Questo è un post popolare eracle62 Inviato 18 Gennaio, 2014 Questo è un post popolare #1 Inviato 18 Gennaio, 2014 Il fascino irresistibile e il loro esser anticonformisti, mi spinse sempre a considerare queste tondelli come forme espressive prive di regole e canoni, una sorta di avangurdia numismatica, dove tutto era concesso, con semplici tratti e con i più disparati materiali al servizio della creatività... Inizierei subito con un pezzo da novanta, visto il suo contesto storico. Clemente VII (Giulio de’Medici), 1523-1534. Ducato ossidionale (1527), AR 36,03 g. CLEMENS VII – PONTIF MAX Stemma Medici sormontato da triregno con fasce e chiavi decussate; giglio in cimasa. Rv. S PA + S PE Busti nimbati dei Santissimi Pietro e Paolo affrontati; nel campo in basso, tra i busti, monogramma VL (segno di zecchiere non identificato). Sotto, nel giro, ALMA ROMA . CNI 151. Spaziani Testa 2. Muntoni 21. Berman 832. Esemplare di qualità eccezionale per questa storica moneta. Il periodo di coniazione di questi ducati è quello dell’anno terribile del sacco di Roma, che va precisamente dal 6 maggio all’8 dicembre 1527. Furono battuti a Castel Sant’Angelo, dove il pontefice si era rifugiato a seguito della presa di Roma da parte dai mercenari al soldo degli Imperiali. Il sacco della città ebbe proporzioni disastrose. Nella prima giornata di scontri 6000 romani persero la vita in difesa dell’Urbe, mentre altre 2000 persone, che avevano cercato scampo sulle imbarcazioni del Tevere, affogarono nel fiume quando queste, stracariche, si capovolsero. La popolazione della capitale da 90000 abitanti si ridusse a poco più di un terzo, 20000 furono passati per le armi, 10000 abbandonarono la città ed altri 30000 morirono in seguito alla peste causata dal sacco. Nulla si salvò dallo scempio dei Lanzichenecchi, non le donne che ebbero a subire violenze inenarrabili, non i palazzi ed i monumenti; ogni casa fu saccheggiata e le chiese profanate. Le stanze del Vaticano, con gli affreschi del Raffaello, del Botticelli e di Michelangelo furono trasformate in corpo di guardia. Innumerevoli le opere d’arte che andarono perse per sempre nella furia di quei giorni; la statua del Laocoonte venne fatta a pezzi. Solo castel Sant’Angelo, l’antico sepolcro romano fatto costruire dall’imperatore Adriano, già fortificato fin dal V secolo e da poco restaurato e rinforzato, resistette all’assedio posto dai Lanzichenecchi, che furono sempre respinti dalle artiglierie. Agli Imperiali, che avevano scavato tutto intorno al mausoleo una trincea servendosi dei prigionieri, non rimaneva altro che attendere che la penuria di cibo e la peste aprissero le porte della fortezza. Il 5 giugno il pontefice dovette cedere e le condizioni della resa furono durissime: oltre al pagamento di circa 400000 ducati, della decima di tutti i beni ecclesiastici nelle terre di Carlo V e la consegna agli Imperiali di Ostia, Civitavecchia, Modena, Piacenza, Parma e Forlì, fu deciso di tenere in ostaggio tre Cardinali e altrettanti parenti stretti del papa e la reclusione di questo ultimo in Castel Sant’Angelo sino al completo pagamento del riscatto. Benché il pagamento fosse avvenuto entro agosto, papa de’ Medici rimase prigioniero per 6 mesi durante i quali furono fusi arredi sacri in oro ed argento per far fronte alle continue richieste di denaro da parte degli occupanti. Clemente VII riuscì a fuggire dal Castello la notte dell’8 dicembre travestito da servitore. Il giorno successivo la fortezza venne riconsegnata al Legato Pontificio. Il 17 febbraio 1528 gli Imperiali decimati dalla peste mossero alla volta di Napoli. I ducati con le loro frazioni furono coniati con argento di fortuna ricavato dalla fusione degli arredi sacri, vasellame