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IGNORED

Tetrici e Braithwell hoard


cancun175

Risposte migliori

1. The Gallic Empire, Tetricus II, Caesar (A.D. 270-273), AE Antoninianus, 2.41g., radiate draped bust right, rev., Pax advancing left, PAX AVG (Braithwell Report #172 (111 examples in the hoard), very fine

2 The Gallic Empire, Tetricus I (A.D. 270-273), AE Antoninianus, 2.04g., radiate cuirassed bust right, rev., Laetitia standing left holding wreath and baton, LAETITIA AVGG (RIC 90; Braithwell Report #187 (105 examples in the hoard)), very fine.

Ecco due nuove monete della mia collezione del Braithwell hoard:

http://www.forumanci....php?album=2239

Sono monetine insignificanti se decontestualizzate. In realtà consentono nell'insieme dell'hoard di avere un'idea chiara della circolazione monetaria in Britannia nel III secolo. L'hoard era di 1331 antoniniani. La moneta più presente era il Tetrico PAX AVG con 111 presenze, ma i curatori della classificazione,Richard Abdy e J.D. Hill, hanno messo assieme i PAX AVG di Tetrico I e II. La moneta più presente nell'hoard, scorporando padre e figlio, era invece la seconda, con 105 presenze. Tra le 1331 totali, le monete dei Tetrici erano un'enormità: 725. Seguiva da lontano Vittorino con 282 più un divo. E ancora più lontano Gallieno (101) e Claudio II (85 più 10 Divo). Nel totale, comunque, le monete delle Gallie erano 1023 contro le 211 dell'impero centrale. Quasi insignificanti le presenze dei riunificatori dell'imper: una sola moneta di Aureliano (che purtroppo manca alla mia collezione per una mia distrazione) e 6 di Probo. Tutto questo lascerebbe intuire un vuoto di Roma in Britannia tra Claudio II e l'epoca costantiniana. Il Braithwell hoard, infatti, è stato depositato dopo Probo, probabilmente ai tempi di Alletto o subito prima e hoard successivamente scoperti testimoniano una massiccia presenta di monete costantiniane e post costantiniane. In altre parole, sembra che Aureliano abbia riunificato l'impero ma, forse distratto dai problemi a Est, abbia trascurato la Britannia. Che cosa ne dite?

post-7971-1258452518,76_thumb.jpg

Modificato da cancun175
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DE GREGE EPICURI

E' sicuramente come tu dici. Aureliano, come si sa, ingaggiò una vera "guerra" contro la zecca di Roma, dopo aver cercato invano di mettere ordine con le buone; la cosa andò per le lunghe, e ci furono, pare, MIGLIAIA di morti! Poi, la sua riforma diede origine a monete di qualità sicuramente migliore rispetto alle precedenti (basta confrontarle con quelle di Claudio il Gotico), ma probabilmente di valore eccessivo; cioè, mancò il numerario veramente minuto. Ho letto un po' di cose su questa fase preparando una ricerca sui radiati di imitazione. Questi ultimi, anche molto piccoli (fino a 0,3 g. di peso) continuarono ad essere prodotti nelle Gallie molto oltre la rinuncia al trono dei due Tetrici, almeno fino al 310 d.C. Tutto questo fa pensare che anche le monete ufficiali dei Tetrici, come le tue, siano state coniate in grande quantità e siano dilagate anche in Britannia, fino all'arrivo dei bronzetti di Costantino. Gli antoniniani di Carausio e Alletto sono stati coniati sicuramente in quantità infima, rispetto a quelli dei Tetrici.

Complimenti per i due acquisti!

Modificato da gpittini
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Grazie Spitz. Gpittini: le <barbariche> nel Braithwell erano solo 54, circa il 3 per cento. C'è però da considerare che chi tesaurizzava, per quanto di modeste condizioni economiche, tendeva a trattenere le monete migliori. Quelle irregolari le faceva circolare. Del resto, successe lo stesso con i denari legionari di Marc'Antonio, poveri d'argento: circolarono anche sotto Antonino Pio e così, oggi, trovarne in buone condizioni è un'impresa.

