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L. Licinio Lucullo

Vercingetorige umiliato

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L. Licinio Lucullo
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http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I2/4

 

 

Immagine.jpg

La testa femminile al diritto comunque identificata preferibilmente come Clementia (= Indulgenza), conforme alla volontà politica di Cesare di essere indulgente nei confronti dei vinti, bene memore del tragico clima instaurato dalla precedente dittatura di Silla, che represse molto ferocemente i suoi avversari. Amisano tuttavia non concorda (datando la moneta al 49, alla vigilia di una guerra fraatricida) e proponee Venere, Cerere o Pietas.

La scelta di tipi "gallici" può forse sorprendere in una moneta commemorativa dopo la vittoria di Farsalo contro le forze pompeiane. In realtà con la scelta di un simile tipo, Cesare voleva propagandare anche la sua fama di geniale comandante militare, dimostrata non solo dopo la decennale campagna contro i Galli, ma anche in occasione di questa decisiva battaglia. Il denario fu coniato dalla zecca al seguito di Cesare a distanza di circa quattro anni dalla resa di Alesia (52) e dalla cattura dell'averno Vercingetorige. Negli anni contemporanei all'emissione, tra il 48-47, Cesare si era impegnato in una politica di pacificazione con gli altri principes galli, provvedendo a larghe concessioni della cittadinanza romana ai provinciali della Transalpina e permettendo addirittura ad alcuni Galli della Narbonese di entrare in Senato. Questa generosità nei confronti dei bracati galli non era affatto ben vista a Roma, ed era anzi motivo di motteggio per Cesare. Svetonio cita a proposito un libellus letto in senato, nel quale era scritto che: "Gallos Caesar in triumphum ducit, idem in curiam; Galli bracas deposuerunt, latum clavum sumpserunt" (Suet. Caes., 80). Anche l'ingente intromissione di soldati provinciali nell'esercito, come testimonia la formazione della legione V Alaudae composta da Galli della Transalpina, aveva contribuito a impensierire non poco l'opinione pubblica. Era quindi necessario rassicurare il nazionalismo romano e allo stesso tempo fomentare l'orgoglio autoctono dei cittadini. In questo senso la composizione figurativa scelta per il rovescio del denario si presta bene allo scopo: in alto spicca il trofeo di armi, colla corazza affiancata allo scudo e al carnyx, la caratteristica tromba gallica, segno della conquista sul campo, e in basso il prigioniero seminudo seduto, con le mani legate, incapace di opporsi alla sconfitta subita. Il prigioniero è stato a lungo identificato come Vercingetorige (Babelon e, dubitativamente, Belloni); sebbene sia Crawford che Sear ritengano questa identificazione improbabile, le caratteristiche fisiche chiaramente individuate, compresa la testa di insolite dimensioni, fanno ritenere che l'autore dell'intaglio stesse cercando di riprodurre il ritratto riconoscibile di una persona reale.

Fu una moneta sì militare ma nel contempo carica di speranze per una rapida rappacificazione, vero e proprio manifesto della propaganda politica del futuro dittatore romano

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