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Gettone IMPRESA VIVERI


Utente.Anonimo3245

Risposte migliori

Cara Patrizia :

Grazie di avermi suggerito di leggere questa bellissima discussione. Essendo stata da te aperta molti anni fa e prima che io iniziassi a frequentare questo Forum non l'avevo sino ad oggi notata. E' stato per me un piacere scoprirla e se pur in ritardo mi affretto a darti le mie impressioni e commenti.

Fin dal primo momento che ho visto il tuo gettone mi sono formato un'opinione del tempo in cui e' stato coniato e dell'uso proposto. Non volendo pero' tirare conclusioni affrettate ho preso il tempo necessario per leggermi e studiare i documenti presentati. Congratulazioni! Il terreno coperto e la ricerca fatta e' stata davvero impressionante. Aggiungero' ora i miei commenti con la speranza di arricchire quanto stato detto e presentato da chi mi ha preceduto e con la speranza di avvicinarci ancora di piu' alla soluzione di questo mistero.

Chiaramente il tuo gettone e' stato usato come mezzo di razionamento od acquisto del vettovagliamento per un certo gruppo o comunita' di internati: I prigionieri ebraici.

Per l'uso della lettera "J" concordo con quanto detto da Orlando nel suo intervento del 28 Agosto 2008 e che cioe' il "J" giudaico sostituisce spesso la lettera"I" latina. In questo caso io dico che appositamente sostituisce la" I" per simpatizzare e calorosamente avvicinarsi al pubblico a cui si rivolge. La "J" diventa qui in rafforzamento grafico della grande stella di David.

A mio avviso il tuo bel gettone era moneta di scambio all'interno di uno (o piu') Campi di concentramento o prigionia. L'Autorta' che lo ha fatto coniare e' l'Autorita' responsabile del Campo/i. Italiana o Alleata che fosse come ha giustamente menzionato il Sig. xxxxxxxxxn e rportato da te il 18 Ottobre del 2008. Ecco come tu riportasti le sue parole:: "... Lo ha collocato negli anni '40, dandomi una ulteriore idea, mi ha detto che potrebbe essere stato coniato dagli alleati, per il razionamento viveri, spiegando così l'uso della J , lui pensa che chi lo ha coniato aveva poca dimistichezza con l'Italiano, sostituendo alla I la J, lettera molto usata in Inglese......"

Sono daccordo con il Sig xxxxxxxx riguardo la paternita' del gettone. Non sono daccordo sul considerare il J un errore di lingua. Come ho detto sopra il"J" e' stato scelto con il preciso proposito di rivolgersi agli Ebrei. (Jews)

Che sia stata un Autorita' militare italiana o Alleata lo mostra la stella a 5 punte simbolo per eccellenza delle forze alleate, ma anche di un esercito militare in genere incluso l'Italiano.

Jeep.jpg

Truck.jpg

Mustangs.jpg

Stelletta.jpg

Stellette.jpg

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Continuazion:

Il fatto che si coniasse ed usasse denaro nei campi di concentramento e' un aspetto spesso dimenticato dagli storici. I Campi di concentramento come pure quelli di Prigionia non erano solamente campi di sterminio, ma veri e propri campi di lavoro forzato dove il prigioniero ridotto alla condizione di schiavo veniva sfruttato per la produzione di materiale a scopo di fine bellico. I prigionieri venivano"pagati" se cosi si puo' dire per il loro lavoro svolto con carta moneta o gettoni. Questo e' vero per i Campi Tedeschi ed Italiani come pure quelli Alleati. Con il frutto del loro lavoro i prigionieri potevano pagarsi qualche lusso" aggiuntivo come riporta Jennifer Anne White parlando dei Campi di concentramento tedeschi nel suo articolo per la Barnes Review TBR Washinghton DC 2003 . Vi traduco testualmente:

".......... A ciascun prigioniero veniva dato fino ad un massimo di 10 Marchi per settimana da usare per comprare sigarette allo spaccio generale del Campo, oppure altri prodotti sempre allo spaccio, visite al casino, o accrediti su un loro conto di risparmio. Le regole del campo si spingevano fino al punto di specificare che una visita al casino sarebbe costata loro 2, Marchi di cui 1,5 Marchi verrebbero trattenuti dalle SS e 0,5 Marchi usati per la "spesa"." (Ibid., pag 41)

Per quanto riguarda la monetizazzione nei Campi di internamento Alleati vi accludo un gettone da 1/2 D del Campo di Internamento di Onchan nella Isle of Man.