Modificato da cancun175
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Ottima discussione e ottimo studio ;)

Quando scrivi

In altre parole, sembra che Aureliano abbia riunificato l'impero ma, forse distratto dai problemi a Est, abbia trascurato la Britannia. Che cosa ne dite?
a mio giudizio hai colto nel segno; le popolazioni che vivevano in Britannia e nelle Gallie in generale subirono certamente la crisi economica-politica-militare che colpì l'impero in quel periodo. Come era accaduto prima, già sotto Augusto e Claudio I, la necessità di avere moneta nei luoghi di confine e più difficilmente approvigionabili con nuovo monetatato, spinse le comunità del luogo a produrre moneta propria ma comunque su modello di quella ufficiale. Sappiamo anche che probabilmente il governo centrale, consapevole del reale problema, accettò tale soluzione. In momenti migliori poi, queste monete imitative, quando passavano nelle mani di funzionari dello Stato, erano contromarcate per essere definitivamente ufficializzate.

Sappiamo poi di un certo numero di assi fusi, utilizzando matrici ottenute da modelli originali coniati. Questi dovevano essere piuttosto comuni in Gallia e personalmente ho avuto modo di vederne tanti di Caracalla, Iulia Domna, Plautilla, Macrino. I tipi sono sempre gli stessi.

Infine arriviamo ai Tetrici, a Gallieno, Vittorino e Claudio II, tutti imitatissimi tanto da arrivare a nummetti barbarici del diametro di 5-6 mm dove il ritratto è appena idealizzato. Probabilmente anche molti anni dopo la caduta di Tetrico e gli altri impertaori citati, le loro effigi, storpiate e idealizzate, continuarono ad essere riportate sulle nuove monete imitative. Questo probabilmente perchè le monete dei nuovi imoperatori non arrivavano e quindi scarseggiavano i modelli nuovi da imitare.

Tante volte queste piccole monete erano ottenute frazionando tondelli della zecca ufficiale (questo per ottenere un maggiore quantitativo di monete); questa pratica è spesso definita oggi come fraudolenta e, le monete ottenute, come falsi dell'epoca. In realtà però queste monete sono talmente lontane, sia stilisticamente sia ponderalmente, dalle cugine ufficiali che difficilmente lo scopo di tali produzioni poteva essere ricondotto alla volontà di frodare il governo di Roma; andrebbero probabilmente considerate invece delle monete di emergenza a tutti gli effetti.

Allego la foto di un asse fuso del tipo gallico

post-66-1259049307,08_thumb.jpg

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Grazie Centurione. Vediamo se qualcuno più ferrato di me in storia romana in Britannia sa sciogliere un mio dubbio. Nel 197, circa un secolo prima della deposizione del Braithwell hoard, la Britannia era amministrativamente divisa in tre parti. A Nord c'era la Caledonia, fuori dal controllo di Roma. Più a Sud la Britannia Inferior con capitale Eburacum (York), ancora più a Sud la Britannia Superior con capitale Londinum. Ciò durò fino a Costanzo Cloro, che optò per un'ulteriore parcellizzazione. Diciamo che il Braithwell, presemibilmente è stato deposto prima di Carausio, quindi prima della riforma di Costanzo Cloro. Ora, il villaggio di Braithwell si trova a due passi dall'antico porto di Petuaria (Brough) proprio sulla linea di confine con la Britannia Flavia Caesariensis in quella che sarebbe stata l'ulteriore divisione amministrativa di Costanzo Cloro, sulla strada che congiungeva Londinum al Vallo Adriano attraverso il porto di Petuaria.

Ciò premesso, la domanda è questa: qualcuno conosce l'organizzazione burocratica di queste (o di altre) province? Nello specifico, essere vicino a uno di questi confini tra province romane quale incombenze e quali differenze provocava negli abitanti di una parte o dell'altra?

Centurione: per favore correggi il titolo da Tertici a Tetrici, altrimenti non riusciremo più a ritrovare questa discussione. Grazie ancora

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Non ho mai condotto studi specifici sull'organizzazione burocratica della Britannia o più in generale delle province romane ma ritengo plausibile che, nel caso degli abitanti delle zone di confine e a maggior ragione se tali confini erano anche ai margini dell'impero, la difficoltà di far giungere nuova moneta fosse comune.

