Questo è un post popolare Stilicho Inviato 18 Marzo, 2021 Questo è un post popolare #1 Inviato 18 Marzo, 2021 (modificato) Perché Valente? Come ricorderete, poco tempo fa ho pubblicato una discussione su un frammento di siliqua attribuita a Valente e che, molto probabilmente, era una imitativa (Detriti sulla "baia" - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo). Nel preparare quel lavoro, mi è venuta voglia di approfondire la figura di questo imperatore che, diciamolo, è sempre stato accompagnato da una accezione negativa (e ne comprendiamo anche il perché, ne parleremo). Da ciò, ho iniziato ad interessarmi anche alle sue monete; in particolare mi hanno colpito quelle in oro. Come forse saprete, a me piacciono molto i bronzi del IV secolo e, onestamente, non mi sono mai soffermato molto sulla monetazione aurea di questo periodo, se non in occasione di qualche discussione sul nostro forum (forse anche in maniera inconscia l' ho sempre vista piuttosto lontana, non potendomene permettere l’acquisto). Ho scoperto però che le monete auree hanno un grande fascino, non solo dovuto al fatto che l’oro e’ un metallo incorruttibile, ma anche perché sono davvero di grande qualità stilistica ed artistica, veri piccoli capolavori molto curati, anche nelle tecniche di coniazione. Ma chi era Valente? Valente era il fratello minore di Valentiniano I il quale, giunto al potere nel 364 con l’appoggio dei militari della guardia imperiale, lo aveva associato al trono comprendendo la difficoltà di gestire da solo un regno tanto vasto. Su questa decisione aveva però anche pesato l’opinione degli stessi soldati che si rendevano conto delle difficoltà nella gestione di un impero così ampio e che avevano caldeggiato un co-reggente, anche se avrebbero forse preferito un estraneo anziché’ Valente (forse perché meglio controllabile? O forse perché intuivano le scarse attitudini al comando di Valente? Non e’ escluso che lo stesso Valentiniano I abbia fatto lo stesso ragionamento....). Quindi Valentiniano I tenne per sé l’occidente e affidò l’oriente a Valente, iniziando di fatto quella divisione dell’impero che poi sarebbe in fondo perdurata fino alla sua fine avvenuta circa un secolo dopo. In realtà, sebbene gli fosse stato conferito sin quasi da subito il titolo di Augusto, Valente fu subordinato di fatto al fratello. Non ci sono, infatti, dubbi sul fatto che Valentiniano I, nel dividere il potere con Valente, intendesse comunque tenere nelle sue mani le redini dello stato. Era il più anziano, il più esperto ed era il solo sul quale erano caduti i voti del corpo elettorale. La sua parte dell’impero comprendeva tre delle quattro prefetture e l’intero Illirico, da sempre terra di reclutamento dei soldati. E poi (cosa forse ancora più importante in chiave di supremazia), possedeva Roma, la capitale reale e morale dell’intero impero. Come dice lo storico Schiller (Geschichte der römischen Kaiserzeit, ii, pag 350), nella sua divisione Valentiniano I mostrò che intendeva che la subordinazione dell’Oriente all’Occidente fosse permanente. Non da ultimo, da notare l’elevazione al rango di augusto di suo figlio Graziano nel 367. E Valentiniano si adoperava per rendere chiaro che, sebbene avesse condiviso con Valente i pieni poteri, non si trattava affatto di parità di poteri. La documentazione disponibile mostra però come Valente non si preoccupasse affatto di questa posizione di inferiorità e anzi pare che abbia accettato di prendere ordini da suo fratello e che abbia preso decisioni e messo in atto iniziative per suo volere Non poteva mancare, in tal senso, la “voce” delle monete, da sempre forte strumento di propaganda. Ne e’ la prova una coppia di solidi con la legenda VOTA PVBLICA emessi per la