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Lemonetiere1

Hyduntum , Garrucci

Risposte migliori

Lemonetiere1

Nel Garrucci alla tavola XCVII , al numero 4 e 5 sono segnale 2 monetine attribuite ad Hydruntum , l'odierna Otranto ..

Le iniziali sulle due monete sono YDR e YR .

Vorrei chiedere :

1) Esistono esmplari meglio visibili o passaggi d'asta , visto il disegno un po' sbiadito del Garrucci ?

2) Sono davvero state battute ad Otranto ?

Grazie Lem

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corzanopietro

caro amico

se ahi il Garrucci vedi anche tu cio che vedo io, ci sono due monete e la chiacchierata

storica e sulle monete e dove sono .

se non hai il Garrucci dimmelo che ti mando le scansioni.

per il resto della tua domanda personalmente so quello che scrive il Garrucci.

salvo andar a vedere dei data base per la città di HYDRUNTUM

ciao

pietro

Modificato da corzanopietro

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gpittini
Supporter

DE GREGE EPICURI

Ho spostato la discussione in questa sezione perchè mi pare più adatta.

Non è un settore in cui sono molto competente, ma nel volume di Catalli (Monete dell'Italia Antica) non ho trovato traccia di questa zecca. Ma, anzitutto, Hyduntum o Hydruntum ? Fra le zecche conosciute, mi ha fatto pensare (per le prime lettere) a HYRIUM, etnico in greco sulle monete: YRIATINON.

Modificato da gpittini

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Τaras

In realtà pare che Hydruntum non abbia mai battuto moneta.

Secondo Rutter i due esemplari riportati dal Garrucci sono probabilmente errate interpretazioni di monete coniate a Dyrrhachium in Illiria.

Per altri potrebbe trattarsi di coniazioni di Rubi in Apulia.

Ciao

Nico

Modificato da Τaras

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Agostino

Bha ! Se sono di Dyrrhachiium saranno considerate anche nei testi d'oltremare ?

E come si giustifica l'Etnico ?

Anche io sarei curioso di vedere esemplari non disegnati .

Modificato da Agostino

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corzanopietro

per alimentare i dubbi?

oltre al Garrucci c'è il Sambon che ha scritto di HYDRUNTUM/Dyrrachium.

a pag. 105 del Sambon: Recherches sur LES ANCIENNES MONNAIES de l'Italie Mèeridionale

ho trovato questa paginetta scritta in francese (che ricordo vagamente come lingua, ma, mi par di

capire che cita il Carelli e della moneta di Hydruntum e di Dyrrachium).

post-32362-0-32556600-1368073369_thumb.j

ora prendo l'altro libro del Sambon e se trovo riferimenti li mando se nel frattempo chi comprende bene il francese mi può dare cortesemente una risposta

ciao

Pietro

Modificato da corzanopietro

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corzanopietro

tanto per completare

allego scansioni del Garrucci sul tema HYDRUNTUM/Dyrrachium

post-32362-0-50572300-1368078066_thumb.j

aggiungo anche i disegni delle due monete

alla tav XCVII

post-32362-0-91413200-1368078108_thumb.j

passo pagina per allegare altro

Pietro

Modificato da corzanopietro

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corzanopietro

aggiungo la seconda parte relativa alla città di Hydruntum/Dyrrachium

post-32362-0-17966400-1368078282_thumb.j

passo alla terza parte con un'altra pagina

Pietro

Modificato da corzanopietro

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corzanopietro

ecco la terza parte relativa alla città di Hydruntum /Dyrrachium

post-32362-0-11019600-1368078384_thumb.j

ho cercato notizie sulle monete e sulla città e i risultati sono stati scarsissimi

ho anche il Catalli, MONETE DELL'ITALIA ANTICA , Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1995, ma,

anche lui non ne parla.

attendo con curiosità notizie di altri su queste benedette monete Hydruntum o Dyrrachium

ciao

Pietro

Modificato da corzanopietro

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g.aulisio

Mi pare che la questione sia piuttosto annosa, e che si trascini già da qualche secolo.

Per una storia degli studi (e relative ipotesi) rimando alle pagina 153 e 154 di questo testo disponibile* in linea

http://issuu.com/gal-vdc/docs/i-messapi

In ogni caso parliamo di monete quasi fantasma...

