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Un Picciolo e un Giulio


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Posto un esemplare proveniente da una recente asta che a mio avviso rappresenta un piccolo capolavoro: è un Picciolo senza data di Cosimo I. Coniata, secondo le ricerche di Pucci, nel 1560 in soli 26.872 esemplari, è considerata R2. E' una piuma in rame del peso di 0.36 g, ma la finezza del ritratto di S. Giovanni Battista è particolare e ingrandendola decine di volte può essere apprezzata nei suoi minuti particolari. Sempre il "Pucci" la considera variante e fotografa proprio questo esemplare nel suo volume su Cosimo I; la variante consisterebbe nella legenda IONNES al R/ anziché IOANNES; credo però si tratti di un abbaglio, perché potrebbe più semplicemente trattarsi di ribattitura.

Qualche commento al riguardo?

Picciolo.jpg

Modificato da Giov60
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@Giov60, quello che hai pubblicato è un piccolo capolavoro, la lettera A si vede chiaramente sotto la O, e secondo me hai perfettamente ragione a pensare ad una ribattitura. Domani mattina mi viene a trovare Andrea portandomi un suo nuovo libro, ne parlerò anche con lui ma di sicuro ci darà ragione!  Complimenti per averlo notato.

Ti correggo solo la rarità che lui indica in R.

Modificato da Zenzero
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7 ore fa, Zenzero dice:

@Giov60, quello che hai pubblicato è un piccolo capolavoro, la lettera A si vede chiaramente sotto la O, e secondo me hai perfettamente ragione a pensare ad una ribattitura. Domani mattina mi viene a trovare Andrea portandomi un suo nuovo libro, ne parlerò anche con lui ma di sicuro ci darà ragione!  Complimenti per averlo notato.

Ti correggo solo la rarità che lui indica in R.

Concordo la ribattitura è evidente, A sotto O...

Finezza incisoria spaventosa, se poi si pensa alle dimensioni del conio è stupefacente, chi l'ha improntato  doveva essere un pro incredibile, nel ritratto tutta la passione...

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Inviato (modificato)

La foto sul Pucci, vol. "Le monete della Zecca di Firenze epoca Medicea - Cosimo I" è a pag. 103, con ingrandimento.

Scrive l'autore: Questa moneta, chiamata anche "Picciolo del sale" venne battuta copiosamente durante la Repubblica anche se a periodi alterni. Non si hanno notizie esatte riguardo alla prima o alle prime battiture, in quanto nei documenti appare per la prima volta citata nell'anno 1543, quando vennero battuti circa 79.000 pezzi: Lo "scarso" servizio che offrì tale moneta è dimostrato dal fatto che oltre al 1543 verrà battuta solo nel 1545, 1546 e 1550 e in quantitativi assolutamente inconcludenti. Un estremo tentativo di riproporla al pubblico venne fatto nel secondo periodo di Cosimo, e precisamente negli anni 1560 e 1564, quando in data 28 settembre vennero battute le ultime 26 libbre. Dopo questa data la "monetina" venne tolta dalla circolazione e mai più battuta (...).

A questo proposito una correzione: la tiratura fu di 26.872 esemplari nel 1560 e di 24.440 nel 1564. Incisore dei conii, come risulta (intagliatore de' ferri) fu Domenico Poggini, che tra il 1550 e il 1567 ricoprì il ruolo di incisore ufficiale di zecca (per un periodo insieme al fratello GiovanPaolo). Erano orefici alle dipendenze di Cosimo I e menzionati da Cellini  che ad essi trasmise parte della sua esperienza.

Una mia osservazione finale "a prescindere": l'opera di Pucci sulla monetazione di Firenze è esemplare come connubio tra interesse collezionistico e notizie di prima mano attinte dagli Archivi (filze) e dalla bibliografia esistente.

Pucci.jpg

Modificato da Giov60
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Inviato (modificato)

Per quanto riguarda il Giulio di cui parla il titolo di questa discussione, si tratta di una moneta estremamente rara (R5), la cui tiratura originaria fu di 813 (!) esemplari. Coniata nel 1674 sotto Cosimo III, mostra al R/ la scena dell'Annunciazione ed il conio presenta una frattura proprio sul volto dell'Arcangelo Gabriele (comunque minima) che fu forse causa di una precoce interruzione della battitura. Non mi dilungo sui giuli dell'Annunciazione, che rappresentarono una tipologia relativamente frequente a Firenze così come in molte altre zecche e periodi. Desidero solo indicare che anch'essa proviene da una recente asta, ove non è stata molto valorizzata, e mostra un'ottima conservazione.

Noto che i conii di alcuni esemplari particolarmente rari a nome di Cosimo III (secondo Pucci riferibili alla coniazione dell'anno 1672 - R5, 453 es. coniati) portano anacronisticamente l'anno 1660 (era allora a capo del Granducato Ferdinando II): la ragione è certamente quella del riutilizzo di conii di R/ di quell'anno. Nell'esemplare qui proposto si vede una piccola escrescenza di metallo accanto al n. 4 della data in alto a sn., che potrebbe quasi far leggere lo stesso come un 2. Tuttavia l'unico esemplare fotografato che ho potuto reperire (sempre sul Pucci) presenta lo stesso difetto (dunque una frattura o imperfezione di conio e anno 1674) e proviene con quasi certezza dalla stessa coppia di coni (la frattura al R/ sul volto dell'arcangelo appare in quest'ultimo più estesa).

Giulio 1674.jpg

Modificato da Giov60
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Le avevo notate pure io..sono molto ben tenute..ma il pezzo da 90 di questi giorni della Toscana Medicea sembra essere su quella Nac/Varesi sia per rarità che per bellezza, lo scudo d'oro del sole di Alessandro dei Medici..

image00188 (1).jpg

Modificato da fofo
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Indubbiamente un pezzo raro e affascinante, ma io mi sento maggiormente attirato dalla "bellezza" di un esemplare, risultato dell'incisone e della conservazione. Così la moneta che preferisco di Alessandro dei Medici, per i caratteri dell'incisione, è il testone i cui conii furono composti dal Cellini, e che pure comparirà alla NAC 115 (ma in bassa conservazione, lotto 189).

 

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1 ora fa, Giov60 dice:

Indubbiamente un pezzo raro e affascinante, ma io mi sento maggiormente attirato dalla "bellezza" di un esemplare, risultato dell'incisone e della conservazione. Così la moneta che preferisco di Alessandro dei Medici, per i caratteri dell'incisione, è il testone i cui conii furono composti dal Cellini, e che pure comparirà alla NAC 115 (ma in bassa conservazione, lotto 189).

 

I Gusti non si discutono!

Il Testone era la prima vera moneta dei Medici, si passava da monete fatte per la città di Firenze alla signoria dei Medici..

Però è una moneta che ultimamente appare spesso..non appare mai in SPL, mentre questa non appare mai e a me risulta che al Bargello sia di qualità inferiore..

Se non sbaglio pure questo scudo d'oro era del Cellini.

Saluti

Fofo

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