CampMoney001.jpg

BookonPrisonerCampMoney001.jpg

Forcedlabor.jpg

MoneyReverse.jpg

MoneyObverse.jpg

Onchan-half-D-e1298836539603.jpg

Continua

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Continuation:

Money3.jpg

GrossRosen4.jpg

Varsavia.jpg

Per quanto riguarda i Campi di concentramento Italiani vi allego la lista. Come potrete notare non vi sono riportati molti morti. Purtroppo erano Campi di attesa e "trasferimento" per localita' ben piu' tristi. Vi attacco una Lira cartamoneta ed una scheda pasti del campo di Jasenovac in Croazia.

CampiConcentramentoItaliani001.jpg

BuonoL1.jpg

CroaziaCampoJasenovacCartaPranzo.jpg

Cara Patrizia,per concludere questa mia chiaccherata, credo che il tuo bellissimo gettone sia da inserirsi fra i molti esempi del sistema monetario strettamente e solamente usato all'interno dei Campi di prigionia. sara' difficile scoprire in quale campo sia stato usato. Sembra infatti che alle varie autorita' non piaccia parlare dei metodi di "disciplina" o sfruttamento dei loro internati.Le ragioni sono ovvie e comprensibili. Come sopra detto di solito viene ignorato questo aspetto della prigionia nella Seconda Guerra Mondiale, cioe'l'aspetto della monetizzazione interna al campo. Per le Autiorita' il capitolo e' chiuso, e dal loro punto di vista, meglio non riaprirlo. Dal nostro punto divista storico ed educativo continueremo a cercare.... Ma i campioni rimasti si contano sulle dita e sono ormai arrugginiti. Credo che sara' difficile trovarne uno bello come il tuo.

Non credo pero' di aver risolto completamente il mistero del tuo gettone. Infatti mentre penso che sia valido ed applicabile tutto quello di cui ho parlato sopra rimane pur sempre il fatto che il tuo gettone non e' una moneta di scambio per tutti. Si rivolge solamente ad un gruppo di prigionieri: gli ebrei.

Tale peculiarita' mi porterebbe ad appoggiare la tesi del Sig. xxxxxxx ed a pensare ad un intervento di aiuto da parte degli alleati avvenuto nei Campi di Prigionia Italiani al tempo immediatamente prima e dopo la liberazione.

Come sai i misteri nelle monete mi affascinano e di misteri ne ho collezionati diversi. Questo e' uno di quelli che da' filo da torcere.

Un abbraccio,

A presto!

Lamberto

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Come sai i misteri nelle monete mi affascinano e di misteri ne ho collezionati diversi. Questo e' uno di quelli che da' filo da torcere.

Un abbraccio,

[/size][/font]A presto!

Lamberto

Ciao Lamberto, come te sono affascinata dai misteri...come ben sai :P :D . Quando posso continuo a cercare in diverse direzioni e quella dei Campi di Prigionia per Ebrei in Italia è una delle primarie.

Come hai potuto leggere ho già parlato col Direttore del Campo di Ferramonti, è stata una conversazione molto interessante che mi ha permesso di escludere in maniera decisiva quel luogo dalle mie ricerche.

A suo tempo avevo preparato anche io una lista dei Campi esistiti in Italia, ancora ne devo contattare la maggior parte.

Ti sono grata per il tuo contributo, non avevo mai visto altri gettoni e banconote utilizzate in quei luoghi, grazie per averle postate.

Le idee per portare avanti la ricerca sono molte, dovrei spostarmi di nuovo per inseguire un'idea, ma il tempo è quello che è, i miei problemi al momento sono più importanti e la ricerca ne soffre, ma spero di riprenderla presto.

Grazie ancora per la tua attenzione e per aver dato il tuo interessante contributo. A presto, Pat :)

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Come sai i misteri nelle monete mi affascinano e di misteri ne ho collezionati diversi. Questo e' uno di quelli che da' filo da torcere.

Un abbraccio,

[/size][/font]A presto!

Lamberto

Ciao Lamberto, come te sono affascinata dai misteri...come ben sai :P :D . Quando posso continuo a cercare in diverse direzioni e quella dei Campi di Prigionia per Ebrei in Italia è una delle primarie.

