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Plaetorius Cestianus


gpittini
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DE GREGE EPICURI

Mi chiedevo se vi avrei annoiato perchè questi denari repubblicani, se non mi annoiano, neppure mi entusiasmano, e mi chiedo perchè. E' vero che molti hanno una tipologia ripetitiva, ma questa non è la regola; ci sono spesso personaggi, oggetti, scene diverse ed originali; ognuna di queste richiama storie familiari dei monetieri, o mitologie di vario tipo, o particolari della storia di Roma..ce n'è finchè si vuole. Forse c'è anzi un po' troppa roba; io avverto un eccesso di notizie, che non ricorderò mai...insomma una valanga di dettagli un po' antiquari e antiquati, in cui mi perdo. Boh, non saprei bene, insomma mi prende un certo disagio.

Quest'ultima pesa 3,8 g. e misura 17-18 mm. Al D. una testa maschile a dx, e dietro un segno di controllo (nel mio caso, direi un delfino). Al R. un caduceo alato, da un lato M PLAETORI, dall'altro CEST EX SC. E' la RRC 405/5. A me questa pare MB, forse MB+. Concordate? Ci sono varie piccole "saggiature" dell'argento.

post-4948-1241291549_thumb.jpg

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Ecco il R.

post-4948-1241291624_thumb.jpg

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azzz.....gpittini concordo con te solo la classificazione

quello che a te infastidisce come un surplus di informazione e simboli e quello che mi ha fatto diventare un "repubblicano" convinto!! de gustibus non disputandum est!!

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Concordo con la catalogazione ed aggiungo solo: B. 5 (2); Syd. 809; Var. 458.

Condivido anche il grado di conservazione complessivo visto che il rovescio è meno conservato del dritto. La testa al dritto è quella del Buon Evento ed i simboli sono variabili per i vari conii.

La monetazione repubblicana romana è davvero un'inesauribile fonte di citazioni erudite rivolte ai pochi e raffinatissimi dotti che ne avrebbero colto il complicato linguaggio che mirava ad esaltare le glorie della famiglia del monetario in un'instancabile competizione per l'aristocrazia delle origini e la mitologia ad esse sottese.

Un ottimo ausilio per destreggiarsi nel difficile e criptico linguaggio delle monete romane repubblicane d'argento è l'opera in 2 volumi del Babelon. Enrico :)

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DE GREGE EPICURI

"Inesauribile fonte di citazioni erudite..." Proprio così, ed è questa la fonte delle mie difficoltà. Occorre penetrare in un mondo molto riservato, un po' chiuso, e occorre armarsi di molta pazienza e di molta dottrina (in effetti, non possiedo e non conosco il Babelon).E' un po' come se uno girasse i castelli della Loira, e la guida gli dicesse: "Ma come, Signore, non sa a chi appartiene lo stemma con i 3 pesci?" Oppure: "Ma Lei dunque non ricorda in che anno Enrico III fece assassinare qui i due Guisa!"

Certo, tutte le aristocrazie hanno i loro stemmi, la loro araldica, le loro leggende, i loro miti. Sicuramente, i principati e le dittature semplificano tutto ciò, perchè il mito è solo quello dell'unico Principe. Per questo, credo, c'è molta più gente che preferisce collezionare le monete imperiali.

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Concordo, Gianfranco, con la tua riflessione: le monete romane repubblicane sono davvero ostiche da analizzare nei loro significati anche se, personalmente, trovo molto intrigante cercare di cogliere i messaggi sottesi all'iconografia; non sempre si riesce nel compito, ma la ricerca stessa produce molte entusiasmanti scoperte. E' necessario attingere dalle fonti letterarie, mitologiche e soprattutto storiche e man mano che si procede si viene catturati dalla curiosità che poi è difficile mettere da parte :D

La bellezza dei denarii repubblicani, poi, è nello stile caratteristico sia dei ritratti che delle raffigurazioni altre che rimane sempre fedele al gusto romano: essenziale ed animato dai significati che alludono alle virtù di questo popolo...mi rendo conto che eccedo nella sintesi, ma sarebbe interessante approfondire l'argomento.

Il libro che avevo citato nel precedente scritto è: Babelon Ernest, Description historique et chronologique des monnaies de la République Romaine, Paris 1885-1886. Dei 2 volumi da cui l'opera è composta, vi è anche la ristampa dell'Editore Forni.

Enrico :)

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Al D. una testa maschile a dx, e dietro un segno di controllo (nel mio caso, direi un delfino).

Non mi pare un delfino.

Il simbolo mi sembra che corrisponda alla tav. LXX n. 78 del Crawford, che fa riferimento ad un esemplare della collezione d'Ailly a Parigi.

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