Sarebbe interessante capire (magari è una ricerca che hai già fatto) come gli studiosi hanno fatto a datare il momento della deposizione del tesoretto, questo perchè, è vero che le monete più recenti sono di Probo ma non è sufficiente per stabilire con certezza la data di occultamento del tesoretto. Si tratta infatti di un periodo storico che dura circa 20 anni (260-282 d.C.) ma è molto probabile che il proprietario del tesoretto avesse raccolto il gruzzolo in un tempo inferiore (sarebbe utile analizzare le conservazioni delle monete cronologicamente più vecchie confrontandole con l'usura di quelle più recenti).

Certamente il tesoretto è molto prezioso per capire la circolazione monetaria in quei luoghi e in quegli anni; la predominanza di monete per i Tetrici è notevole. E' pur vero che per l'effetto del fenomeno di Gresham i tesoretti si componevano principalmente con le monete migliori (ponderalmente e per contenuto di fino) ma le monete dei Tetrici da questo punto di vista non erano certamente migliori di quelle di Gallieno o di Aureliano e Probo. Notare che mancano antoniniani di Postumo, generalmente con un maggior contenuto di fino rispetto alle monete degli altri imperatori presenti nel tesoretto.

Tutto questo mi farebbe pensare ancora ad imposizioni derivanti dalla difficoltà di approviggionare quel territorio con nuovo monetato dal governo centrale, in particolare in determinate fasce temporali.

Come ho già scritto, è curioso notare che ci sono monete per Gallieno e non per Postumo (grande rivale politico di Gallieno ed usurpatore delle Gallie) il che potrebbe far pensare ad un movimento militare del primo contro il secondo (questo giustificherebbe l'assenza di monete di Postumo); è altrettanto curioso notare l'assenza di monete per Aureliano (1 sola in realtà) contro l'abbondante presenza di monete dei Tetrici, ancora una volta una grande rivalità politica e militare tra l'imperatore ufficiale contro l'usurpatore.

Dunque i volumi delle monete presenti nel tesoretto potrebbero essere letti come un fantastico indice di presenza sul territorio britannico del governo centrale o dell'usurpatore gallico?

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Certamente l'hoard è stato depositato durante o dopo il regno di Probo, stante la presenza di alcune sue monete. E altrettanto certamente prima dell'era costantiniana per via della profusione di monete in Britannia di Costantino, coregnanti e successori. Mancano monete degli usurpatori (Carausio e Alletto) e questo induce a restringere l'arco temporale di deposizione. Quanto a Postumo, un po' era presente: ma nelle monete classificate come <irregolari> (barbariche) e questo suggerisce monete di Postumo circolanti nel periodo, comunemente accettate ma in scarsa quantità. Il punto è nell'assenza o quasi di monete imperiali successive a Claudio II (Aureliano e Probo) e alla massiccia presenza di monete dei Tetrici. La cosa, secondo me può avere tre spiegazioni che nella realtà potrebbero anche essere tutte concause della stranezza:

1. Disinteresse di Aureliano e Probo per la Britannia

2. Grande influenza di Tetrico I in Britannia

3. Eccessivo valore delle monete di Aureliano post riforma per le finanze di chi ha depositato l'hoard: un minuto commerciante o una famiglia molto molto molto povera

Ma c'è forse la più plausibile delle spiegazioni: i successori di Probo, Caro e pargolo, ebbero grandi interessi anche militari in Britannia. Governarono poco, ma se avessero avviato una minirivoluzione monetaria locale? In altre parole: l'hoard potrebbe anche essere stato nascosto per sottrarre il <tesoro> a un ordine di requisizione. Ovviamente sto volando di fantasia...

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DE GREGE EPICURI

Mi hanno prestato il volume di Richard Reece "The coinage of Roman Britain", che parla non solo e non tanto delle coniazioni in Britannia, ma di tutto ciò che in Britannia ha circolato; ed anche dei tesori, mi pare. Lo sto leggendo (lentamente e faticosamente...), ti farò sapere se trovo cose utili.

