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Come restaurarle?


Reboldi
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nei lotti che si acquistano, spesso si trova la voce "da restaurare" trattasi di quei lotti di monete fra cui molto raramente, a quanto ho sentito dire in un post in questa stessa sezione, si trovano rarità, ma mettiamo avvenisse di comprare un lotto di monete romane (o magari trovare una moneta) :ph34r:
con che strumenti si possono "ricostruire" senza danneggiarle? si tratta di prodotti chimici o solo di disincrostarle con acqua e sapone? è una cosa che si può fare in casa o serve un vero e proprio laboratorio per restaurarle? grazie :)
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[color=blue]Ciao Reboldi
questo non è propio il mio campo,però qualche mese fà su Cronaca Numismatica c'era un'articolo propio sulla restaurazione di un Sesterzo.
Usando i piccoli trapani da dentista toglievano le incrostazioni o ripulivano i vari cancri, lo stesso materiele tolto lo rimpastavano con (non ricordo bene) e con spatoline ricoprivano i buchi e cercavano di ridare un'aggiustata a tutta la moneta.
Insomma un vero e propio restauro!
Se lo trovo ti dico che numero della rivista è!
Ora i più esperti potranno darti altri notizie.
Ciao[/color]


PS: trovato, C.N. n°161 Marzo 2004
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Aggiunta la sezione "Restauro" ai manuali.

Link: [url="http://www.netwaretcs.com/~lamoneta/manuali/Restauro.html"]Restauro[/url]

La sezione è ancora incompleta e mancano delle foto esplicative. :)
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anch'io ho sentito da commercianti la stessa cosa, monete ricoperte da coltri di sedimenti, immerse per qualche giorno in olio d'oliva. Confermi l'utilità della tecnica?
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Il migliore pare sia l'olio di vasellina che lentamente, ma molto lentamente, scioglie le incrostazioni più insistenti. Io non ho mai provato anche perchè secondo me l'olio rischia di modificare il colore della patina (è solo una mia opinione però).
Generalmente usano l'olio per le monete del basso impero.
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ho provato a scaricare la versione, ma anzichè quella del restauro, mi scarica un introduzione su come riconoscerle :angry:
il link si trova in alto a sinistra della pagina web, mentre se volessi avere quel file del restauro dovrei copiarmi tutto quanto perchè non è possibile nemmeno fare copia e incolla :(
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Ehm... ci sono ancora i lavori in corso e il file in pdf non lo ho ancora preparato, comunque cercherò di completarlo al più presto.. :)
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scusa, una domanda che mi sorge spontanea a te che la sai lunga :)
una moneta rinvenuta (prima di fare esperimenti) si presenta così? e il lavoro consisterebbe nel togliere solo quello strato prima della patina?
[img]http://img45.imageshack.us/img45/6938/nuovoimmaginebitmap5ou.png[/img]
grazie per la disponibilità, senza questo forum non avrei mai conosciuto niente di ciò che fin'ora ho imparato
:P
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Il tuo disegno è corretto; l'incrostazione può essere uno strato più o meno duro composto da un agglomerato di terra ed altro, oppure uno strato morbido di sola terra oppure un'escrescenza dovuta ad una vecchio processo di corrosione ormai fermo e solidificato.
Per ogni tipo di incrostazione occorre impiegare una differente attrezzatura.
Per i primi due tipi è sufficiente un lungo bagno in acqua demineralizzata, spazzolino e bisturi (ovviamente ingrandimento binoculare). Per il terzo tipo di incrostazione sarà necessario probabilmente una punta diamantata (con trapano o anche manuale) ma anche un bisturi, carta smeriglio ecc..
Attenzione a non confondere la patina con l'incrostazione oppure un'escrescenza di metallo (già presente quindi sul conio originale) con una escrescenza di incrostazione.
Per ogni dubbio, consiglio di chiedere prima un parere ad un esperto.
Ovviamente potrete far domande anche qui sul forum. :)
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grazie :)
salvo l'argomento, nel frattempo stò compiando a mano il link del restauro che ci hai dato
[quote]Per ogni dubbio, consiglio di chiedere prima un parere ad un esperto.
Ovviamente potrete far domande anche qui sul forum.  :) [/quote]
Per questo non preoccuparti, ce ne saranno molte di domande :P
grazie ancora
RA
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[quote]salvo l'argomento, nel frattempo stò compiando a mano il link del restauro che ci hai dato[/quote]
Copiando a mano? :blink:
Ma non fai prima a stamparlo?
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Tengo un quadernino nel quale annoto tutto quanto, raffigurando disegni e annotazioni in matita, qual'ora sbagliassi potrò cancellare, la cara vecchia carta e matita non ti tradiscono mai...
...sopratutto quando non hai la stampante :P
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E' ora disponibile anche la versione in pdf:

[url="http://manuali.lamoneta.it/Restauro.html"][color=blue]Restauro[/color][/url]
Per scaricare il file, cliccare sul link in alto a sx oppure, tasto dx del mouse/Versione Scaricabile.

PS. aggiunti un paio di disegni esplicativi.
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Io sono del parere che c'è un limite al restauto, se si tratta di liberare la moneta da incrostazioni o da altri elementi sovrapposti, ben venga, ma se si deve sostituire o inserire parte del materiale, non sono d'accordo....
Per me non si rispetta l'originalità!!
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[quote name='miglio81' date='04 ottobre 2005, 13:46']Io sono del parere che c'è un limite al restauto, se si tratta di liberare la moneta da incrostazioni o da altri elementi sovrapposti, ben venga, ma se si deve sostituire o inserire parte del materiale, non sono d'accordo....
Per me non si rispetta l'originalità!!
[right][snapback]55733[/snapback][/right]
[/quote]
Anche io la penso così; no alle ripatinature artificiali oppure al ritocco del modellato. Le stuccature si rendono necessarie a parer mio quando si deve recuperare una moneta di una certa importanza, cercando di usare il più possibile materiali non estranei alla moneta eccezione fatta per il legante (resina) che deve essere comunque reversibile.
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salve a tutti, penso che il restauro di una moneta antica debba essere fatto rispettando la moneta come ci è arrivata nei secoli salvo che ci siano parti deturpate che la rovinino.
capisco poi che si abbia anche il desiderio di scoprire quello che il tempo ha coperto togliendo quello che si è accumulato. poi non dimentichiamoci che la patina non è altro che una degradazione chimica del metallo che dà un qualcosa in più alla moneta antica e che la rende speciale con le sue sfumature incredibili,l'importante è non farsi prendere dalla mano per tentare di scoprire poi chissà quali rarità(autocritica)
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