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Arka

La Beata Vergine sulle monete bizantine

L'immagine della Beata Vergine fu molto utilizzata nell'iconografia numismatica bizantina. La prima immagine di Maria fu quella utilizzata su un solido di Leone VI (886 - 912) e quindi arrivò circa due secoli dopo l'immagine di Cristo. Maria vi è rappresentata con il velo e nell'atteggiamento della preghiera a braccia aperte e sollevate (D. O. 1a e Sear 1723). E' la Beata Vergine orante che diede spunto per alcune emissioni bizantine successive (tetarteron di Michele VI e Costantino X) e per un bel denaro di Bertoldo di Merania patriarca di Aquileia (Bernardi 16).

Arka

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Supporter

Verrà poi ripresa in modo mirabile nella monetazione pisana medievale col grosso da 12 denari dove una Beata Vergine nimbata e velata tiene il Bambino nelle braccia, immagine ripresa da un dipinto d'epoca ,e poi negli aquilini maggiori dove la Beata Vergina coronata e velata seduta di fronte in trono tiene il Bambino sul ginocchio ; qui gli influssi bizantini mi sembrano evidenti, in ogni caso due perle della monetazione medievale sicuramente.

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La Vergine con il Bambino in braccio, di cui parla Dabbene, veniva chiamata Theotokòs. Nelle monete bizantine la Beata Vergine con il Bambino veniva rappresentata a mezzo busto frontale con il Bambino davati. Credo che la prima immagine in tal senso sia quella del miliaresion di Basilio II (976 - 1025) e riprese successivamente sui tetarteron (Romano IV e Michele VII) e altre monete.

Arka

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salve

Nel 1030 durante i lavori di restauro di una chiesa venne alla luce un icona con la vergine che allatta il bambino gesù

a seguito di questo evento aumento la devozione verso la beata vergine tanto che tutte le monete in oro e argento di romano terzo erano caratterizzate dalla presenza della madonna

bibliografia: bizantine coins and their values David R. Sear

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Anche la Beata Vergine viene ''arruolata'' nella propaganda imperiale. Infatti, a partire da Niceforo II Foca, Maria accompagna spesso il Basileus reggendo con lui una croce patriarcale oppure posando la corona sulla sua testa.

Arka

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C'è una domanda che mi sono posto varie volte a riguardo delle monete veneziane in particolare, e l'uso della Vergine sulle monete italiane ed europee medievali e rinascimentali. Venezia adottò la Vergine per la prima volta sul mezzanino quadro (bezzo) con ordine del 17 settembre 1512, ben oltre tempo massimo per pensare ad una influenza bizantina. D'altro canto la moneta veneziana fu introdotta per sostituire i baatzen tedeschi in circolazione. Il Papadopoli ricopia un documento coevo che illustra monete tedesche, ma nessuna di queste riporta la Vergine: l'iconografia veneziana ha chiaramente altre origini.

L'iconografia numisatica mariana bizantina e quella europea occidentale sono fra di loro collegate oppure no?

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Inviato (modificato)

La prima veneziana con la Beata Vergine è il mezzanino anonimo del 1497, di qualche anno precedente al mezzanino quadrato (che comunque è la prima emissione con il nome del Doge a riportare l'immagine di Maria).

Comunque Rob pone un bel quesito... Effettivamente Venezia fu sicuramente una città con grandi contatti diretti con Costantinopoli e con la sua moneta. Il redentore dei grossi matapan è di chiara provenienza bizantina. Perchè allora la Beata Vergine non è presente fino al 1500? Forse una società molto maschilista...? Infatti in altre realtà la Beata Vergine fa la sua comparsa molto prima. Ad Aquileia durante il patriarcato di Bertoldo di Merania con una bella Maria orante di chiara influenza bizantina.

Arka

Modificato da Arka

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Supporter

Abbozzo un tentativo di risposta, a Pisa negli anni 20 del 200 inizia la serie dei grossi con F e la Vergine e il Bambino ; successivamente avremo sempre per Pisa la serie dei grossi aquilini con la Vergine con il Bambino Nimbato di provenienze e ispirazione bizantina.

Siena aveva provato a sua volta di metttere l'iconografia della Vergine col Bambino ma fu preceduta e ripiegò comunque con grande successo con la sua S , che divento' poi un logo vincente.

C'era una moda in quel periodo nel medievale nel mettere l'iconografia del Santo Protettore che diventava simbolo e identità della città ; Lucca col Volto Santo, Firenze con S. Giovanni Battista e così via.....