e reliquie. Le testimonianze dell’epoca ci confermano questa straordinaria battitura per il pagamento del riscatto del pontefice. Un autore, il fiorentino Domenico de’Rossi, compagno di prigionia del papa, nelle sue "Memorie Storiche" così scrive della capitolazione del pontefice: "…Il primo capo fu, che Sua santità pagasse 400.000 Ducati all’esercito Cesareo in tre paghe, cioè 100 mila presentemente, 50 mila tra venti giorni, cioè per tutto il giorno 26 dello stesso mese di giugno, e li restanti 250 mila fra due mesi prossimi etc. Furono chiamati in Castello gli Zecchieri e immediatamente datogli l’oro e l’argento, che vi era dentro rifugiato, ne furono improntati i 100 mila Scudi promessi e presentemente pagati; gli altri 50 mila li andavano mettendo insieme, di candelieri, croci, vasi ed ornamenti di Reliquie, quali fatti improntare con le teste di S. Pietro e Paolo , e con l’arme di Sua Santità, furono similmente pagati a quelle insaziabili turbe". Dallo Scilla riportiamo la notizia che al saggio questi ducati rivelavano una discreta presenza di oro, e questa è probabilmente la ragione per cui vennero ricercati e fusi dagli speculatori del tempo, determinandone così la grande rarità. 10 Cita
Giuseppe Inviato 19 Gennaio, 2014 #2 Inviato 19 Gennaio, 2014 (modificato) Questa me la ricordo... anche per l'aggiudicazione seguita da casa "live" e relativi complimenti da parte del battitore a fine asta; se è tua aggiungo i miei :good: PS: il commento però è ripreso paripari dal catalogo, potevi aggiungere qualche osservazione tua .... Modificato 19 Gennaio, 2014 da Giuseppe Cita
odjob Inviato 19 Gennaio, 2014 #3 Inviato 19 Gennaio, 2014 Due anni fa fu dispersa la stupenda collezione Huntington di monete ossidionali dalla Casa d'aste Numismatica Genevensis S.A.. --Salutoni -odjob Cita
Giuseppe Inviato 19 Gennaio, 2014 #4 Inviato 19 Gennaio, 2014 (modificato) Due anni fa fu dispersa la stupenda collezione Huntington di monete ossidionali dalla Casa d'aste Numismatica Genevensis S.A.. --Salutoni -odjob Questa però non proviene da Genevensis, anche se proviene comunque da asta che conteneva pezzi della collezione citata :pardon: Modificato 19 Gennaio, 2014 da Giuseppe Cita
eracle62 Inviato 19 Gennaio, 2014 Autore #5 Inviato 19 Gennaio, 2014 Questa me la ricordo... anche per l'aggiudicazione seguita da casa "live" e relativi complimenti da parte del battitore a fine asta; se è tua aggiungo i miei :good: PS: il commento però è ripreso paripari dal catalogo, potevi aggiungere qualche osservazione tua .... No figurati, non sono io il fortunato, il mio pensiero su certe emozioni è riportato in cima al post, anche perchè quello che ho riproposto dal catalogo mi sembrava fosse esaustivo e stimolante come inizio. Quello che cerco prima di ogni altra cosa, è di far conoscere ai meno esperti alcuni mondi, e sensibilizzare gli altri verso le varie forme di linguaggio espressivo, la numismatica ne è un chiaro esempio. Il viaggio che vorrei proporre è quello dei luoghi di battitura, del contesto storico, e del libero arbitrio dal punto di vista incisorio. A tal proposito mi piacerebbe sentire TU cosa ne pensi, caro Giuseppe... Cita
2006augustod Inviato 19 Gennaio, 2014 #6 Inviato 19 Gennaio, 2014 Credo che ci sia poco da dire in più di quello che è stato detto da Eracle, a cui si deve dare il merito di avere avviato questa interessante discussione, alla quale allega in primis la manifestazione del suo sentire squisitamente personale, e successivamente il commento estrapolato da Nac. Da parte mia lo ritengo esaustivo. 1 Cita