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Grazie Gianfranco. Io non conosco l'inglese e non posso imporre a mia moglie la traduzione di un libro. Al massimo potrei chiederle la traduzione di una specifica parte del libro. Infatti già mi aiuta con articoli, blog, contatti e risposte alle mail per il lavoro che sto preparando su Boyd. A questo proposito mi trovo ad affrontare ostacoli imprevisti: la società Baldwin è latitante. Hanno risposto in senso interlocutorio alla mia richiesta di un contatto con i parenti (cercare Boyd per Londra è un po' come cercare Maria per Roma e Friday street, dove operava e viveva, è stata distrutta dai bombardamenti nazisti) e non hanno proprio risposto alla richiesta di liberatoria per la foto dello stesso Boyd dal loro catalogo. Questo secondo problema è grave: senza foto di Boyd il libro sarebbe quasi comico. Sto seriamente pensando di mettere il progetto nel cassetto e di sposare la mia seconda opzione, molto meno problematica, quella sul Braithwell hoard, appunto. Se mi dai una mano sulla circolazione monetaria in Britannia tra Valeriano I e Carino ti faccio un monumento! Io intanto sto procedendo con il Forzoni.

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......Il punto è nell'assenza o quasi di monete imperiali successive a Claudio II (Aureliano e Probo) e alla massiccia presenza di monete dei Tetrici. La cosa, secondo me può avere tre spiegazioni che nella realtà potrebbero anche essere tutte concause della stranezza:

1. Disinteresse di Aureliano e Probo per la Britannia

2. Grande influenza di Tetrico I in Britannia

3. Eccessivo valore delle monete di Aureliano post riforma per le finanze di chi ha depositato l'hoard: un minuto commerciante o una famiglia molto molto molto povera

Ma c'è forse la più plausibile delle spiegazioni: i successori di Probo, Caro e pargolo, ebbero grandi interessi anche militari in Britannia. Governarono poco, ma se avessero avviato una minirivoluzione monetaria locale? In altre parole: l'hoard potrebbe anche essere stato nascosto per sottrarre il <tesoro> a un ordine di requisizione. Ovviamente sto volando di fantasia...

Personalmente trovo plausibile l'opzione 2; teniamo anche in considerazione la legenda presente sulla maggioranza delle monete e cioè la promulgazione della PAX AVGVSTA con il probabile intento dei Tetrici di pubblicizzare la volontà di un governo pacifico, sia verso il popolo sia, più probabilmente, verso il governo centrale, tentando così di evitare uno scontro diretto con Roma.

L'opzione 4 la vedo poco probaile (non impossibile) dal momento che, storicamente, i romani non hanno mai condotto volentieri delle campagne di ritiro delle vecchie monete tranne in poche eccezioni. Questo a causa delle difficoltà che operazioni di così vasta scala presentavano. Mi chiedo quindi se potesse essere possibile ritirare le vecchie monete in una zona ai margini dell'impero e soprattutto con che vantaggi?

Abbiamo detto che in queste zone circolavano monete ufficiali mescolate a monete di "emergenza" che pertanto erano indubbiamente accettate dalla popolazione. L'unico motivo che avrebbe potuto spingere un imperatore a ritirare tutte le monete precedenti alla sua proclamazione potrebbe essere la volontà di cancellare la memoria dei suoi predecessori per sostituirla con la sua... ma operazioni del genere si sono avute (secondo gli storici dell'epoca) in pochissime situazioni fra cui la Damnatio Memoriae di Caligola (ma per esempio non per Domiziano o Nerone).

Domanda: ma la foto di Boyd che avevi postato tempo fa da dove proveniva? Perchè ti serve la liberatoria, non è molto ...da qualche anno? :rolleyes:

PS: interessante la foto che hai postato in mediateca: gallery_7971_992_4646.jpg

Il ritratto sembrerebbe Tetrico ma il rovescio sembrerebbe l'idealizzazione della porta del tempio con fiaccola riportata ui rovesci di consacrazione del Divo Claudio...

