L. Licinio Lucullo Inviato 14 Giugno, 2011 #1 Inviato 14 Giugno, 2011 Il peso del bronzo in argomento (<http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I2/46>) si aggira sugli 11,44-16,69 g, valore compatibile con una transizione dall'asse semionciale (peso teorico g 13,625) all'asse augusteo (g 10,9, se non sbaglio). Chiedo allora agli esperti: perché viene classificato come mero "bronzo" e non come asse? Domanda analoga vale per i "bronzi" di Ottaviano della serie 535 (<http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I17/38> e <http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I17/39>), malgrado le loro maggiori oscillazioni ponderali Cita
tacrolimus2000 Inviato 18 Giugno, 2011 #3 Inviato 18 Giugno, 2011 (modificato) Qualche tempo fa mi dedicai a studiare il comportamento dell'oricalco; durante le ricerche ricordo di aver letto che l'emissione di RRC 476/1 rappresenta il primo esempio di utilizzo monetale di questa lega. Direi quindi che ne il termine "bronzo" (come riporta Crawford) ne quello di asse (come riporta il BMCRR) si addicano a questo nominale. Forse si tratta di un nominale più simile al dupondio, anticipando la riforma di Augusto nell'uso dell'oricalco per la sua produzione. Luigi Modificato 18 Giugno, 2011 da tacrolimus2000 Cita
L. Licinio Lucullo Inviato 19 Giugno, 2011 Autore #4 Inviato 19 Giugno, 2011 Grazie, molto interessante. Potrebbe valere anche per le emissioni di Ottaviano? Cita
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