Come hai potuto leggere ho già parlato col Direttore del Campo di Ferramonti, è stata una conversazione molto interessante che mi ha permesso di escludere in maniera decisiva quel luogo dalle mie ricerche.

A suo tempo avevo preparato anche io una lista dei Campi esistiti in Italia, ancora ne devo contattare la maggior parte.

Ti sono grata per il tuo contributo, non avevo mai visto altri gettoni e banconote utilizzate in quei luoghi, grazie per averle postate.

Le idee per portare avanti la ricerca sono molte, dovrei spostarmi di nuovo per inseguire un'idea, ma il tempo è quello che è, i miei problemi al momento sono più importanti e la ricerca ne soffre, ma spero di riprenderla presto.

Grazie ancora per la tua attenzione e per aver dato il tuo interessante contributo. A presto, Pat :)

Grazie Patrizia,

Ancora un pensiero :

Io cercherei nel Campo di Rab (e' nella mia lista che ti ho attaccato). A quei tempi Campo Italiano nell'Isola della Croazia. Nessuno ne vuole oggi parlare od ammetterne la sua passata esistenza. In verita' fu un Campo dei peggiori da far concorrenza a quelli ben noti in Polonia. Vi furono internati Sloveni, Croati ed Ebrei. Quello che e' interessante e' che furono internati in dipartimenti separati l'uno dall'altro. Vi erano quindi tre comunita' differenti e separate. In questo caso l'esistenza di una moneta interna per la comunita' ebraica farebbe senso . Inoltre essendo in terra slava la moneta potrebbe essere stata coniata in Austria ed il "J" al posto dell"I" rientrerebbe nella loro tradizione grafica. Fermo restando il fatto che rinforzerebbe la natura della comunita' a cui si rivolge..........

The Rab concentration camp was established during World War II in July 1942, when the Italians established a concentration camp near the village of Kampor on the island of Rab. The camp was disbanded after the Italian capitulation in September 1943.

Its capacity was to hold about 10,000 prisoners at a time, mostly Slovenians, Croats and Jews in separate departments. About 1200 prisoners died from starvation and inhospitable winter and summer weather conditions. Another 800 prisoners from Rab died later when they were relocated to other Italian concentration camps such as Gonars and Padova.

Ciao a presto!

Lamberto

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Grazie Patrizia,

Ancora un pensiero :

Io cercherei nel Campo di Rab (e' nella mia lista che ti ho attaccato). A quei tempi Campo Italiano nell'Isola della Croazia. Nessuno ne vuole oggi parlare od ammetterne la sua passata esistenza. In verita' fu un Campo dei peggiori da far concorrenza a quelli ben noti in Polonia. Vi furono internati Sloveni, Croati ed Ebrei. Quello che e' interessante e' che furono internati in dipartimenti separati l'uno dall'altro. Vi erano quindi tre comunita' differenti e separate. In questo caso l'esistenza di una moneta interna per la comunita' ebraica farebbe senso . Inoltre essendo in terra slava la moneta potrebbe essere stata coniata in Austria ed il "J" al posto dell"I" rientrerebbe nella loro tradizione grafica. Fermo restando il fatto che rinforzerebbe la natura della comunita' a cui si rivolge..........

The Rab concentration camp was established during World War II in July 1942, when the Italians established a concentration camp near the village of Kampor on the island of Rab. The camp was disbanded after the Italian capitulation in September 1943.

Its capacity was to hold about 10,000 prisoners at a time, mostly Slovenians, Croats and Jews in separate departments. About 1200 prisoners died from starvation and inhospitable winter and summer weather conditions. Another 800 prisoners from Rab died later when they were relocated to other Italian concentration camps such as Gonars and Padova.

Ciao a presto!

Lamberto

Grazie a te, questa è un'ulteriore ottima traccia. Proverò a contattarli presto. Ciao, spero davvero che avremo occasione per conoscerci presto. Pat

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Ciao a presto!

Lamberto

Grazie a te, questa è un'ulteriore ottima traccia. Proverò a contattarli presto. Ciao, spero davvero che avremo occasione per conoscerci presto. Pat

Ciao Patrizia,

c'e' di piu' a Rab! Leggi qua, se vuoi ti traduco questa testimonianza.