Per concretizzare qualcosa tocca andare dall'altra parte dell'Adriatico:

post-3247-0-64537400-1368089817_thumb.jp

L'immagine, la cui qualità é quella che é, é tratta da un vecchio articolo di Zdenka Dukat e Ivan Mirnik, Pre-Roman Coinage on the territory of modern Yugoslavia, pubblicato dall'Institute of Archaeology di Londra nel 1976

La monetina (circa 13 mm per 1,83 grammi) viene attribuita dubitativamente a Dyrrhachion, e l'emissione assegnata ad un re Mytilos (270 a.C. circa).

Appartiene alle collezioni del Museo di Zagabria (n. 2809 di inventario) ed é stata rinvenuta a Stari Grad (Hvar).

@@acraf , che é ammanicato da quelle parti, potrebbe forse rimediare una foto migliore ;) .

Per saperne di più bisognerebbe procurarsi un vecchio testo albanese, di cui esiste una traduzione ridotta francese, che contiene tra l'altro il catalogo delle emissioni di Dyrrhachion, ma che purtroppo non posseggo:

Hassan Ceka, Questions de numismatiques illyrienne, Université d'Etat de Tirana, Institut d'histoire, Tirana 1972.

*) Ho verificato che il testo, pur essendo molto recente, é effettivamente open, non vi é dunque violazione di copyright.

Modificato da g.aulisio
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corzanopietro

Mi pare che la questione sia piuttosto annosa, e che si trascini già da qualche secolo.

Per una storia degli studi (e relative ipotesi) rimando alle pagina 153 e 154 di questo testo disponibile in linea

http://issuu.com/gal-vdc/docs/i-messapi

In ogni caso parliamo di monete quasi fantasma...

Per concretizzare qualcosa tocca andare dall'altra parte dell'Adriatico:

attachicon.gif2.jpg

L'immagine, la cui qualità é quella che é, é tratta da un vecchio articolo di Zdenka Dukat e Ivan Mirnik, Pre-Roman Coinage on the territory of modern Yugoslavia, pubblicato dall'Institute of Archaeology di Londra nel 1976

La monetina (circa 13 mm per 1,83 grammi) viene attribuita dubitativamente a Dyrrhachion, e l'emissione assegnata ad un re Mytilos (270 a.C. circa).

Appartiene alle collezioni del Museo di Zagabria (n. 2809 di inventario) ed é stata rinvenuta a Stari Grad (Hvar).

@@acraf , che é ammanicato da quelle parti, potrebbe forse rimediare una foto migliore ;) .

Per saperne di più bisognerebbe procurarsi un vecchio testo albanese, di cui esiste una traduzione ridotta francese, che contiene tra l'altro il catalogo delle emissioni di Dyrrhachion, ma che purtroppo non posseggo:

Hassan Ceka, Questions de numismatiques illyrienne, Université d'Etat de Tirana, Institut d'histoire, Tirana 1972.

caro Aulisio

ti ringrazio per l'interessamento

ho capito che la moneta nulla ha a vedere con Hydruntum ed è nel dubbio per Dyrrhachion.

se vedo Alberto domani a Verona chiedo.

alla prossima

ciao

Pietro

Modificato da corzanopietro

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acraf

In effetti sono nei paraggi di Verona e domani dovrei esserci.

Non sono poi così ammanicato con i croati e non ho ancora alcuna decente immagine del supposto bronzo di Hydruntum.

In ogni caso esiste un equivoco di fondo, nato dalla lettura YDP al posto del più corretto DYP.

Poi sembra che queste monete si trovino più sulla costa albanese-dalmata che su quella salentina, anche se non si può escludere che qualche sporadico esemplare possa essere stato trovato in Messapia, considerando i frequenti scambi commerciali tra le due sponde dell'adriatico.

Ormai, come sostenuto dal prof. Siciliano, questa emissione dovrebbe essere attribuita a Dyrrachium.

Volendo cercare il pelo nell'uovo, esiste una vaghissima ipotesi, proposta da un amico, che vede una connessione tra DYP con l'antica Dyria (attuale Monopoli, in provincia di Bari e 150 km sopra Otranto).

