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L. Licinio Lucullo

Denario con cornucopie (luculliano?)

Inviato (modificato)

Silla rappresenta Venere, la dea protettrice del dittatore, e la cornucopia che riassume il programma della dittatura.

Nonostante l'opposizione del fronte dei populares e dei loro alleati, a seguito del successo di Porta Collina del novembre 82, Silla riuscì ad entrare vittoriosamente in Roma, riottenendo quel potere che mai prima di allora fu tanto grande. Raggiunto il successo e conquistato il suo obiettivo, non spezzò il legame con quella dea che tanti successi gli aveva donato e ciò è ben dimostrato da due tipologie monetali che, secondo la teoria più diffusa, furono emesse dopo la seconda restaurazione (RRC 375 e 376). In entrambe il D/ è riservato a Venere diademata mentre al R/ è presente, nel primo tipo, una doppia cornucopia ornata da un nastro mentre, nel secondo, un singolo corno dell'abbondanza sempre con fascia decorante.

Particolare attenzione va ora posta al soggetto che appare sul R/ dei due tipi, in quanto trattasi di un elemento che molto può dirci circa la polisemia della Venus del I secolo. Attributo di Fortuna, la cornucopia che copiosamente riversa ciò che di meglio la natura può offrire, richiama indubbiamente ad un'Abbondanza di tipo agreste. Una fertile terra e dei generosi raccolti rappresentavano sicuramente uno tra i migliori possibili auspici già nelle arcaiche società di tipo rurale, in quanto da essi dipendeva la sopravvivenza della comunità tutta. Allo stesso modo, fondamentale era la prolificità degli animali allevati ed anche i doni della selvaggia natura risultavano decisamente preziosi. Culti che auguravano simili benefici sono indubbiamente vecchi quanto l'uomo e sicuramente precedenti alla fondazione stessa di Roma. Vegetale, animale o umana, la fecondità è preziosa ed essenziale attitudine presente in tutto ciò che vive e le primordiali divinità telluriche trasmisero tale loro prerogativa ad innumerevoli divinità femminili del pantheon romano. Si pensi a Tellus dea della terra, a Giunone protettrice del matrimonio e del parto, a Cerere che tutela i raccolti, a Diana che assicura parti non dolorosi, a Cibele "Grande Madre" dea della natura e degli animali selvaggi, a Proserpina che "cresce" ed "emerge" come il grano, poi ancora a Fortuna, ad Annona, a Felicitas, ad Abbondanza. Riduttivo ed arduo sarebbe descrivere con poche parole ciascuna di queste figure, ma va comunque evidenziata una non trascurabile ed arcaica compenetrazione reciproca tra alcuni dei vari tratti caratteristici di ciascuna di queste femminee divinità. Nel I secolo Venere rappresenta forse l'esempio più incisivo di questo sincretismo in quanto, da originaria divinità agreste legata ad una pragmatica fecondità, iniziò conseguentemente a governare l'amore e la fertilità umana, per entrare poi in contatto con l'edonismo ed il trascendentale erotismo della greca Afrodite, colei che nacque dalla spuma del mare fecondata dal seme di Urano.

Nell'89 Mitridate aveva invaso l’Asia romana con un esercito che, secondo Appiano, ammontava a 250.000 uomini, 40.000 cavalli e 300 navi pontate. L'esercito di Aquilio venne distrutto e la flotta romana, di stanza a Bisanzio, venne in parte distrutta ed in parte catturata. Mitridate spostò le sue forze nell'Egeo e in Grecia. Molte città insorsero contro Roma. Mitridate ordinò il massacro di tutti i cittadini romani od italici. Furono uccise 80.000 persone. Atene passò dalla parte di Mitridate. Nell'88 Achei, Lacedemoni e Beoti si ribellarono a Roma. Nell'estate dell'87 l'esercito di Silla, costituito da 5 legioni, circa 25.000 uomini, raggiunse la Tessaglia. Il questore Lucio Licinio Lucullo venne mandato da Silla ad avvertire Caio Senzio, il pretore della Macedonia, che doveva lasciare il comando della guerra in osservanza di quanto deciso dal Senato romano. Silla incaricò Lucullo di coniare delle monete, definite "luculliani".

