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L. Licinio Lucullo

Denario di Labieno, 'il Partico'

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L. Licinio Lucullo

Emissione rarissima ed affascinante, con un ritratto di grande impatto iconografico.

Labieno, uomo feroce ma generale eccezionale, fu l'unico artefice della campagna gallica ad abbandonare Cesare; divenne, da uomo di fiducia di Cesare (che gli lasciava la massima libertà d'azione), suo acerrimo nemico. Le sue motivazioni restano parzialmente ignote, ma Cesare lo trattò con il massimo rispetto (inviandogli fra l'altro il suo bagaglio militare, dopo che lo aveva abbandonato).

Bruto e Cassio avevano inviato Labieno di Partia a cercare il sostegno del re Orode II, ma nel 42, saputo della sconfitta di Filippi, si trovò in un vicolo cieco. Incoraggiò allora Orode II ad invadere la Siria, condividendo il comando con il figlio del re, Pacoro I. L'invasione iniziò probabilmente agli inizî del 40, quando Antonio era preso dalla sconfitta di suo fratello Lucio nella guerra di Perugia ed aveva decise di tornare in occidente per incontrare Ottaviano. Molte città e legioni disertarono allora per Labieno, che si presentava come la brace ultima della causa repubblicana. Inizialmente sconfitti dal governatore Antonio Lucio Decidio Saxa, divisero le forze: Labieno invase l'Asia Minore, Pacoro la Palestina e la Fenicia. Nel 39 Antonio inviò allora il luogotenente Ventidio, che catturò e giustiziò Labieno alle porte della Cilicia e ricacciò e inseguì Pacoro oltre l'Eufrate.

Questo denario reca al D/ il cognomen Parthicus, adottato da Labieno per il successo nel guadagnare l'aiuto dei Parti per la difesa della Repubblica. Il R/ rappresenta il contingente di cavalleria della forza d'invasione, forte di 20.000 unità. Si può quindi vedere questo denario come una fusione di due culture, romana al D/ e partica al R/. Le contraddizioni del personaggio si riflettono in quel cognomen, che lo designa di fatto come "collaboratore istituzionale" del popolo che fu il più acerrimo nemico di Roma.

Modificato da L. Licinio Lucullo

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