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Belisarius

Sesterzi

42 risposte in questa discussione

Buongiorno cari esperti repubblicani.

Potreste illuminare questo semi neofita delle imperiali sull'argomento sersterzi in argento dell'epoca repubblicana?

In che periodo sono state emesse queste monete? Peso e dimensioni? Che importanza hanno avuto nella vita commerciale dell'epoca?

Inoltre sono considerabili monete rare?

Al momento io colleziono monete imperiali, ma mi ha sempre affascinato la storia repubblicana; dato che sono incappato in una persona che vende un sersterzio in argento, mi sono incuriosito e vorrei capirne qualcosa di più.

Grazie

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Molti dei dati di tuo interesse li puoi trovare in queste schede, dovrebbero essere tutti i sesterzi repubblicani, in ordine cronologico:

44/7 - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-A3/1

45/3 - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-A3/2

47/2 - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-A3/3

68/3 - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-A3/4

84/3 - ROMA - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-A3/5

98A/4 - L - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-A3/6

337/4 - sesterzio D. Iunius L.f. Silanus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G243/5

340/3 - sesterzio L. Calpurnius Piso Frugi - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G184/5

352/2 - quinario o sesterzio L. Iulius Bursio - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G241/6

449/5 - sesterzio C. Vibius Pansa Caetronianus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G323/10

454/4 - sesterzio A. Licinius Nerva - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G72/7

454/5 - sesterzio A. Licinius Nerva - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G72/8

455/4 - sesterzio C. Antius C.f. Restio - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G9/4

455/5 - sesterzio C. Antius C.f. Restio - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G9/5

455/6 - sesterzio C. Antius C.f. Restio - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G9/6

463/5 - sesterzio Mn. Cordius Rufus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G34/5

463/6 - sesterzio Mn. Cordius Rufus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G34/6

464/7 - sesterzio T. Carisius - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G24/8

464/8 - sesterzio T. Carisius - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G24/6

465/8 - sesterzio C. Considius Paetus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G32/9

472/4 - sesterzio L. Papius Celsus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G100/5

473/4 - sesterzio L. Lollius Palicanus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G74/4

474/7 - sesterzio L. Valerius Acisculus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G321/11

474/8 - sesterzio L. Valerius Acisculus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G321/12

480/26 - sesterzio L. Aemilius Buca - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G161/9

480/27 - sesterzio P. Sepullius Macer - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G126/2

480/28 - sesterzio M. Mettius - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G87/2

E due tipi non catalogati dal Crawford:

Q. Titius - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G135/4

Rocus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G39/2

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Inviato (modificato)

E aggiungiamo per il nuovo amico che, sembra, in epoca antica ci fu persino un asse d'argento, che le fonti chiamano "libella" e che forse corrisponde a questa rarissima moneta:

http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RC/26

Aggiungo una curiosità, che sicuramente è banale per tutti ma che io, più neofita di altri, da principio non avevo capito :huh: . Il nome ses-tertius deriva da semi-terzo. Infatti il sesterzio nasce come quarta parte del denario, e quindi - sino alla ritariffazione del denario stesso - valeva due assi e mezzo (SII). Ebbene, ses-tertius significa appunto [due assi e] metà del terzo :)

Modificato da L. Licinio Lucullo
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Molti dei dati di tuo interesse li puoi trovare in queste schede, dovrebbero essere tutti i sesterzi repubblicani, in ordine cronologico:

44/7 - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-A3/1

45/3 - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-A3/2

47/2 - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-A3/3

68/3 - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-A3/4

84/3 - ROMA - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-A3/5

98A/4 - L - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-A3/6

337/4 - sesterzio D. Iunius L.f. Silanus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G243/5

340/3 - sesterzio L. Calpurnius Piso Frugi - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G184/5

352/2 - quinario o sesterzio L. Iulius Bursio - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G241/6

449/5 - sesterzio C. Vibius Pansa Caetronianus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G323/10

454/4 - sesterzio A. Licinius Nerva - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G72/7

454/5 - sesterzio A. Licinius Nerva - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G72/8

455/4 - sesterzio C. Antius C.f. Restio - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G9/4

455/5 - sesterzio C. Antius C.f. Restio - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G9/5

455/6 - sesterzio C. Antius C.f. Restio - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G9/6

463/5 - sesterzio Mn. Cordius Rufus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G34/5

