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  1. Il 10 Tornesi 1846 viene descritto dai principali Manuali/cataloghi attualmente in commercio, in due tipologie: A) Tipo 2 – Effigie giovanile con barba, testa “Normale” (simile al 30 Ducati di 2°-3° Tipo) B) Tipo 3 - Effigie giovanile con barba, testa “Grande” (simile al 30 Ducati di 4° Tipo ) Cominciamo a parlare di: A) Tipo 2 – Effigie giovanile con barba, testa “Normale” Moneta della più grande rarità (R5 -solo il Gigante 2021 lo descrive R4 senza indicazione di valore ) Magliocca: n. 679: R5 ( con sola indicazione MB: 2500 ) Nomisma 2022: n.1121: R5 ( con sola indicazione BB: 2000 ) Gli Autori Storici, descrivono il millesimo 1846 ( ma non distinguono le 2 varietà): CNI: Vol XX, n. 188- Cag. Pag. 153 -n. 19 (Neumann 18151 ) - D'Incerti: pag. 149 n. 307 A questo punto è doveroso citare l'eccellente studio di Francesco di Rauso @francesco77: http://www.ilportaledelsud.org/10tornesi1846.htm nel quale è riportata l'immagine di questa rarissima moneta. La stessa è riportata dal Magliocca ( pag. 413 n. 679 ). Sarebbe interessante sapere dagli Autori @Rex Neap e @francesco77 in quale collezione e/o Museo è presente questa moneta. Qualche tempo fa ho acquisito da un amico un 10 Tornesi 1846 “ testa normale”. La moneta è già passata sul Forum ( purtroppo non ho trovato la discussione ). Le specifiche sono queste; Peso; 27,50 g - Diam: 38 mm. Quindi, peso calante, ma a questo proposito devo sottolineare che, in un mio modesto studio su un campione di un centinaio di 10 Tornesi “originali”, il peso varia tra i 26,90 ed i 33,50 g. Posto le foto: Chiederei gentilmente agli amici del Forum se la moneta in questione possa essere “originale” oppure un “falso d'epoca”, scusandomi per il fatto che la bassa conservazione non può certo aiutare. Ringrazio chi avrà la gentilezza di esprimersi in proposito, Buona Serata, Beppe
  2. Buongiorno a tutti, apro questa discussione sui Tornesi con Cornucopia di Filippo II con l'intento di invogliare chi ne ha a mostrarli. Lo so, basterebbe aprire i manuali in circolazione, io ho il Magliocca sulle Vicereali, oppure navigare in rete, ma vuoi mettere anche lo sfizio di dire io ce l'ho. Come si faceva con le figurine dei calciatori. Un poco di leggerezza non guasta a mio avviso. Potrebbe essere un interessante carrellata di monete. Ovviamente tutti liberi di partecipare o meno. Non sarà solo una vetrina ma spero diventi un momento di condivisione anche per ragionare. Magari qualche utente timido si avvicina a questa meravigliosa monetazione, io stesso ne sono attratto anche se spesso mi rifugio altrove, salvo poi ritornarci. La mia campagna acquisti è un pochino ferma, però voglio vederci chiaro, fare un ripasso tra quelle che ho. Inizio a postare quelle senza data, senza a causa della conservazione. Però secondo me per alcune di esse ci sono degli indizi che possono indirizzarci verso una probabilità di riconoscimento anche approssimativo se mi permettete. E questo però lo dobbiamo riconoscere a chi ha fatto lavori di studio e catalogazione che rappresentano per ogni monetazione il punto di partenza, il resto viene da sé, spirito di osservazione, colpi di fortuna, e direi etc.etc. Eccomi al mio modesto esemplare. Tornese con Cornucopia di Filippo II Non scorgo sigle, solo in parte le prime due cifre della data, ma ha un particolare che me la farebbe collocare con buona approssimazione al 15 92. Voi cosa pensate? Saluti Alberto