Naturalmente la questione può essere risolta solo con adeguati ritrovamenti locali, ma allo stato attuale sembra più verosimile che l'emissione appartenga appunto a Dyrrachium (attuale Durazzo, in Albania).

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Τaras

Buonasera a tutti.

Prima di tutto, anche per rispondere alle perplessità di Agostino (risposta #5), voglio citare le parole di Attilio Stazio, tratte dagli atti del convegno "Metropoli e colonie di Magna Grecia" (Taranto 1963):

Stazio-MetropolieColonie_zps68ed7683.jpg

Oggi per fortuna le nostre conoscenze sono molto maggiori rispetto agli anni in cui scriveva Stazio, anche grazie ai Convegni Nazionali di Numismatica organizzati negli ultimi anni dal circolo Numismatico Pugliese, e pubblicati nella collana EOS.

In effetti la presenza di monete greche provenienti dall'altra sponda del Mare Adriatico ha spesso portato gli studiosi del passato ad assegnare alla Puglia zecche inesistenti.

Inoltre è stupefacente osservare come l'atteggiamento acritico dei numismatici del passato verso gli studi di chi li aveva preceduti ha determinato il propagarsi attraverso i secoli di alcuni errori di attribuzione... un po' come sta accadendo oggigiorno in rete, per cui ritroviamo, nelle referenze citate da alcuni cataloghi d'asta online, gli stessi errori ripetuti all'infinito, grazie alla pratica del copia/incolla selvaggio. :D

Tra ieri e oggi ho fatto una breve ricerca bibliografica sulla questione "Monete a legenda YDP", per chiarirmi le idee. Riporto qui ciò che ho scoperto, per chi fosse interessato.

Non conoscevo il lavoro di Calsio, e ringrazio molto g.aulisio per averlo condiviso.

Molto ammirevole da parte dell'autore pubblicare online gratuitamente il suo lavoro.

Devo tuttavia rilevare che nel paragrafo alle pagine 153-154 vi sono alcune omissioni, ed almeno due grossolane imprecisioni. Infatti non è corretto dire, come fa Calsio, che "Il Garrucci afferma che le monete ad epigrafe YDP appartengono alla zecca di Dyrrachium". Al contrario, il Garrucci afferma (come a sottolineare che le monete con legenda YDP furono coniate proprio a Hydruntum), che furono coniate a Dyrrachium solo le monete (coi simili tipi di Herakles/arco, clava e faretra) che riportano la legenda DY, attribuendo poi a Leucas gli stessi tipi con legenda LE.

Basta leggere con attenzione la scansione postata da corzanopietro alla risposta #7 per rendersene conto.

La seconda imprecisione, che quasi fa dubitare che l'autore abbia davvero consultato tutti i testi da lui citati, riguarda Millingen, di cui scriverò più avanti.

Ma andiamo con ordine.

Goltzius

Goltzius nel 1708 fu in effetti il primo a scrivere di una moneta coniata a Hydruntum, molto diversa da quelle che troveremo più di un secolo dopo sulle tavole del Garrucci.

La moneta è descritta con legenda YDPONTINON, e i tipi Testa di Nettuno / Tridente circondato da delfini.

http://books.google.it/books?id=MlchAQAAMAAJ&printsec=frontcover#v=onepage&q&f=false

Goltzius-Derenummaria_zps53e871c1.jpg

Neumann

Come riportato da Calsio, nel 1783 Neumann scrisse di possedere una moneta uguale a quella descritta da Goltzius ("Numus meus idem, quem Goltzius produxit"), ma la legenda è un po' logora ("Sed epigraphe in meo detrita").

http://books.google.it/books?id=a1FGgyCJf1wC&printsec=frontcover#v=onepage&q&f=false

Neumann-Populorumet_zpsa560d672.jpg

Eckhel

Nove anni dopo il viennese Eckhel si mostra scettico sulla esistenza del tipo in questione, affermando che né lui, né altri hanno mai visto una moneta come quella descritta da Goltzius. Ribadisce che l'esemplare di Neumann (appartenuta in precedenza a Pellerinius http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Pellerin) ha la legenda illegibile, cancellata ("extritam").

http://books.google.it/books?id=-GcMAAAAYAAJ&printsec=frontcover#v=onepage&q&f=false

Eckhel-doctrinanumorumveterum_zps68a2546

Tuttavia lo scetticismo di Eckhel sulla soglia del nuovo secolo non basterà a fermare il copia/incolla d'altri tempi che ormai è inesorabilmente iniziato.