prima volta nel 368 e che mostra i due imperatori nimbati con indosso l’abito consolare e seduti su un trono uno accanto all’altro in segno di unità e comunione di intenti. Ora, sui solidi VOTA PVBLICA coniati nelle zecche orientali sotto il controllo di Valente, entrambi gli imperatori sollevano una mappa (la bandiera da corsa) nella loro mano destra, come segno di potere. Ecco Valentiniano, RIC IX Costantinopoli 29 A: Ed ecco Valente, RIC IX Costantinopoli 29B: Se invece ci spostiamo ad Occidente (qui zecca di Mediolanum) vediamo che solo l’imperatore di sinistra, il senior Valentiniano I, solleva la mappa: Questa e’ la RIC IX Mediolanum 3 A per Valentiniano I: E questa e’ di Valente, la RIC IX Mediolanum 3B: Ci sono tuttavia solidi dove invece i due sovrani sono, per così dire, paritari; come in questi solidi di Treveri per Valente e Valentiniano I: Ho provato a dare una mia interpretazione. In questi ultimi due solidi la legenda e’ VICTORIA AVGG e con ogni probabilità si riferisce alla vittoria nelle guerre contro i germani, alamanni, franchi e goti (che si combatterono dal 364 al 369) e che valsero contemporaneamente ad entrambi i titoli di Germanicus, Alamannicus, Francicus e Gothicus Maximus come era prassi, anche se il grosso dello sforzo fu magari compiuto da uno solo dei due in base alle rispettive sfere di influenza. Particolare e’ qui la comparsa in esergo delle lettere OB che sarebbero le iniziali della parola obryzum, o obryziacum ovvero oro purissimo, raffinato. Queste lettere compaiono sulle monete auree emesse dalle zecche di Treveri, Tessalonica, Costantinopoli ed Antiochia a partire dal 368. Questa marca indica e garantisce dunque la purezza del metallo utilizzato, purezza che e’ stata confermata da indagini compiute in epoca moderna , secondo le quali i solidi coniati dopo il 368 d.C, mostrano una percentuale di oro nel metallo utilizzato superiore al 99%, diversamente da quelli prodotti in precedenza che invece contenevano fino anche a oltre il 6% di argento e rame. Ma chi fu in realmente Valente? Valente fu un grande sfigato: fu coinvolto nella disfatta di Adrianopoli, che inevitabilmente ne pregiudicò il giudizio dei contemporanei e dei posteri. In questa battaglia l’esercito romano venne quasi completamente distrutto dai Goti e lo stesso Valente vi trovò la morte. Questa sconfitta inevitabilmente fece etichettare Valente come sovrano incompetente, inadeguato, ignorante, in particolare al confronto con la dinastia di Costantino e con lo stesso fratello Valentiniano che lo aveva voluto come collega sfidando il consiglio dei soldati. Adrianopoli, dicevamo.....9 agosto 378....il giorno dei barbari..... (855) La battaglia di Adrianopoli - 378 d.C - Il collasso di Roma - YouTube Ammiano Marcellino dice che Valente era un uomo “inter probra medium et praecipua”, ovvero “che aveva qualità straordinarie e orribili in egual misura”. Quando suo fratello lo nominò imperatore aveva trentasei anni. Sulle monete e’ rappresentato quasi sempre come tendente a ingrassare, con il collo robusto e già un accenno al doppio mento. Sempre Ammiano dice che aveva le gambe incurvate e la pancetta e che vedeva male da un occhio. Inoltre, non era istruito, non era di illustri natali, non era carismatico, coraggioso ne’ particolarmente intelligente. Tuttavia, era un bravo agricoltore e un buon soldato (doti queste che gli venivano dalle origini pannoniche), e si conquistò (almeno inizialmente) la fiducia dei sudditi combattendo la corruzione, riducendo le tasse e costruendo opere pubbliche come l’acquedotto di Costantinopoli, ancora i nparte visibile a Istanbul. Tuttavia, fu un fanatico religioso di fede ariana che anziché placare, inasprì i conflitti religiosi. Questa fu forse