463/6 - sesterzio Mn. Cordius Rufus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G34/6

464/7 - sesterzio T. Carisius - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G24/8

464/8 - sesterzio T. Carisius - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G24/6

465/8 - sesterzio C. Considius Paetus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G32/9

472/4 - sesterzio L. Papius Celsus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G100/5

473/4 - sesterzio L. Lollius Palicanus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G74/4

474/7 - sesterzio L. Valerius Acisculus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G321/11

474/8 - sesterzio L. Valerius Acisculus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G321/12

480/26 - sesterzio L. Aemilius Buca - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G161/9

480/27 - sesterzio P. Sepullius Macer - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G126/2

480/28 - sesterzio M. Mettius - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G87/2

E due tipi non catalogati dal Crawford:

Q. Titius - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G135/4

Rocus - http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G39/2

Grazie Rapax per questa bella e dettagliata lista.

Mi pare di aver capito che la loro coniazione si è concentrata per lo più nel periodo tardo repubblicano e che comunque, vista la rarità delle monete riportate sulle schede, non fosse una moneta di uso così comune nelle compravendita.

Cosa singolare visto che spesso i valori dell'epoca erano indicati in sesterzi.

E si sa il motivo per il quale si è deciso di trasformare il sesterzio da moneta argentea in oricalco, e quando questa trasformazione sia effettivamene avvenuta?

Devo dire che non mi dispiacerebbe trovare quell'asse in argento... :)

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Inviato (modificato)

vista la rarità delle monete riportate sulle schede

Non credo che il sesterzio fosse tanto raro: le emissioni più antiche, anzi, dovevano essere molto abbondanti. Non so quanti conii ne siano stati identificati, ammesso che questa ricerca sia stata fatta, ma non si può non considerare la grande quantità di esemplari che sono sopravvissuti, malgrado la fragilità di queste monete (data la sottigliezza del tondello, il sesterzio è più soggetto al fenomeno di deterioramento dell'argento che prende il nome, se non sbaglio, di cristallizzazione - e qualcuno di questo forum lo sa bene, essendogli successo).

Su molte aste passano sesterzi anonimi MB o BB che vengono aggiudicati anche a prezzi inferiori ai 30 euro.

Immagino che i sesterzi siano divenuti rari in seguito, per due motivi. In primo luogo, era economicamente poco conveniente produrli, soprattutto se si immagina che le riduzioni ponderali (anche il peso del denario, notoriamente, fu abbassato) abbiano generato inflazione. Del resto, potevano essere agevolmente sostituiti, nella vita quotidiana, da assi e semissi. In secodno luogo, con nel caos che accompagnò l'epoca delle guerre civili si cominciò a trascurare la coniazione di tutti i nominali più piccoli (un po' come successe in Italia, all'epoca dei "mini assegni"); alla fine scomparvero persino gli assi, e per diversi decenni, fino a ricomparire solamente con le emissioni di Setso Pompeo che alcuni studiosi (vista l'estrema varietà di peso) ritengono avessero solo fini propagandistici.

non fosse una moneta di uso così comune nelle compravendita.

In effetti, ho letto in questa discussione [ ] che, in piena guerra annibalica, quando venne emesso il primo denario, il suo peso (4 scrupoli) era agganciato a quello della dracma che, sino a pochi mesi prima, il defunto alleato Ierone aveva coniato a Siracusa. Infatti Ierone aveva sostenuto finanziariamente lo sforzo bellico romano e, quindi, le sue monete circolavano in grande copia sui teatri di guerra siculi e magno-greci; dopo il tradimento del successore di Ierone, occorreva introdurre una moneta (il denario, appunto), che potesse agevolmente rimpiazzare le sue. Anche le monete da 2 e da 1 scrupolo (quinari e, per l'appunto, sesterzi) erano agganciate al sistema ponderale di Ierone. In questo contesto, Acraf afferma risolutamente (non so sulla base di quali studi) che "Il quinario e il sesterzio circolarono quasi esclusivamente in Sicilia e nell’Apulia".

E si sa il motivo per il quale si è deciso di trasformare il sesterzio da moneta argentea in oricalco, e quando questa trasformazione sia effettivamene avvenuta?

Immagino che, quando Augusto riformò la monetazione, decise che sarebbe stato più pratico coniare un grosso sesterzio bronzeo, piuttosto che un minuscolo sesterzio argenteo.