Jewish internees at Rab

By1 July 1943, 2,118 Yugoslav Jews were recorded having been interned by theItalian army. Starting in June 1943, they were moved into a newly constructedsection of the Rab concentration camp, alongside the Slovenian and Croatiansection. Unlike the other prisoners, the Jews were provided with properaccommodation, sanitation and services; they were provided with wooden andbrick barracks and houses in contrast to the overcrowded tents sheltering theSlavic prisoners. The historian Franc Potočnik, also an inmate in the Slavicsection of the camp, described the much better conditions in the Jewishsection:

The difference in treatment was the consequence of a conscious policy by theItalian military authorities. In July 1943, the Civil Affairs Office at the 2ndArmy HQ issued a memorandum on "The Treatment of Jews in the RabCamp", which was enthusiastically approved by chief of the office and the2nd Army's chief of staff. The memorandum's author, a Major Prolo, urged thatthe infrastructure of the camp must be:

He concluded with a clear reference to Italian awareness of the massacres ofJews that were ongoing elsewhere in German-occupied Europe:

The difference in treatment is explained by JonathanSteinbergas arising from the differing Italian views towards Slovenes/Croatians andJews. Italy's Slovenian and Croatian subjects posed an active political and military threat to the regime, as they rejected Italian rule and took up arms to resist. Jews, by contrast, were not seen as a threat. Some members of the Italian military also saw humane treatment of the Jews as a way of preserving Italy's military and political honour in the face of German encroachments on Italian sovereignty; Steinberg describes this as "a kind of national conspiracy [among the Italian military] to frustrate the much greater and more systematic brutality of the Nazi state."

Apparently there was some positive interaction between the Slavic camp and theJewish one, since according to the Slovenian Rab survivor, AntonVratuša,who later became Yugoslavia's ambassador to the UnitedNations:"We were prisoners; they were protected people. We used their assistance."

Riassumo brevemente per coloro che non possono leggere l'inglese. L'autore di questa testimonianza dopo aver parlato delle condizioni aberranti ed inumane in cui giacevano i prigionieri Sloveni e Croati parla delle condizioni degli Ebrei. Gli Ebrei separati come detto dagli altri furono trattati abbastanza bene e con rispetto. Il fatto era dovuto che mentre i Croati e gli Sloveni erano visti parte della resistenza locale (l'Italia aveva invaso la Croazia) e quindi nemici da polverizzare ad ogni costo, gli ebrei non erano invece visti come nemici, ma anzi l'apparato militare italiano consapevole di quello che stava succedendo loro nel nord Europa volle di proposito fare una campagna di immagine di "buon trattamento" di questa comunita' di prigionieri. In un certo senso, come dice Steinberg , una specie di cospirazione per frustrare la maggiore brutalita' dei Nazzisti ed asserire un certo senso di onore ed indipendenza territoriale.

Sfortunatamente come sappiamo gli Ebrei furono si apparentemente trattati bene nel Campo, ma al tempo stesso ceduti alla volonta' Nazista e mandati al nord per la soluzione finale.

A parer mio il tuo gettone , rappresentante di una appositamente creata e pomposamente nominata "Impresa Viveri" potrebbe aver fatto parte benissimo di questa campagnia di immagine messa su dall'Italia per mostrare una faccia compassionevole verso il trattamento dei prigionieri ebrei a scopo propagandistico.

Per una possibile verifica, bisognerebbe andare dinuovo dalla comunita' Ebraica e farsi dare dei nomi di sopravissuti al Campo di Rab. Dovrebbero esserci. Infatti:

" ....... About 245 of the Jewish inmates of the camp joined the Rab Brigade of the 24th Division of the People's Liberation Army and Partisan Detachments of Yugoslavia, forming the Rab battalion, though they were eventually dispersed among other Partisan units."

Circa 245 prigionieri Ebrei dopo la liberazione si unirono alla Rab Brigata (Formata dai superstiti di Rab) facente parte della 24 Divisione Partigiana Yugoslavia.

Se si potesse parlare con un superstite forse si potrebbe finalmente avere una buona possibilita' di conferma sull'esistenza di questa moneta al Campo Rab.

Una nota finale:

ll N. 20 sul retro del tassello non necessariamente rapresenterebbe 20 centesimi di lire, ma potrebbe esprimere moneta Yugoslava locale del tempo o centesimi di Marco.

:o :)

Un abbraccio

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Ciao Lamberto, le tue ultime notizie sono molto importanti, sopratutto perchè collimano con una traccia che sto seguendo.

Quando tornerò a casa da Riccione proverò a contattarli, sperando che in quel luogo ci sia ancora qualcuno che mantenga la memoria di quei giorni.