Sestini

Nel 1797 il Sestini cita Hydruntum tra le zecche della Calabria Greca.

http://books.google.it/books?id=cL5MAAAAcAAJ&printsec=frontcover#v=onepage&q&f=false

Sestini_zps10441d8c.jpg

E così anche nel nascente diciannovesimo secolo Hydruntum sarà annoverata tra le zecche della Calabria greca innumerevoli volte.

Avellino e Mionnet

Nel 1808 tocca a Francesco Maria Avellino.

http://books.google.it/books?id=j25RAAAAcAAJ&printsec=frontcover#v=onepage&q&f=false

FrancescoMariaAvellino_zpsade26914.jpg

L'Avellino sarà anche il primo autore ad aggiungere nuovi tipi alla fantomatica zecca di Hydruntum.

Fino a questo punto infatti le monete attribuite a Hydruntum sono descritte sempre con legenda non abbreviata, e con i tipi Nettuno/Tridente.

La prima fonte che sono riuscito a trovare in cui compaiono i tipi oggetto di questa discussione (quelli dalle tavola XCVII del Garrucci) è un lavoro del Mionnet del 1819, in cui viene descritto il tipo Herakles/clava arco e faretra. Mionnet cita come referenza il supplemento all'Italia Veteris Numismatae scritto 5 anni prima fa Francesco M. Avellino, nel 1814.

http://books.google.it/books?id=ZGMCAAAAYAAJ&printsec=frontcover#v=onepage&q&f=false

http://books.google.it/books?id=TnqDPgAACAAJ&dq=bibliogroup:%22Giornale+numismmatico%22&hl=en&sa=X&ei=tgyMUZyxAZPc4QSJmIDoDg&ved=0CDEQ6AEwAA

MionnetcitaAvellino_zps0ed2d7a5.jpg

Millingen

Nel 1841 J. Millingen esprimerà, quasi inascoltato, le sue perplessità sull'esistenza di una zecca di Hydruntum.

Calsio scrive che "Millingen dichiarò di non aver mai visto alcun pezzo con la legenda YDR, ma soltanto DYP, iniziali di Dyrrachium.". In realtà nel testo citato da Calsio non vi è alcun riferimento né a legenda DYP, né a Dyrrachium. Piuttosto Millingen parla di legenda NDPO, riferendosi alla monetazione di Alessandro il Grande.

http://books.google.it/books?id=dGdRAAAAcAAJ&printsec=frontcover#v=onepage&q&f=false

Millingen_zpse0199492.jpg

continua.....

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Τaras

...

Carelli

Andando avanti nel nostro viaggio bibliografico, incontriamo il Carelli che nel 1850 probabilmente è il primo ad introdurre il nuovo tipo con la conchiglia al dritto ( ho dedotto questo dalle citazioni di altri autori, ma non posseggo il testo, quindi non ho potuto verificare l'informazione).

Riccio

Solo due anni dopo, nel 1852, Gennaro Riccio (Repertorio ossia descrizione e tassa delle monete di città antiche) introduce un quarto tipo, con testa di Apollo laureata al dritto, e una ulteriore variante del tipo con Herakles. Ormai è un proliferare incontrollato di fantasiose emissioni.

http://books.google.it/books?id=HK4OAAAAQAAJ&printsec=frontcover#v=onepage&q&f=false

Repertorio_zpsebe1e424.jpg

Sambon

Undici anni dopo viene pubblicato il testo di Sambon del 1863, già scansito e postato da corzanopietro alla risposta #6 di questa discussione. Leggendolo ci rendiamo conto che curiosamente Sambon attribuisce (erroneamente) al Millingen esattamente le stesse considerazioni riportate da Calsio, che probabilmente le ha riportate tali e quali senza verificare la attendibilità della fonte.

