borbonik Inviato 7 Ottobre, 2017 #26 Inviato 7 Ottobre, 2017 1 ora fa, El Chupacabra dice: Tu avevi in mente questo: Si, ho pensato che forse avevano coniato qualche 2 centesimi ed ancora non è stato censito. Deformazione professionale da zecca napoletana . Cita
simonesrt Inviato 7 Ottobre, 2017 #27 Inviato 7 Ottobre, 2017 Mi sono perso...... quindi che cosa sarebbe? Cita
El Chupacabra Inviato 7 Ottobre, 2017 Autore #29 Inviato 7 Ottobre, 2017 29 minuti fa, Zenzero dice: Ribattuto? Acqua... Cita
Zenzero Inviato 7 Ottobre, 2017 #30 Inviato 7 Ottobre, 2017 a parte il segno di zecca mancante, l'altra cosa che mi dà da pensare è il bordo che non sembra solo usura Cita
Asclepia Inviato 8 Ottobre, 2017 #31 Inviato 8 Ottobre, 2017 Buongiorno @El Chupacabra Ricapitolando...manca la N che non è stata abrasa, i ponderali sono corretti per un 2 centesimi, il materiale è giusto, non è un falso, non è Parigi, non è ribattuto...e il contorno com'è? Cita
Questo è un post popolare El Chupacabra Inviato 8 Ottobre, 2017 Autore Questo è un post popolare #32 Inviato 8 Ottobre, 2017 53 minuti fa, Asclepia dice: Buongiorno @El Chupacabra Ricapitolando...manca la N che non è stata abrasa, i ponderali sono corretti per un 2 centesimi, il materiale è giusto, non è un falso, non è Parigi, non è ribattuto...e il contorno com'è? Il C/ è liscio. Direi che è giunto il momento di definire la moneta. Tutti avete notato che manca il segno di zecca. E' questa la caratteristica che lo porta ad essere una variante considerata dall'Attardi R4 che nella valutazione segnala l'assenza del FDC. Non conosco passaggi d'asta (se qualcuno li conosce, ben venga ad informarci), si tratta certamente d'un esemplare di difficile reperimento e sempre più o meno circolato. La storia che nasconde (e che io non conosco e posso solo supporre) è sicuramente più interessante. Possiamo mettere insieme le notizie riportate dai tre cataloghi (Gigante, Montenegro, Attardi) e fare delle ipotesi. Siamo nei primissimi anni dell'annessione del Reame al Regno di Sardegna. La zecca di Napoli (non c'è la "N", ma è questa la zecca della monetina) è in pieno riassestamento passando dalla coniazione dei Tornesi borbonici (parliamo solo del rame) a quella dei Centesimi savoiardi. Nel 1861, dovendo coniare i 5 centesimi (Palanca o Soldo) - non avendo a disposizione ancora le incisioni del Ferraris - le maestranze locali s'ingegnano a produrne con l'effigie del re V.E.II copiata alla bell'e meglio dando origine al "testa tozza" (NC), moneta che Cavedoni stima essere dalle 20 alle 30 volte più difficile da reperire rispetto al modello (sempre del 1861) del Ferraris. Ma non basta: abbiamo anche variante col D/ uguale al R/, dove il D/ porta l'impronta in incuso ed in posizione invertita (R2) e quella col R/ che presenta l'asse spostato di 255° (R2). Col Centesimo del 1861 (R) e del 1862 (NC) [coniate entrambe nel 1862], la zecca napoletana ha iniziato a batterne col millesimo 1861, poi ad un certo punto è passata a coniarne col millesimo successivo e a ribatterne molti con data già impressa del 1861 col "2" sopra l' "1" (NC). Anche del Centesimo napoletano esiste una variante senza il segno di zecca (R3). Ma è il 2 Centesimi che riporta il maggior numero di varianti. Abbiamo il tipo "standard" del 1862 (R) coniato assieme a quello con millesimo precedente (R); quello che il Montenegro definisce "N grande" (R5) [anch'esso coniato col "gemello" del 1861 (R4)] per il quale fu utilizzato il punzone del 5 Centesimi (la "N" misura 1,4 mm. contro gli 1,1 mm.); anche qui, come per il Centesimo, col D/ uguale