La settimana prossima sarò a Roma ed oltre a cercare di andare dove tu sai... :D :P proverò a passare anche al Museo della Sinagoga per chiedere notizie.

Cercherò anche di ricontattare la Dott. Haion a Milano, insomma cercherò in quella direzione come posso.

Grazie ancora per il tuo aiuto, sei stato gentilissimo. Pat :)

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Ciao Patrizia, e' stato un piacere. Ti auguro una buona vacanza a Riccione e buona fortuna con la tua gita a Roma.

A presto,

Lamberto

:)

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  • 3 anni dopo...

Ciao @@Giovanna e tutti,prova a dire la mia su questo gettone. Vorrei partire dal gettone del post 187 "Impresa viveri f.lli Cassanello fu Pietro". Come già identificato da @@apollonia,abbiamo Francesco Tomaso Cassanello figlio di pietro che una volta finita l'impresa garibaldina,nel 1870 torna a Genova nella bottega del papà Pietro e ne continua l'attività con i fratelli nel negozio denominato "pastificio alimentare" in Genova ingrandendo sempre più l'attività. Nel 1921 abbiamo un cambio di denominazione in "Cassanello e figli";questo gettone "impresa viveri" molto probabilmente veniva usato in cambio di 5 centesimi di pasta o simili. Passano gli anni,arriviamo nel 1926 a genova viene fondata la S.S.S. Società Saccarifera Somala da Cassanello P. in rappresentanza del "consorzio nazionale zuccheri". Scusate il salto ma vi dovevo portare in SOMALIA! Piccolo salto indietro....nel 1920 nasce sempre in Somalia il villaggio "duca degli abruzzi" detto Villabruzzi dove materialmente viene costruito il primo zuccherificio coloniale italiano (che fa parte della s.s.s di Cassanello) si insediano poco alla volta molti coloni italiani fino a contarne alcune migliaia nella seconda metà degli anni 30 e il duca (Luigi Amedeo di Savoia-aosta) vi realizza tutte le strutture sociali tra cui-importanti per questa ricerca-spacci vari,il bazar e il mercato italiano. Possiamo pensare ad un utilizzo del gettone di Giovanna,simile a quello dei fratelli Cassanello (ora probabilmente in somalia) cioè veniva usato in cambio di merce. Abbiamo notizie certe di 2 gettoni somali uno di simile utilizzo già apparso nel sito(non ricordo dove) che recita nel rovescio "Azienda cesare maria Devecchi Kaitoi somalia italiana buono per 50 bese" con al dritto appunto la scritta 50 Il secondo gettone già identificato da @@sandokan nel tread "gettone bar nazionale di mogadiscio" ci porta ha scoprire la ditta che li ha realizzati entrambi:C.Villarboito torino diventata successivamente f.co villarboito e figli come recita l'insegna del negozio...non e dato sapere se il gettone di giovanna è stato prodotto in questo storico negozio di"incisori metalli"di Torino ormai chiuso da anni. Più concretamente analizzando il rovescio del gettone di giovanna si trovano molte analogie con l'antico stemma Somalo del 8 giugno 1919 (uno scudo diviso da una linea tratteggiata dove nella parte alta troviamo un leopardo con sopra una stella a 5 punte e nella parte bassa troviamo due stelle a 6 punte)elementi entrambi presenti nel gettone. La famosa j(la lingua somala non ebbe un alfabeto ufficiale fino al 1972)secondo me è voluta e oltre a essere "accomodante" verso la popolazione locale si collega direttamente con la stella a 6 punte(come detto da altri utenti) che a sua volta si collega con la religione dei somali,quasi tutti musulmani. Seguendo il ragionamento tenuto con gli altri gettoni somali si può affermare che 20 sia il valore riferito alle bese. Io direi,semplicemente, un gettone del valore di 20 bese, utilizzato in somalia tra il 1920 e il 1940,nato da un idea di italiani che in patria avevano già adottato questo "sistema" vedi Cassanello. Saluti.

Modificato da NoNmi4PPLICO
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Ciao, non quoto per non allungare il post, ti ringrazio per la tua analisi, sei stato gentilissimo.

L'ipotesi della Somalia era già stata sfiorata anche se in effetti non abbiamo elementi determinanti per poterlo affermare con sicurezza.