  3. Buonasera a tutti, stasera propongo il mio Tornese con Cornucopia di Filippo III anno 1599. D/ PHILIPP •III •DG•REX•ARA•VTR•SIC Al centro un acciarino con 2 fiammelle e due pietre focaie disposte a croce, intervallate negli angoli da quattro bastoni decussati. R/ PVBLICE COMMODITATI Cornucopia con ai lati le cifre della data . Magliocca 52 Saluti Alberto
  4. Ho acquisito recentemente ad un'Asta un Carlino descritto come 1848, che presenta nella data alcune anomalie. Posto le foto e vi sarei grato se qualcuno potesse esprimere la propria opinione. La moneta è in media conservazione ( considerata BB ) e quindi l'usura può avere alterato qualche particolare. Come potete vedere l'ultimo numero della data è un “8” alquanto anomalo. Ho pensato subito ad un “8” ribattuto sul “7” del precedente millesimo, prassi piuttosto comune nella monetazione Borbonica. Però controllando i manuali, si nota che nel 1847 il busto del Re era diverso ( testa più giovanile e piccola ). Nel 1848 coesistono sia la “ testa piccola” ( R3 ), sia la “testa grande” ( R2 ) effige che sarà coniata fino al 1859 (*). Pertanto come è possibile che sia stata punzonato il numero “8” su un carlino 1847 che poteva avere solo la testa piccola ? La seconda ipotesi è che l'ultimo numero della data sia stato punzonato non sul “7” ma su qualcosa d'altro. In effetti sembra che sotto possa esserci una “A”, ma forse l'errore sarebbe così marchiano da essere poco probabile. La terza ed ultima ipotesi che posso avanzare, è che l' “8” non sia tale, ma allora quale numero può essere? (*) Nota: la ribattitura di “8 su 7” non è censita dagli Autori classici, né dai Manuali attualmente disponibili, l' unica variante conosciuta è “1848” con “1” speculare (Gigante n.163a – Magliocca n.646a – Nomisma n. 1064 ). Ringrazio tutti per le eventuali risposte, Buona Serata, Beppe
  5. Cari Amici del Forum, è con piacere che presentiamo un modesto lavoro su “Le Varianti e gli errori nella Piastra 1834”. Il documento non è definitivo ( alla luce delle continue scoperte, in Numismatica nulla è definitivo ) ma aperto alle integrazioni ed alle correzioni. Pertanto chiediamo a tutti voi un aiuto nel rendere più completo lo stesso. Grazie a chi vorrà aiutarci. Beppe Ballauri @giuseppe ballauri Raffaele Maio @Raff82 Giovanni Ottomano Palmisano Essendo piuttosto "corposo" potete accedere al seguente Link: https://drive.google.com/file/d/18Aio0J8n-5szfDKNK3KQJZZc7GA1Hnkp/view?usp=sharing Se ci sono problemi ad accedere, scrivetelo, Grazie Buona Serata
  6. Buongiorno, vorrei condividere con voi questa bella monetina trovata in un lotto. Si tratta di un cavallo di Ferdinando I con A sotto la pancia dell’animale. La particolarità è la legenda del dritto FERRANDVS, mentre da quel che sono riuscito a ricostruire questa tipologia è nota in letteratura solo con legenda FERDINANDVS. Spero di non sbagliarmi e di non essermi perso qualcosa. un saluto!
  7. Buonasera, oggi vi chiedo aiuto per l’identificazione di questa monetina. Premetto che di legenda leggo ben poco, ma per caratteristiche presumo si tratti di un denaro di Napoli. Da un lato vedo croce patente cantonata da gigli, mentre sull’altro lato (ed è qui che non trovo riscontro) vedo tre registri diversi: a sinistra tre linee orizzontali limitate da una verticale; in centro 7 gigli; a destra forse una croce cantonata da gigli. 0,63 g e 14,3 mm grazie fin d’ora!
