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IGNORED

I SANTI NELLE MONETE MEDIEVALI


Risposte migliori

Mi piace citare come chiosa alla discussione quanto dice la Travaini nel suo "L'immaginario e il potere nell'iconografia monetale"nel 1123 a Gaeta il duca Normanno Riccardo tentò di introdurre nuove monete con la sua immagine,ma trovò forte opposizione da parte dei cittadini per i quali l'immagine del duca sulla moneta sarebbe stata contraria alle prerogative dello stato comunale;il duca,che non governava solo,fu costretto a rinunciare al suo progetto proclamando l'immobilità sempiterna della moneta di Gaeta.Si noti che le monete di Gaeta erano allora molto rozze e raffiguravano su un lato un semplice e schematico busto di S.Erasmo ,ma erano comunque le monete quotidiane e locali nelle quali i gaetani si riconoscevano;torniamo coì a riflettere sul legame forte tra una comunità e la sua moneta,segno forte di identità;e possiamo riflettere sulle intenzioni di un duca,con un desiderio di ritratto monetale,e sulle monete esistenti che raffigurano un santo".

Mi sembra che qui ci sia tutto quanto detto nell'intera discussione rappresentato in modo impareggiabile e conciso.

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Se posso, dopo gli interventi interessantissimi che precedono, vorrei proporvi questo bel follaro di Caffa databile 1433-1475, con San Giorgio a cavallo che uccide il drago .... così anche Genova è presente (anche se per una sua importante colonia) nella raffigurazione di un suo Santo Protettore.

salve siamo da qualche anno fuori dal medioevo

ecco un altro santo che trafigge il drago

aarim1.png

ciao

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  • 1 mese dopo...
  • 3 settimane dopo...
  • 1 mese dopo...
Supporter

Visto il topic della discussione faccio questa segnalazione bibliografica anche qui:

ho saputo che è uscito questo volume >

Valerio G. Moneta, Santi e monete. Repertorio dei santi raffigurati sulle monete italiane dal VII al XIX secolo, con CD-Rom, LED, Milano 2010; pagine 410, 89 tavole di monete.

Altre informazioni si trovano qui:

http://www.deastore....8879164559.html

http://www.ibs.it/co....html?shop=5313

Saluti MB

Modificato da monbalda
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Supporter

Anche io lo sto aspettando e sono ansiosa di sfogliarlo, sia nel cartaceo che nel CD!

Comunque vi volevo indicare ora anche il link alla pagina dedicata dalla casa Editrice stessa, dove si comprende meglio la struttura del libro e la mole del lavoro svolto dall'autore.

Saluti MB

http://www.lededizioni.com/catalogo/moneta-santi-monete-italiane.html

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  • 2 settimane dopo...

Ho dato un'occhiata al sommario e alle pagine di preview nel sito dell'editore: un gran bel lavoro! Onestamente è un tema che pensavo di affrontare una volta o l'altra per conto mio, per fortuna sono stato preceduto, non sarei riuscito nemmeno lontanamente a fare un lavoro del genere!

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Ho ricevuto il testo .

Un gran bel lavoro con una mole di informazioni impressionante .

Complimenti all'Autore .

Ciao a tutti

Bene , ho ordinato il libro la scorsa settimana

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salve

visto che ormai il concorso è chiuso

voglio ringraziare tutti i frequentatori della sezione medievale e quanti hanno contribuito a questa discussione sui santi

dalla quale ho tratto spunto e copiato qua e la informazioni per la mia ricerca i santi nella monetazione meridionale

spero di non aver disturbato nessuno nell'approfittare delle info e di aver dato un modesto contributo alla pregevole iniziativa di francesco 77 motivo per cui ho partecipato essendo un imperdonabile dilettante ho fatto quanto potevo con le fonti che ho reperito

grazie a tutti

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salve

visto che ormai il concorso è chiuso

voglio ringraziare tutti i frequentatori della sezione medievale e quanti hanno contribuito a questa discussione sui santi

dalla quale ho tratto spunto e copiato qua e la informazioni per la mia ricerca i santi nella monetazione meridionale

spero di non aver disturbato nessuno nell'approfittare delle info e di aver dato un modesto contributo alla pregevole iniziativa di francesco 77 motivo per cui ho partecipato essendo un imperdonabile dilettante ho fatto quanto potevo con le fonti che ho reperito

grazie a tutti

Siamo lieti che la discussione ti sia servita per il tuo articolo . E siamo noi a ringraziare te per averci dato la tua collaborazione .