Asta Parigi

L'anno successivo vediamo comparire una moneta di Hydruntum addirittura su un catalogo d'asta parigino.

http://books.google.it/books?id=QkoGAAAAQAAJ&printsec=frontcover#v=onepage&q&f=false

astaParigi_zps0e829d87.jpg

Garrucci

In seguito arriverà il Garrucci, di cui abbiamo già discusso all'inizio di questo post e di cui corzanopietro ha già pazientemente postato il testo in questa discussione.

Anson

Il copia/incolla degli studiosi attraversa un altro secolo, e nel 1911 L. Anson, nel secondo volume del suo monumentale (ma, a mio parere, poco utile) Numismata Graeca, riscalda la solita minestra dei tipi di Herakles e della conchiglia.

Anson_zpsb36e64ed.jpg

...e la lista potrebbe andare avanti a lungo.

Davvero sbalorditivo pensare che per secoli fior di numismatici abbiano scritto di una zecca mai esistita.

Rutter

In seguito studiosi come Rutter e Aldo Siciliano sgombreranno il campo da fantasie e ambiguità, chiarendo che Hydruntum non ha mai coniato moneta.

Cito Rutter a pag 89 del suo Historia Numorum Italy (2001):

"Hydruntum: Rre bronze coins with Herakles, rev. Bow and club attributed to this mint (e.g. by Ratto 25 January 1926, 358), have been shown to be misread coins of Dyrrachium".

Ambrosoli ???

Chiudo con una ultima curiosità.

Solone Ambrosoli nel 1908, compilando il catalogo della collezione numismatica del Museo Provinciale di Catanzaro, riportò al numero 21 e 22 la presenza di due monete di "Hydruntum ?", col punto interrogativo.

Se non abitassi molto lontano, sarei proprio curioso di fare un giretto al Medagliere del Museo di Catanzaro!

http://books.google.it/books?id=PE1RQwAACAAJ

ambrosolicatanzaro_zpsa80074a0.jpg

Ciao :)

Nico

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corzanopietro

...

Carelli

Andando avanti nel nostro viaggio bibliografico, incontriamo il Carelli che nel 1850 probabilmente è il primo ad introdurre il nuovo tipo con la conchiglia al dritto ( ho dedotto questo dalle citazioni di altri autori, ma non posseggo il testo, quindi non ho potuto verificare l'informazione).

Riccio

Solo due anni dopo, nel 1852, Gennaro Riccio (Repertorio ossia descrizione e tassa delle monete di città antiche) introduce un quarto tipo, con testa di Apollo laureata al dritto, e una ulteriore variante del tipo con Herakles. Ormai è un proliferare incontrollato di fantasiose emissioni.

http://books.google.it/books?id=HK4OAAAAQAAJ&printsec=frontcover#v=onepage&q&f=false

Repertorio_zpsebe1e424.jpg

Sambon

Undici anni dopo viene pubblicato il testo di Sambon del 1863, già scansito e postato da corzanopietro alla risposta #6 di questa discussione. Leggendolo ci rendiamo conto che curiosamente Sambon attribuisce (erroneamente) al Millingen esattamente le stesse considerazioni riportate da Calsio, che probabilmente le ha riportate tali e quali senza verificare la attendibilità della fonte.

Asta Parigi

L'anno successivo vediamo comparire una moneta di Hydruntum addirittura su un catalogo d'asta parigino.

http://books.google.it/books?id=QkoGAAAAQAAJ&printsec=frontcover#v=onepage&q&f=false

astaParigi_zps0e829d87.jpg

Garrucci

In seguito arriverà il Garrucci, di cui abbiamo già discusso all'inizio di questo post e di cui corzanopietro ha già pazientemente postato il testo in questa discussione.

Anson

Il copia/incolla degli studiosi attraversa un altro secolo, e nel 1911 L. Anson, nel secondo volume del suo monumentale (ma, a mio parere, poco utile) Numismata Graeca, riscalda la solita minestra dei tipi di Herakles e della conchiglia.

Anson_zpsb36e64ed.jpg

...e la lista potrebbe andare avanti a lungo.

Davvero sbalorditivo pensare che per secoli fior di numismatici abbiano scritto di una zecca mai esistita.

Rutter

In seguito studiosi come Rutter e Aldo Siciliano sgombreranno il campo da fantasie e ambiguità, chiarendo che Hydruntum non ha mai coniato moneta.

