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IGNORED

ROMA, 2 RICORRENZE.


gpittini
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DE GREGE EPICURI

Questa medaglia ricorda il primo centenario di Roma Capitale (1870-1970) ed anche la difesa di Roma dopo l'8 settembre 1943: riporta l'elenco di alcune armi (granatieri, carabinieri,cavalleria, genio-trasmissioni ) che evidentemente si sono distinte negli scontri coi tedeschi, ed anche la Sanità Militare. Come mai quest'ultima? Qualcuno ne sa qualcosa? Ecco il D.

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Ecco il R.

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Ti rispondo sulla base di quello che ho capito dai racconti di mio nonno che all'epoca era militare di Stato Maggiore; se fosse ancora con noi potrei essere più preciso ma purtroppo non è più così da molto tempo :(

Dopo l'8 settembre lo sbandamento dell'Esercito Italiano fu generale; di fatto, in assenza di direttive precise le varie unità si comportarono sulla base dell'iniziativa dei singoli comandanti. Le unità presenti a Roma e dintorni non si sbandarono, trattandosi di unità scelte e per di più vicine al centro di comando. Era cosa ben nota allo S.M. che i tedeschi avrebbero tentato l'occupazione di Roma, e che questa sarebbe stata effettuata principalmente da reparti corazzati provenienti da sud, dov'era il fronte. In un primo momento quindi lo S.M. diede ordine alle unità destinate alla difesa di Roma di schierarsi a sud della capitale e prepararsi a resistere ai tedeschi; la minuta del comunicato fu scritta di suo pugno da mio nonno. Tuttavia negli stessi frangenti il Re stava preparando la sua fuga; poco dopo l'emissione dell'ordine sopra detto, questo fu annullato da una nuova comunicazione che imponeva ai reparti di ridispiegarsi sulla Via Tiburtina, a est della città, per coprire la fuga del corteo reale verso Pescara, nel caso i tedeschi avessero cercato di impadronirsene. Si è molto scritto su questa fuga, per giustificarla o condannarla; ti posso dire che chi stava a Roma e conosceva lo stato delle cose, come mio nonno, la percepì come un tradimento: di fatto si abbandonava la città in mano ai tedeschi, mentre si sarebbe potuta certamente difendere. Quello che accadde fu che alcuni reparti che si trovavano ancora a sud della città, probabilmente perché non raggiunti dal secondo ordine (immaginate il caos di quei momenti), o forse per iniziativa dei comandanti, tentarono di organizzare una difesa con l'aiuto di numerosi civili, giunti spontaneamente o radunati dai comitati antifascisti. La resistenza contro le unità corazzate tedesche fu eroica ma ovviamente non coronata da successo; fu quella che si ricorda come la Battaglia di Porta San Paolo (10.9.1943), che fece centinaia di vittime, anche tra i civili, e che di solito viene indicata come il primo episodio della Resistenza. Le armi e le specialità ricordate sulla medaglia sono probabilmente quelle che ebbero loro reparti impegnati nella battaglia e la loro eterogeneità fa capire quanto purtroppo da parte italiana questa fu improvvisata.

Ti ringrazio per avermi dato l'opportunità di scrivere di questo episodio e anche di ricordare mio nonno :)

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Per quanto riguarda la medaglia in questione e' probabile che raffiguri il monumento (una colonna spezzata) presente a Piazza di Porta Capena

http://www.giardinodivenere.it/rivista/rub...s/aventino.html

che ricorda proprio i caduti nelle battaglie per la difesa di Roma, tra le quali c'e' la celebre Battaglia di Porta San Paolo ricordata da Paleologo. Ma su questo i nostri amici della zona portanno essere piu' precisi. ;)

Ti ringrazio per avermi dato l'opportunità di scrivere di questo episodio e anche di ricordare mio nonno  :)

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Ecco, la storia vissuta in prima persona e tramandata... come dovrebbe essere sempre cosi', che dimensione diversa assume allora la storia che leggiamo sui libri...

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DE GREGE EPICURI

Grazie Augustus per la bella carrellata di immagini e per le foto della base della colonna (quella al D. della medaglia). Grazie tantissimo a Paleologo per le notizie in diretta su quei giorni tremendi. Molti anni fa ho letto la "Storia dell'Italia partigiana" di Bocca (forse un po' qua e là, perchè è lunghissimo), ma di Roma mi sembra non ci fosse nulla, il libro è incentrato sull'Italia Settentrionale.

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Come ha detto Paleologo, la medaglia elenca le Armi e le specialità che videro propri reparti coinvolti nella "Battaglia di Porta San Paolo".

La fuga del Re e il proclama rivolto all'esercito di respingere attacchi da chiunque provenissero portò in Italia al tentativo dell'Esercito di difendere Roma, e soprattutto alla tragedia di Cefalonia dove il nostro Esercito si oppose ai Tedeschi che, una volta sopraffatti i nostri, non li trattò come la Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra prevede, ma come "traditori",fucilandoli a migliaia.

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Quanto al libro di Bocca, che ho letto anch'io, è incentrato sulla Resistenza nell'Italia del Nord : ma è indubbio che - quantitativamente - la Resistenza partigiana ai tedeschi e ai fascisti della R.S.I. ha operato maggiormente al nord, che fu liberato solo nel 1945 dalle truppe alleate.

Ci furono zone montane "liberate" per periodi più o meno lunghi dalle formazioni partigiane che dettero origine, come in val d'Ossola, anche a forme di governo amministrativo provvisorio.

A Bologna partigiani catturati furono fucilati in Piazza Re Enzo fino al termine dell'ostilità, quando al sud la guerra era già terminata da due anni.

Saluti :)

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