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Inviato (modificato)

Buon pomeriggio a tutti!
Quest'oggi vorrei condividere con voi la Storia che si cela dietro a questa comune, circolata ma intrigante moneta da 30 Soldi emessa da Francesco II d'Asburgo-Lorena per il Ducato di Milano nel 1796, ultimo anno di dominazione austriaca del milanese prima dell'occupazione della quasi totalità del Nord Italia da parte delle rivoluzionarie ed agguerrite truppe dell'Esercito Francese comandate dal giovane Generale Napoleone Bonaparte.

Il pezzo in questione, battuto già a partire dal 1794, presenta:
- al recto, l'effigie laureata del Sovrano circondata dalle iscrizioni FRANC II D G R IMP S AUG G H ET B REX A A, Franciscus II Dei Gratia Romanorum Imperator Semper Augustus, Germaniae Hungariae et Bohemiae Rex, Achidux Austriae (Francesco II per Grazia di Dio Imperatore dei Romani Sempre Augusto, Re di Germania Ungheria e Boemia, Arciduca d'Austria);
- al verso, lo scudetto coronato del Ducato di Milano recante il "bisicione" visconteo e l'aquila coronata sforzesca caricato dello scudetto della Casa d'Asburgo circondato dalle iscrizioni MEDIOLANI DUX (Duca di Milano) e dal millesimo 1796; in basso il valore SOLDI 30.
 
Il 1796 è stato, per la città di Milano, un anno importante e significativo per ben due motivi: l'ingresso travolgente delle truppe napoleoniche, che segnò la fine del secolare dominio austriaco sulla città e sul Ducato, e l'inizio del lento decadimento fisico di Giuseppe Parini, il poeta che meglio di chiunque altro aveva saputo interpretare le speranze e le ideologie che "illuminavano" gli intellettuali lombardi del Settecento.
 
L'invasione francese del Maggio 1796, culminata con l'ingresso di Napoleone Bonaparte in Milano attraverso la Porta Romana dopo la brillante vittoria di Lodi, non fu un semplice avvicendamento militare, ma vero e proprio cambiamento culturale che impose bruscamente ai milanesi i nuovi ideali repubblicani su una struttura sociale ancora strettamente legata all'Antico Regime.
 
In questo scenario di trasformazione radicale, la figura di Parini emerge come il "baricentro morale" di un'epoca. La sua poetica, infatti, si era formata e consolidata sotto il regno di Maria Teresa d'Asburgo, un periodo considerato l'età dell'oro del riformismo illuminato. In quegli anni, Parini sviluppò una letteratura civile e "utile", sostenuta dal governo austriaco, e che mirava ad educare la nobiltà e a promuovere il progresso sociale attraverso importanti opere come, per esempio, la prima forma di campagna vaccinale contro il vaiolo esaltata nell'ode "L'innesto del vajuolo" del 1765.
 
Nel 1780, con l'ascesa al trono dell'autoritario ed accentratore Sovrano Giuseppe II d'Asburgo-Lorena, Parini, assieme a molti altri intellettuali, venne allontanato dai palazzi del potere e fatto cadere in disgrazia.

Con la successione di Leopoldo II e successivamente di Francesco II d'Asburgo-Lorena, Milano visse una stagione di parziale distensione e rivalutazione della figura del poeta.
Parini, ormai anziano e riconosciuto come un'autorità morale indiscussa, venne nuovamente onorato dalle istituzioni asburgiche, che cercavano di recuperare un dialogo più moderato con l'aristocrazia e il ceto colto locale. Questa rinnovata stabilità fu però spazzata via proprio dall'arrivo dei francesi nel 1796. Nonostante Parini venisse chiamato dai nuovi occupanti a ricoprire ruoli di prestigio nella Municipalità per via del suo rigore etico, egli non tardò a manifestare il proprio dissenso verso le violenze, le ruberie e l'estremismo dei giacobini.

Il poeta, che aveva dedicato la vita a criticare i vizi della nobiltà e a sognare una giustizia sociale equilibrata, si spense nel 1799, poco dopo che gli austro-russi ebbero temporaneamente riconquistato la città, rimanendo coerente fino all'ultimo alla sua visione di dignità umana e di indipendenza intellettuale.

Ogni volta che guardo questo 30 Soldi mi piace pensare che, forse, passò tra le mani del "sommo Vate" Giuseppe Parini...

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Modificato da Dott_20Kreuzer
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Inviato

Complimenti per i cenni storici dell'epoca @Dott_20Kreuzer, anche se non passata tra le mani del Parini è pur sempre una moneta che circolò in quei tempi. 

 

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Inviato

non tutti gli austriaci vennero per nuocere... 

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Inviato
4 ore fa, Alan Sinclair dice:

Complimenti per i cenni storici dell'epoca @Dott_20Kreuzer

Grazie! 

1 ora fa, Ernestina dice:

non tutti gli austriaci vennero per nuocere... 

Eh già, questo è vero...


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