Complimenti a te e a tutti gli Autori degli interessanti Articoli . Un grazie a francesco77 per l'organizzazione .

A presto

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  • 2 mesi dopo...

oggi si festeggia SAN CIRIACO patrono della citta di ANCONA

In greco, Ciriaco significa “dedicato al Signore”. Così si chiamano vari santi, e tra essi quello che si ricorda qui, il patrono di Ancona, titolare della cattedrale che dal monte Guasco domina la città e il porto. Qui il culto per lui dura da un millennio e mezzo. Ma non c’è una storia certa della sua vita. Abbiamo solo tradizioni incomplete, discordi, e se ne tenta qui una succinta rassegna. Secondo una di esse, egli era un dotto ebreo di nome Giuda; e si fece poi cristiano (chiamandosi Ciriaco) dopo aver visto disseppellire nella zona del Calvario quella che fu ritenuta la vera Croce di Gesù. (Aveva promosso la ricerca, nella prima metà del IV secolo, Elena, madre dell’imperatore Costantino). Questa tradizione aggiunge che Ciriaco fu poi vescovo di Gerusalemme, e che morì martire sotto l’imperatore Giuliano, detto dai cristiani “l’Apostata” per il suo conflitto con la Chiesa.Una seconda tradizione dice che Ciriaco il convertito venne in Italia, fu vescovo di Ancona, e trovò poi morte violenta in Palestina, dove era tornato in visita. Però non c’è alcun indizio di un suo ministero episcopale ad Ancona; qui il primo vescovo sicuro è san Marcellino (V secolo), di cui si conserva tuttora un prezioso codice liturgico.Ma in base alla tradizione anconetana registrata anche dal Martirologio Romano, e a giudizio di studiosi moderni come Mario Natalucci, un altro scenario pare più attendibile: Ciriaco è venuto sì ad Ancona; ma solo da morto, avendo trascorso tutta la vita in Palestina, onorato come testimone del ritrovamento della Croce. A quel tempo gli anconetani insistevano per ricevere da Gerusalemme i resti del primo martire cristiano, santo Stefano (che erano stati ritrovati nel 415), per collocarli in una chiesa a lui dedicata. La richiesta non fu accolta, pur essendo “appoggiata” da un personaggio potentissimo: Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio I, sorella degli imperatori Onorio e Arcadio, moglie poi di Costanzo III e madre di Valentiniano III. Si volle tuttavia venire incontro a lei e agli anconetani, donando loro le spoglie di Ciriaco, anch’egli venerato e in fama di martire.Così incomincia la storia autentica del legame tra Ancona e Ciriaco: quelle spoglie arrivate nel V secolo si trovano oggi nell’alta cattedrale, dove Ciriaco e Stefano sono raffigurati in due plutei marmorei dell’XI secolo. La città farà di lui il suo patrono principale, incidendo poi la sua immagine nelle monete. Anche oggi, nel giorno della sua festa, continua a vivere un’amabile tradizione: si distribuiscono ai fedeli mazzolini di giunchi benedetti. È un richiamo alla leggenda secondo cui la cassa con i resti di Ciriaco arrivò galleggiando sulle onde; e poi, grazie appunto a una corda fatta di giunchi attorcigliati, a forza di braccia raggiunse la terra anconetana.

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Grazie Scacchi per la dettagliata informazione su questo Santo. Auguri a tutti i Ciriaco d'Italia allora :) .