una delle cause principali della sua crescente impopolarità. Infine, un aspetto positivo per un imperatore romano: era fermamente convinto della supremazia di Roma che riteneva andasse difesa e affermata e della importanza della integrità dello stato romano. Convinzioni queste che contribuirono, nel bene e nel male, alla disfatta sua e del suo esercito. Insomma, Valente era semplicemente un uomo comune con tutte le sue contraddizioni che fu posto di fronte ad una impresa sovrumana e straordinaria, la sfida del potere imperiale, da cui alla fine venne travolto. Tuttavia, ancora oggi non gode di buona fama. In questi giorni sto leggendo un libro di Noel Lensky: Il fallimento dell’impero. Valente e lo stato romano nel quarto secolo d.C.. Nella seconda di copertina Giusto Traina scrive: “Perché occuparsi di un imperatore mediocre, nonché principale responsabile del fallimento dell’impero? Perché è proprio dal bilancio fallimentare del regno di Valente che si possono comprendere le ulteriori vicende dell’impero, in particolare la caduta senza rumore dell’Impero d’Occidente avvenuta poco meno di un secolo dopo Adrianopoli”. Ecco, Adrianopoli….ci risiamo. Ma lo stesso Lensky dice: “Il mio obiettivo non e’ denigrare Valente. Le fonti antiche si sono spinte abbastanza in là nel macchiare la reputazione dell'uomo per tutti gli anni avvenire. Ma non cerco nemmeno di riabilitarlo. Tentativi del genere sono invariabilmente riduttivi e imprevedibili. Al momento non disprezzo Valente né lo ammiro particolarmente. Ha fatto il meglio che poteva per sopravvivere a quello che indubbiamente era il più grande lavoro del mondo dei suoi tempi e la sua caduta finale rappresenta in egual misura una testimonianza delle difficoltà di governare l'impero e degli errori dell'imperatore”. Devo dire che Valente non fu neppure fortunato. Adrianopoli fu solo il culmine, ma egli dovette affrontare incursioni di barbari (Persiani, Goti…) , usurpazioni (Procopio), violazione dei trattati, crisi economiche, lotte religiose intestine e anche catastrofi naturali (le fonti descrivono almeno sette grandi terremoti, un devastante maremoto, una grandinata prodigiosa a Costantinopoli e due carestie, una in Anatolia ed una in Siria). Insomma, un po’ sfigato era. Pero’, che belle monete fece coniare! Ecco una carrellata di altri solidi: Questo e’ un RESTITVTOR REIPUBLICAE di Nicomedia Qui siamo a Siscia, SALVS REIP Credo che queste due emissioni si riferiscano anche esse alla restaurazione ed alla salvezza dell’impero in occasione delle guerre contro i barbari che minacciavano l’integrità del regno. A conferma di ciò, sul solido di Siscia, la presenza di un barbaro prigioniero. Trovo bellissimo questo 1 e ½ solido, con una GLORIA ROMANORVM davvero inusuale: Ricordiamo l’importanza che aveva per Valente proprio la gloria di Roma, del suo potere universale, del suo dominio sul mondo. Fa il paio con questa, con le personificazioni di Roma e Costantinopoli: Molto particolare questo solido: Si vede, tra i due imperatori, una piccola figura togata che dovrebbe essere il piccolo Graziano. Un omaggio dello zio al nipote, associato al trono da Valentiniano I ad occidente. Qui sotto, invece, vediamo un omaggio non solo al nipote, ma anche a fratello: le due figure del rovescio sono infatti Valentiniano I e Graziano: Ovviamente commenti, interventi, correzioni e osservazioni sono bene accetti. Fonti e letture consigliate: - N. Lensky: Il fallimento dell’impero. Valente e lo stato romano nel quarto secolo d.C.; 21 editore - RIC volume IX - Adriano Savio: Monete romane; Jouvence - Alessandro Barbero: 9 agosto 378, il giorno dei barbari; Laterza Ciao da Stilicho Modificato 18 Marzo, 2021 da Stilicho correzione di errore 18 1 Cita