  8. Antonello(65)

    Gettoni di Napoli e provincie

    Vorrei colmare questa lacuna iniziando a postare qui i gettoni, marche, tessere etc., napoletani e della campania presenti nella mia collezione, mi auguro di vederne anche altri in possesso di altri iscritti nel forum. ? Un gettone che nella sua semplicità e col suo nome racconta molto della città di Napoli e dei suoi caffè storici di fine 800. "Mariano Vacca - 25" [...]"Roberto e Mariano Vacca, imprenditori lungimiranti col ‘pallino’ degli affari e dei Caffè hanno legato i loro nomi a locali prestigiosi, che aprirono i battenti a Napoli tra gli ultimi due decenni dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Portano la loro firma imprenditoriale il Caffè d’Italia e il Gambrinus, ma anche un punto di ristoro creato nella Villa Comunale, che, a quei tempi, era la Villa Reale. Si trattava del Caffè Vacca, aperto a fine Ottocento. Non era il classico caffè letterario nè tantomeno un Caffè Chantant. La sua attività era abbastanza simile a quella che, ancora oggi, svolgono gli Chalet della Villa."[...] (link: https://puntadellest.wordpress.com/…/famiglia-vacca-e-i-ca…/)
  9. Come classifichereste questo 6 Tornesi 1799 Repubblica Napoletana Z N ( Zecca Nazionale) g.17,7 mm. 34,2 Grazie Fabio
  10. Cari tutti, Con grande piacere si comunica la prossima iniziativa del Circolo Numismatico Ligure "Corrado Astengo" Si tratta di una conferenza del nostro socio Alessandro Giaccardi ( @demonetis ) sulla monetazione di Ferdinando IV Borbone re di Napoli (1759-1816). Una tematica un po' diversa da quelle storicamente organizzate dal nostro circolo con la speranza di aprirci sempre più verso una più ampia platea di pubblico. L'evento avrà luogo presso la sede del Circolo nella prestigiosa location di Palazzo Ducale di Genova il prossimo 1 Marzo 2020 alle ore 10:30 circa ( per chi avesse piacere di fare due chiacchiere la sede viene aperta verso le 10:00). La conferenza ovviamente è gratuita e aperta a tutti ! Chiunque è il benvenuto
  11. Salve a tutti. Oggi mi andava di riprendere questa discussione un po' datata (fortunatamente non molto) per riproporre questo interessante argomento: Partiamo dalla moneta in oggetto. Come avrete intuito si tratta della piastra comunemente denominata Fecunditas per via della legenda che ne caratterizza il rovescio, emessa da Ferdinando IV di Borbone per celebrare la nascita della sua primogenita. Al D/ FERDINANDVS REX MARIA CAROLINA REGINA. Busti accollati dei Sovrani volti a destra. Ai lati, C-C e, sotto, NEAP. MDCCLXXII. Al R/ FECVNDITAS. Figura della maternità in trono a sinistra (alcuni vi vedono il ritratto della Regina che tiene in braccio la neonata), dietro, a terra, una cornucopia. Sullo sfondo, il paesaggio è caratterizzato dalla veduta del Golfo di Napoli, con la personificazione del Sebeto, il Vesuvio fumante e un vascello alla fonda nelle acque del Golfo. Ai lati della figura, BP - R e, in esergo, M. THERESIA NATA//NON. IVNI (con l'ultima I di dimensioni maggiori). T/ Treccia in rilievo. Sigle: CC = Cesare Coppola, Maestro di Zecca dal 1759 (con Carlo di Borbone) al 19 maggio 1790. BP = Bernardo Perger, Incisore istriano in attività a Napoli dal 1768 (in sostituzione di Ferdinando Adovasio) al 5 ottobre 1786. R = Giovanni Russo, Maestro di Prova dal 1747 (con Carlo di Borbone) al 1775. Riferimenti bibliografici: Pannuti - Riccio, p. 234, n° 47 (variante rara con data orizzontale al D/: n° 47a); CNI XX, p. 576, n° 90. Fig. 1: Un esemplare, a titolo d'esempio, di piastra a legenda Fecunditas. Immagine tratta dal web. Come si evince dalla data sotto i busti dei Sovrani al diritto, la moneta fu battuta nel 1772 e, come ci dice il rovescio, per ricordare la nascita della primogenita dell'augusta coppia: Maria Teresa Carolina Giuseppina di Borbone. Il fausto evento si colloca cronologicamente al 6 giugno 1772. La bambina venne così chiamata in onore dell'Imperatrice Maria Teresa, sua nonna materna. Nonostante il lieto accadimento fosse stato celebrato con notevole giubilo a Napoli, esso non garantì, come da contratto matrimoniale, l'ingresso della Regina Maria Carolina, moglie del Re Ferdinando IV, nel Consiglio di Stato: tale avvenimento dovette registrarsi solo successivamente, per la nascita di un erede maschio. Nel 1790, il 15 agosto, la Principessa venne data in sposa all'Arciduca d'Austria, suo cugino Francesco Giuseppe d'Asburgo-Lorena (1768-1835), il quale divenne successivamente Imperatore del Sacro Romano Impero con il nome di Francesco II (1792) e quindi Imperatore d'Austria con il nome di Francesco I (1804). La Nostra fu dunque, insieme al marito, l'ultima Imperatrice del Sacro Romano Impero e di lì a poco la prima Imperatrice d'Austria. La regnante borbonica viene descritta dalle fonti con una personalità affabile e allegra, che amava le feste di corte, ma senza distrarsi dalla politica del suo nuovo Paese: infatti, ebbe una discreta influenza sulle scelte politiche di suo marito, soprattutto per quel che riguardava i rapporti con gli Stati esteri. Il suo più grande successo in questo senso fu l'aver cagionato la