Ultimamente sono stato un po lontano dal forum per problemi privati, ma è sempre un piacere leggere di questi post.

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salve

visto che ormai il concorso è chiuso

voglio ringraziare tutti i frequentatori della sezione medievale e quanti hanno contribuito a questa discussione sui santi

dalla quale ho tratto spunto e copiato qua e la informazioni per la mia ricerca i santi nella monetazione meridionale

spero di non aver disturbato nessuno nell'approfittare delle info e di aver dato un modesto contributo alla pregevole iniziativa di francesco 77 motivo per cui ho partecipato essendo un imperdonabile dilettante ho fatto quanto potevo con le fonti che ho reperito

grazie a tutti

Siamo lieti che la discussione ti sia servita per il tuo articolo . E siamo noi a ringraziare te per averci dato la tua collaborazione .

Complimenti a te e a tutti gli Autori degli interessanti Articoli . Un grazie a francesco77 per l'organizzazione .

A presto

Grazie mille amici cari, sono lusingato. :)

A Verona spero di trovare il testo sui santi e le monete, diversamente provvederò ad ordinarlo. Ottima dritta. Sto portando a termine uno studio sui patroni di Napoli sulle medaglie e spero possa servirmi, molte volte le vite di certi santi si intrecciano con argomenti di vario interesse e natura.

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Grazie Scacchi per la dettagliata informazione su questo Santo. Auguri a tutti i Ciriaco d'Italia allora :) .

Ultimamente sono stato un po lontano dal forum per problemi privati, ma è sempre un piacere leggere di questi post.

trovo interessante condividere informazioni e notizie che spesso trovo durante le mie ricerche nel web

Autore: Domenico Agasso e la fonte http://www.santiebeati.it/dettaglio/51750

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  • 2 mesi dopo...
  • 2 mesi dopo...

oggi è San Francesco d'Assisi patrono d'Italia e di chi si sente Italiano :rolleyes:

il santo viene effigiato sulle monete spesso nella scena di ricevere le stimmate sulla Verna

quindici officine lo rappresentano nelle loro monete in quasi duecento anni nella monetazione delle zecche italiane preunitarie

monete in tutti i metalli dall'oro dello scudo di Pesaro coniato sotto Francesco Maria I° Della Rovere

in argento dai paoli di Urbino alle piastre romane

in mistura come le Baiocchelle di Sisto V° per Montalto parpaiole e sesini

ecc.ecc.

spunti tratti dal volumetto

IMAGO FRANCISCI IN NUMMIS

di Roberto Ganganelli

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Porc... anche se è spezzato, vedere uno di questi grossi non tosato e con i rilievi così belli è un mezzo miracolo :)

Comunque, grosso da 6 soldi e 8 denari, armetta Serristori, I semestre 1481...

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  • 4 mesi dopo...

salve

un utilissimo elenco che può aiutare ad identificare le città che emettono monete con nomi di santi in epoca medievale