Venezia opta per la figura del Doge con S. Marco, essendo la Vergine e il Bambino diventato simbolo ormai di Pisa probabilmente non si volle entrare in concorrenza con una figura similare con una Repubblica Marinara, questioni di convenienze e di identità specifiche probabilmente.

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Inviato (modificato)

Oltre a queste osservazioni dal punto di vista "occidentale", è bene sottolineare anche il legame speciale tra la città di Costantinopoli e la Vergine, sua "patrona", rapporto che si estende alla figura dell'Imperatore. Sebbene tale relazione diventi del tutto esplicita dopo l'iconoclastia - in ambito numismatico ne è prova la moneta di Leone VI citata all'inizio da Arka -, già nella prima fase della storia bizantina numerose testimonianze letterarie descrivono la Vergine come la protettrice della Capitale e dell'Imperatore, soprattutto in ambito militare. Questa simbiosi tra potere e culto mariano è stata agevolata dalle molte reliquie della Vergine ricordate nelle fonti, presenti a Costantinopoli e conservate nel Palazzo imperiale e in monasteri della città sotto l'influenza del Basileus. Da qui il passo verso l'uso della sua immagine sulle monete. Per quanto riguarda la sua adozione in Occidente, personalmente sono dell'idea che vi siano stati due sviluppi paralleli e non intrecciati o dipendenti l'uno dall'altro, soprattutto considerando la diversa accezione della figura di Maria, con significato materno in Occidente, direttamente connessa all'Imperatore e alla sua autorità in Oriente.

Modificato da Follis Anonimo
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Ecco un bellissimo esemplare della moneta di Leone VI:

http://www.acsearch.info/record.html?id=101673

Ed ecco una moneta di Michele VIII che ben illustra il rapporto tra Costantinopoli e la Vergine, qui ritratta tra le mura della Città:

http://www.acsearch.info/record.html?id=41889

Non a caso un celebre studioso ha parlato di Costantinopoli utilizzando il termine "Theotokopolis".

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Interessante discussione, complimenti a tutti.

Una sola precisazione, per quanto riguarda Pisa e forse altri casi analoghi. La scelta della Vergine con il Bambino come identificativa della civitas sulle monete è legata all'intitolazione della chiesa cattedrale a Santa Maria, in conseguenza del ruolo dell'arcivescovado nella costruzione delle fortune della città e nel consolidamento del Comune stesso. Si tratta dello stesso fenomeno che poi dette luogo alle cosiddette "religioni civiche" nelle città bassomedievali (qui un poco di bibliografia http://www.lettere.unipd.it/bollettino/pub/programma_view.php?id=31306) , e per questo si capisce la successiva adozione degli altri santi, patroni o intestatari sempre della cattedrale, nelle raffigurazioni monetali delle altre città toscane.

Il fatto che sulle monete di Pisa abbia assunto una chiara iconografia bizantina è dovuto ai contatti che Pisa ancora aveva con Costantinopoli e più in generale ai modelli artistico-culturali di matrice bizantina prevalenti nella medesima città e nella regione tra XII e XIII secolo (http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_nazionale_di_San_Matteo voci scultura e pittura; http://www.stilearte.it/articolo.asp?IDart=1020), dove essi circolavano in forma di veri e propri "cartoni" cui ispirarsi, se non di artisti giunti nella nostra regione, soprattutto dopo la caduta di Costantinopoli del 1204.

Esiste poi anche uno specifico dipinto con una Theotòkos di origine bizantina esposto nella cattedrale pisana fino dal Medioevo che potrebbe aver funzionato direttamente da modello iconografico, ma della cosa ovviamente non si hanno prove certe.

In attesa di rileggervi, un cordiale saluto MB

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Innanzitutto ringrazio Monbalda e Follis Anonimo per le interessanti precisazioni... e per il supporto tecnologico.

L'influenza dell'arte bizantina su quella occidentale è stata molto più importante di quanto si pensasse fino a qualche decennio fa. Certo che la sensibilità e la motivazione degli artisti (e anche degli incisori di monete) era differente, ma i modelli di riferimento erano spessissimo bizantini. Modelli che non possediamo più, perchè l'arte bizantina fu distrutta o dispersa nelle tragiche vicissitudini di Costantinopoli e del suo impero.

Arka

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Inviato (modificato)

il trifollaro di ruggero I° gran conte mileto

E RIVS COME +S; Ruggero a cavallo a sx.

+ MARIA MATER DNI; La Madonna con in braccio il Bambino.

http://www.google.it...iw=1280&bih=705

480px-Italia_ed_Illiria_nel_1084.svg.png

Modificato da scacchi

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La prima veneziana con la Beata Vergine è il mezzanino anonimo del 1497, di qualche anno precedente al mezzanino quadrato (che comunque è la prima emissione con il nome del Doge a riportare l'immagine di Maria).

