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      Aggiornamento   15/10/2017

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antonio bernardo

dupndio di galba

Risposte migliori

antonio bernardo

Un sincero saluto a tutti i lamonetiani sono una new entry e mi sono registrato al sito perchè ho una forte passione per la numismatica da più di vent’anni.

Ho cominciato con la monetazione moderna degli Stati mondiali per poi lasciare il tutto alla curiosità di mio figlio che al momento è alle prime armi.

Da tre anni a questa parte mi sto interessando alla numismatica romana dell’età imperiale e sono molto attratto anche dai misteriosi denari medioevali di Venezia, Genova e Napoli (la mia città di origine). In pratica il tema della mia collezione è “Imperatori e Dogi”.

Normalmente acquisto le monete alle principali aste nazionali e di S. Marino, prediligendo i lotti multipli che non sono costosi e soddisfano pienamente la mia voglia di studio e curiosità verso gli antichi tondelli. Tre/quattro volte all’anno presso il mercatino dell’usato acquisto monete romane da un privato serio e collezionista come il sottoscritto. Proprio in questa circostanza ho acquistato per la cifra di 70 euro un dupondio di Galba di cui vi propongo la foto in allegato che mi ha lasciato un po’ perplesso circa la sua autenticità.

Il dupondio pesa 13 grammi ed ha un diametro di 30 mm, a mio avviso è catalogabile come un RIC I,275. Al rovescio c’è la “libertas publica” volta a sx mentre tiene un berretto e uno scettro e nel campo la sigla SC. Il dubbio in effetti mi sovviene osservando attentamente il dritto perché leggo IMP SER GALBA ?RP, proprio la prima lettera della sigla non mi convince perché qualora fosse una T, tutto tornerebbe con una Tribunicia Potestas e la sigla corrisponderebbe come da catalogazione del RIC. Diversamente se la prima lettera fosse una P la sigla non avrebbe alcun senso. A questo punto lascio le mie perplessità in mano agli esperti per ricevere un parere sulla moneta in questione.

Saluti Antonio da Tolmezzo (UD)

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