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Triano Decio e il fantasma di Alessandro Severo


quattrino
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Cari amici,

vi presento il mio ultimo acquisto al convegno di Genova :) . Non avevo mai visto prima dei segni di riconiazione così evidenti su monete d'argento. Al rovescio si legge gran parte della legenda IMP ALEXANDER PIVS AVG che corrisponde al dritto del denario di Alessandro Severo riconiato e trasformato in un antoniniano sotto Traiano Decio. Ma si intravede benissimo anche il ritratto dell'Imperatore (che sembra un fantasma per l'appunto) :o !

Al dritto invece non intravedo tracce della moneta originale. Credo che questo sia dovuto:

1. alla maggiore forza impressa sul tondello dal conio ad incudine (dritto);

2. al maggior rilievo che aveva il dritto del denario di Alessandro (per la stessa ragione).

Ma questo riconio è molto interessante in quanto testimone dei fenomeni inflattivi del terzo secolo. Evidentemente un denario di Alessandro severo (AD 222-235) doveva avere (più o meno) le stesse caratteristiche di peso e fino di un antoniniano ai tempi di Traiano Decio (AD 249 - 251). In circa quindici anni si era raggiunta la parità denario/antoniniano con una perdita del potere d'acquisto di circa il 50% in quanto in origine l'antoniniano valeva due denari.

Che ne pensate?

TraianoDecioriconiato.jpg

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DE GREGE EPICURI

Questa moneta mi stupisce molto e mi pone diversi problemi. Ma anzitutto, che dimensioni ha e quanto pesa? Te lo chiedo perchè, in linea di massima, gli antoniniani di questo periodo sono un po' più "grandi" dei denari precedenti (spesso 21-22 mm contro 19-20 al massimo). In secondo luogo, ritenevo che di solito i denari venissero ritirati, rifusi e trasformati in antoniniani dopo aver aggiunto un altro po' di rame, in quanto il titolo in Ag di un Antoniniano di Traiano D. dovrebbe essere inferiore al titolo di un denario di Alessandro S. E' ben vero che di quest'ultimo esistono anche denari piuttosto bassi di Ag...

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Caro Gianfranco,

L'antoniniano in questione pesa 3,15 gr.

Ho altri tre antoniniani con il rovescio DACIA con il Draco che, come dici giustamente tu, pesano molto di più: gr. 5,1 - 5,02 - 4,34.

Il peso degli antoniniani però è molto variabile. Ho un antoniniano di Macrino che pesa solo 2,92 gr!

L'idea che mi sono fatto è che in periodi di crisi come quelli vissuti da Decio, con la necessità impellente di pagare le legioni per far fronte alle invasioni gotiche, si andasse poco per il sottile. Riconiare "vecchi" denari e dare loro nuova vita come antoniniani, voleva dire raddoppiare il valore della moneta.

Dopotutto il peso inferiore era probabilmente compensato da un titolo di argento più alto.

Ciao.

Fabio

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E' una moneta molto interessante e certamente non comune con queste caratteristiche.

Ho già visto altre monete riconiate su tondelli più vecchi ma difficilmente si riesce, come in questo caso, ad attribuire correttamente il tipo sottostante.

Ancora più interessante è, come fai giustamente notare, che il nuovo nominale è un antoniniano contro il vecchio denario.

In secondo luogo, ritenevo che di solito i denari venissero ritirati, rifusi e trasformati in antoniniani dopo aver aggiunto un altro po' di rame, in quanto il titolo in Ag di un Antoniniano di Traiano D. dovrebbe essere inferiore al titolo di un denario di Alessandro S

In realtà non è documentato (tranne qualche rara eccezione come sotto Caligola e Traiano) un provvedimento di ritiro del monetato per destinarlo alla fusione.

Generalmente infatti le monete con maggior contenuto di fino sparivano in fretta per via della legge di Gresham e tesaurizzate.

Un riconio doveva avere un'altra spiegazione legata principalmente ad una situazione di emergenza come ad esempio la necessità di coniare nuova moneta in tutta fretta o cambiare un tipo perchè ormai superato; pensiamo alle monete coniate e mai uscite dalla zecca, con il subentro di un nuovo consolato per l'imperatore risultavano essere già vecchie prima ancora di aver circolato.

Nel caso della tua moneta io credo si possa trattare del primo caso e, considerando il ritratto corazzato di Traiano Decio e la Dacia al rovescio, forse vi fu la necessità di produrre rapidamente moneta per il pagamento delle truppe.

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