec. (di cui vi riporto un esemplare di Alfonso IV sotto) venivano largamente esportati verso Tunisi, il Levante e "soprattutto Napoli, dove l'alfonsino sembra fosse utilizzato come materia prima per il celebre carlino".

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A qualcuno di voi risulta questo dato, o può indirizzarmi verso qualche fonte dove possa documentarmi meglio?

Vi ringrazio in anticipo!!

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9 ore fa, domenico.mura dice:

in cui l'autore scrive che gli alfonsini d'argento sardi coniati nel XIV sec. (di cui vi riporto un esemplare di Alfonso IV sotto) venivano largamente esportati verso Tunisi, il Levante e "soprattutto Napoli, dove l'alfonsino sembra fosse utilizzato come materia prima per il celebre carlino".

Ciao, l'autore cita qualche fonte?

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salve @demonetis , purtroppo le fonti usate dall'autore per scrivere il saggio sono citate tutte insieme alla fine, nella nota bibliografica... eccone una scansione, forse voi riconoscete qualche nome significativo:

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Modificato da domenico.mura
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18 minuti fa, domenico.mura dice:

salve @demonetis , purtroppo le fonti usate dall'autore per scrivere il saggio sono citate tutte insieme alla fine, nella nota bibliografica... eccone una scansione, forse voi riconoscete qualche nome significativo:

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Mi dispiace, ma non ti posso essere d'aiuto.

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Ciao @domenico.mura, mi affascina molto questo argomento che hai presentato con questa tua discussione: potresti indicarmi il titolo del saggio a cui fai riferimento ed eventualmente anche da quale periodico è stato estratto e se si può reperire per una lettura? 
Grazie :) 

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1 ora fa, Caio Ottavio dice:

Ciao @domenico.mura, mi affascina molto questo argomento che hai presentato con questa tua discussione: potresti indicarmi il titolo del saggio a cui fai riferimento ed eventualmente anche da quale periodico è stato estratto e se si può reperire per una lettura? 
Grazie :) 

certo @Caio Ottavio , è un piacere! Dunque lo scritto si chiama "L'economia della Sardegna Catalana", di John Day, ed è contenuto nel libro "I Catalani in Sardegna", che puoi trovare ad esempio al link sotto:

https://www.amazon.it/I-catalani-Sardegna-AA-VV/dp/B00M0T7MQY

comunque l'affermazione sul carlino è citata da altri autori, ad esempio dal Castellaccio nella pubblicazione "Sardegna Catalana" (pag. 64, nota 19), di cui puoi trovare il pdf al link sottostante:

https://people.unica.it/olivettaschena/files/2017/05/PUBBLICAZIONE-Sardegna-Catalana1.pdf

se ti servisse qualche scansione dal libro, fammi sapere!

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  • 2 settimane dopo...
Il 8/2/2020 alle 19:34, domenico.mura dice:

salve @Caio Ottavio e @demonetis, perdonate la domanda da profano di monetazione napoletana, ma col "celebre carlino" pensate si intenda il Saluto angioino del tipo qua sotto?

Saluto.jpg

Salve @domenico.mura, se non sbaglio la citazione tratta dal Castellaccio si contestualizza all'interno del panorama economico-monetario della prima metà del XIV secolo, quindi, più che i saluti angioini di Carlo II (già morto nel 1309), mi orienterei maggiormente sui gigliati di Roberto d'Angiò (1309-1343), suo successore, che abbraccia più da vicino l'arco cronologico riguardante la questione.  

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  • 3 settimane dopo...

salve @demonetis e @Caio Ottavio , ho trovato ulteriori fonti su questo argomento nel libro "Economia e moneta del Medioevo mediterraneo" di Angelo Castellaccio, perciò, sperando di farvi cosa gradita, ve le condivido.

A pag.181, nota 142, a proposito del mercato internazionale dell'alfonsino d'argento, l'autore scrive (cito) "... si ha notizia di una circolazione mediterranea degli alfonsini d'argento, presenti in numerosi mercati, in particolare Napoli e Cipro (F. Balducci Pegolotti, La pratica della marcatura, p.119, ripreso da C. Giorgioni Mercuriali, La zecca, pp.438-39). "

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