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gpittini

BRONZI FUSI ANTICHI

Risposte migliori

gpittini
Supporter

DE GREGE EPICURI

Non si finisce mai di imparare. Ho letto recentemente (diciamo che ho leggiucchiato, perchè è in tedesco) qualche capitolo di un'opera splendida, molto approfondita e con bellissima foto: "Numismata Carnuntina, Forschungen und Material" (cioè Monete di Carnuntum, ricerche e materiale), di Alram e Schmidt-Dick, ed OAW, Vienna 2007; vi compare un capitolo sui "cosiddetti falsi del Limes" ed una silloge di 408 monete di questo tipo. Sono tutti bronzi fusi (assi, dupondi e sesterzi), da Augusto a J. Mamea, e provengono da Carnuntum, presso Vienna, ove c'erano grossi acquartieramenti di truppe romane. I bronzi pesano meno delle monete coniate normali, i sesterzi ad es. fra 9 e 12 g. Sembra che venissero prodotti in piccole officine della zona, e il motivo era il solito: mancanza di piccolo numerario. Pare che fossero accettati solo nell'accampamento e dintorni.

Controllando la mia collezione, ne ho trovati un paio che potrebbero rientrare nella categoria: sono entrambi imitazioni fuse di un sesterzio di S.Severo, tipo "Roma", RIC 700, C 126. Posto la più bella.

post-4948-1226504918_thumb.jpg

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gpittini
Supporter

Ecco il R. La moneta pesa 12,9 g. (l'altra è molto più leggera e malconcia) e misura 29 mm.

post-4948-1226505061_thumb.jpg

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william

Complimenti, bell'esemplare, quindi queste monete vennero fuse e non coniate?

Si limitarono solo ai bronzi?

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gpittini
Supporter

DE GREGE EPICURI

Questi bronzi (grandi e medi, per dirla alla Cohen) a Carnuntum venivano fusi. Però ne esistono anche da altre parti, le prime pubblicazioni sono state fatte in Francia, e c'è anche un discreto ritrovamento ad Aosta, ora presso quel Museo; e anche quelli sono fusi. La fusione è molto più elementare e facile da eseguire, non occorre preparare dei conii. Poi però, e sempre per la stessa penuria di piccolo divisionale, esistono altri tipi di produzione "semi-ufficiale":

1) I denari di bronzo, anche questi prodotti sul limes, ma coniati, e spesso esattamente identici ai denari normali (anche nella misura), salvo che per il tipo di metallo. Sto cercando di studiare l'argomento ma non trovo bibliografia, salvo un articolo uscito sull'ultimo numero di Ticinum.

2) Tutte le cosiddette imitazioni barbariche del 3° e 4° secolo; per lo più sono monete coniate, ma c'è una percentuale di fusi. Come numerario, si tratta di antoniniani e poi di frazioni di follis, spesso molto più leggeri delle monete ufficiali. Su questi, gli studi sono molto abbondanti, a partire dal periodo 1940-50.

Modificato da gpittini

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william
DE GREGE EPICURI

Questi bronzi (grandi e medi, per dirla alla Cohen) a Carnuntum venivano fusi. Però ne esistono anche da altre parti, le prime pubblicazioni sono state fatte in Francia, e c'è anche un discreto ritrovamento ad Aosta, ora presso quel Museo; e anche quelli sono fusi. La fusione è molto più elementare e facile da eseguire, non occorre preparare dei conii. Poi però, e sempre per la stessa penuria di piccolo divisionale, esistono altri tipi di produzione "semi-ufficiale":

1) I denari di bronzo, anche questi prodotti sul limes, ma coniati, e spesso esattamente identici ai denari normali (anche nella misura), salvo che per il tipo di metallo. Sto cercando di studiare l'argomento ma non trovo bibliografia, salvo un articolo uscito sull'ultimo numero di Ticinum.

2) Tutte le cosiddette imitazioni barbariche del 3° e 4° secolo; per lo più sono monete coniate, ma c'è una percentuale di fusi. Come numerario, si tratta di antoniniani e poi di frazioni di follis, spesso molto più leggeri delle monete ufficiali. Su questi, gli studi sono molto abbondanti, a partire dal periodo 1940-50.

Grazie per le tante informazioni :)

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minerva

Circa questo interessante argomento temo che scarseggi la bibliografia, ma ho trovato un brevissimo riferimento in: Ermanno Arslan, La numismatica antica, Il Mulino, Bologna 2000.

Trattando delle monete fuse nel mondo romano e che ben si adattavano a forme di circolazione con sostanziale coincidenza tra valore intrinseco e valore nominale e quindi a peso, l'autore scrive: "Monete fuse sono comunque presenti anche con funzione sussidiaria in situazioni nelle quali le emissioni regolari avevano difficoltà a raggiungere il mercato. Così nell'Egitto Romano nel IV Sec. d.C. o lungo il limes danubiano nel III Sec. d.C. (con sesterzi, molto frequenti).

Spesso disponiamo delle matrici fittili usate per la produzione di monete autentiche, con l'impronta di queste. Le monete fuse possono connotare quindi forme di emergenza (monetaria) e di marasma nella circolazione". (P. 27). Enrico

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cercete

Un argomento che mi ha sempre attirato...monete sussidiarie, non ufficiali...poeto un denario di Galba fuso...anche io ho un sesterzio di Antonino Pio prodotto per fusione della serie TIBERIS...

post-1820-1226666619_thumb.jpg

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gpittini
Supporter

DE GREGE EPICURI

Oggi vi posto l'altro "fuso del limes" che possiedo. Stranamente (ma forse non è un caso!) si tratta ancora della imitazione del sesterzio "Roma", solo che questo pesa solo 5,2 g e misura 25 mm; inoltre presenta un evidente deficit di metallo. Questi "buchi", a volte vacuolari all'interno della moneta, sono tipici di questi fusi, per il risparmio e l'approssimazione tecnica con cui erano prodotti.

post-4948-1227133689_thumb.jpg

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gpittini
Supporter

Rovescio.

post-4948-1227133757_thumb.jpg

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minerva

Grazie GPittini per le foto e la spiegazione di una moneta esemplare dell'argomento e per questo estremamente interessante! Enrico :)

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