partecipazione dell'Austria alla guerra contro la Francia di Napoleone Bonaparte. Maria Teresa fu anche accorta protettrice di artisti: particolare attenzione ricoprì la musica. Per lei lavorò, tra gli altri, il celebre compositore austriaco Franz Joseph Haydn (1732 - 1809), uno dei più grandi musicisti del XVIII secolo. Passando nuovamente alla piastra napoletana che ci interessa così da vicino, la questione che vado qui a riprendere si fonda essenzialmente su di un interrogativo epigrafico: al rovescio, all'esergo, compare la legenda M. THERESIA NATA//NON. IVNI con l'ultima lettera di dimensioni molto più grandi rispetto alle altre. Per quale motivo si registra questa particolarità? Ebbene, questa legenda specifica nel dettaglio la data di nascita della Principessa: le none di giugno, nel calendario romano, cadevano il 5 del mese, in questo caso giugno. La forma epigrafica di IVNI si ritrova anche in altre epigrafi di diverso genere. Mi viene subito in mente quella presente sul sepolcro di Niccolò Machiavelli (fig. 2), a Firenze, che recita: TANTO NOMINI NVLLVM PAR ELOGIVM//NICOLAVS MACHIAVELLI//OBIT AN. A.P.V. MDXXVII. Quindi, ho notato che in luogo del latino OBIIT (3° pers. sing. perfetto indicativo attivo del verbo obeo) viene scritto, in questo epitaffio, OBIT. Allora credo che sia successo similmente anche sulla piastra detta Fecunditas: la lettera I di dimensioni maggiori rispetto al resto della legenda indica in forma epigrafica il raddoppiamento della medesima e dunque si avrà: iunii. La legenda sull'esergo della piastra viene letta quindi M. THERESIA NATA//NON. IVNII, risolvendo così il quesito di questa "strana" lettera che era rimasto insoluto da così tanto tempo. Naturalmente, come sempre alla fine di ogni mio post, invito tutti gli interessati a partecipare attivamente al dibattito, così da far risultare al meglio tutti i nostri punti di vista. Fig. 2: Sepolcro fiorentino di Machiavelli: da notare, nell'epitaffio, la particolare forma OBIT che ha poi consentito di risolvere l'"enigma" numismatico della legenda IVNI.
  12. Vi segnalo l'imminentissima uscita del volume Le Piastre da 120 Grana di Ferdinando II di Borbone - Studio sulle varianti e sugli errori di punzonatura di Mario PIN per la D'Amico Editore di Salerno. E' opera di un collezionista preparato e appassionato, per questo motivo il prezzo è puramente simbolico e molto basso vista la mole di studio. 22 euro prenotabile da subito presso l'autore all'indirizzo email [email protected]
  13. Buonasera a tutti, sapreste dirmi delle piastre di Ferdinando IV quali millesimi sono stati falsificati, intendo falsi d'epoca....
  14. Carissimi amici e appassionati delle medaglie partenopee, quest'oggi sono lieto di mostrarvi l'ultima arrivata nella mia piccola collezione, direttamente proveniente dell'asta Nomisma appena conclusasi. Per chi non la conoscesse, si tratta di un esemplare alquanto "raretto" (R3-R4, a seconda del catalogo di riferimento). Fu coniata da Filippo Rega per ordine di Sua Maestà Gioacchino Murat come premio per le alunne più meritevoli dell'Istituto Salesiano. Di questa medaglia esistono tre "varianti": in bronzo (la più comune, pur trattandosi comunque di un R2), in argento e in oro (estremamente rara/praticamente introvabile). Purtroppo, non sappiamo esattamente quante di queste medaglie furono coniate (né in totale, né nei rispettivi metalli). Fatto sta che, basandoci sullo storico delle aste numismatiche, possiamo affermare con relativa sicurezza che non ne siano giunte tantissime ai giorni nostri... Facendo una breve descrizione, al dritto troviamo un bel ritratto riccioluto del Re rivolto a destra con la legenda GIOVACHINO NAPOLEONE RE DELLE DUE SICILIE. Da notare il particolare della firma a carattere calligrafico sotto al collo del sovrano, in quanto si tratta dell'unica medaglia di Murat firmata dal Rega. Al rovescio, invece, possiamo apprezzare una musa seduta con una cetra nella destra ed un usignolo poggiato sulla mano sinistra. Sicuramente si tratta di un'esecuzione di grande eleganza e dal forte carattere neoclassico. A contornare il tutto, troviamo la legenda: in circolare ISTITUTO SALESIANO e in basso PREMIO DELLE ALUNNE FEBBRAJO 1812. La patina, unita alle mie non eccelse doti fotografiche, non permette di apprezzare pienamente quest'ultima parte della scritta... Questa medaglia, come spesso accade per quanto riguarda la zecca di Napoli, soffre di alcuni difetti di conio più o meno vistosi. Il più importante è sicuramente al rovescio, a livello del braccio su cui si poggia il grazioso uccellino. Qui, infatti, possiamo osservare una frattura alquanto estesa e ramificata. Ciononostante, l'esemplare in mio possesso può comunque ritenersi "fortunato" (probabilmente è stato uno dei primi ad essere coniato), in quanto spesso e volentieri tale frattura è accompagnata da un esubero di metallo che, a mio avviso, va a rovinare un po' l'estetica del rovescio. Volendo ci sarebbe ancora altro da aggiungere ma, almeno per il momento, non vorrei tediarvi ulteriormente. Perciò, bando alle ciance ed ecco a voi la tanto attesa new entry!