dabbene Inviato 19 Gennaio, 2014 #7 Inviato 19 Gennaio, 2014 (modificato) Bello e stimolante l'input Eros, permette di cercare di conoscere, capire, magari approfondire anche questo tipo di monetazione, che indubbiamente ha il suo fascino, basta guardare questo pezzo per permetterti anche di sognare e di tornare indietro nel tempo. Era poi una moneta di necessità, coniata tra giugno e dicembre 1527, quando l'assedio di fatto a Castel Sant'Angelo era già cessato, Benvenuto Cellini racconta che le monete furono battute con l'argento ricavato dagli arredi sacri della cappella del Papa, alcuni erano dorati, per cui risulterebbero anche tracce d'oro in queste monete. Il peso era irregolare, la forma pure, probabilmente furono usati vecchi conii di monete già coniate, interessante anche il VL in nesso ; è molto probabile pensare a una zecca, anche rudimentale presente nel castello. Chi parla molto di queste monete è il Traina nei suoi contributi, di certo l'impatto di questa moneta è molto forte, se si pensa poi alla sua storia e alla sua realizzazione, il fascino e l'emozione aumentano ancor di più. Quindi grazie di averla proposta..... Modificato 19 Gennaio, 2014 da dabbene 1 Cita
417sonia Inviato 19 Gennaio, 2014 Supporter #8 Inviato 19 Gennaio, 2014 Buona Domenica le monetazioni ossidionali portano con se, sempre, episodi storici tragici; episodi di guerre, sopraffazioni, dolore e morte per gli eserciti che si confrontano ed ancor di più per la popolazione inerme asserragliata all'interno delle mura della città assediata. Dopo aver letto del sacco di Roma (ricordo anche un lungo scritto al riguardo fatto da Marin Sanudo, che racconta alcuni eventi accaduti e di prima mano, fornitigli da veneziani che l'hanno vissuti), come non ricordare l'assedio di Famagosta? @@picchio ci ha postato, poco tempo fa, una delle monete coniate in quel frangente e mi permetto di riproporre la discussione e quanto è poi seguito in merito a quell'assedio: http://www.lamoneta.it/topic/117249-venezia-i-leoni-dei-lamonetiani/page-3 Non credo ci sia altro da aggiungere. saluti luciano 1 Cita
Arka Inviato 19 Gennaio, 2014 #9 Inviato 19 Gennaio, 2014 Il merito di Eracle62 è quello di aver posto l'attenzione su questa moneta e questa tematica. Posseggo sicuramente il catalogo di riferimento, ma la moneta mi era completamente sfuggita, non rientrando tra i miei interessi. Invece meritava una sosta e un po' di attenzione. Arka 1 Cita
magdi Inviato 19 Gennaio, 2014 Supporter #10 Inviato 19 Gennaio, 2014 Complimenti per la discussione! Le monete ossidionali sono sempre bellissime, più che altro per la documentazione che, almeno solitamente, le accompagna. lo scorso anno scrissi un piccolo articolo sull'assedio di Volterra e, benché non si conoscano le monete coniate in quell'occasione, le testimonianze che si possono raccogliere sono veramente interessanti; in quel caso, in particolare, c'era di mezzo anche Francesco Ferrucci (quindi un grande personaggio), e l'assedio è raccontato in maniera struggente da un assediato volterrano che, nel 1530, raccoglie tutti i suoi pensieri e le sue cronache in un diario che porterà con se quando, nascondendosi all'interno di un carro, riuscirà a fuggire verso Pisa. In questo caso l'assedio fu ancor più crudele, poiché da una parte c'era Firenze, volenterosa di riportare la propria supremazia sul colle dei vescovi, dall'altra gli Imperiali, al comando del celebre Maramaldo, che volevano acquisire la città sotto il loro dominio: uno scontro in "terra di nessuno". Anche in questo caso non mancano le testimonianze di uccisioni, stupri, popolani buttati fuori dalle case che dovevano ospitare l'esercito fiorentino, che faceva la parte dell'assediato in una città che non era la sua, ma che era sotto la sua reggenza. Inutile dire che le ribellioni dei Volterrani si presentavano quasi giornalmente. per ogni curiosità vi rimando al link su academia.edu. https://www.academia.edu/4963346/QUANDO_FERRUCCI_BATTE_MONETA_IL_MITO_DI_UNA_MONETA_OSSIDIONALE_CONIATA_NEL_1530 4 Cita Awards