Cito Rutter a pag 89 del suo Historia Numorum Italy (2001):

"Hydruntum: Rre bronze coins with Herakles, rev. Bow and club attributed to this mint (e.g. by Ratto 25 January 1926, 358), have been shown to be misread coins of Dyrrachium".

Ambrosoli ???

Chiudo con una ultima curiosità.

Solone Ambrosoli nel 1908, compilando il catalogo della collezione numismatica del Museo Provinciale di Catanzaro, riportò al numero 21 e 22 la presenza di due monete di "Hydruntum ?", col punto interrogativo.

Se non abitassi molto lontano, sarei proprio curioso di fare un giretto al Medagliere del Museo di Catanzaro!

http://books.google.it/books?id=PE1RQwAACAAJ

ambrosolicatanzaro_zpsa80074a0.jpg

Ciao :)

Nico

caro Nico

ho sempre pensato e sono certo che "IL SAPERE AIUTA". anche, il fai da te, frutto di

lunghe e appassionate ricerche.

nella ricerca ho fatto fede ai libri specifici e altre fonti che ho e sò che non bastano mai.

sono anche convinto che posso iniziare una ricerca storica correndo il rischio d'entravi da ignorante ed uscirne con la confusione in testa, e corro sempre il rischio di soffermarti su fantasie o imprecisioni storiche .

Complimenti per quanto hai minuziosamente pazientemente e con grande competenza e cultura descritto; meriti un sincero plauso e riconoscimento.

ciao

Pietro

PS: quanto ta te postato lo copio nel mio archivio ove ho le notizie storico/numismatiche di ogni città che ha monetato nel periodo di riferimento.

Modificato da corzanopietro

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Vincenzo

Complimenti vivissimi a Taras, che ha denotato un enorme interesse bibliografico.

Un'unica precisazione, Carelli non può aver scritto nel 1850, perchè era deceduto 12 anni prima.

L'edizione del volume "...tabulas CCII..." va attribuita a Cavedoni che riprese alcuni appunti del Carelli e aggiunse sue proprie osservazioni.

Quanto alla zecca, difficilmente può essere attribuita a una città pugliese.

Modificato da Vincenzo

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Lemonetiere1

Ringrazio tutto il popolo Lamonetano per l'interesse ed il prezioso contributo culturale

:)

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TARAS

Grazie a tutti per l'incoraggiamento, e soprattutto a Vincenzo per l'importante precisazione.

E' molto bello sentirsi parte di una comunità come questa, in cui tutti possiamo condividere conoscenza in modo sereno e collaborativo. Da quando frequento questo forum sto imparando moltissimo sulla numismatica, sia nel metodo che nei contenuti.

Sogno che un giorno possa diventare questa la modalità di fare cultura, in qualsiasi campo ed ovunque, anche ai livelli accademici, dove spesso le invidie e una competizione sfrenata impediscono il libero scambio di informazioni.

P.S. Se esistesse un link per scaricare una copia in pdf del Carelli sarei grato di riceverlo, pur essendo una pubblicazione i cui diritti dovrebbero essere scaduti, non sono riuscito a trovarne una copia online.

P.P.S. Finalmente posso di nuovo usare il mio solito account. Oggi ho ricevuto da @@Rapax, che ringrazio moltissimo, i dati per recuperarlo. :)

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acraf

Mi levo il cappello davanti a Taras per l'esegesi delle fonti bibliografiche che hanno generato la nota confusione sulla zecca di Hydruntum.

Considero una grave lacuna l'assenza in rete di una versione pdf o online del volume del Carelli (nella versione aggiornata del Cavedoni).

Posso solo dire di avere visto e talvolta consultato questo volume, nella biblioteca germanica, dove però è in magazzino e quindi deve essere ogni volta prenotato per la consultazione.

Si tratta di un volume di dimensioni molto grandi e quindi non facilmente scansionabile.

Se qualcuno possiede il Carelli (molto difficilmente reperibile sul mercato antiquario e di notevole valore commerciale), farebbe una cosa molto utile sottoporlo a una completa scansione e renderlo fruibile.