Si tenga conto che egli avocò la competenza a emettere gli argenti all'imperatore: forse lui non voleva perdere tempo con gli spicciolini :lol: !!! Al di là degli scherzi, è noto che le monete d'argento assolvevano, sotto Augusto, alla funzione di veicolo di immagini del regime; credo che egli abbia ritenuto poco adatta e poco consona, a tal fine, un'ipotetica monetina di soli 8 o 9 mm di diametro.

Per quanto riguarda il ricorso all'oricalco, immagino che fosse ritenuto di valore più o meno doppio del semplice bronzo; se no, non si spiegherebbe che i dupondi avessero peso analogo agli assi. Questo significa che, per coniare sesterzi di bronzo, avrebbero dovuto emettere dei "medaglioni" di 70 mm di diametro, come non si vedevano più dai tempi dell'asse librale; è stato quindi sicuramente più pratico adottare pezzi di oricalco di "soli" 35 mm.

Cosa singolare visto che spesso i valori dell'epoca erano indicati in sesterzi.

Credo che l'abitudine di esprimerli in sesterzi sia imperiale e che derivi dal fatto che, nella vita quotidiana, quei bei "monetoni" di 3 centimetri e mezzo si imposero come unità base. Durante la prima Repubblica, credo che l'unità di conto fosse l'asse (non a caso rappresentata con I, ovvero "1" per antonomasia), solo parzialmente sostituita, nel corso dei secoli, dal denario.

Prego comunque i veri esperti di correggere tutte le inesattezze che ho scritto!!!!!!

Modificato da L. Licinio Lucullo

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Non credo che il sesterzio fosse tanto raro: le emissioni più antiche, anzi, dovevano essere molto abbondanti. Non so quanti conii ne siano stati identificati, ammesso che questa ricerca sia stata fatta, ma non si può non considerare la grande quantità di esemplari che sono sopravvissuti, malgrado la fragilità di queste monete (data la sottigliezza del tondello, il sesterzio è più soggetto al fenomeno di deterioramento dell'argento che prende il nome, se non sbaglio, di cristallizzazione - e qualcuno di questo forum lo sa bene, essendogli successo). Su molte aste passano sesterzi anonimi MB o BB che vengono aggiudicati anche a prezzi inferiori ai 30 euro.

Devo però dire che in una discussione su questo forum è stato osservato che, quando (in piena guerra annibalica) venne emesso il primo denario da 4 scrupoli, esso risultava agganciato (dal punto di vista ponderale) alla dracma che era stata in uso sino a uno o due anni prima a Siracusa, sotto Ierone; e che pertanto anche la moneta da 1 scrupolo (il sesterzio, appunto) fosse destinata (così come il quinario) a circolare in Sicilia e Magna Grecia, ove risultava ben accetta per la sua corrispondenza con il quarto di dracma siracusano (siccome Ierone aveva sostenuto finanziariamente lo sforzo bellico romano, le sue monete dovevano circolare in grande copia sui teatri di guerra siculi e magn greci).

I sesterzi divennero rari quando, con il deteriorarsi della vita pubblica repubblicana, si cominciò a trascurare la coniazione di tutti i nominali più piccoli: anche la produzione di assi, se si escludono le emissioni "propagandistiche" dei Pompeii, scomparvero del tutto per decenni (sebbene sicuramente nella vita di tutti giorni dovessero continuare a circolare quelli di più antica coniazione).

Immagino che, quando Augusto riformò la monetazione, decise che sarebbe stato più pratico coniare un grosso bronzo, piuttosto che un minuscolo argento, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche perché gli argenti erano di competenza imperiale e forse lui ... non voleva perdere tempo con gli spicciolini :lol: (in effetti, una moneta di 10 mm avrebbe assolto con molta difficoltà a quella funzione di veicolo di immagine del regime cui gli argenti augustei erano chiamati). per quanto riguarda il ricorso all'oricalco, immagino che fosse ritenuto di valore più o meno doppio del semplice bronzo (se no non si spiegherebbe che i dupondi avessero peso analogo agli assi); quindi sembrò sicuramente più semplice coniare sesterzi in oricalco di 35 mm ... anziché tornare a quelle belle monte da 70 mm che erano circolare ai tempi dell'asse librale.