grigioviola Inviato 19 Marzo, 2021 #2 Inviato 19 Marzo, 2021 Imperatore sfortunato, che nella sua sfortuna ebbe comunque un peso considerevole nel delineare e tracciare la sorte di un impero ormai al collasso. Può essere visto come una figura di transizione, l'inizio di un passaggio evolutivo che portò alla fine dell'impero romano come l'avevano conosciuto e vissuto fino a quel momento... Bellissima discussione! ...Sarà che ho un debole per i periodi di crisi e di trasformazione! 2 Cita Awards
Stilicho Inviato 19 Marzo, 2021 Autore #3 Inviato 19 Marzo, 2021 @grigioviola Grazie per l'intervento e per l'apprezzamento.? Concordo con quanto affermi. Il mondo romano dopo i fatti di quegli anni non sarà più lo stesso. E Valente ci fu proprio nel mezzo, cercando, io credo, di fare del suo meglio, gravato da un peso che nessuno altro prima di lui aveva dovuto sopportare. Notavo come Valentiniano I avesse affidato a Valente la pars Orientis, ritenendola forse più sicura e più stabile. Ma gli eventi più drammatici iniziarono proprio ad Oriente, anche se le conseguenze più gravi le ebbe alla fine l'Occidente. Ciao da Stilicho Cita
grigioviola Inviato 20 Marzo, 2021 #4 Inviato 20 Marzo, 2021 E se invece di affidargli la più stabile e sicura, avesse scelto di lasciargli la più "sacrificabile"? Della serie, semplificando terra terra, "perdiamo pure Costantinopoli, ma giù le mani da Roma caput mundi!"... Cita Awards
Illyricum65 Inviato 20 Marzo, 2021 #5 Inviato 20 Marzo, 2021 ... Valente imperatore sfortunato? Sapiens fingit fortunam sibi (il saggio si plasma la fortuna da solo) E quindi ne potremmo ricavare anche l'incipit opposto ovvero che lo stolto si attira la sfortuna. Nel senso che probabilmente convinto (dai suoi generali?) di poter sconfiggere da solo i Goti accelerò la marcia del suo esercito che giunse nella piana stremato, senza riposo. Ricordiamoci che parliamo dell'estate continentale (9 agosto): si presentò all'ingaggio con le truppe in inferiorità numerica e in condizioni di forma precarie. Cosa che avrebbe evitato attendendo l'esercito dell'occidente. Fame di gloria militare? Sottovalutazione di un pericolo? Per contro sopravvalutazione delle possibilità strategiche militari romane? Quale fosse stata la molla, sicuramente ebbe un peso rilevante l'improvvida decisione di Valente e del suo stato maggiore... Ciao Illyricum 2 Cita
Stilicho Inviato 20 Marzo, 2021 Autore #6 Inviato 20 Marzo, 2021 @grigioviola E' una considerazione molto interessante. Tuttavia l'Oriente era forse la parte più ricca dell'impero. In questa storia, tutto appare un po' contraddittorio...Bisogna però considerare anche che la situazione in quegli anni era in rapida evoluzione, soprattutto ad Oriente, a seguito del grosso movimento degli unni dalle steppe ungheresi che di fatto stravolsero in pochi anni un equilibrio che, bene o male, si era mantenuto. Tutto ciò ovviamente stravolse in brevissimo tempo i progetti che i sovrani avranno fatto per la sicurezza dell'impero. E proprio negli anni che precedettero Adrianopoli ci fu anche la morte di Valentiniano I. Forse anche questo non aiutò Valente. @Illyricum65 Concordo. Non basta dire "sfortunato" a proposito di Valente, Certo, non doveva avere doti eccelse, quelle che forse sarebbero state necessarie per affrontare una emergenza (perchè di questo si trattò) così grande. Era probabilmente una figura che potremmo definire mediocre, ma non per "aurea mediocritas" come nella accezione latina. E poi non dimentichiamo che forse, morto Valentiniano I (alla cui ombra era di fatto restato) volesse dimostrare di essere alla altezza della situazione, di meritare insomma la porpora sia davanti ai soldati che probabilmente non lo avevano mai molto considerato come detto e sia davanti al giovane Graziano. Infine, per un Romano con la R maiuscola, la gloria militare era tutto. E forse lui cercò questa, anche per riscattarsi. Peccato che lo fece in modo spavaldo e incauto, con le conseguenze che sappiamo. Vio saluto e vi ringrazio entrambi. Stilicho Cita