Sembra che in un sito si possa averlo dietro pagamento di 0,20 centesimi a pagina:

http://www.books2ebooks.eu/odm/orderformular.do?formular_id=113&sys_id=002574988

non mi ricordo, ma dovrebbero essere 120 pagine di testo in latino e 202 tavole di disegni.... e quindi dovrebbe essere alla fine una cifra intorno a 65 euro...

Se qualcuno ha una idea migliore?

Modificato da acraf

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TARAS

dovrebbero essere 120 pagine di testo in latino e 202 tavole di disegni.... e quindi dovrebbe essere alla fine una cifra intorno a 65 euro...

Se qualcuno ha una idea migliore?

Basterebbe fare una colletta tra una decina di lamonetiani, con poco più di 5 euro a testa potremmo farcela.

Forse dovremmo aprire una discussione in qualche altra sezione per proporre la questione?

....

Nel frattempo, tornando all'oggetto della discussione, mi sono chiesto quali potessero essere le monete fraintese in passato, dando per scontato che gli studiosi da me citati fossero in buona fede e che non avessero inventato di sana pianta l'esistenza di esse.

Per gioco, ho provato a fare delle ipotesi, puramente fantasiose, senza alcuna pretesa di obiettività.

Ad esempio, Goltzius descrisse una moneta di bronzo con legenda YDPONTINON, e i tipi Testa di Nettuno / Tridente circondato da delfini.

Possiamo immaginare che si fosse trovato tra le mani una di queste monete, magari con legenda corrosa e difficilmente leggibile, e che ciò lo abbia indotto a ipotizzare la provenienza da Hydruntum?

http://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=199404

89000794.jpg

http://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=135575

2030036.jpg

http://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=175141

86000037.jpg

http://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=52779

670298.jpg

http://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=35819

630123.jpg

Per ciò che riguarda il tipo con Herakles, questa è l'unico esemplare che sono riuscito a trovare in rete relativamente alla zecca di Dyrrachium:

http://www.deamoneta.com/auctions/view/133/87

DyrrhachiumAE12mmArtemide21e-87_zps207f8

Come suggestione, ecco altre monete da cui, in caso di legenda molto corrosa, si sarebbe potuto fraintendere qualcosa come YDP:

http://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=75447

710529.jpg

http://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=185847

2540104.jpg

Infine, riguardo il tipo con la conchiglia, credo che non esista niente del genere, ma ho trovato sul SNG UK IX una monetina attribuita ad Arse-Saguntum, il cui stato di conservazione potrebbe, con un po' di fantasia, far scambiare il delfino e la linea di esergo al rovescio per un arco e una faretra. Probabilmente il desiderio degli autori di dare completezza e novità ai loro corpus ha fatto il resto.

http://www.s110120695.websitehome.co.uk/PHP/SNG_PHP/04_03_Reply.php?Series=SNGuk&AccessionNo=0902_1111

0902_1111.jpg

Ciao :)

Nico

Modificato da TARAS

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acraf

L'idea della colletta per scaricare e rendere disponibile il carelli mi sembra interessante.

Forse sarebbe meglio fare interessare lo staff del forum, visto che sarebbe una politica di rendere fruibili vecchi testi non ancora disponibili in rete e ci potrebbero essere altri testi da scaricare.

Purtroppo quando una moneta è sconservata e con solo tracce di lettere, la fantasia può galoppare e sicuramente ai vecchi tempi, di molto antecedenti l'avvento dell'internet e di moderne sylloges, era facile "inventare" qualche attribuzione.

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Vincenzo

Innanzitutto chiariamo che il volume è questo:

CAVEDONI C., Francisci Carelli Numorum Italiae Veteris Tabulas CCII edit Caelestinus Cavedonius, Lipsia 1850.

E non questo:

CARELLI F., Equitis Francisci Carelii Nummorum Veterum Italiae quos ipse collegit, et ordine geographico disposuit descriptio, Napoli 1812.

Sono d'accordo con la colletta con quote da 5 euro, che consegnerò personalmente al buon Alberto quando ci vedremo a Roma ai primi di giugno.

Siamo in 3, finora:
Taras, Acraf, Vincenzo.


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TARAS

Considero una grave lacuna l'assenza in rete di una versione pdf o online del volume del Carelli (nella versione aggiornata del Cavedoni).