Non so se hai già letto l'articolo che ho estratto dalla discussione, non ho idea se l'hai letta tutta oppure no, è molto lunga, li il tutto è riassunto e la lettura è più veloce, ti posto il link da dove potrai scaricarlo.

Grazie e se avrai altre notizie in futuro ti leggerò molto volentieri. Giò

http://www.lamoneta.it/tutorials/article/24-gettone-jmpresa-viveri/

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Si si, ho letto la discussione,ho "vissuto" da lettore le tue fantastiche ricerche. Ti faccio i complimenti per la passione e l'impegno messo per cercare la storia si questo ormai famosissimo gettone.

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Si si, ho letto la discussione,ho "vissuto" da lettore le tue fantastiche ricerche. Ti faccio i complimenti per la passione e l'impegno messo per cercare la storia si questo ormai famosissimo gettone.

Ti ringrazio, spero per l'anno prossimo di riprendere le ricerche, ho qualche traccia da seguire.

Grazie ancora, Giò

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Ciao @@Giovanna e tutti,prova a dire la mia su questo gettone. Vorrei partire dal gettone del post 187 "Impresa viveri f.lli Cassanello fu Pietro". Come già identificato da @@apollonia,abbiamo Francesco Tomaso Cassanello figlio di pietro che una volta finita l'impresa garibaldina,nel 1870 torna a Genova nella bottega del papà Pietro e ne continua l'attività con i fratelli nel negozio denominato "pastificio alimentare" in Genova ingrandendo sempre più l'attività. Nel 1921 abbiamo un cambio di denominazione in "Cassanello e figli";questo gettone "impresa viveri" molto probabilmente veniva usato in cambio di 5 centesimi di pasta o simili. Passano gli anni,arriviamo nel 1926 a genova viene fondata la S.S.S. Società Saccarifera Somala da Cassanello P. in rappresentanza del "consorzio nazionale zuccheri". Scusate il salto ma vi dovevo portare in SOMALIA! Piccolo salto indietro....nel 1920 nasce sempre in Somalia il villaggio "duca degli abruzzi" detto Villabruzzi dove materialmente viene costruito il primo zuccherificio coloniale italiano (che fa parte della s.s.s di Cassanello) si insediano poco alla volta molti coloni italiani fino a contarne alcune migliaia nella seconda metà degli anni 30 e il duca (Luigi Amedeo di Savoia-aosta) vi realizza tutte le strutture sociali tra cui-importanti per questa ricerca-spacci vari,il bazar e il mercato italiano. Possiamo pensare ad un utilizzo del gettone di Giovanna,simile a quello dei fratelli Cassanello (ora probabilmente in somalia) cioè veniva usato in cambio di merce. Abbiamo notizie certe di 2 gettoni somali uno di simile utilizzo già apparso nel sito(non ricordo dove) che recita nel rovescio "Azienda cesare maria Devecchi Kaitoi somalia italiana buono per 50 bese" con al dritto appunto la scritta 50 Il secondo gettone già identificato da @@sandokan nel tread "gettone bar nazionale di mogadiscio" ci porta ha scoprire la ditta che li ha realizzati entrambi:C.Villarboito torino diventata successivamente f.co villarboito e figli come recita l'insegna del negozio...non e dato sapere se il gettone di giovanna è stato prodotto in questo storico negozio di"incisori metalli"di Torino ormai chiuso da anni. Più concretamente analizzando il rovescio del gettone di giovanna si trovano molte analogie con l'antico stemma Somalo del 8 giugno 1919 (uno scudo diviso da una linea tratteggiata dove nella parte alta troviamo un leopardo con sopra una stella a 5 punte e nella parte bassa troviamo una stella a 6 punte)elementi entrambi presenti nel gettone. La famosa j(la lingua somala non ebbe un alfabeto ufficiale fino al 1972)secondo me è voluta e oltre a essere "accomodante" verso la popolazione locale si collega direttamente con la stella a 6 punte(come detto da altri utenti) che a sua volta si collega con la religione dei somali,quasi tutti musulmani. Seguendo il ragionamento tenuto con gli altri gettoni somali si può affermare che 20 sia il valore riferito alle bese. Io direi,semplicemente, un gettone del valore di 20 bese, utilizzato in somalia tra il 1920 e il 1940,nato da un idea di italiani che in patria avevano già adottato questo "sistema" vedi Cassanello. Saluti.

e fortuna che non ti applichi

Sergio

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  • 4 mesi dopo...
Supporter

@@Giovanna

 

Guarda un po' cos'ho trovato su un sito numismatico cecoslovacco

 

post-703-0-73969100-1423066819_thumb.jpg

 

Come stile delle cifre e diametro (24 mm) ci siamo. E magari da Bettina deriva Bettinetti...