al R/, dove il D/ porta l'impronta in incuso ed in posizione invertita (R2) ed infine, la variante dell'esemplare che vi ho postato, privo del segno di zecca. A parte il tipo col R/ uguale al D/, che più che di "variante" dobbiamo parlare di "errore", sarebbe interessante capire quale è stata la sequenza di conio: - "senza N" (hanno iniziato a coniare senza punzone) > "N grande" (in attesa del punzone corretto o hanno sbagliato ad inserirlo) > "N"; - "N" > "N grande" (s'è rotto il punzone normale) > "senza N" (s'è rotto anche il secondo punzone); - ecc. (il dibattito è aperto: ognuno può provare la propria combinazione che abbia una logica). Ultima considerazione (a proposito di bordi e contorni), i 2 centesimi 1861, 1862 e 1867 furono coniati in tre zecche diverse: Milano, Napoli e Torino. I tondelli di Milano sono di 1a, quelli di Torino di 2a e quelli di Napoli di 3a classe (Gigante)... 10 Cita
simonesrt Inviato 8 Ottobre, 2017 #33 Inviato 8 Ottobre, 2017 Complimenti per la spiegazione. Io non lo avevo mai visto prima. Molto interessante 1 Cita
Zenzero Inviato 8 Ottobre, 2017 #34 Inviato 8 Ottobre, 2017 Grazie @El Chupacabra per le spiegazione. Ottimo esser riuscito a individuare quella moneta, bravo! 1 Cita
Acqvavitus Inviato 8 Ottobre, 2017 #35 Inviato 8 Ottobre, 2017 5 ore fa, El Chupacabra dice: Il C/ è liscio. Direi che è giunto il momento di definire la moneta. Tutti avete notato che manca il segno di zecca. E' questa la caratteristica che lo porta ad essere una variante considerata dall'Attardi R4 che nella valutazione segnala l'assenza del FDC. Non conosco passaggi d'asta (se qualcuno li conosce, ben venga ad informarci), si tratta certamente d'un esemplare di difficile reperimento e sempre più o meno circolato. La storia che nasconde (e che io non conosco e posso solo supporre) è sicuramente più interessante. Possiamo mettere insieme le notizie riportate dai tre cataloghi (Gigante, Montenegro, Attardi) e fare delle ipotesi. Siamo nei primissimi anni dell'annessione del Reame al Regno di Sardegna. La zecca di Napoli (non c'è la "N", ma è questa la zecca della monetina) è in pieno riassestamento passando dalla coniazione dei Tornesi borbonici (parliamo solo del rame) a quella dei Centesimi savoiardi. Nel 1861, dovendo coniare i 5 centesimi (Palanca o Soldo) - non avendo a disposizione ancora le incisioni del Ferraris - le maestranze locali s'ingegnano a produrne con l'effigie del re V.E.II copiata alla bell'e meglio dando origine al "testa tozza" (NC), moneta che Cavedoni stima essere dalle 20 alle 30 volte più difficile da reperire rispetto al modello (sempre del 1861) del Ferraris. Ma non basta: abbiamo anche variante col D/ uguale al R/, dove il D/ porta l'impronta in incuso ed in posizione invertita (R2) e quella col R/ che presenta l'asse spostato di 255° (R2). Col Centesimo del 1861 (R) e del 1862 (NC) [coniate entrambe nel 1862], la zecca napoletana ha iniziato a batterne col millesimo 1861, poi ad un certo punto è passata a coniarne col millesimo successivo e a ribatterne molti con data già impressa del 1861 col "2" sopra l' "1" (NC). Anche del Centesimo napoletano esiste una variante senza il segno di zecca (R3). Ma è il 2 Centesimi che riporta il maggior numero di varianti. Abbiamo il tipo "standard" del 1862 (R) coniato assieme a quello con millesimo precedente (R); quello che il Montenegro definisce "N grande" (R5) [anch'esso coniato col "gemello" del 1861 (R4)] per il quale fu utilizzato il punzone del 5 Centesimi (la "N" misura 1,4 mm. contro gli 1,1 mm.); anche qui, come per il Centesimo, col D/ uguale