Per quanto infine riguarda l'indicazione dei prezzi, mi sembra che l'abitudine di esprimerli in sesterzi sia imperiale e che derivi dal fatto che, nella vita quotidiana, quei bei "monetoni" di 3 centimetri e mezzo si imposero come unità base. Durante la prima Repubblica, credo che l'unità di conto fosse l'asse (non a caso rappresentata con I, ovvero "1" per antonomasia), solo parzialmente sostituita, nel corso dei secoli, dal denario.

Prego comunque i veri esperti di correggere tutte le inesattezze che ho scritto!!!!!!

mi pare ci sia poco da correggere ...complimenti L.Licinio Lucullo!!!!!!

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mi pare ci sia poco da correggere ...complimenti L.Licinio Lucullo!!!!!!

Quoto ;).

I sesterzi repubblicani vanno sostanzialmente divisi in due categorie, quelli anonimi, di cui ha ampiamente parlato Lucullo e quelli post Lex Papiria (91 a.C.)... nel mezzo vi è più di un secolo ove il sesterzio non viene battuto.

Nel primo caso il denario e le sue frazioni si sono dovute inserire, al di là del problema della datazione, in sistemi monetari piuttosto forti e strutturati ed il peso politico di tale nuovo sistema era inizialmente piuttosto scarso.

I sesterzi del secondo gruppo invece, generalmente ben più rari (a volte fin troppo <_< ), vengono emessi in un contesto politico ed economico molto diverso in quanto, in termini di moneta, Roma doveva fare i conti solo con sé stessa (crisi interna).

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Inviato (modificato)

Devo dire che non mi dispiacerebbe trovare quell'asse in argento... :)

Peccato, se intervenivi solo pochi giorni fa potevi assicurarti quella dell'asta NAC 61 (RBW collection) lotto 101, a soli ... 3.250 euro :ph34r: ;)

Certo, il grado di conservazione era un po' bassino :D

Modificato da L. Licinio Lucullo

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Devo dire che non mi dispiacerebbe trovare quell'asse in argento... :)

Peccato, se intervenivi solo pochi giorni fa potevi assicurarti quella dell'asta NAC 61 (RBW collection) lotto 101, a soli ... 3.250 euro :ph34r: ;)

Certo, il grado di conservazione era un po' bassino :D

Cavolo solo 3.250€... a saperlo prima, una cifra così la porto sempre con me nel portafoglio per le spese spicciole...

Non so se, ad averla, spenderei mai una cifra simile per una moneta, diciamo che non sono ancora così malato. :)

Però mi avete incuriosito, quasi quasi torno dal venditore che ha questa moneta e provo a capire di cosa si tratta; la da via a 250€, ma se fosse qualcosa di raro ci potrei pensare.

Grazie a Licinio e a tutti voi per le prezione informazioni.

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Mi complimento vivamente con Rapax per l'ottima lista e catalogazione di tutti le varianti note delle monete repubblicane. Certo è che rispetto alle greche esiste un maggiore accesso al materiale, grazie soprattutto alla collezione del British Museum ora disponibile in rete e ai cataloghi di asta come l'ultimo di NAC.

Vorrei soffermarmi sull'unicum di Rocus:

Rocus - http://numismatica-c.../moneta/R-G39/2

Mi ha incuriosito sia lo stile che lo strano nome. E' noto storicamente un Rocus? o protrebbe essere un'abbreviazione di Proculeius, che ha emesso bronzi coloniali di stile non troppo dissimile (Babelon Proculeia 1-2 e Sydenham 1340-1343)? O potrebbe essere una emissione non ufficiale?

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Inviato (modificato)

Ciao Acraf, visto che sei "in linea", mi togli la curiosità di dirmi perché affermi che i quinari e sesterzi anonimi circolarono quasi solo in Sicilia e Apulia? Forse sulla base dei depositi?

Modificato da L. Licinio Lucullo

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In effetti, anche se non ho un quadro esaustivo, mi sembra che i quinari e i sesterzi anonimi (e quindi appartenenti all'inizio della monetazione denariale) siano stati trovati quasi escusivamente in ripostigli siciliani e apuli, proprio dove stavano i principali fronti di guerra contro Annibale.

Ovviamente bisognerebbe compulsare il volume di Crawford Roman Repubblican Hoards, anche se non più aggiornato. Appena avrò tempo, lo cercherò nella mia biblioteca e verificherò i ripostigli noti con frazionali anonimi per avere una sorta di mappatura...

