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medusa

Il Tesoro di Borzano: denari e quinari (42-41 aC)

Risposte migliori

medusa

Ho ricevuto e letto con estremo piacere ed interesse l’agile volumetto “Il Tesoro di Borzano”, a cura di Giuseppe Ligabue, fondatore del Gruppo Archeologico Albinetano, e Giovanni Santelli, storico e numismatico.

Ecco un’immagine della copertina:

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.. e una foto della presentazione del libro con i relatori: da sinistra a destra, il Prof. Roberto Macellari (con il microfono in mano), Ispettore archeologo dei Musei Civici di Reggio Emilia, la dott.ssa Antonella Incerti, sindaco di Albinea, la dott.ssa M. Bulgarelli responsabile Biblioteca Albinea e, infine, i due autori, G. Ligabue e G. Santelli.

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Qui un assaggio.... (pag.24)

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In questo volumetto - riccamente illustrato e fitto fitto di interessanti riferimenti ed aneddoti storico-numismatici (.... e non solo...) - gli Autori, Ligabue e Santelli, si sono assunti il compito di riesaminare uno fra i principali rinvenimenti di monete romane-repubblicane, il tesoro di denari e quinari di Borzano di Albinea (42-41 a.C.) entrato a far parte del patrimonio collezionistico del Museo di Reggio Emilia prima del 1897.

Il tesoretto è molto importante e rappresenta un fenomeno unico nella storia dei ritrovamenti di monete romane-repubblicane, e ciò sia per l’elevatissimo numero di quinari, sia per la presenza, nello stesso rinvenimento, di quinari di secondo periodo (102/101 a.C.) e di terzo periodo (quando ricomparvero con Cesare, nel 49 a.C.).

A più di trenta anni dal precedente catalogo a cura di Lisa Bellocchi Amoroso, il nuovo lavoro introduce nel dibattito scientifico interessanti novità sia in ordine alle circostanze e all’ubicazione del rinvenimento, sia alla interpretazione del nascondimento delle monete e alla sua datazione.

Tra i quinari presenti nel Tesoro di Borzano risultano particolarmente significativi due tipi coniati, nel 43 a.C., nella Gallia Transalpina, da una zecca al seguito dell’esercito di Antonio e Lepido, la cui presenza ha indotto in passato a credere che il tesoro di Borzano costituisse la cassa di un personaggio dell’armata di Antonio, o che addirittura si trattasse di una cassa militare…

La confutazione da parte degli Autori dell’ipotesi “cassa militare di legionari di Antonio e Lepido” è seguita da un’arguta disamina delle varie ipotesi possibili fino alla enunciazione dell’ipotesi più probabile a parere degli Autori stessi.

La narrazione delle vicende del Tesoro di Borzano finisce pertanto per assumere i connotati di un avvincente “giallo” da leggere tutto d’un fiato, con tanto di ….sorpresa finale!

Il tutto, sullo sfondo della spettacolare cava di gesso di epoca romana e degli antichi vitigni del Lambrusco…, sui quali, oggi come allora, veglia l’enigmatico sorriso di un’erma di Dioniso-Bacco… :rolleyes:

Il costo del volume è di 15 euro. Chi fosse interessato all’acquisto, può contattare direttamente uno degli autori all’indirizzo:

Giuseppe Ligabue, Via Chiesa 42

42020 ALBINEA (RE)

Indirizzo email :

.it"]giuseppe.ligabue@.it

I miei complimenti agli Autori!

Valeria

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legionario

Grazie della segnalazione.

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acraf

Ringrazio dell'ottima segnalazione.

Si tratta in effetti di un bel volumetto, molto illustrato e circostanziato, di un importante ripostiglio.

Non dovrebbe mancare, anche grazie al basso costo economico, nella libreria di un serio cultore di monetazione romana del periodo repubblicano.

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magiaro

Certe iniziative dovrebbero essere meglio pubblicizzate io sono di Reggio Emilia e quindi distante qualche chilometro da Albinea mi interesso di monetazione repubblicana ma non ero al corrente dell'uscita del volumetto e come me nessuno del Circolo Filatelico Numismatico.

Tante grazie quindi e provvedero a pubblicizzare la cosa agli amici frequentatori del Circolo Numismatico

Reggiano

M.

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meja

a mio parere l' unico neo è che le immagini delle monete non sono quelle dei denari del tesoretto di Borzano

ma sono prese dal web e da famose aste

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snam

a mio parere l' unico neo è che le immagini delle monete non sono quelle dei denari del tesoretto di Borzano

ma sono prese dal web e da famose aste

concordo pienamente......Sono del parere che questi tesoretti siamo fondamentali, oltre che dal punto di vista storico ect, anche per il confronto dei coni. Le monete rinvenute da scavi archeologici sono e devono, quando la corsevazione lo permette, essere un riferimento per identificare i falsi. Spesso ci ritroviano a fare confronti di coni con monete provenienti solo da altre aste, dove non si ha nessuna certezza della autenticità e provenienza, affidandosi alla nomea dell'asta. La collezione gnecchi, quella del medagliere di Firenze, di vienna ect.... sono spesso viziate da falsi o da monete dubbie poichè molti dei pezzi sono stati riperiti sul mercato. Perciò, secondo il mio modesto parere, non c'è cosa più utile di una pubblicazione di un ritrovamento di monete romane poichè solo queste possono garantire un confronto veritiero e certo dei coni.

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ciosky68
Supporter

molto importante per l'argomento...

Roberto

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acraf

Sono d'accordo che, quando si parla di un ripostiglio, si dovrebbe riportare le immagini solo delle monete di quel ripostiglio, al massimo aggiungendo immagini da repertorio per migliore confronto.

L'intento del volume non era quello di schedare le monete del ripostiglio (senza considerare che le relative immagini sono coperte da gravosi diritti di riproduzione, da pagare al museo, e le monete erano già state descritte da Bellocchi diversi anni fa) quanto di ricostruire con maggiori informazioni le circostanze e l'ubicazione del ritrovamento, nonché una nuova proposta sull'origine delle monete sotterrate.

Il tutto con ottimo stile e buone fotografie.

Non mi sembra poco, anche in relazione al prezzo di copertina.

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Ixchel

Molto interessante anche l'estratto presente nella rivista Panorama Numismatico n. 277 - Ottobre 2012 a cura degli autori Ligabue - Santelli a cui vanno anche i miei complimenti.

Ixchel

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