al R/, dove il D/ porta l'impronta in incuso ed in posizione invertita (R2) ed infine, la variante dell'esemplare che vi ho postato, privo del segno di zecca. A parte il tipo col R/ uguale al D/, che più che di "variante" dobbiamo parlare di "errore", sarebbe interessante capire quale è stata la sequenza di conio: - "senza N" (hanno iniziato a coniare senza punzone) > "N grande" (in attesa del punzone corretto o hanno sbagliato ad inserirlo) > "N"; - "N" > "N grande" (s'è rotto il punzone normale) > "senza N" (s'è rotto anche il secondo punzone); - ecc. (il dibattito è aperto: ognuno può provare la propria combinazione che abbia una logica). Ultima considerazione (a proposito di bordi e contorni), i 2 centesimi 1861, 1862 e 1867 furono coniati in tre zecche diverse: Milano, Napoli e Torino. I tondelli di Milano sono di 1a, quelli di Torino di 2a e quelli di Napoli di 3a classe (Gigante)... Complimenti per l'ottima spiegazione.... Un catalogo non avrebbe saputo far meglio! Ora però sarebbe molto importante per i neofiti mettere qualche bella foto di queste monete citate. Magari evidenziandone le differenze nel miglior modo possibile per poterle distinguere. Io per esempio non riuscirei a distinguere un "testa tozza" da uno normale e forse me ne è anche passato qualcuno tra le mani.... 1 Cita
El Chupacabra Inviato 8 Ottobre, 2017 Autore #36 Inviato 8 Ottobre, 2017 Purtroppo non dispongo di buone foto. Posto comunque un confronto fra le due teste, che pur nella sua imperfezione, rende l'idea della diversità degli esemplari (capelli, baffi, firma, forma del cranio, ecc.). Anche se, parere personale, la testa del Ferraris sembrerebbe più "tozza" di quell'altra... TESTA del FERRARIS TESTA "TOZZA" 1 Cita
Acqvavitus Inviato 8 Ottobre, 2017 #37 Inviato 8 Ottobre, 2017 3 ore fa, El Chupacabra dice: Purtroppo non dispongo di buone foto. Posto comunque un confronto fra le due teste, che pur nella sua imperfezione, rende l'idea della diversità degli esemplari (capelli, baffi, firma, forma del cranio, ecc.). Anche se, parere personale, la testa del Ferraris sembrerebbe più "tozza" di quell'altra... TESTA del FERRARIS TESTA "TOZZA" Quindi la "testa tozza" è quella di destra giusto? Certo che in esemplari più usurati è molto difficile accorgersi delle differenze. La prima cosa che mi salta all'occhio è proprio la firma e sembrerebbe che anche l'intero profilo sia più grande.... Quindi quando la firma si avvicina così fortemente al bordo è lei senza ombra di dubbio? Cita
Asclepia Inviato 8 Ottobre, 2017 #38 Inviato 8 Ottobre, 2017 5 minuti fa, Acqvavitus dice: Quindi la "testa tozza" è quella di destra giusto? Certo che in esemplari più usurati è molto difficile accorgersi delle differenze. La prima cosa che mi salta all'occhio è proprio la firma e sembrerebbe che anche l'intero profilo sia più grande.... Quindi quando la firma si avvicina così fortemente al bordo è lei senza ombra di dubbio? Ciao @Acqvavitus....Anche tutta la legenda sembra più vicina al bordo. Cita
Danielucci Inviato 9 Ottobre, 2017 #39 Inviato 9 Ottobre, 2017 Il 08/10/2017 at 12:16, El Chupacabra dice: Abbiamo il tipo "standard" del 1862 (R) coniato assieme a quello con millesimo precedente (R); quello che il Montenegro definisce "N grande" (R5) [anch'esso coniato col "gemello" del 1861 (R4)] per il quale fu utilizzato il punzone del 5 Centesimi (la "N" misura 1,4 mm. contro gli 1,1 mm.); anche qui, come per il Centesimo, col D/ uguale al R/, dove il D/ porta l'impronta in incuso ed in posizione invertita (R2) ed infine, la variante dell'esemplare che vi ho postato, privo del segno di zecca. Leggendo bene tutta questa descrizione con (R) - (R2) - (R3) - (R4) - (R5) mi è venuta subito in mente una strofa della canzone "Alla fiera dell'Est" "E venne il macellaio, che uccise il toro, che bevve l'acqua, che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo, che al mercato mio padre comprò" ... A parte gli scherzi, sono rimasto affascinato dalla tua descrizione, molto accurata e competente...davvero complimenti e GRAZIE 1 Cita
