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DOPPIO DUCATO LUDOVICO II° - come mai tanti coni con diverse varianti ??


LUDOVICO II
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Nell'Asta NAC 130/21 al LOTTO 475 viene esitato un DOPPIO DUCATO della ZECCA DI CARMAGNOLA di LUDOVICO II° di SALUZZO (peraltro di scarsa qualità e conservazione e con ondulazioni nel tondello)

Di questa moneta, dice Orazio ROGGERO (insuperato studioso delle monete saluzzesi), a pag. 14 ..."del DOPPIO DUCATO di LUDOVICO II° si conosce un solo tipo, ed è quello che presento alla Tavola I° num. 1"... 

Da un'attenta analisi sono quasi certo che il DOPPIO DUCATO fotografato nel NAC NON E' UGUALE a quello disegnato dal ROGGERO (anno1901 - La Zecca dei Marchesi di Saluzzo). In particolare ho individuato le seguenti differenze: sul dritto mancanza bottone sul berretto, mancanza quattro stellette a sx della croce, mancanza punto a dx della croce. Sul retro aggiunta delle lettere B S (iniziali dello zecchiere Battista SERENA) prima della corona posta sull'aquila.

Inoltre sono quasi certo che il DOPPIO DUCATO fotografato nel NAC NON E' UGUALE a quello fotografato dal MIR119 (anno 2005 - Monete Italiane Regionali del VARESI ) a pag. 31. In particolare ho individuato le seguenti differenze sul retro aggiunta delle lettere B S (iniziali dello zecchiere Battista SERENA) prima della corona posta sull'aquila.

Mi permetto ancora di osservare, dalla mia raccolta storico-documentale che il DOPPIO DUCATO fotografato nel NAC NON E' UGUALE a quello contenuto nell'opera del BERNAREGGI (anno 1954 - Monete d'oro con ritratto del Rinascimento Italiano) e fotografato a  pag. 66 (Tav. V). Sul dritto mancanza croce sul berretto, mancanza punto a dx della croce, in basso la lettera A è a sx del busto. Sul retro aggiunta delle lettere B S (iniziali dello zecchiere Battista SERENA) prima della corona posta sull'aquila, diversa posizione di alcune lettere della dicitura. La moneta del BERNAREGGI fotografa uno stemma molto inclinato

Ancora, il DOPPIO DUCATO fotografato nel NAC NON E' UGUALE a quello contenuto nell'opera M.M.S. (anno 1990 - Monete dei Marchesi di Saluzzo - La storia fra le dita di MOLA/FALOPPA) e fotografato a  pag. 9 (1-D 1-R). Quest'ultima molto simile al ROGGERO

Concludo osservando ulteriori diversità del DOPPIO DUCATO fotografato nell'attuale Asta NAC e nella storica Asta GENEVENSIS 10/18 LOTTO 332 (esemplare di qualità superiore). Sul dritto diversa ondulazione dei capelli , diversa sagoma del naso, diversa ornatura della spalla. Sul retro stellina che distanzia le lettere B S (iniziali dello zecchiere Battista SERENA) 

Quanto sopra per "intavolare" un confronto tra i lettori del FORUM e capire se le osservazioni menzionate sono corrette e come si può spiegare che di un tipo di moneta del genere, indicata come RARISSIMA, possano esistere così tante differenze e variazioni visibili ad occhio nudo.

Inoltre sono a chiedere se esistono ancora ulteriori differenze a me sfuggite.

La cosa si può solo spiegare con l'esistenza di punzoni e coni diversi; interessante è sapere quante monete si poteva coniare con lo stesso punzone e quanti punzoni sono stati usati

NAC  NAC.pdf

O. ROGGEREO ROG.pdf

MIR119 MIR.pdf

BERNAREGGI BERNA.pdf

M.M.S. MMS.pdf

GENEVENSIS GEN1.pdf

 

 

 

NAC.pdf

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Salve Ludovico

di molte monete, oggi considerate rarissime, sono stati battuti molti esemplari in origine, utilizzando coni e punzoni differenti che danno luogo a piccole  differenze di conio e segnalano consistenze originarie di emissione ben superiori alle quantita’ che altrimenti avremmo potuto immaginare.

un’indicazione di cio’ per il doppio dicato ( ma anche per il ducato semplice) di Ludovico di Saluzzo ci e’ data consultando l’opera del Bernareggi sulle monete d’oro del Rinascimento che elenca numerose varianti). Queste monete oggi effettivamente rare o rarissime venivano battute in origine in discreti o anchd grandi volumi.