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Grazie Centurione. Sui motivi delle deposizioni degli hoard si può andare quasi sempre solo di fantasia. Ho letto recentemente, sempre tradotto da mia moglie, un articolo su Celator che trattava del Cambridge hoard, scoperto alla fine dell'Ottocento e studiato da Boyd. La lunga parte dell'articolo che trattava della deposizione era una serie di ipotesi. Proprio come le mie sopra sul Braithwell. Si può anche partire dalla situazione come appare. Il luogo di ritrovamento è descritto come lontano da siti archeologici conosciuti. Anche il porto di Petuaria è piuttosto distante. la zona non ha particolari memorie archeologiche del tempo. Lì vicino, un migliaio di anni dopo, ci sarebbe stata la foresta di Sherwood popolata da Robin Hood e dai suoi briganti e se avessero trovato un hoard di monete coeve ora saremmo a dibattere su leggende con enormi voli di fantasia consentiti: un hoard di Riccardo Cuor di Leone? Il tesoro di Robin Hood? I soldi delle tasse del vescovo cattivo?. Con una certa approssimazione potremmo dire che all'epoca romana la zona poteva essere boschiva. Ma neanche questo è detto. Quasi sicuramente c'erano piccoli villaggi distanziati uno dall'altro. Sicuramente nei dintorni c'era la strada che congiungeva il vallo Adriano e il porto di Petuaria a Londinum. Questo vuol dire, appunto, villaggi, caravanserragli e stazioni di posta. Nei pressi passava il confine tra due amministrazioni romane. Vuol dire qualche cosa?

D'accordo sulla presenza di Tetrico e sui suoi appelli alla concordia. Niente di strano che Aureliano e Probo si siano disinteressati della Britannia: troppo dispendioso mantenere legioni in una zona che aveva interesse solo in quanto possibile base d'appoggio per spinte destabilizzanti in Gallia. La Britannia poteva essere un problema, certo, ma il fronte orientale era un problema più grosso.

Centurione, la foto postata in mediateca è quella dell'unica barbarica del Braithwell che sono riuscito ad acquisire: i musei inglesi non ne hanno comperata nessuna dagli scopritori, ma i collezionisti privati hanno fatto letteralmente il pulito. Sul D/ è copiato Tetrico I e il R/ come dici è proprio preso da un Claudio II. Mi piacerebbe, prima o poi, poter comperare un radiato barbarico Braithwell di Postumo: devo stare attento al mercato.

Quanto alla foto di Boyd, non ci sarebbe nessun problema di diritti se avessi accesso all'originale o se la stessa foto fosse accessibile da altre fonti oltre che dal catalogo della casa d'aste pubblicato nel 2005. Probabilmente a Baldwin la cosa non interessa e non ci sono problemi, ma non vorrei trovarmi nei guai con la pubblicazione su un libro che venderà, e sono ottimista, al massimo una ventina di copie.

Ciao

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...

Quanto alla foto di Boyd, non ci sarebbe nessun problema di diritti se avessi accesso all'originale o se la stessa foto fosse accessibile da altre fonti oltre che dal catalogo della casa d'aste pubblicato nel 2005. Probabilmente a Baldwin la cosa non interessa e non ci sono problemi, ma non vorrei trovarmi nei guai con la pubblicazione su un libro che venderà, e sono ottimista, al massimo una ventina di copie.

Ciao

Secondo me potresti semplicemente citare la fonte della foto e cioè il catalogo d'asta, eviteresti ogni problema... riguardo alle copie... una la comprerei certamente io ;)

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Comunque Centurione, il R/ del radiato barbarico Braithwell di cui sopra sembra presa da RIC 261. Anche se il venditore ha optato per i tre stendardi che però mi sembrano peculiari di alcuni rovesci di Claudio II di Antiochia di Pisidia. E' vero che una moneta della zecca di Antiochia è stata trovata nell'hoard (l'ho acquisita e la posto), e che la vicinanza di un porto rendeva l'evento possibile, ma i DIVO di Claudio erano ben 10, pur se solo con l'altare o l'aquila, e le probabilità che arrivassero più facilmente in Britannia monete battute a Milano può certo considerarsi più elevata. Per questo credo che tu abbia ragione. Non è vero gpittini?