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Cerco ora di mantenere la mia promessa riguardo i posti dove sono stati rinvenuti quinari e sesterzi anonimi di Roma.

Purtroppo il volume che avevo accennato del Crawford, del 1969, è molto insufficiente e non tiene conto dei ripostigli più recenti.

Provo comunque ad elencarli (per i dettagli bisogna cercarli nei singoli lavoti citati e questo ovviamente richiede più tempo e credo esuli dagli scopi della domanda). Comunque la quasi totalità dei quinari e sesterzi anonimi (spesso in ottimo stato di conservazione e quindi sepolti poco dopo la loro coniazione) è stata trovata in Sicilia e, in un'occasione, anche in Apulia.

1) Apulia: Ripostiglio di Taranto 1971: Hersh C.A., A quinarius hoard from Southern Italy, Numismatic Chronicle VII (1972), p. 75-88

2) Sicilia: Tesoretto di Morgantina del 1958 (intatto): Crawford M.H., Roman Republican Coin Hoards, London 1969, al n. 72

3-4) Sicilia: altro rinvenimento a Morgantina, nel 1956: Buttrey TV., Erim KT, Groves TD, Holloway RR., Morgantina Studies II. The Coins, Princeton 1989.

5) Sicilia, altro ripostiglio a Morgantina: Manganaro G., Un ripostiglio siciliano del 214-211 a.C. e la datazione del denario, Jahrbuch für Numismatik und Geldgeschichte 31/32 (1981/1982), p. 37-54

6) Sicilia, ad Adrano: Hersh CA., A tri-denominational hoard of early Roman silver coins from Sicily, American Numismatic Society Museum Notes 21 (1976), p. 59-65

7) Sicilia, ripostiglio a Licata-Finziade rovato nel 1998: Caccamo Caltabiano M., La Torre GF., Longo K., Salamone G., Il tesoretto di Licata-Finziade 1998 e le emissioni iniziali del denarius tra Numismatica ed Archeologia, Poster presentato al I Workshop Internazionale di Numismatica, Roma 2011 (preatti p. 137-141)

Interessante l'utimo, riassunto in un bel poster mostrato a Roma, dove viene illustrato un tesoretto, trovato intatto e forse custodito in un sacchetto di stoffa in uno strato di crollo del piano superiore di un'ampia casa, scavata durante scavi archeologici condotti sul versante meridionale di Monte S. Angelo (provincia di Agrigento e dove era ubicata l'antica Finziade). Il tesoretto comprendeva, oltre a monili d'oro, anche 2 denari, 272 quinari, 169 sesterzi e 4 monete in bronzo, fra cui un asse di 23 g e una moneta dimezzata. La moneta più recente è un denario col simbolo della clava (Cr. 88/2, emesso forse in Italia meridionale nel 208 a.C). Quasi tutti i sesterzi e la maggior parte dei quinari invece appartenevano alla serie anonima di Crawford 44, la prima emissione denariale. I restanti esemplari recano simboli, monogrammi e lettere, accomunate dalla testa di Roma con elmi di tipo B. C. D e appena iniziava ad apparire l'elmo di tipo E, con visiera a punta (classificazione di Sydenham EA., The Coinage of the Roman Republic, London 1952, plates 1-2). Secondo la Caltabiano, tale gruzzolo era di un Romano o di un militare pagato dai Romani, che forse aveva partecipato alla riconquista di Agrigentum, evento cui potrebbero associarsi i pregevoli monili d'oro del tesoretto. Mancano ancora notizie più dettagliate di archeologia per meglio inquadrare le vicende di Finziade (non ho il volume La Torre GF., Finziade. L'ultima fondazione greca di Sicilia. Guida agli scavi di Monte Sant'Angelo di Licata, Agrigento s.d., senza considerare che esistono ancora dispute sulla reale attribuzione del sito a Finziade).

Solo dopo la fine della seconda guerra punica, i quinari, non più anonimi ma ormai facenti parte delle emissioni con nomi di monetari, compaiono anche al nord Italia e in Francia (notevole è il tesoro di Borzano, in provincia di Reggio Emilia, con 1111 esemplari tra denari e quinari e seppellito al tempo delle guerre civili del 43 a.C., sommariamente descritto in BELLOCCHI AMOROSO R., Le monete romane repubblicane dei Civici Musei di Reggio Emilia, Reggio Emilia 1979 e che sarà oggetto di un approfondito studio di Ligabue G. e Santelli G. di prossima pubblicazione).