Acqvavitus Inviato 9 Ottobre, 2017 #40 Inviato 9 Ottobre, 2017 15 ore fa, Asclepia dice: Ciao @Acqvavitus....Anche tutta la legenda sembra più vicina al bordo. In effetti..... Cita
clodoveo Inviato 12 Ottobre, 2017 #41 Inviato 12 Ottobre, 2017 Complimenti e grazie , non ero a conoscenza di tutto ciò , e quando accadono cose simili e devo rivedere un tot di monete vengo pervaso da fremiti di goduria causati dalla ricerca dei " pezzi buoni " , ho qualche kg di monete ereditate dal nonno , magari oltre all'argento Romano e al Delfino del '56 salta fuori qualcos'altro di bello 3 Cita
Betto Inviato 12 Ottobre, 2017 #42 Inviato 12 Ottobre, 2017 Il 8/10/2017 at 19:41, El Chupacabra dice: Purtroppo non dispongo di buone foto. Posto comunque un confronto fra le due teste, che pur nella sua imperfezione, rende l'idea della diversità degli esemplari (capelli, baffi, firma, forma del cranio, ecc.). Anche se, parere personale, la testa del Ferraris sembrerebbe più "tozza" di quell'altra... TESTA del FERRARIS TESTA "TOZZA" Comincio con i complimenti per la sua spiegazione sopra! Sentendomi chiamato in causa come neofito butto lì le cose che mi risultano subito differenti tra le due teste. Mi balza all'occhio la differenza del collo, che nella testa "tozza" ,sembra più taurino. L'orecchio di Ferraris più definito ,soprattutto il lobo. 1 Cita
Sirlad Inviato 13 Ottobre, 2017 #43 Inviato 13 Ottobre, 2017 Il 8/10/2017 at 12:16, El Chupacabra dice: Il C/ è liscio. Direi che è giunto il momento di definire la moneta. Tutti avete notato che manca il segno di zecca. E' questa la caratteristica che lo porta ad essere una variante considerata dall'Attardi R4 che nella valutazione segnala l'assenza del FDC. Non conosco passaggi d'asta (se qualcuno li conosce, ben venga ad informarci), si tratta certamente d'un esemplare di difficile reperimento e sempre più o meno circolato. La storia che nasconde (e che io non conosco e posso solo supporre) è sicuramente più interessante. Possiamo mettere insieme le notizie riportate dai tre cataloghi (Gigante, Montenegro, Attardi) e fare delle ipotesi. Siamo nei primissimi anni dell'annessione del Reame al Regno di Sardegna. La zecca di Napoli (non c'è la "N", ma è questa la zecca della monetina) è in pieno riassestamento passando dalla coniazione dei Tornesi borbonici (parliamo solo del rame) a quella dei Centesimi savoiardi. Nel 1861, dovendo coniare i 5 centesimi (Palanca o Soldo) - non avendo a disposizione ancora le incisioni del Ferraris - le maestranze locali s'ingegnano a produrne con l'effigie del re V.E.II copiata alla bell'e meglio dando origine al "testa tozza" (NC), moneta che Cavedoni stima essere dalle 20 alle 30 volte più difficile da reperire rispetto al modello (sempre del 1861) del Ferraris. Ma non basta: abbiamo anche variante col D/ uguale al R/, dove il D/ porta l'impronta in incuso ed in posizione invertita (R2) e quella col R/ che presenta l'asse spostato di 255° (R2). Col Centesimo del 1861 (R) e del 1862 (NC) [coniate entrambe nel 1862], la zecca napoletana ha iniziato a batterne col millesimo 1861, poi ad un certo punto è passata a coniarne