eracle62 Inviato 19 Gennaio, 2014 Autore #11 Inviato 19 Gennaio, 2014 Proseguendo nei primi anni del 500, per gli amanti della zecca di Pavia troviamo un tondello poco conoscito ma ricco di riferimenti storici interessanti. PaviaAssedio del 1524-1525. Ducato 1524, AV 3,08. 1524 / CES / PP OB. Rv. Liscio. Brambilla –. CNI –. MIR –. Friedberg –. Come apprendiamo dal Brambilla, la preoccupazione maggiore di Antonio de Leyva, comandante del presidio spagnolo a difesa di Pavia, assediata dai francesi, era quella di pagare le truppe tedesche ausiliarie composte da cinquemila mercenari, pronti a voltar bandiera. Nonostante il Marchese di Pescara, Francesco d’Avalos, fosse riuscito ad introdurre nella città alcune migliaia di ducati, il Leyva si vide costretto a far fondere arnesi sacri, suppellettili domestiche e persino la sua collana d’oro per coniare monete “castrensi”. L’assedio durò dall’ottobre 1524 al febbraio 1525. Questa moneta, come sarebbe logico attandersi per una coniazione di estrema emergenza, fu coniata con gli stessi conî adoperati per l’emissione in argento. 6 Cita
dabbene Inviato 20 Gennaio, 2014 #12 Inviato 20 Gennaio, 2014 Pavia è anche Brambilla e la sua importante Collezione, riporto la tavola X coi disegni fatti dal Kunz delle monete tratte da " Le monete di Pavia " di Camillo Brambilla : troviamo al 6 il pezzo in oro con le sigle A . L riferite a Antonio de Leyva, il 7 in argento, l'8 e il 9 in mistura, col CES . PP . OB con 1524 in alto che starebbe per CESariani Pa Pie OBsessi, cioè " gli imperiali assediati a Pavia ", il 10 invece in argento. Della Collezione Brambilla fanno parte il tipo 7, l'8 e il 9 ; è interessante anche ricordare che presso la Società Numismatica italiana sono conservati tre conii del XIX secolo delle monete d'oro e d'argento di Pavia con cui furono battuti numerosi falsi in piombo. Certamente queste monete, ancor più della straordinaria prima postata, ti danno l'impressione e la visione di monete battute in situazioni di necessità e di emergenza, fatte con materiali che si potevano trovare in frangenti e situazioni simili. Tavola Pavia.pdf 2 Cita
eracle62 Inviato 20 Gennaio, 2014 Autore #13 Inviato 20 Gennaio, 2014 Per quanto concerne i materiali usati per battere i tondelli durante gli assedi si arrivò una volta finito anche il piombo, ad usare il cuoio, adesso capite perchè mi affascina la monetazione ossidionale, e poi non tutti possiodono certi testi specialistici, ne consegue che andrebbero divulgate maggiormente per comprendere le difficoltà nell'improntare anche il più elementare dei conii. Mantova se non erro ebbe quattro assedi, 1629/30 - 1796/97 - 1799 - 1848, e mi piacerebbe molto che qualche amico di questa straordinaria zecca , che se non sbaglio raccoglie molti appassionati, ci potesse aiutare in questo affascinante percorso. ;) 1 Cita
dabbene Inviato 20 Gennaio, 2014 #14 Inviato 20 Gennaio, 2014 Il bello e l'affascinante di queste monetazioni è che poi dietro a esse ci sono queste storie incredibili di coniazione inserite nella storia stessa.... Palmanova, Napoleone I Re d'Italia - Assedio Austriaco, 1814, 50 centesimi 1814, da Asta Ranieri 2, 7 novembre 2010, lotto 403 Durante l'assedio austriaco, 26 ottobre 1813 - 20 aprile 1814, scarseggiando le monete, il Generale Barone di Valterre tramite apposito decreto invita tutti i cittadini a donare rame per coniare monete. La notte del 12 febbraio 1814 dal Monte di Pietà vengono prelevati 700 mattoni per costruire un forno per fondere il metallo e battere moneta. Vengono coniate monete in lega di rame da 50 centesimi, ma il valore reale era di soli 16 centesimi. Vengono coniate in luogo appartato, una cascina fuori città, coniazione tra l'altro necessariamente esigua, anche per la scarsezza del metallo. La lega di rame era composta da rame misto ad altri oggetti vari di altro metallo, dalle brocche ai candelieri, dai catini ai secchi.... Qui siamo indubbiamente nell'epopea della monetazione, credo che queste storie incredibili possano piacere a tutti, in particolare ai giovani.... 1 Cita