Non so se esistano ‘tirature’ per le emissioni Saluzzesi ma se prendiamo - a paragone - quelle Sabaude del medesimo periodo ( Carlo I il Guerriero, Filippo II, Filiberto il Bello) per le quali abbiamo maggiori dati disponibili possiamo agevolmente notare tirature iniziali di migliaia di ducati quando i ducati pervennuti fino a noi di questi duchi sono realmente pochissimi . Demonetizzazione, fusioni successive, tesaurizzazioni e successive perdite sono tutti fenomeni che hanno contribuito al depauperamento di questi pezzi che giungono a noi ‘stremati’ nelle quantità.

aggiungo che per le monete rinascimentali, in particolare quelle d’oro occorre applicars gradi di rarità con criteri piu’ stringenti. Ovvero alcuni oezzi si conoscon in cosi pochi esemplari che una moneta e’ R4 quando se ne conoscono 4-5. Mentre per altre serie, le romane ad esempio una moneta e’ considerata gia’ super rara quando se ne conoscono 10-12 esemplari.  Questo e’ il vero motivo per cui le rinascimentali ( in particolare quelle d’oro) - una delle serie piu’ belle e suggestive di tutta la numismatica - sono cosi poco collezionate e seguite. Semplicemente non se nd trovano in giro ?

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Esemplare  appartenente al Marchese del Carretto di Saluzzo , esposto a Casa Cavassa nel 1990 . E' lo stesso presente in M.M.S.

20211109_100559.jpg

Edited by piergi00
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Buongiorno piergi00.

in occasione del convegno internazionale di studi organizzato a suggello del bicentenario della nascita di Silvio Pellico il marchese Carlo Gustavo del Carretto ha reso disponibile la raccolta  di monete dell'antico Marchesato di Saluzzo per la mostra allestita al Civico Museo  di Casa Cavassa (6-8 aprile1990).

la sigla M.M.S. si riferisce al titolo di un pregevole volumetto ( LA  STORIA  FRA  LE  DITA  - Monete dei Marchesi di Saluzzo)  a firma di Aldo A. Mola-Anna M. Faloppa emesso dalla ex Cassa di Risparmio i Saluzzo in occasione di tale convegno e della esposizione delle monete delle quali contiene una attenta riproduzione fotografica.

Tale volumetto è ormai considerato dagli esperti un punto di riferimento per la Monetazione del Marchesato ed è siglato appunto M.M.S.

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Salve  Ludovico II e piergi00,

Il Ducato ed il  doppio Ducato sono le monete di più alto valore dei tempi passati e nel periodo rinascimentale assunsero importanza enorme giustificata 

da necessità ed esigenze aumentate.

 

Si può ragionevolmente ritenere e pensare a tirature di parecchie migliaia di monete che  obbligavano le  zecche degli stati a

grandi rifornimenti di prezioso materiale ed a intensi ritmi di lavoro.

 

Il potere di acquisto del "Ducato" in quel periodo rispetto ad oggi è impossibile da stabilire perchè i beni che dovrebbero commisurare tale potere variano

velocemente di utilità variando i bisogni, i gusti e le mode che risultano completamente stravolti.   Il  Bernareggi lo confronta con le entrate pubbliche di allora

dando per certo che la rendita annua dello stato regionale di Milano era di 532.000 ducati.

 

Interessante l'esempio-limite  a cui ricorre il già citato  Bernareggi:  " La scoperta dell'America costò nel 1492, alla corona di Castiglia, 2.500 Ducati, pari a Kg. 8,75 

circa di oro fino (in nostra moneta attuale  meno di £  6.500.000); in meno di trecento anni fruttò 600 miliardi in oro e 1700 miliardi in argento. (Il testo

del Bernareggi  fu pubblicato nel 1954). Fu certamente questo il più brillante investimento del secolo----- e forse di tutti i secoli."

 

Non ho trovato documentazione  su quante monete si potevano all'incirca  " battere" con un punzone-conio.

 

 

 

 

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