Ospite Inviato 20 Marzo, 2021 #7 Inviato 20 Marzo, 2021 Salve , riprendendo il titolo del Post : "Valente, l'avventura di un "povero" sovrano" , chi meglio del contemporaneo Ammiano Marcellino puo' raccontarci che tipo di uomo fu Valente ? Famoso il giudizio di Edward Gibbon su Ammiano : "una guida esatta e degna di fede , che ha composto la storia del suo tempo senza indulgere nei pregiudizi e nelle passioni che affliggono solitamente la mente di un contemporaneo" Leggiamo cosa racconta di Valente come uomo nella sua opera storica : Cita
Stilicho Inviato 21 Marzo, 2021 Autore #8 Inviato 21 Marzo, 2021 Direi che, dalla voce dei classici, emergono chiaramente quelle contraddizioni di cui parlavamo a proposito di Valente. Contraddizioni, forse, tipiche di un uomo del suo tempo e per di più in un ruolo assai prestigioso, ma assai scomodo. Grazie per il tuo contributo. Ciao da Stilicho @Agricola Cita
Ospite Inviato 21 Marzo, 2021 #9 Inviato 21 Marzo, 2021 7 minuti fa, Stilicho dice: Direi che, dalla voce dei classici, emergono chiaramente quelle contraddizioni di cui parlavamo a proposito di Valente. Contraddizioni, forse, tipiche di un uomo del suo tempo e per di più in un ruolo assai prestigioso, ma assai scomodo. Grazie per il tuo contributo. Ciao da Stilicho @Agricola Per tentare di capire la sconfitta romana ad Adrianopoli occorre fare un passo indietro e comprendere il furore che avevano accumulato i Goti nei confronti dei Romani , rei di averli prima fatti entrare in territorio romano e poi maltrattati in ogni modo possibile , anche impossibile , per una civilta' evoluta come era quella romana . Inizialmente i Goti maschi vennero disarmati ed intanto i funzionari imperiali corrotti , invece di sfamare gli affamati Goti , rivendevano altrove le derrate stanziate per le popolazioni appena accolte dentro l' Impero che erano ridotte alla fame ed alla miseria . Dopo essere stati ridotti in condizioni di vita estremamente precarie sulla riva occidentale del Danubio , in attesa che giungessero istruzioni dell' Imperatore , la moltitudine dei profughi proseguì verso Marcianopoli presso cui non era stata allestita alcuna misura di accoglienza : gli abitanti della città non permisero neppure ai Goti affamati di approvvigionarsi , Ammiano racconta che molti dovettero vendere schiavi i propri figli/e per un po' di cibo in cambio . Tutto provocò il furore dei barbari , i quali si ribellarono alle guardie romane che cercavano di riportarli all' ordine ; il resto e' ben noto . Anche un esercito professionale come quello romano dovette cedere alla rabbia e al furore dei Goti , la cui adrenalina accumulata si manifesto' tutta , raddoppiando o triplicando il coraggio in battaglia ; quel giorno del 378 i Romani non persero solo contro un nemico qualsiasi , persero contro un evento della natura , contro se stessi e il loro comportamento disumano . Cita
Stilicho Inviato 21 Marzo, 2021 Autore #10 Inviato 21 Marzo, 2021 La battaglia di Adrianopoli, come detto, rappresenta una tappa fondamentale nella storia del mondo romano, una sorta di cesura. Dopo Adrianopoli nulla sarebbe più stato come prima. L'analisi degli eventi che portato a questa disfatta e delle conseguenze di essa sicuramente richiederebbe una discussione dedicata, considerato anche il grande interesse che l'argomento suscita. E' certo comunque che non puoi parlare di Valente se non parli di Adrianopoli. Ciao da Stilicho Cita
