Vitus Inviato 16 Aprile, 2009 #1 Inviato 16 Aprile, 2009 Esiste il denario corrispondente di questo aureo? Non sono riuscito a trovare nulla... wildwinds è pure fuori combattimento... http://www.coinarchives.com/a/lotviewer.ph...339&Lot=116 Cita
legionario Inviato 16 Aprile, 2009 #2 Inviato 16 Aprile, 2009 No perchè il magistrato monetario Q. Voconius Vitulus ha posto negli aurei la testa di Ottaviano (526/1 e 526/3) mentre nei denari c'è la testa di Cesare. Questi sono i due denari: 526/2 - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I2/35 526/4 - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I2/36 Cita
Vitus Inviato 16 Aprile, 2009 Autore #3 Inviato 16 Aprile, 2009 In realtà c'è una tipologia simile in argento. E' il n. 691 del catalogo Varesi, che però riporta nella descrizione, erroneamente, il ritratto di Cesare (invece è Ottaviano come anche facilmente riconoscibile dallo stesso disegno della moneta). Viene anche indicata come r2, ma francamente a questo punto penso che sia molto più rara. La legenda è divi f (senza iuli) e accanto al ritratto c'è un lituo. Al rovescio in aggiunta a q voconius vitulus è: q design SC. Perciò forse vi è stata anche una emissione d'argento simile all'aureo, magari altrettanto o più rara dell'aureo e nel caso ancora più rara del varesi 691 presunto r2 (ma secondo me almeno r4). Cita
legionario Inviato 16 Aprile, 2009 #4 Inviato 16 Aprile, 2009 Il Varesi ha ripreso i disegni dal Babelon. Per la n. 691 è corretta la descrizione e i riferimenti, è sbagliata invece la foto (è stato preso il disegno dell'aureo Voconia 4 - Cr. 526/3). Cita
Vitus Inviato 16 Aprile, 2009 Autore #5 Inviato 16 Aprile, 2009 E INFATTI!!!! SO' FORTE EH?! ME LO DICO DA SOLO... Guardate che ho trovato... Nel catalogo di Gennaro Riccio del 1836 (!!!! come al solito gli antichi sono meglio dei moderni...) oltre al Varesi 692 che corrisponde ai tuoi 526, e al 691, è segnato un denario identico all'aureo. Riccio valuta i denari r2 e l'aureo r3. Credo che tutte le valutazioni di rarità siano sballate, ma Riccio è più che giustificato. Se il Varesi 692 è r2, il 691 è almeno r3. Se l'aureo è r4 il denario corrispondente è almeno altrettanto raro se non di più. http://books.google.it/books?id=xrdYAAAAMA...lt&resnum=3 Ma se alle domande che mi pongo me devo risponde da solo... voi che ce state a fa? ;-D (scherzo naturalmente) Cita
Vitus Inviato 16 Aprile, 2009 Autore #6 Inviato 16 Aprile, 2009 Il Varesi ha ripreso i disegni dal Babelon. Ecco... però ha fatto pure casino. Ho detto che gli antichi so' sempre mejo... nun c'è niente da fa... in Italia gli studi di antichità so' finiti nel '45... insieme all'ultimo dei cesari... Grazie Legionario per l'aiuto. Credo che il Riccio abbia dissipato ogni dubbio. Sono contento perchè le mie deduzioni, suffragate dai miei modesti studi e un po' d'esperienza erano esatti. Sto quasi diventando uno studioso :D . E ringraziamo googlebooks e Gennaro Riccio... "Le monete delle antiche famiglie di Roma fino all' imperadore Augusto" 1836... Cita
legionario Inviato 16 Aprile, 2009 #7 Inviato 16 Aprile, 2009 ..... non comprendo questa gioia..... :huh: Il Babelon, il Grueber, il Sydenham, il Crawford non riportano questo "terzo denario" segnalato dal Riccio nel lontano 1836. Qualche motivo ci sarà stato...... Basta che apri il Varesi alle prime pagine e troverai un elenco di monete non inserite perchè: non esiste - esiste? - falso - errata attribuzione..... Anche il Crawford riporta un elenco di monete inesistenti, false, con errata lettura....... Il Babelon (del 1885) riporta tra i testi di riferimento il Riccio, eppure non l'ha inserita nell'elenco. Cita
legionario Inviato 16 Aprile, 2009 #8 Inviato 16 Aprile, 2009 Queste sono le foto prese dal Babelon, in ordine sono: denario 526/4 denario 526/2 aureo 526/1 aureo 526/3 Cita
Arka Inviato 17 Aprile, 2009 #9 Inviato 17 Aprile, 2009 C'è un'altra ipotesi... forse Vitus possiede il denario in questione... Cita