mi scuso in anticipo per eventuali mancanze o errori

ABVNDIVS = COMO

AMBROSIVS = MILANO

ANDREA = AMALFI

ANTONINVS = PIACENZA

ANTONIVS = PADOVA

APOLONIVS = BRESCIA

ARCHANGELVS MICHAEL = BENEVENTO - SALERNO

BARTOLOMEVS = FERMO

BASIANVS = PIACENZA

BEA' NVVOLON' = FAENZA

BEATI PETRI = SALERNO - VITERBO

BOVVS = PARMA

CERBONIVS = MASSA MARITTIMA

COSTANTINVS = CARMAGNOLA

CRECENTINO = URBINO

DANIELE = PADOVA

DONATVS = AREZZO - PINEROLO - SANTA CROCE

EMIDIVS = ASCOLI

ENRICVS = PESARO

ERASMVS = GAETA

ERCVLANVS = PERUGIA

FAUSTINVS = BRESCIA

FELITIAN = FOLIGNO

FLAVIANVS = RECANATI

FLORA = SANTA FLORA

GAVDENCIVS = NOVARA – RIMINI

GEMINIANVS = MODENA

GERVASIVS = MILANO

GEORGIVS = MANTOVA

HERMACHORAS = AQUILEIA

IANVARI = NAPOLI

ILARIVS = PARMA

IOHANNES. B. = FIRENZE-CHIVASSO-MONCALIERI-PARMA- SAN JACOPO AL SERCHIO-SAVONA-SPOLETO-TORINO

IOVANNES = FABRIANO

IOVITA = BRESCIA

IVLIANVS = RIMINI

IVSTINA = PADOVA

IVSTINVS = CHIETI

IVSTVS = VOLTERRA

LAVRENTIVS = VITERBO

LEO = GUARDIAGRELE

MANNVS = CIVITADUCALE

MARCVS = VENEZIA

MARIA = BENEVENTO-LORETO-ORVIETO

MARIA DI LORETO = RECANATI

MARIA MATER = MILANO

MARINVS = CHIVASSO-LUCCA

MATEVS = SALERNO

MERCVRIALIS = FORLI

MICHEL = CORTEMILIA

NICOLA = BARI

NIKOLAUS = ASTI-BARI-CHIETI

PAMPHILVS = SULMONA

PATERNIANVS = FANO

PAVLVS = PESARO-ROMA

PETRONIVS = BOLOGNA

PETRVS = ALESSANDRIA-ANCONA-AQUILA-BOLOGNA-CAMERINO-CHIVASSO-FAENZA-LUCCA-ROMA-SALERNO-SAVONA-VITERBO

PORTIANUS = SPOLETO

PROSPER = REGGIO EMILIA

PROTAXIVS = MILANO

QVIRIACVS = ANCONA

RANIRIVS = VOLTERRA

SANSOVINVS = CAMERINO

SAVINVS = FERMO

SECVNDVS = ASTI

SILVESTRO = CHIUSI

SIRVS = PAVIA

STEPHANVS = CAPUA

TERENTIVS = PESARO

THEODORVS = BRINDISI-CASALE-CHIVASSO

THOMAS = ORTONA

VBALDVS = GUBBIO

VENANTIVS = CAMERINO

VINCENTIVS = CORTONA

VIRGO DEI GENETRIX = MANTOVA

VVLTVS DE LUCA = LUCCA

YLARIUS = PARMA

YMERIVS = CREMONA

ZENO = VERONA

S.BASSIANO è il patrono di Lodi e non di Piacenza.

Qualcuno crede che sia di Piacenza perchè cataloga le Monete di Giovanni da Vignate sotto la località emiliana. Sul dritto viene riportato prima Piacenza (è per quello che alla moneta viene assegnata questa zecca) mentre sul rovescio compare prima S.Bassiano e poi S.Antonino.

Se i santi sono così importanti perchè non è stata classificata sotto la zecca di Lodi? Fino a fine '800 lo era, poi fu cambiata durante la compilazione del CNI.

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S.BASSIANO è il patrono di Lodi e non di Piacenza.

Qualcuno crede che sia di Piacenza perchè cataloga le Monete di Giovanni da Vignate sotto la località emiliana. Sul dritto viene riportato prima Piacenza (è per quello che alla moneta viene assegnata questa zecca) mentre sul rovescio compare prima S.Bassiano e poi S.Antonino.

Se i santi sono così importanti perchè non è stata classificata sotto la zecca di Lodi? Fino a fine '800 lo era, poi fu cambiata durante la compilazione del CNI.