 

 

apollonia

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@@Giovanna

 

Guarda un po' cos'ho trovato su un sito numismatico cecoslovacco

 

attachicon.gif0833 Bettina Schacht.jpg

 

Come stile delle cifre e diametro (24 mm) ci siamo. E magari da Bettina deriva Bettinetti...

 

 

apollonia

 

 

 

Bellissimo Apollonia, è un gettone cecoslovacco quindi? Hai trovato notizie di questa Signora Bettina?

A Masserano, due anni fa, il caro amico Ambidestro mi ha regalato questo gettone che ora posto, scusatemi se l'avevo già postato in questa discussione, non lo ricordo, ma in questo lasso di tempo  ho avuto altro per la testa e potrei averlo postato già come invece no, proprio perchè ha la scritta "Impresa" impressa il mio amico l'ha subito associato al mio gettone ed ha pensato di regalarmelo. 

Fu un regalo graditissimo e sabato l'ho ritrovato aprendo il pacchetto dove avevo imballato la mia collezione, l'ho aperta per mostrare  il mio gettone ai i ragazzi del Gruppo Numismatica a Roma, su Face ne avevamo parlato qualche giorno prima, in occasione del Giorno della Memoria. 

Cercando l'Jmpresa Viveri ho ritrovato anche questo e li ho portati ambedue con me al Museo Nazionale, i ragazzi ne sono stati contenti, specialmente @@valerio82 che ha iniziato una collezione di monete del periodo bellico.

Ti ringrazio ancora per il pensiero. A presto, Giò

post-6052-0-75996200-1423069871_thumb.jp

post-6052-0-56371900-1423069889_thumb.jp

Modificato da giovanna
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Bettina Schacht? Il nome è tedesco, quindi possibile che sia cecoslovacco, data l'ampia minoranza etnica germanofona

 

 

 

Ho provato a cercarla, ce ne sono tantissime ma nessun riferimento ad inizio secolo, solo signore contemporanee. 

Chissà cosa faceva la nostra Bettina :lol:  :lol:

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Dal secondo link segnalato da avgvstvs (che saluto) Bettina dovrebbe essere il nome di un pozzo minerario di Doubrava (1855).

 

Bettinaschacht = pozzo (schacht in tedesco) di Bettina

 

 

post-703-0-50624700-1423145812.jpg

 

apollonia

Modificato da apollonia
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Supporter

Bettina è proprio il nome di una miniera.

 

http://en.wikipedia.org/wiki/Doubrava

 

An important milestone in the history of the village was the discovery of coal in 1822. The digging of small coal mines began, most of which were later abandoned. In 1854–1855 two mines were dug, christened Eleonora and Bettina. The majority of the local population worked in the coal mining industry. The local coal mines were later consolidated into a joint venture, Důl Doubrava(Doubrava Coal Mine). Tower of Bettina coal mine was detonated on 23 October 2006, tower of Eleonora coal mine was detonated on 2 November 2007.

 

Due miniere scavate nel 1854-1855 sono state battezzate Eleonora e Bettina.

 

 

apollonia

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Probabilmente il tuo gettone veniva usato nella mensa di questa miniera, oppure per altri scopi.

Sarebbe davvero bello riuscire a localizzare, in questo modo, il mio gettone. Trovarne il luogo d'uso...chissà se prima o poi riusciremo a realizzare questo mio desiderio che ormai è diventato quasi un sogno :search:  :rolleyes:  :rolleyes:

Un saluto a tutti, Giò

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Gettone del pozzo minerario Louis

 

post-703-0-11703500-1423173079_thumb.jpg

Louis Schacht / 20, Mz 24mm (Vítkovice-býv. šachta gen. Jeremenko)

Pozzo Louis / 20, diam. = 24 mm (Vitkovice - ex pozzo gen. Jeremenko)

 

Il pozzo minerario di Vitkovice intitolato al generale Jeremenko nel 1891 ha preso il nome Louis nel 1895

(Storia delle miniere di carbone dell’azienda mineraria della Repubblica Ceca in http://www.hornictvi.info/histhor/lokality/okr/21.htm )

 

 

apollonia

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