  15. Sapreste per favore classificarmi queste tre mezzi Carlini di Filippo II? In uno si vedono delle sigle ma non sono pratico di queste legende e non riesco a capire che lettere siano. Grazie F.
  16. Salve a tutti, riconosco di essere altamente ripetitivo e a dir poco scocciante ultimamente, ma i vostri consigli sono di importanza incalcolabile, perchè stavolta, differentemente da molte altre, credo di aver compiuto una discreta pescata: Cosa ne pensate di questo bel tornese? Sarà pur tosata con legenda parzialmente illeggibile (come del resto è di normale amministrazione per la tipologia), ma subito mi ha colpito l'integrità e la centratura ottima del busto. Purtroppo è stato amore a prima vista... Ho bisogno di vostri spassionati consigli (mio malgrado anche per il prezzo) ma credo che questa sia davvero la volta buona, voi che ne dite? Rinnovando i miei più profondi ringraziamenti, vi saluto augurandovi anche delle serene feste oramai imminenti :good:.
  17. Un saluto a tutti. Come sapete ho iniziato ad appassionarmi alle zecche del Meridione. Ho acquisto il Mir Napoli, Sicilia, e Zecche minori del meridione. Oltre anche ad altri testi. Vorrei acquistare un gigliato di Roberto D'angiò. La variante più comune ma in alta conservazione. Questo nominale dallo SPL in su su che cifre si aggira?
  18. Cari Amici, finalmente dopo quasi 10 anni di studi e di approfondimenti, ho il piacere di annunciare la pubblicazione del libro dello studioso numismatico Catalano, Jordi Vall-llosera i Tarres @@jordinumis : LA MONEDA DEL REGNE DE NÀPOLS SOTA SOBIRANIA DE LA CORONA CATALANOARAGONESA 1421-1423/1436-1516 I DE LA NOVA DINASTIA TRONCAL NAPOLITANA 1458-1501 Il volume si presenta veramente molto importante, in grande formato, con 460 pagine, 310 di testo corredato da splendide immagini esplicative, piu' 150 pagine di catalogo con immagini e discrizione minuziosa ti centinaia di monete. Moltissimi gli esemplari inediti presentati, un vero "must" per quest'opera che diventera' in pochissimo tempo, la migliore mai pubblicata sulla Numismatica dell'Italia Meridionale continentale nel periodo Catalano - Aragonese. Tanto che l'illustre Numismatico Crusafont ha scritto lui stesso la prefazione, complimentandosi con l'autore che ha dedicato molti anni della propria vita allo studio sistematico di tutte le monete Catalane, con particolare riferimento al Regno di Napoli. Da parte mia faccio i migliori auguri all'amico Jordi e spero che il suo immenso lavoro, unito a quello modesto degli amici come me, che hanno contributo nella stesura dell'opera, verra' apprezzato dai lettori , siano essi Numismatici, Accademici, o semplicemente curiosi che vogliono avvicinarsi allo studio della Storia e della Numismatica Medievale. Gia' si annuncia per l'irrefrenabile autore una nuova sfida .... estendere l'opera anche al Regno di Sicilia :P, in bocca al lupo caro Jordi, un abbraccio e complimenti ... AUGURI ... MAESTRO :P PS l'opera e' disponibile presso http://www.medievalnumismatic.com/oppure contattando direttamente l'autore per email: [email protected] PORTADA.pdf
  19. Per il momento vi posto questa "foto" di questa mezza piastra 1747 non ancora in mia mano. Conservazione bassa (dichiarata MB) ma credo abbastanza rara,ne ho viste pochissime nei passaggi d'asta. Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni,grazie a tutti. F,
  20. Ieri mattina al Convegno di Roma mi sono trovato letteralmente intrigato nei boccoli di Gioacchino Murat (chissà che parrucchiere usava!) e non ho resistito! Artefici anche la disponibilità di un proficuo scambio con uno dei pochi operatori presenti con i doppioni che avevo di diverse monetine medioevali che mi ero portato dietro. Lascio a voi i commenti, poi farò la mia solita analisi.