gigetto13 Inviato 20 Gennaio, 2014 #15 Inviato 20 Gennaio, 2014 (modificato) a proposito di Palmanova, leggevo tempo fa che esisterebbe anche una moneta da 25, credo unica (o quasi), qualcuno mi saprebbe dire se la mia memoria è ancora buona o me la sono sognata? se esistesse, mi domando come mai possa essere così rara rispetto alla - comunque rara anche se non eccessivamente - moneta da 50 centesimi. Sempre che non ricordi male, molti anni fa Walter Muschietti (esimio numismatico udinese) mi aveva detto che aveva fatto un calco della moneta da 25 centesimi, e giurerei di averlo visto. Modificato 20 Gennaio, 2014 da gigetto13 Cita
dabbene Inviato 20 Gennaio, 2014 #16 Inviato 20 Gennaio, 2014 Dunque, esiste al Museo di Udine un pezzo da 25 centesimi simile a quello da 50 centesimi, unico esemplare sembra conosciuto, forse si ritiene che sia stato un progetto che non ebbe seguito, interessante visto che ci siamo anche il fatto che il barone di Valterre decise l'emissione di cartamoneta, di un biglietto da 5 lire, questo è conservato nel Museo di Palmanova, ma anche qui sembra essere noto solo questo esemplare. Sempre Traina, 1976, è un buon riferimento su queste monete, il narratore delle monete ossidionali e degli assedi che fanno scaturire questo fenomeno di necessità. 1 Cita
magdi Inviato 21 Gennaio, 2014 Supporter #17 Inviato 21 Gennaio, 2014 Parlando di monete d'assedio mi vengono in mente altri materiali menzionati nelle cronache per la realizzazione, come il cuoio: si conoscono fisicamente monete realizzate con materiali non metallici? (non cartamoneta) ... queste sarebbero, effettivamente, le prime monete fiduciarie della storia... Cita Awards
dabbene Inviato 21 Gennaio, 2014 #18 Inviato 21 Gennaio, 2014 Sono numerosi i casi di monete ossidionali ricavate ed ottenute in modi e da materiali fantasiosi, sono ricorrenti le campane delle chiese, i cannoni, i candelabri, oggetti di culto, insomma tutto quello che si trovava poteva servire alla bisogna. C'è anche da dire che molti dei pezzi ritenuti ossidionali presentano dei dubbi, ci sono anche molti falsi, a volte sono tessere o gettoni, a volte le notizie sono sprovviste di adeguate documentazioni e di riscontri reali delle monete stesse. C'è per esempio riferito al cuoio l'interessante caso di Urbino, nel listino 4 del 1970 della Ratto al n.350, e qui si potrebbero trovare le immagini, viene presentata una moneta di cuoio, uniface, con una pianta di rovere nel campo e con sotto una grande v. Si pensa a una coniazione della stessa nei numerosi assedi perpetrati, e se fosse genuina, la fattura e lo stile ci porterebbero ai primi del XVI secolo, quando Francesco Maria della Rovere tentò di riconquistare il suo territorio che Papa Leone X gli aveva portato via. Ma i casi sono tanti, alcuni incredibili come questo, siamo a Fonte Urbano, vicino a Modena, nel momento dell'assedio austriaco, da metà ottobre 1708 al 16 gennaio 1709. Durante l'assedio il comandante del presidio, fece schiacciare le pallottole in piombo per portarle a una forma ovale, impresse sopra le iniziali del forte, f v, con sopra la tiara e le chiavi decussate. Monete anche queste uniface, in circolazione poi al valore di un paolo, monete veramente inconsuete e originali. La necessità indubbiamente alimentava la fantasia ......e questa delle monete pallottole è veramente incredibile...... 1 Cita