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Ringrazio molto acraf per i preziosissimi contributi.

Tornando per un attimo al sesterzio di Rocus, dal Broughton (MRR2, 99-31 a.C.) pare proprio che l'unico Rocus noto sia il nostro magistrato monetario, il medesimo firmatario della bellissima emissione serrata Anfitrite/Nettuno:

http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G39/1

Dopo il 100, altri magistrati della gens Crepereia sono un “generico” Crepereius, tribunus plebis in anno indefinito e M. Crepereius, tribunus militum nell'anno 69.

Per quanto riguarda le analogie, ora che Acraf l'ha fatto notare, i soggetti che appaiono sia sui bronzi di Proculeius che sul sesterzio attribuito a Q. Creperius M.f. Rocus sono in effetti particolari.

E' curioso notare che anche il noto denario serrato presenta un'iconografia “marina”, in questo caso sia al dritto che al rovescio.

Il monetario della Crepereia, secondo il Crafword fratello minore del tribunus militum M.Crepereius, può essere ricondotto, per tramite gentilizio, ai negotiatores romani attivi in area greca ed orientale in quel periodo. L'iconografia marina richiamerebbe quindi ai commerci ed agli interessi “marittimi” di questa famiglia verso i territorio dell'est.

Per quanto riguarda i bronzi segnalati da Acraf, purtroppo il Broughton si ferma al 31 a.C., ma sul monetario e sul tipo c'è qualche informazione su una scheda di acsearch:

http://www.acsearch.info/record.html?id=11709&tab=1

Le emissioni di Proculeius e quelle di Q. Crepereius Rocus, pur presentando analogie iconografiche, pare quindi che siano state emesse da figure diverse. Il sesterzio unico a legenda ROCVS parrebbe poi essere un'emissione ufficiale.

Da ciò che sono riuscito a trovare, i riscontri sono comunque assai scarsi.

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E' sempre un grande piacere poter corrispondere con Rapax, un giovane veramente appassionato e attento osservatore di monete repubblicane.

M'ero scordato del monetario Crepereius Rocus (Crawford 399/1a-b, del 72 a.C.). In effetti nella tua scheda per il sesterzio avevi inserito la stessa datazione.

Il problema è che il sesterzio in argento non fu coniato, a quanto mi risulta, in quel periodo, ma fu coniato nel 90 a.C. (da L. Piso Frugi, Cr. 340/3 e ora anche da Titius, l'altro esemplare unico inedito da te ricordato) e ancora nell'81 a.C. (serie anonima con Vittoria, Cr. 373/1a-b) per riapparire solo verso il 48 a.C., con C. Vibius Pansa (Crawford 449/5, del 48 a.C.) e fino al tempo di Giulio Cesare, nel 44 a.C. (Crawford 480/26-28).

Avevo pensato a qualche collegamento con Proculeius per la presenza di animali marini resi con realismo, come il pesce razza marina sui suoi bronzi, che in qualche modo richiamavano il calamaro di Rocus. Però queste emissioni bronzee risalgono al 30-28 a.C., quindi in epoca piuttosto posteriore (c'erano quinari, ma non più sesterzi...).

Resta la possibilità di un breve esperimento a cura di Crepereius Rocus nel 72 a.C., subito abortito (da cui la grande rarità) e non più seguito da altri monetari dello stesso periodo. Non è una ipotesi inverosimile, a distanza di soli 10 anni dalla precedente emissione di sesterzi in argento. Però noto scarse affinità stilstiche con il noto denarius dello stesso monetario Crepereius Rocus, che presenta uno stile molto fine. E' un bel mistero e gradirei sapere dove avevi rintracciato questo unicum di Rocus (nella scheda non è citata alcuna referenza).

Molto opportuno il tuo riferimento ai negotiatores: i tipi marini molto probabilmente hanno attinenza ai commerci con il ricco Oriente.

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E aggiungiamo per il nuovo amico che, sembra, in epoca antica ci fu persino un asse d'argento, che le fonti chiamano "libella" e che forse corrisponde a questa rarissima moneta:

http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RC/26

Aggiungo una curiosità, che sicuramente è banale per tutti ma che io, più neofita di altri, da principio non avevo capito :huh: . Il nome ses-tertius deriva da semi-terzo. Infatti il sesterzio nasce come quarta parte del denario, e quindi - sino alla ritariffazione del denario stesso - valeva due assi e mezzo (SII). Ebbene, ses-tertius significa appunto [due assi e] metà del terzo :)

RRC 28/5 is probably a silver As (not litra, not sestertius). It weighs 1/6 Quadrigatus, about 1 gram. Probably it is a Second Punic War issue. At a silver-bronze ratio of 120, it is equivalent to a semilibral As of the early Second Punic War, 217-215 BC.