Crawford ritiene che le monete coniate con l'eredità di Tolomeo siano i denarî 352/1 e 353/1 che, tuttavia, non presentano riferimenti all'Egitto. La serie 375, invece, presenta una doppia cornucopia con nastri, unica iconografia del periodo sillano riferibile al regno tolemaico, nonché l'unica riferibile a Silla ove non vi sono richiami a trionfi, acclamazioni o vittorie militari. La Q indica che fu emanata da un questore; Lucullo ricoprì tale carica nell'87 e nello stesso anno partì verso l'Oriente, precedendo Silla. E' quindi possibile ipotizzare che lasciasse Roma nei primi mesi dell'anno 87 (i questori prendevano servizio il primo gennaio, prima dei consoli); l'eredità di Tolomeo (se si trattava del primo Tolomeo) fu disponibile entro ottobre dell'88 e, teoricamente, sarebbe potuta giungere a Roma in meno di un mese ed essere monetata a gennaio-febbraio dell'87 dallo stesso Lucullo, forse proprio per finanziare la guerra contro Mitridate (Pedroni, L'eredità di Tolomeo e le monete di Silla). L'iconografia del D/ costituisce però un problema: negli anni precedenti alla partenza di Silla per la Grecia non ce n'è traccia; infatti anche il S. attribuisce questo Denario a Lucullo, ma lo ritiene coniato in una zecca itinerante intorno all'85; l'assenza di titolature militari e lo stile raffinato, però, contrastano con l'idea di un'emissione imperatoriale.

Una diversa teoria identifica i Luculliani con un tetradracma ateniese curato da Marco Licinio Lucullo, fratello e tesoriere di Lucio. Questa ipotesi è coerente con il personaggio di Silla, dissacratore e crudele tanto da infierire anche sui simboli del prestigio ateniese, ma non convince per la considerazione che Lucullo, nell'amministrazione provinciale, fu giusto ed equilibrato e sembrerebbe quindi poco incline a dissacrare un luogo "mitizzato" come Atene. Tetradrammi imitativi ateniesi furono comunque coniati in sette città cretesi: Cnossus, Cydonia, Gortyna, Hierapytna, Polyrhenium e Priansus. L'emissione di tali monete può esser messa in stretta relazione a Lucullo, giunto a Creta nell'86 al fine di reclutare una flotta utile al trasporto di Silla e delle sue truppe sul suolo pontico. Seguendo questa traccia i Luculliani possono essere visti come monete nate per essere principalmente utilizzate nei rapporti commerciali o clientelari con quelle città che non si erano ancora apertamente schierate con Mitridate. Il recente rinvenimento di Lavarigo presso Pola di due tetradrammi ateniesi con denarî repubblicani (ripostiglio databile al 79 ed associabile ai soldati sillani) conferma che alcune di queste emissioni furono effettivamente destinate ai legionari.

Lenormant riteneva che questa serie fosse stata emessa a Valentia, ad opera di un quaestor, sulla base di affinità tipologica con i bronzi di quella città.

Campana ritiene invece che la Q(uaestor) non sia la firma dell'autorità emittente, ma indichi il primo passo del cursus honorum e che, quindi, la serie possa avere un significato augurale per i futuri membri del Senato, da poco riformato dal dittatore.

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Modificato da L. Licinio Lucullo

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Per l'aureo ci sarebbero almeno due esemplari, uno a Parigi (già noto e ritenuto unico) e uno a Roma, nel Museo Nazionale Romano e credo faccia parte della famosa collezione Gnecchi, che praticamente nessuno ha mai visto e non esiste alcun catalogo (e sono circa 20.000 pezzi....).

E stiamo ancora ad aspettare.... a circa un secolo dall'acquisto della collezione da parte dello Stato....

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