eracle62 Inviato 21 Gennaio, 2014 Autore #19 Inviato 21 Gennaio, 2014 (modificato) Rimaniamo nella prima metà del 500, dove gli eventi si susseguivano con grande velocità. Assedio di Napoli 1528, Carlo V Imperatore scudo e mezzo scudo ossidionale. Questi due tondelli furono coniati durante l'assedio, e dovettero servire per pagare la guarnigione imperiale che difendeva Napoli dai Francesi. L’assedio di Napoli del 1528 ebbe come protagonisti gli Imperiali comandati da Filippo d’Orange, contro le forze francesi di Odetto di Foix, signore di Lautrec e maresciallo di Francia, che invano cercò di occupare la città. L’assedio durò oltre tre mesi, dal maggio all’agosto, ma alla fine i Francesi, morto il Lautrec di peste il 15 agosto 1528, furono costretti a sgomberare il campo. Tale evento è ricordato su due pezzi di altissima rarità, cioè lo scudo ed il mezzo scudo ossidionale Francia e Spagna si contendono da qualche decennio sia il Ducato di Milano che il Regno di Napoli. Questo conflitto fa di larga parte d’Italia un campo di battaglia, cui prendono parte anche gli stati italiani, con alleanze oscillanti, appoggiando ora uno ora l’altro dei due grandi contendenti. In questo torno di eventi gli Spagnoli infliggono a Pavia, nel 1525, una cocente sconfitta ai Francesi. Tolti di mezzo, almeno temporaneamente, i Francesi, Carlo V pensa sia giunto il momento di punire il Papa, Clemente VII, per la sua politica filo-francese, che ha portato alla formazione della Lega di Cognac. I mercenari luterani al soldo dell’imperatore cattolico – i famigerati Lanzichenecchi – non chiedono di meglio. È il Sacco di Roma (maggio 1527). L’orrore per le atrocità dei Lanzi (ma le soldatesche spagnole, per quanto cattoliche, non furono da meno) e per il sacrilegio inflitto all’Urbe scuote l’intera Europa. Carlo – re della Cattolicissima Spagna, oltre che imperatore - cui forse gli eventi sono sfuggiti di mano, è costretto, politicamente, sulla difensiva. I Francesi pensano sia una buona occasione per giustificare una nuova calata in Italia, alla ricerca di una rivincita, e per denunciare definitivamente le dure condizioni (Trattato di Madrid) che hanno dovuto accettare dopo la debacle di Pavia. Forti anche dell’appoggio economico inglese inviano in Italia un forte esercito al comando del Lautrec. Modificato 21 Gennaio, 2014 da eracle62 2 Cita
417sonia Inviato 21 Gennaio, 2014 Supporter #20 Inviato 21 Gennaio, 2014 Parlando di monete d'assedio mi vengono in mente altri materiali menzionati nelle cronache per la realizzazione, come il cuoio: si conoscono fisicamente monete realizzate con materiali non metallici? (non cartamoneta) ... queste sarebbero, effettivamente, le prime monete fiduciarie della storia... Ciao Magdi il cuoio .... probabilmente è successo che fosse usato anche questo, ma temo che molto spesso si tratti di "bufale"; pezzi artefatti per creare il caso. Anche il Lazzari, nel suo libro "Le Monete dei Possedimenti Veneziano di Oltremare e di Terraferma" nel 1851 parla di un sedicente zecchino di cuoio a nome del doge Francesco Cornaro che, alla prova dei fatti, si è rivelato un falso. Uno zecchino coniato, a detta dello Zon che ne scrive nel suo Trattato della zecca veneta, durante la battaglia dei Dardanelli combattuta il 26 giugno del 1656; recuperato dalla famiglia del generale Tommaso Pompei. Eppure alla data della battaglia, al Cornaro era già succeduto il Valier ... suggestioni! saluti luciano 1 Cita
Paolino67 Inviato 21 Gennaio, 2014 #21 Inviato 21 Gennaio, 2014 Assedio di Mantova 1629/30, mezzo scudo ossidionale battuto in cuoio, ex asta Aretusa 4 del 23/3/1996, lotto 1156: Fonte Cataloghi Online Fonte Cataloghi Online Di questa tipologia sono noti anche esemplari battuti in peltro. 2 Cita
