Rossano Inviato 27 Luglio, 2020 #1 Inviato 27 Luglio, 2020 Vogliate scusare la rozzezza della formulazione della questione, ma credo sia meglio porla in forma gretta che rimandarla e dimenticarla. Premetto che limito il ragionamento al solo caso degli euro correntemente circolanti. Di solito si misura la rarità in misura della tiratura assoluta di ogni moneta. Eppure, se bisogna valutare l'effettiva rarità di una moneta circolante si deve commisurare la tiratura della particolare moneta (taglio-paese-annata) con la tiratura totale delle monete dello stesso solo taglio correntemente in circolazione. Perché è da questo che dipende l'effettiva frequenza con cui ci capita in mano (come resto occasionale al supermercato o come ricerca metodica con i rotolini bancari in gran massa metodica) il pezzo più o meno raro. Riflessione che mi stava in canna da anni, e che ho maturato oggi in maniera definitiva trovandomi in mano alla cassa del supermercato un 5 centesimi di Città del Vaticano del 2008 come parte del resto di un paio di birre, mentre dopo anni di migliaia e migliaia di monete da 5 centesimi scorse con i rotolini di banca non ho mai visto nulla di così raro. Cita
Rossano Inviato 27 Luglio, 2020 Autore #2 Inviato 27 Luglio, 2020 Cioè, se si deve trovare una moneta a due euro tirata in x pezzi, essendo il totale delle monete da 2 euro tirate (in totale? in quell'anno?) pari ad y pezzi, la rarità sara x/y. Se invece il rapporto fra una moneta da 1, 2 o 5 centesimi tirata in pari x pezzi, ma essendo il totale delle monete da 1, 2 o 5 centesimi tirate (in totale? in quell'anno?) pari a ny pezzi, la rarità sarà nx/y. Sbaglio qualche passaggio? Cita
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