col millesimo successivo e a ribatterne molti con data già impressa del 1861 col "2" sopra l' "1" (NC). Anche del Centesimo napoletano esiste una variante senza il segno di zecca (R3). Ma è il 2 Centesimi che riporta il maggior numero di varianti. Abbiamo il tipo "standard" del 1862 (R) coniato assieme a quello con millesimo precedente (R); quello che il Montenegro definisce "N grande" (R5) [anch'esso coniato col "gemello" del 1861 (R4)] per il quale fu utilizzato il punzone del 5 Centesimi (la "N" misura 1,4 mm. contro gli 1,1 mm.); anche qui, come per il Centesimo, col D/ uguale al R/, dove il D/ porta l'impronta in incuso ed in posizione invertita (R2) ed infine, la variante dell'esemplare che vi ho postato, privo del segno di zecca. A parte il tipo col R/ uguale al D/, che più che di "variante" dobbiamo parlare di "errore", sarebbe interessante capire quale è stata la sequenza di conio: - "senza N" (hanno iniziato a coniare senza punzone) > "N grande" (in attesa del punzone corretto o hanno sbagliato ad inserirlo) > "N"; - "N" > "N grande" (s'è rotto il punzone normale) > "senza N" (s'è rotto anche il secondo punzone); - ecc. (il dibattito è aperto: ognuno può provare la propria combinazione che abbia una logica). Ultima considerazione (a proposito di bordi e contorni), i 2 centesimi 1861, 1862 e 1867 furono coniati in tre zecche diverse: Milano, Napoli e Torino. I tondelli di Milano sono di 1a, quelli di Torino di 2a e quelli di Napoli di 3a classe (Gigante)... L'ho già detto che sei il "number one" del Regno( scusa ma ho finito i like). 1 Cita
vathek1984 Inviato 1 Novembre, 2017 #44 Inviato 1 Novembre, 2017 (modificato) Pezzo estremamente interessante e di difficile reperibilità, te lo invidio, ho apprezzato moltissimo anche la descrizione della diverse varianti...personalmente posseggo i 2 centesimi 1861 e 1862 con la N grande, tuttavia sono ancora alla ricerca di riscontri in ordine alla loro effettiva rarità.. Modificato 1 Novembre, 2017 da vathek1984 Cita
El Chupacabra Inviato 1 Novembre, 2017 Autore #45 Inviato 1 Novembre, 2017 3 ore fa, vathek1984 dice: tuttavia sono ancora alla ricerca di riscontri in ordine alla loro effettiva rarità.. @vathek1984 se ti può interessare, ne stiamo discutendo in 2 Cent 1861 N - Regno d'Italia:identificazioni, valutazioni e altro. Dove la rarità è messa in discussione... Cita
poeta Inviato 5 Novembre, 2017 #46 Inviato 5 Novembre, 2017 POSTO UN'ESEMPLARE DA 1 CENT.1867 SENZA SEGNO DI ZECCA. Cita
poeta Inviato 21 Ottobre, 2018 #47 Inviato 21 Ottobre, 2018 esemplare non ancora censito da 5 centesimi con 2 su 1 Cita
Acqvavitus Inviato 21 Ottobre, 2018 #48 Inviato 21 Ottobre, 2018 Il 8/10/2017 alle 19:41, El Chupacabra dice: Purtroppo non dispongo di buone foto. Posto comunque un confronto fra le due teste, che pur nella sua imperfezione, rende l'idea della diversità degli esemplari (capelli, baffi, firma, forma del cranio, ecc.). Anche se, parere personale, la testa del Ferraris sembrerebbe più "tozza" di quell'altra... TESTA del FERRARIS TESTA "TOZZA" Secondo voi questo è un testa tozza? Cita
poeta Inviato 21 Ottobre, 2018 #49 Inviato 21 Ottobre, 2018 (modificato) si...ma se non sono in alta conservazione...non e' che poi siano tanto interessanti Modificato 21 Ottobre, 2018 da poeta Cita
Acqvavitus Inviato 22 Ottobre, 2018 #50 Inviato 22 Ottobre, 2018 12 ore fa, poeta dice: si...ma se non sono in alta conservazione...non e' che poi siano tanto interessanti Si, lo so.....ma se si ritrova per caso è sempre una soddisfazione!! Cita
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