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Supporter

Il Coinage in Roman Britain è stata la mia lettura di questa estate. Reece affronta la storia monetaria in GB sotto diversi aspetti. Dal punto di vista cronologico il periodo che ti interessa è quello tra il 260 - 330, caratterizzato dai radiati barbarici. Innanzitutto bisogna tenere conto che è tutt'altro che facile distinguere emissioni ufficiali dai barbarici: alcuni sono evidenti, ma molte delle emissioni "barbariche" o meglio "non ufficiali" sono quasi indistinguibili dalle ufficiali. Secondo me questo è un punto importante, in quanto le monete dei Tetrici furono imitate per anni successivamente e quindi anche sotto il regno di Aureliano e Probo. Perchè? Reece conferma che gli aureliani tra il 274 e il 294 sono molto rari in GB come ritrovamenti occasionali ma ricorrono in maggior numero in alcuni "hoard". Spiegazione che dà è che il radiato di aureliano valeva circa 20 volte il vecchio radiato e quindi, se smarrito, veniva cercato a lungo..... Secondo Reece è possibile che proprio la mancanza di spiccioli, a causa del valore troppo alto dell'aureliano in una economia di provincia, abbia portato alla coniazione dei barbarici. Oppure, in alternativa, ci fu effettivamente una interruzione di fornitura di monete durante questo periodo e anche questo può aver giustificato la coniazione dei barbarici.

Dato che la moneta arrivava nelle province principalmente sotto forma di pagamento da parte dello stato e in particolare dell'esercito, potrebbe, ma questa è una mia ipotesi, che gran parte delle truppe stanziate furono in quel periodo spostate sui fronti caldi del Reno e del Danubio. E' anche possibile che i soldati di quel periodo preferissero essere pagati in oro che in aureliani, avendo vitto e alloggio pagati. Della circolazione dell'oro non si sa quasi nulla in quanto i ritrovamenti occasionali sono rarissimi e così anche gli "hoard", specie in luoghi "tranquilli " come la GB del III secolo.

Ciao....

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DE GREGE EPICURI

A Paolo: sicuramente è più probabile che i "Divo Claudio" ortodossi provenissero da Milano. Quanto all'imitazione postata: il R. è sicuramente un altare delle "Consecratio" del Divo Claudio; se il D. rappresenti piuttosto Tetrico, è difficile dirlo, ma può essere: nelle imitazioni le monete "miste" sono frequenti. C'è da dire, in generale, che le imitazioni del Divo Claudio pare fossero prodotte nella Gallia Meridionale e in Italia Settentrionale, piuttosto che a Nord: non ci sono prove, che io sappia, di una loro produzione in Britannia, ed anche la Gallia Settentrionale è dubbia. Sto procedendo nella lettura del Reece e lo trovo interessante e utile (confermo le impressioni di Quattrino); ora devo affrontare la parte sui tesori ed i ritrovamenti sporadici, che mi pare un po' più ostica. Però di Caro, Carino e Numeriano non parla quasi per nulla; sostiene che gli avvicendamenti dei singoli imperatori non contavano molto, rispetto all'andamento quasi inevitabile delle coniazioni e del contenuto di fino. Discorso che non vale ovviamente per Aureliano, nè per Carausio-Alletto, di cui si occupa molto.

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Sulla difficoltà di distinguere le monete barbariche da quelle ufficiali in Britannia a cavallo del secolo, date un'occhiata a questo Costantino I:

Constantine I, AE3, c.326, Ticinum, Officina 3

CONSTAN_TINVS AG

Laureate head right

CONSTANTINI MAX AG

Legend surrounding wreath, terminating in large jewel, enclosing VOT / . / XX

T crescent T in exergue

18mm x 19mm, 2.10g

RIC VII, --

Ex Beast Coins LRB Collection; Ex Killingholme Hoard

All'apparenza è una normale moneta, trovata nel Killingholme hoard, un interessante ripostiglio di monete costantiniane scoperto negli Anni Novanta non distante da Braithwell. In realtà è sospettata di essere barbarica

post-7971-1259400321,96_thumb.jpg

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DE GREGE EPICURI

Se il 1° grado di "barbarizzazione"è costituito dagli errori nelle legende, questa ci rientra in pieno. Non solo quella AG finale sul D. e sul R. non può essere in nessun modo ortodossa, ma si nota anche una forte disomogeneità nelle lettere del D., alcune grandi, altre piccole. E' una bella imitazione, è difficile trovarne di queste; sono molto più comuni quelle sbracatamente degradate.