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Per prima cosa tengo a precisare che le schede di cui ho postato il link sono state realizzate da legionario, quindi il merito per l'utilissimo catalogo sulle repubblicane va tutto a lui ;). Sarebbe altresì fondamentale un suo intervento al fine di confermare, se possibile, l'attribuzione ufficiale data dalla casa d'aste (ora provo a segnalargli questa discussione via MP).

Il piacere è naturalmente reciproco Acraf e, come immaginavo, hai posto in evidenza il problema riguardante la datazione di quel sesterzio, apparso sull'asta n.3 di Arsantiqva (lotto 58).

Teoricamente esisterebbe anche un altro Rocus, ovvero T. Romilius Rocus Vaticanus, ma essendo stato console nel 455 ci ritroviamo di fronte, fin da subito, ad una strada difficilmente percorribile.

Con molta probabilità la datazione di quel sesterzio è stata proposta semplicemente per associazione all'unico Rocus il cui nome appare su emissioni repubblicane ed in effetti anche i tipi iconografici parrebbero presentare delle analogie. Resta il fatto che lo stile è assai diverso e che un sesterzio emesso intorno al 72 rappresenterebbe un caso piuttosto isolato.

Il tipo Cr. 373/1a-b è un quinario post Lex Clodia ed il nostro sesterzio "Rocus" sarebbe quindi stato emesso quindici anni dopo rispetto al medesimo nominale di L. Iulius Bursio. Considerando che quest'ultima moneta, unicum conservato a Parigi, potrebbe essere un quinario (come personalmente credo), dovremmo forse tornare indietro fino ai sesterzi ex Lege Papiria del 91-90 e, conseguentemente, il divario cronologico si attesterebbe a circa vent'anni, indicativamente il medesimo lasso temporale che separerebbe la moneta "incriminata" dal sesterzio successivo, ovvero quello di Vibio Pansa Cetroniano del 48.

Dubbi di ben altra natura a parte, personalmente ritengo assai labile l'attribuzione di questo sesterzio al medesimo esponente della Crepereia firmatario del denario con Anfitrite, ma nel contempo è estremamente difficile trovare altri ed alternativi riscontri, se non quelli dati da "semplici" impressioni.

Tra le note in cui mi sono imbattuto in merito al nostro magistrato ho trovato un riferimento ad un articolo di Barbara Levick e Shelagh Jameson, JRS 54, 1964, " C. Crepereius Gallus and his Gens".

http://www.jstor.org/pss/298655

Purtroppo il testo integrale non è disponibile, ma la parte di nostro interesse parrebbe limitata al primo paragrafo.

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Inviato (modificato)

Scusami, ma il Crepereius Gallus che tu citi alla fine del messaggio non ha nulla a che vedere con il Crepereius Rocus e poi era vissuto in età imperiale, essendo legato al giro di Agrippina....

Comunque nello studio citato è confermato che gli esponenti della gens Crepereia erano di origine italica e noti negotiatores (ossia commercianti)....

Aspettiamo l'eventuale risposta di legionarius.

Modificato da acraf

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Scusami, ma il Crepereius Gallus che tu citi alla fine del messaggio non ha nulla a che vedere con il Crepereius Rocus e poi era vissuto in età imperiale, essendo legato al giro di Agrippina....

Comunque nello studio citato è confermato che gli esponenti della gens Crepereia erano di origine italica e noti negotiatores (ossia commercianti)....

Certo... ma è proprio questo articolo il solo ad essere citato sia dal Crawford che dal Broughton al fine di inquadrare il magistrato moneterio Q. Crepereius Rocus. Sul suo conto quindi si sa davvero poco.

Mi piacerebbe quindi sapere su che basi il Crawford identifica il monetario con il fratello minore del tribunus militum M.Crepereius menzionato da Cicerone... il monetario è un Crepereius Rocus mentre il nome del presunto fratello maggiore ci è stato tramandato semplicemente come Crepereius, privo quindi del cognomen Rocus. Per il Babelon sarebbero padre e figlio.