legionario Inviato 17 Aprile, 2009 #10 Inviato 17 Aprile, 2009 Il Riccio nella seconda edizione del 1843 riporta ancora questo "denario con testa di Ottaviano" dandogli però una rarità inferiore rispetto alla precedente edizione; però continua a non riportare un disegno a differenza delle altre monete della Voconia http://books.google.com/books?id=RTcGAAAAQ...hl=it#PPA240,M1 Già prima del Babelon comunque, il Cohen nel suo "Description historique des monnaies frappées sous l'Empire Romain" del 1880 non inserì questo denario con testa di Ottaviano. - questa è la pagina dei denari con testa di Cesare (n. 45 e 46): http://www.virtualcohen.com/julius-caesar-9 - questa è la pagina della Voconia con solamente gli aurei con testa di Ottaviano (n. 546 e 547): http://www.virtualcohen.com/octavius-augustus-83 Andando a ritroso nel tempo ho trovato che anche Patin Carolus nel 1663 in "Familiae Romanae in Antiqvis Nvmismatibvs" riporta sotto la Voconia solamente i due denari con testa di Cesare: http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k51400b.zoom.f340 P.S. Nel vedere il Cohen noto che i disegni delle monete sono stati ripresi dal Babelon..... Cita
Vitus Inviato 17 Aprile, 2009 Autore #11 Inviato 17 Aprile, 2009 C'è un'altra ipotesi... forse Vitus possiede il denario in questione... Che fai sfotti? B) :D Cita
Vitus Inviato 17 Aprile, 2009 Autore #12 Inviato 17 Aprile, 2009 ..... non comprendo questa gioia..... :huh: Il Babelon, il Grueber, il Sydenham, il Crawford non riportano questo "terzo denario" segnalato dal Riccio nel lontano 1836. Qualche motivo ci sarà stato...... Basta che apri il Varesi alle prime pagine e troverai un elenco di monete non inserite perchè: non esiste - esiste? - falso - errata attribuzione..... Anche il Crawford riporta un elenco di monete inesistenti, false, con errata lettura....... Il Babelon (del 1885) riporta tra i testi di riferimento il Riccio, eppure non l'ha inserita nell'elenco. Strano che una moneta sparisca nel nulla, o che Riccio se la sia inventata... a questo punto, se l'aureo ha solo 8 esemplari conosciuti, è possibile che il denario ne abbia ancora meno, e per qualche motivo Riccio ne abbia visto alcuno, deducendone che fossero più numerosi dell'aureo (come di solito avviene, ma non sempre!). Magari in 40 anni l'esemplare visto da Riccio tra gli anni '30 e '40 è andato perduto e dal Babelon in poi è stato perciò considerato un errore. Cita
numa numa Inviato 21 Aprile, 2009 Supporter #13 Inviato 21 Aprile, 2009 ..... non comprendo questa gioia..... :huh: Il Babelon, il Grueber, il Sydenham, il Crawford non riportano questo "terzo denario" segnalato dal Riccio nel lontano 1836. Qualche motivo ci sarà stato...... Basta che apri il Varesi alle prime pagine e troverai un elenco di monete non inserite perchè: non esiste - esiste? - falso - errata attribuzione..... Anche il Crawford riporta un elenco di monete inesistenti, false, con errata lettura....... Il Babelon (del 1885) riporta tra i testi di riferimento il Riccio, eppure non l'ha inserita nell'elenco. Strano che una moneta sparisca nel nulla, o che Riccio se la sia inventata... a questo punto, se l'aureo ha solo 8 esemplari conosciuti, è possibile che il denario ne abbia ancora meno, e per qualche motivo Riccio ne abbia visto alcuno, deducendone che fossero più numerosi dell'aureo (come di solito avviene, ma non sempre!). Magari in 40 anni l'esemplare visto da Riccio tra gli anni '30 e '40 è andato perduto e dal Babelon in poi è stato perciò considerato un errore. La bella e interessante pubblicazione del Riccio riporta, purtroppo, anche diversi esemplari falsi o inventati. E' il caso del famoso quadrilatero (AES Signatum) con la figura dl toro dsui due lati e i segni del valore IIII corrispondenti a 4 assi). Questo esemplare e' un falso ottocentesco (purtroppo!) metrologicamente incongruo. Con questo non voglio dire che il denario di Voconius Vitulus sia anch'esso un'invenzione ma solo metter in guardia che non tutto quello riportato deve essere preso come oro colato. numa numa Cita
Arka Inviato 22 Aprile, 2009 #14 Inviato 22 Aprile, 2009 La mia era una battuta..., ma è già capitato che monete sconosciute o descritte in passato e poi scomparse siano saltate fuori in epoca successiva. E comunque parlare dell'esistenza di una moneta basandosi solo su una segnalazione di un libro dell'ottocento è poco scientifico. Cita
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