Xenon97 Inviato 21 Marzo, 2021 #11 Inviato 21 Marzo, 2021 Piccolissima curiosità numismatica: le AE1, o comunemente chiamate "doppie maiorine", di Giuliano l'Apostata, Valentiniano I, Gioviano e del protagonista Valente, si possono ritenere come le ultime monete romane in bronzo di modulo largo. Inoltre, quelle degli ultimi 3 imperatori citati sopra sono anche un po' rare. Questa è un AE1 di Valente coniata dalla zecca di Aquileia. :) 1 Cita
luigi78 Inviato 21 Marzo, 2021 Supporter #12 Inviato 21 Marzo, 2021 Bastava lasciare i goti in quella regione e trattarli da "alleati" o "carne da macello" contro le future "invasioni" , chissà..... Cita
Stilicho Inviato 22 Marzo, 2021 Autore #13 Inviato 22 Marzo, 2021 23 ore fa, Xenon97 dice: Piccolissima curiosità numismatica: le AE1, o comunemente chiamate "doppie maiorine", di Giuliano l'Apostata, Valentiniano I, Gioviano e del protagonista Valente, si possono ritenere come le ultime monete romane in bronzo di modulo largo. Inoltre, quelle degli ultimi 3 imperatori citati sopra sono anche un po' rare. Questa è un AE1 di Valente coniata dalla zecca di Aquileia. Ti ringrazio per la curiosità che non conoscevo affatto; ho imparato una cosa nuova! Il rovescio compare anche sui solidi; ecco qui il RIC IX Aquileia 2C: Grazie per il tuo contributo. Buona serata da Stilicho Cita
Stilicho Inviato 22 Marzo, 2021 Autore #14 Inviato 22 Marzo, 2021 22 ore fa, luigi78 dice: Bastava lasciare i goti in quella regione e trattarli da "alleati" o "carne da macello" contro le future "invasioni" , chissà..... L'argomento e' complesso e richiederebbe magari un approfondimento dedicato che esula però da questa discussione. Ti ringrazio per l'intervento. Stilicho Cita
EmilianoPaolozzi Inviato 1 Maggio, 2021 #15 Inviato 1 Maggio, 2021 Curiosità (almeno la mia!)... Tornando all'aspetto puramente numismatico, mi allaccio a questa interessantissima discussione condotta dal sempre ottimo @Stilicho qualche settimana fa sulla figura dell'imperatore Valente, per postare le foto di questa moneta a suo nome. È una comunissima SECVRITAS REIPVBLICAE, che però presenta ai lati della vittoria due nitide croci. Sbirciando qua e là sul web alla ricerca di esemplari simili, non ne ho trovati con queste caratteristiche, quindi mi sono chiesto: sapendo che Valente era ariano, e promosse addirittura qualche persecuzione, come mai figura su una sua moneta il simbolo del cristianesimo? O quelle croci hanno un altro significato? Di seguito, dati e foto della moneta. Grazie Peso grammi 2,38 Diametro 16 mm Cita
Arka Inviato 1 Maggio, 2021 #16 Inviato 1 Maggio, 2021 Niente di strano gli ariani erano cristiani. Lo era sicuramente Costanzo II, mentre di Valente non conosco il credo religioso. L'arianesimo fu dichiarato eresia e come tale fu combatto, ma era una battaglia fra fratelli. Arka Diligite iustitiam 1 Cita
Stilicho Inviato 1 Maggio, 2021 Autore #17 Inviato 1 Maggio, 2021 (modificato) @EmilianoPaolozzi Direi che ti ha già risposto Arka. Valente, a come ho letto, era ariano. In soldoni: l'arianesimo si differenzia del cristianesimo per così dire "tradizionale" in quanto non ammette la consustanzialità del Padre e del Figlio. Fu considerato eresia nel concilio di Nicea del 325 d.C. indetto da Costantino. Poi l'arianesimo conobbe nuove fortune, come detto, proprio con Costanzo II e con Valente. Qui fermo in quanto l'argomento e' complesso e io non ho le dovute competenze per andare oltre. Quanto alla tua moneta, credo che si tratti di questo bronzo, la RIC IX 42, zecca di Costantinopoli: Ae3 Valens (nummus-bible-database.com) I simboli al rovescio sono, in effetti, due croci. Eccoti un link esplicativo su questi bronzi: Type 102 (tesorillo.com) PS: bella moneta, la tua! Buona serata da Stilicho Modificato 1 Maggio, 2021 da Stilicho 1 Cita