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DE GREGE EPICURI

Se il 1° grado di "barbarizzazione"è costituito dagli errori nelle legende, questa ci rientra in pieno. Non solo quella AG finale sul D. e sul R. non può essere in nessun modo ortodossa, ma si nota anche una forte disomogeneità nelle lettere del D., alcune grandi, altre piccole. E' una bella imitazione, è difficile trovarne di queste; sono molto più comuni quelle sbracatamente degradate.

Certamente risulta difficile stabilire se la moneta sia effettivamente "barbarica" o ufficiale, questo magnifico esemplare potrebbe tranquillamente rientrare neòlla produzione ufficiale se consideriamo lo stile.

Quel doppio errore è una vera chicca per due motivi:

1) Tanti studiosi ritengono probabile che gli incisori che si occupavano di produrre i coni per il dritto non producevano anche quelli per il rovescio; questo esemplare quindi metterebbe in discussione tale affermazione e potrebbe far pensare ad un unico incisore per entrambe i coni oppure a una terza figura che si occupava esclusivamente di incidere le legende sia al D sia al R mentre altri incisori più bravi erano destinati all'incisione del ritratto e delle allegorie.

2) Non abbiamo alcuna certezza ma è plausibile che venissero impiegati spesso dei punzoni riportanti l'intera legenda o, più probabilmente, parte di essa o addirittura solamente le singole lettere. L'uso di punzoni potrebbe spiegare la differenza di dimensioni tra le lettere e, allo stesso tempo, il doppio errore.

Quindi potremmo ipotizzare che l'incisore delle due legende era la medesima persona analfabeta e che, addirittura, abbia semplicemente impiegato un punzone con le lettere "AG" accorpate sia per il D sia per il R.

Quindi non escluderei che si possa trattare di una moneta proveniente da zecca ufficiale :)

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Questa moneta lascia spazio a diverse speculazioni.

Più che "barbarica" la definirei "irregolare" o al più "imitativa".

Analizzando il dritto troviamo quello che voi definite errore ossia il titolo AG; sebbene non sia attestato per la zecca di Ticinum, AG è una comune terminazione di leggenda per la zecca di Londinium. Lo stile del ritratto e la resa della corona di alloro e la posizione del nastrino, sono altrettanto tipici di questa zecca.

Si potrebbe, quindi, arrivare a ipotizzare (concordando con quanto detto da Centurione) che il conio sia stato realizzato a Londinium e quindi trasferito a Ticinum dove sarebbe poi stato aggiunto il mintmark.

Saluti

N.

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DE GREGE EPICURI

Tutto questo è davvero interessante. La faccenda dei punzoni è abbastanza nota e accettata da molti, benchè sia in fondo, come dice Centurione, un'ipotesi. Invece, che a Londinium la titolatura potesse terminare con AG, non lo sapevo proprio. Infine: il termine "barbarica" andrebbe ormai bandito e sostituito con "imitativa", ma ormai è entrato nell'uso ed è difficile sbarazzarsene. Barbarico risale ai tempi in cui si pensava che queste monete (anche quelle molto degradate, voglio dire) fossero prodotte nel "Barbaricum", cioè fuori dai confini dell'Impero, mentre oggi si sa bene che non era così.

Modificato da gpittini
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Questa moneta è de Killingholme hoard, scoperto agli inizi degli anni Novanta, del quale non ho la perizia e neanche il suo estratto nè la composizione precisa. So che era composto da 3700 bronzi costantiniani. Premetto questo per dire che i curatori della perizia del Braithwell non hanno mai usato il termine <barbarica>, ma quello <irregolare>.

Vi do una notizia: la moneta in questione è stata venduta. Mi auguro che l'acquirente sia qualcuno stimolato da questa discussione

Modificato da cancun175
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