  21. Salve a tutti, E' tanto che non faccio un post sul forum, mi dedico a leggere perlopiù, visto che ho più da imparare che da insegnare. Con questo spirito apro questo post, proprio perchè ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a capirne di più. Finito il prologo partiamo con la medaglia di oggi, che come da titolo è una medaglia Premio, battuta durante il periodo di dominazione Murattiana. Come molti sanno grazie agli studi presentati in merito esistono dei riconi parigini postumi di sudetta medaglia: - Una delle grosse difformità sussiste nel fatto che la medaglia originale presenta degli esuberi di metallo dovuti a rotture del conio, mentre i riconi non presentano questa caratteristica; - Differenze nella decorazione e nello stile del tripode; Arrivati a questo punto dobbiamo convenire che l'esemplare presentato sia più vicino alla corrente Napoletana che a quella Parigina, ma, c'è sicuramente un ma, forse tanti tra di voi (come sto facendo io) staranno pensando "ehi, ma questa medaglia non mi sembra coniata, mi sembra pressofusa! ?" ...l'esemplare presenta una diffusa porosità e dei dettagli per certi versi troppo grossolani, ma anche le medaglie fuse (allego tre immagini) non presentano gli esuberi di metallo, allora, se non è un riconio parigino, non è un originale, non è una presso-fusione di quelle note, cos'è? Il peso è di circa 34-35 grammi. Come avrete notato mi sono documentato un pochettino, e mi farebbe tanto piacere sentire dei pareri articolati e non dei giudizi sommari, sarebbe bello addure qualche giustificazione alle proprie tesi in modo da imparare qualcosa di nuovo e classificare questa medaglia in modo quanto più possibile scientifico. Grazie per essere arrivati sin qui e buona domenica a tutti
  22. CARATTERISTICHE PRINCIPALI Peso: Diametro: Metallo Presunto:argento Potreste identificarmi questa moneta? Ho cercato qualcosa su internet e dovrebbe essere fatta in oro ma il mio esemplare non è così
  23. Carissimi vi presento il nuovo entrato 8 Tornesi 1797 SICL non è in alta conservazione questo è sicuro ma con queste monete dal conio "strano" sono sempre indeciso sulla giusta valutazione quindi chiedo il vostro aiuto. Per me un MB/BB per il dritto/retro nell'insieme starei sul MB+ o qBB dipende se secondo voi la testa del Re è liscia per l'usura o per via del conio. Nel C ,contorno, è appena visibile la treccia in rilievo. PS: SICL e Punto grosso dopo. G.13,14 MM 32,0 Grazie F
  24. Buongiorno a tutti amici lamonetiani e buona domenica! Quest'oggi vorrei condividere con voi la gioia del mio ultimo acquisto. Come da titolo, si tratta di un 2 lire del 1813 di Murat. Personalmente, tra tutte le monete del buon Gioacchino, questa è una di quelle che apprezzo meno come eleganza del ritratto. Secondo il mio modesto gusto estetico, ad esempio, il 12 carlini, il 5 lire e i grana (2 e 3) sono molto più affascinanti. Tuttavia, come l'ho vista ieri al convegno di Modena, me ne sono immediatamente innamorato! E sapete meglio di me che quando si ha il cosiddetto "colpo di fulmine", non c'è santo che tenga Ecco, quindi, la mia prima moneta del 2020! Ovviamente attendo vostri pareri/opinioni in merito. Mi scuso fin da subito per la qualità non eccezionale delle foto...
  25. Volevo mostrarvi questo esemplare di Tari 1701 e leggere le vostre osservazioni , visto che ho deciso di scendere un pò con gli anni (1600/1700) con alcune monetazioni. Se tutto va bene tra qualche giorno sara nelle mie mani. Grazie Fabio
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