EmilianoPaolozzi Inviato 1 Maggio, 2021 #18 Inviato 1 Maggio, 2021 Perfetto @Arka@Stilicho ora il quadro mi è chiaro, grazie! Le monete del tardo impero romano hanno davvero dei rovesci molto complessi e pieni di allusioni interessantissime!! 1 Cita
joannes carolus Inviato 2 Maggio, 2021 #19 Inviato 2 Maggio, 2021 Salve a tutti. Le interessanti discussioni di Stilicho mi hanno portato a riprendere in mano alcuni tipi della mia piccola raccolta di bronzi romani, ormai abbandonata da parecchi anni. Cercando Valente ho ritrovato quella di cui allego, scusandomi per la foto, il rovescio (SECVRITAS REIPUBLICAE) e sono andato sul link proposto "tesorillo. com" per verificare zecca e anno di emissione. Mi sembra chiaro che la zecca sia SMNB, se non sbaglio Nicomedia seconda officina, zecca che però non trovo nell'elenco delle zecche utilizzate da Valente riportate nel sito richiamato. Un errore mio? molto facile, ma mi resta un po' di curiosità. Un grazie anticipato per eventuali chiarimenti. Cita
joannes carolus Inviato 2 Maggio, 2021 #20 Inviato 2 Maggio, 2021 (modificato) trovata in Wildwinds : Nicomedia RIC IX 12c Valens A3 364.367 AD DN VALENS - PF AVG, pearl diademed,draped and cuirassed bust right / SECVRITAS REI PVBLICAE, Victory walking left, wreath in right, palm frond in left, Mintmark SMNB. La mia ha una differenza nella leggenda al dritto DN VALEN - S PF AVG. Un cordiale saluto. Modificato 2 Maggio, 2021 da joannes carolus Cita
Stilicho Inviato 2 Maggio, 2021 Autore #21 Inviato 2 Maggio, 2021 (modificato) @joannes carolus In realtà anche Nicomedia ha coniato monete per Valente con la SECVRITAS REIBVBLICAE, come si nota anche su Tesorillo.com (la Vittoria di Nicomedia e' la prima in alto a sinistra con sotto la sigla NIK). Type 102 (tesorillo.com) Ecco un esempio da Wildwinds, la RIC IX 12c: http://www.wildwinds.com/coins/ric/valens/_nicomedia_RIC_012c.jpg Tuttavia, sulla tua moneta, in esergo mi pare di leggere SMKB: Sacra Moneta Cizico, seconda officina. La terza lettera, in effetti, mi sembra una K. Potrebbe trattarsi di questa moneta, la RIC IX 11b (che e' uguale alla 13b) Ae3 Valens (nummus-bible-database.com) Ciao da Stilicho Modificato 2 Maggio, 2021 da Stilicho Cita
joannes carolus Inviato 2 Maggio, 2021 #22 Inviato 2 Maggio, 2021 4 minuti fa, Stilicho dice: @joannes carolus In realtà anche Nicomedia ha coniato monete per Valente con la SECVRITAS REIBVBLICAE, come si nota anche su Tesorillo.com (la Vittoria di Nicomedia e' la prima in alto a sinistra con sotto la sigla NIK). Type 102 (tesorillo.com) Ecco un esempio da Wildwinds, la RIC IX 12c: http://www.wildwinds.com/coins/ric/valens/_nicomedia_RIC_012c.jpg Tuttavia, sulla tua moneta, in esergo mi pare di leggere SMKB: Sacra Moneta Cizico, seconda officina. La terza lettera, in effetti, mi sembra una K. Potrebbe trattarsi di questa moneta, la RIC IX 11b (che e' uguale alla 13b) Grazie Stilicho, ho fatto confusione tra le iniziali riportate sul link e le lettere delle zecche. Hai sollevato un problema reale : N o K. riguardando più attentamente penso tu abbia ragione e forse non è un caso che, osservando le due monete su Wildwinds, quella con la S finale di VALENS sulla parte destra della leggenda (come nella mia) sia quella di Cizico, buona serata. Cita
Stilicho Inviato 2 Maggio, 2021 Autore #23 Inviato 2 Maggio, 2021 (modificato) In realtà, anche Nicomedia ha una SECVRITAS REIPVBLICAE con la legenda spezzata in VALEN-S. Si tratta della RIC IX 12b (che manca su Wildwinds): Ae3 Valens (nummus-bible-database.com) Buona notte anche a te. Ciao! Stilicho Modificato 2 Maggio, 2021 da Stilicho integrazione 1 Cita
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