Tutto questo per sottolineare quanto deboli siano i riscontri su cui poggiano determinate identificazioni.

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Questo è la nota descrittiva che accompagna questo sesterzio inedito nel catalogo d’asta Arsantiqva 3 del 8/11/2002 (ex casa d’asta londinese di Moruzzi).

In pratica l’attribuzione al magistrato monetario Q. Crepereius M.f. Rocus sembrerebbe molto probabile sia per la presenza del “cognomen” sia per i temi marini presenti nel più conosciuto denario 399/1

post-4217-0-99741800-1320095061_thumb.jp

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Visto che stiamo parlando di monete piccoline :) , vorrei aggiungere questo: http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I18/6

è un obolo di M. Aemilius Lepidus

E’ inquadrato come emissione provinciale però lo trovo spesso inserito dai cataloghi d’asta sotto la monetazione repubblicana.

Il Crawford non lo ha inserito nel suo Corpus.

E' una forzatura collocarlo tra le repubblicane?

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Ringrazio di cuore il buon legionario....

E' ammirevole il suo impegno, anche compulsando tutti i cataloghi per reperire eventuali inediti (e dopo il Crawford ne sono usciti diversi).

La scheda di Arsantiqva è molto accurata e allo stato attuale è difficile trovare soluzioni diverse. Quindi al momento è meglio concordare su tale collocazione, anche se appare per alcuni aspetti un pò "fuori posto". Magari indagherò più a fondo sull'origine di tale esemplare conoscendo di persona il Moruzzi.... Magari puoi inviarmi via personale la copia dell'intera pagina di Arsantiqva.

Circa l'altro esemplare, quello di Lepido, si tratta di una emissione provinciale in quanto emessa dalla zecca spagnola Caballio. Anche dal punto di vista metrologico sembra essere più una emissione locale e non sottoposta alla verifica ufficiale di Roma. Quindi il suo posto più corretto è in Roman Provincial Coinage (RPC) che in Crawford (ove infatti manca).

Si tratta di un problema di non facile soluzione in quanto a rigore sarebbe utile sistemare in un catalogo di monete repubblicane anche appunto emissioni locali (come ad esempio i bronzi di Proculeius), sorte specialmente a seguito di guerre civili con conseguente stato di anarchia. In questa maniera si avrebbe un quadro più completo delle emissioni di età repubblicana e comunque collegate al mondo romano (ossia opera o a nome di Romani).

A rigore ad esempio le emissioni delle guerre civili del 69-68 d.C., che sono state fatte soprattutto in Spagna, sarebbero anche esse emissioni locali e non proprio ufficiali. Eppure sono classificate dal RIC. Il fatto è che sono denari e quindi in valuta comunque "statale".

Secondo me hai fatto bene a sistemare anche questa emissione a nome di Lepidus. Altra cosa e quindi non da catalogare sono le emissioni propriamente "autonomistiche", come ad esempio le numerose emissioni in bronzo (e anche in argento) fatte da zecche spagnole ma a nome della propria città (e quindi non a nome di soggetti Romani).

Io proseguirei su tale strada.

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Inviato (modificato)

Durante la prima Repubblica, credo che l&#39;unità di conto fosse l&#39;asse (non a caso rappresentata con I, ovvero "1" per antonomasia), solo parzialmente sostituita, nel corso dei secoli, dal denario.

Aggiungo una considerazione: quando il denario fu ritariffato a 16 assi (e il sesterzio a 4), per i soldati rimase in vigore (per quanto tempo?) il cambio a 10 assi. Questo era sicuramente un provvedimento di favore per le truppe, non di sfavore; se ne deduce che, a quell'epoca (intorno al 140 a.C. secondo Crawford, tra il 150 ed il 140 secondo Grueber, intorno al 130 secondo Buttrey), l'unità di conto era ancora l'asse, e non il denario (per cui un soldato, avendo accumulato durante una campagna vittoriosa - diciamo - un credito di 800 assi, poteva vedersi effettivamente retribuito con 80 denarii anziché solo 50).

Modificato da L. Licinio Lucullo

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Scusate l'ignoranza... nel de bello gallico è riportato che la paga dei legionari di Cesare era in sesterzi, anche se non specificato, suppongo coniati da zecche itineranti al seguito delle legioni, quali sono queste tipologie?

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