Posso solo dire di avere visto e talvolta consultato questo volume, nella biblioteca germanica, dove però è in magazzino e quindi deve essere ogni volta prenotato per la consultazione.

Si tratta di un volume di dimensioni molto grandi e quindi non facilmente scansionabile.

Se qualcuno possiede il Carelli (molto difficilmente reperibile sul mercato antiquario e di notevole valore commerciale), farebbe una cosa molto utile sottoporlo a una completa scansione e renderlo fruibile.

Sembra che in un sito si possa averlo dietro pagamento di 0,20 centesimi a pagina:

http://www.books2ebooks.eu/odm/orderformular.do?formular_id=113&sys_id=002574988

non mi ricordo, ma dovrebbero essere 120 pagine di testo in latino e 202 tavole di disegni.... e quindi dovrebbe essere alla fine una cifra intorno a 65 euro...

Se qualcuno ha una idea migliore?

Basterebbe fare una colletta tra una decina di lamonetiani, con poco più di 5 euro a testa potremmo farcela.

L'idea della colletta per scaricare e rendere disponibile il carelli mi sembra interessante.

Forse sarebbe meglio fare interessare lo staff del forum, visto che sarebbe una politica di rendere fruibili vecchi testi non ancora disponibili in rete e ci potrebbero essere altri testi da scaricare.

Innanzitutto chiariamo che il volume è questo:

CAVEDONI C., Francisci Carelli Numorum Italiae Veteris Tabulas CCII edit Caelestinus Cavedonius, Lipsia 1850.

E non questo:

CARELLI F., Equitis Francisci Carelii Nummorum Veterum Italiae quos ipse collegit, et ordine geographico disposuit descriptio, Napoli 1812.

Sono d'accordo con la colletta con quote da 5 euro, che consegnerò personalmente al buon Alberto quando ci vedremo a Roma ai primi di giugno.

Siamo in 3, finora:

Taras, Acraf, Vincenzo.

Provo a contattare lo staff (@@Reficul, @@Rapax, @@incuso, @@Paleologo, @@centurioneamico) per capire se possiamo trovare un modo di raccogliere i soldi più semplicemente, tipo una donazione al Forum, un cui membro dello staff si occuperebbe poi di ordinare le scansioni e metterle nella nostra biblioteca virtuale. Tra l'altro ho dato un'occhiata al link che ha postato Alberto, ordinare le scansioni è una procedura semplicissima.

Intanto attendiamo altre adesioni alla raccolta di fondi (5 Euro a testa) per rendere disponibilie a tutti questo volume.

Attualmente siamo in 3 ad aver aderito:

-acraf

-Vincenzo

-TARAS

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skubydu

Provo a contattare lo staff (@@Reficul, @@Rapax, @@incuso, @@Paleologo, @@centurioneamico) per capire se possiamo trovare un modo di raccogliere i soldi più semplicemente, tipo una donazione al Forum, un cui membro dello staff si occuperebbe poi di ordinare le scansioni e metterle nella nostra biblioteca virtuale. Tra l'altro ho dato un'occhiata al link che ha postato Alberto, ordinare le scansioni è una procedura semplicissima.

Intanto attendiamo altre adesioni alla raccolta di fondi (5 Euro a testa) per rendere disponibilie a tutti questo volume.

Attualmente siamo in 3 ad aver aderito:

-acraf

-Vincenzo

-TARAS

ciao, contate su di me...

skuby

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g.aulisio

Provo a contattare lo staff (@@Reficul, @@Rapax, @@incuso, @@Paleologo, @@centurioneamico) per capire se possiamo trovare un modo di raccogliere i soldi più semplicemente, tipo una donazione al Forum, un cui membro dello staff si occuperebbe poi di ordinare le scansioni e metterle nella nostra biblioteca virtuale. Tra l'altro ho dato un'occhiata al link che ha postato Alberto, ordinare le scansioni è una procedura semplicissima. Intanto attendiamo altre adesioni alla raccolta di fondi (5 Euro a testa) per rendere disponibilie a tutti questo volume. Attualmente siamo in 3 ad aver aderito:-acraf-Vincenzo-TARAS

Quattro.

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