Littore Inviato 4 Giugno, 2011 #1 Inviato 4 Giugno, 2011 Tutti o quasi gli appassionati della monetazione di Vittorio Emanuele III hanno in collezione i buoni del Regno d’Italia da L.1 e 2, coniati a partire dal 1922-23 fino al 1927-28, ed emessi in sostituzione dei biglietti di Stato.La mia curiosità, probabilmente inerente più l'economia che la numismatica, riguarda quali siano le differenze, dal punto di vista legale, rispetto ad una moneta dal L.1 e 2, la coniazione delle quali era stata sospesa nel 1917 e ripresa solo nel 1936.Ringrazio anticipatamente per una risposta. Cita
Saturno Inviato 4 Giugno, 2011 #2 Inviato 4 Giugno, 2011 Credo che la differenza stava che secondo la Lega Latina le monete d 1 e 2 lire dovevano essere d'argento . Sul finire della Grande Guerra non fu possibile coniare pezzi d'argento, causa inflazione galoppante e tali monete furono sostituite dai cosiddetti buoni di carta, che altro non era che moneta fiduciaria, tant'è che era a "corso forzoso", cioé senza controvalore metallico. La loro sostituzione nel 1922-1923 coi buoni metallici era solo di facciata perché la sostanza non cambiava, si modificava la carta col metallo "vile" (Nichel). Quando la Lega Latina cessò di esistere ( mi pare nel 1926), fu possibile cancellare la denominazione di buono da queste monete e finalmente abbiamo i pezzi da 1 e 2 lire lire Imperiali nel 1936 (nel frattempo circolavano anche i biglietti di Stato da 1-2 lire) un saluto 1 Cita
bizerba62 Inviato 4 Giugno, 2011 #3 Inviato 4 Giugno, 2011 "La mia curiosità, probabilmente inerente più l'economia che la numismatica, riguarda quali siano le differenze, dal punto di vista legale, rispetto ad una moneta dal L.1 e 2," Dal punto di vista legale i buoni di cassa in nichelio avevano un potere liberatorio limitato a lire 50 per ogni pagamento verso i privati e verso lo Stato. Inoltre non potevano essere impiegati per il pagamento dei dazi di importazione. Le monete d'argento da Lire una e da Lire due avevano lo stesso potere liberatorio di lire 50 per pagamento verso i privati, ma nessun limite per i pagamenti da effettuarsi a favore dello Stato, ivi compresi i dazi di importazione. Saluti. Michele Cita
Guest utente3487 Inviato 4 Giugno, 2011 #4 Inviato 4 Giugno, 2011 Molto più semplicemente questi si chiamavano buoni perchè dovevano sostituire quelli cartacei...così scriveva il Lanfranco... Cita
luke_idk Inviato 4 Giugno, 2011 #5 Inviato 4 Giugno, 2011 (modificato) Stesso periodo delle corrispondenti monete belghe e romene, d'altronde. Modificato 4 Giugno, 2011 da luke_idk Cita
apulian Inviato 11 Giugno, 2011 #6 Inviato 11 Giugno, 2011 In Francia, nello stesso periodo, si inventarono i buoni della Camera di Commercio :rolleyes: Cita
ersanto Inviato 13 Giugno, 2011 #7 Inviato 13 Giugno, 2011 (modificato) Molto più semplicemente questi si chiamavano buoni perchè dovevano sostituire quelli cartacei...così scriveva il Lanfranco... Anche quelli cartacei erano "Buoni". Credo che come gia detto tutte le monete/biglietti di stato che sostituivano le monete d'argento fossero denominate "buoni", fino al 1 gennaio 1927 (scioglimento della UML). Sarebbe interessante sapere come mai il Buono L.1 in nickel fu emesso anche nel 1928, suprattutto dato che non era stato piu coniato dal 1925 al 1927. C'e' stato unbel thread di alcuni mesi fa dove qualcuno attacco i documenti ufficiali dell' epoca che annunciavano la conversione forzosa delle monete d'argento in buoni, pena "severissime sanzioni" per chi fosse trovato in possesso di monete per importi superiori alle Lire dieci. Mi sembra normale che finito il periodo di emergenza post-1GM e stabilizzata l'inflazione, il governo sostitui i buoni cartacei con monete metalliche piu durevoli. Poi, quando l'inflazione riprese a salire vertiginosamente causa perfida Albione, ritornarono alla emissione parallela di biglietti di stato cartacei per esigenze di circolazione. Modificato 13 Giugno, 2011 da ersanto Cita
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