Comunque Rob pone un bel quesito... Effettivamente Venezia fu sicuramente una città con grandi contatti diretti con Costantinopoli e con la sua moneta. Il redentore dei grossi matapan è di chiara provenienza bizantina. Perchè allora la Beata Vergine non è presente fino al 1500? Forse una società molto maschilista...? Infatti in altre realtà la Beata Vergine fa la sua comparsa molto prima. Ad Aquileia durante il patriarcato di Bertoldo di Merania con una bella Maria orante di chiara influenza bizantina.

Arka

Grazie Arka per la correzione. Credo che Venezia abbia preferito usare il più possibile il proprio "super" santo Marco l'Evangelista, senza cercare altri patroni. L'osservazione sul "maschilismo iconografico" sulle monete medievali però non è così peregrina. Non mi viene in mente alcuna santa patrona presente su moneta italiana né europea (per l'Europa posso però essere ignorante), mentre se non sbaglio c'è qualche moneta bizantina che raffigura una santa - non ho con me però la mia biblioteca quindi vado a memoria.

L'osservazione di follisanonimo sul probabile sviluppo separato delle raffigurazioni numismatiche della Vergine a Bisanzio e in Occidente è interessante. Effettivamente ho l'impressione che la fortuna della sua rappresentazione numismatica coincida in realtà con una certa laicizzazione del potere, che quindi trova simboli non necessariamente religiosi per rappresentare la propria identità e che può usare la Vergine come più generica dimostrazione di pietas.

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Inviato (modificato)

L'osservazione sul "maschilismo iconografico" sulle monete medievali però non è così peregrina. Non mi viene in mente alcuna santa patrona presente su moneta italiana né europea (per l'Europa posso però essere ignorante), mentre se non sbaglio c'è qualche moneta bizantina che raffigura una santa - non ho con me però la mia biblioteca quindi vado a memoria.

A parte Maria, mi pare di ricordare che un paio di sante sulle monete italiane medievali ci siano ma restano delle eccezioni (forse Giustina per Padova???). Su quelle bizantine - o meglio, quelle del periodo dell'occupazione latina - mi viene in mente solo Elena, madre di Costantino.

Modificato da Follis Anonimo

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E' vero, c'è il quattrino con Santa Giustina coniato dopo il 1390 da Francesco II da Carrara (http://numismatica-i...neta/W-PDC2F2/5), non ci avevo pensato. Grazie Follis Anonimo.

P.S:Arka scusaci se stiamo dirottando la discussione in area medievale italiana!

Rimane comunque aperta la domanda sulla raffigurazione di sante sulla monetazione bizantina, sebbene un po' fuori tema.

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Nessun problema caro Rob, anzi credo che la interdisciplinarietà porti con se frutti inaspettati, come la domanda sulle sante che trovo molto interessante.

E a proposito di Santa Giustina, fu poi ''adottata'' da Venezia dopo la battaglia di Lepanto.

Tornando alla Venezia medievale assieme a San Marco compare rapidamente anche il Redentore (sul grosso di Enrico Dandolo) ben trecento anni prima di Maria.

Arka

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Il redentore sul grosso era il Cristo pantocrator di chiara ispirazione bizantina - più che di ispirazione parlerei di un calco. Il dritto con S. Marco ed il doge invece aveva alcuni elementi di originalità, pur essendo la matrice chiaramente bizantina.

A rischio di uscire dal tema proposto, è spesso sottovalutata o anche sconosciuta alla maggioranza dei collezionisti l'influenza dell'arte e della moneta bizantina sulle monete europee occidentali. Venezia è un esempio quasi scontato, ma mi vengono in mente monete ungheresi e anche vichinghe.

Tornando al tema principale riflettevo sull'iconografia mariana: spesso sono stati utilizzati simboli a richiamare la sua purezza, come ad esempio il giglio: cito da Gerd Heinz-Mohr* che simbolicamente il giglio designa la purezza sfolgorante, l'innocenza, la verginità, quindi la Vergine Maria. Esistono simboli di questo tipo nella monetazione bizantina, o s'è preferita la raffigurazione in forma umana?

* Gerd Hinz-Mohr, Lessico di iconografia cristiana,1971 Duesseldorf-Colonia, 1984 Milano prima edizione italiana)

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Non ho presenti gigli nella monetazione bizantina, ma nel Saluto d'oro del Regno di Napoli nella scena dell'annunciazione fa bella mostra di sè una pianta di gigli.

Arka

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