eracle62 Inviato 21 Gennaio, 2014 Autore #22 Inviato 21 Gennaio, 2014 Assedio di Mantova 1629/30, mezzo scudo ossidionale battuto in cuoio, ex asta Aretusa 4 del 23/3/1996, lotto 1156: Fonte Cataloghi Online Fonte Cataloghi Online Di questa tipologia sono noti anche esemplari battuti in peltro. Ti aspettavo... Cita
giamba54 Inviato 22 Gennaio, 2014 #23 Inviato 22 Gennaio, 2014 Ciao Magdi il cuoio .... probabilmente è successo che fosse usato anche questo, ma temo che molto spesso si tratti di "bufale"; pezzi artefatti per creare il caso. Anche il Lazzari, nel suo libro "Le Monete dei Possedimenti Veneziano di Oltremare e di Terraferma" nel 1851 parla di un sedicente zecchino di cuoio a nome del doge Francesco Cornaro che, alla prova dei fatti, si è rivelato un falso. Uno zecchino coniato, a detta dello Zon che ne scrive nel suo Trattato della zecca veneta, durante la battaglia dei Dardanelli combattuta il 26 giugno del 1656; recuperato dalla famiglia del generale Tommaso Pompei. Eppure alla data della battaglia, al Cornaro era già succeduto il Valier ... suggestioni! saluti luciano perfettamente d'accordo con quello che dici Luciano anche le mantovane probabilmente sono esemplari di pura invenzione Cita
Fratelupo Inviato 22 Gennaio, 2014 #24 Inviato 22 Gennaio, 2014 Partecipo all'"assedio" con questo pezzo di Casale, da 10 fiorini del 1630. Il contesto è quello della guerra per la successione di Mantova e del Monferrato, oggi diremmo uno spin-off della Guerra dei Trent'anni. Nel maggio 1630 la città è difesa dai francesi del maresciallo Toiras, che resistono all'assedio spagnolo. La città conia una serie da 20, 10, 5 e 1 fiorino. In questa si vede al diritto lo scudo coi gigli di Francia e il valore da 10 fiorini con la scritta "Horum auxilio non opprimar" ("Con il loro aiuto non sarà oppressa"), in riferimento al difensore francese e al rovescio la pianta esagonale della fortezza di Casale con al centro l'allegoria della città seduta, con un ramo di palma in mano. La scritta qui è "Tentata sed incorrupta" ("Capace di resistere alle lusinghe"). 5 Cita
dabbene Inviato 22 Gennaio, 2014 #25 Inviato 22 Gennaio, 2014 Ancora Mantova, Assedio Piemontese 13 - 25 luglio 1848 Zecca che viene definita ossidionale, in realtà sarebbe più giusto definirla di necessità, in quanto solo le monete da 3 kreuzer coniate nei tre giorni prima della battaglia di Custoza possono annoverarsi come ossidionali, il resto fu coniato a partire dal 24 giugno per almeno tre mesi . Sede di zecca fu scelto l'arsenale militare che venne adeguato all'uso anche con l'acquisto di due torchi. La zecca cessò in dicembre e le verghe furono consegnate alla zecca di Milano. Furono requisiti tutti gli argenti della popolazioni e furono emanate tasse straordinarie a carico della popolazione. E' evidente un conio rozzo e di fortuna che ricalca l'ufficiale, il ritratto è sproporzionato rispetto al campo e la moneta, almeno le poche giunte a noi, risultano leggermente convesse. La maggior parte dei 3 kreuzer venne ritirata e fusa ; manca il cigno virgiliano e riporta sotto la testa m g che dovrebbe stare per Gorzkowsky - Mantova , che era il Generale austriaco comandante della guarnigione di Mantova, altre ipotesi dicono Guarnigione - Mantova, ma anche Governo Militare. Riassumendo è questo un caso più definibile come zecca di emergenza e necessità, la moneta denota comunque una certa improvvisazione di conio e fattura. Da Asta Varesi 62, 30 aprile 2013, lotto 717 3 kreuzer 1848, Mantova, mistura, gr.1, 734 2 Cita
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