E' vero che S. Bassiano è il protettore di Lodi ma alcune fonti specificano che le monete del Vignate sono state battute a Piacenza. Allego il testo relativo a Giovanni da Vignate tratto da un recente volume sulla zecca di Piacenza:

Nel 1409[1] Piacenza si trovava occupata da truppe francesi rimaste a presidiare la città dopo il ritorno a Genova del governatore francese Giovanni Le Maingre, detto il Bouciquault. In seguito ad accordi con il comandante delle truppe Antonio di Hostendum, che prevedevano il versamento di una ingente somma di denaro necessaria al pagamento delle truppe, il signore di Lodi, Giovanni da Vignate, ottenne la consegna della città e lo sgombero delle truppe francesi. Il 16 settembre del 1412 venne stipulato un patto fra Filippo Maria Visconti, duca di Milano, e Giovanni da Vignate che riconosceva a questi il titolo di signore di Lodi e Piacenza. Nel 1413 Giovanni da Vignate ebbe un ruolo importante nelle trattative fra l’imperatore Sigismondo di Lussemburgo e Giovanni XXIII per l’organizzazione di un concilio ecumenico per mettere fine allo scisma di occidente (tale concilio si tenne a Costanza dal 1414 al 1418). Per questo motivo, l’imperatore concesse al Vignate (6 marzo 1413) il titolo ereditario di conte di Lodi e del territorio circostante con conferma e ampliamento dei privilegi concessi da Federico Barbarossa alla città. L’imperatore Sigismodo calò in Italia nell’ottobre del 1413 e si trasferì a Lodi per l’incontro con Giovanni XXIII. Giovanni da Vignate consegnò all’imperatore per un anno, come residenza e base di appoggio, la città di Piacenza. Tuttavia, dopo appena pochi mesi, mentre l’imperatore si stava trasferendo a Roma e approfittando della esigua presenza di forze imperiali, Filippo Arcelli si impossessò di Piacenza (20 marzo 1414) e Filippo Maria Visconti provvide a imprigionare il Vignate e a nominare un suo podestà.

Come abbiamo avuto modo di precisare in una nostra precedente nota[2], di Giovanni da Vignate si conoscono solamente due nominali, emessi dalla zecca di Piacenza verosimilmente nel breve periodo compreso fra la conferma da parte dell’imperatore Sigismondo dei privilegi concessi da Federico Barbarossa (ivi compreso il diritto di battere moneta) (6 marzo 1413) e la consegna della città all’imperatore in occasione della sua venuta in Italia (ultimi mesi del 1413). Il CNI classifica le due monete genericamente come grosso (nn. 1-5) e denaro (nn. 6-9). Nel 1442 Giovanni di Antonio da Uzzano annotava al cap. 74 "Delle leghe di moneta d'ariento saggiate in Firenze”della sua “Pratica di mercatura”[3]: "... Ambrogiani si battono a Piagenza tengono per libra once 6. den. 7 e mezzo" (pari a 526‰). Pur se posteriore di quasi trent’anni, questa tariffa non può che riferirsi alla moneta di Giovanni da Vignate, in quanto gli unici altri “grossi” piacentini sono quelli dell’ultimo periodo dell’età comunale e quelli di Galeazzo I Visconti, battuti più di un centinaio di anni prima e a titolo superiore ai 900 ‰ .

Il “grosso” di Giovanni da Vignate circolava quindi a Firenze al pari degli ambrogini di Milano con un contenuto in fino analogo a quello dei contemporanei pegioni milanesi e conseguentemente doveva avere il valore nominale di un soldo e mezzo (18 denari imperiali), valore di grida dei pegioni di Milano fin dall’epoca di Bernabò e Galeazzo II Visconti (1354 – 1378). Dato il parallelismo con la monetazione milanese, il frazionale doveva essere una trillina,tipologicamente simile a quella battuta a Milano da Giovanni Maria Visconti dal peso di 0,7 – 0,8 grammi e dal titolo di 152 ‰. Il suo valore nominale era quindi pari a 3 denari e non a un denaro come riportato nel CNI.

[1] ANDREOZZI 1997a, pp. 26-33; ANDREOZZI 1997b, pp. 101-105.

[2] FUSCONI 2005, pp. 42-47.

[3] UZZANO 1442, pp. 188-189.

Modificato da giollo2
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