gpittini Inviato 7 Giugno, 2020 #1 Inviato 7 Giugno, 2020 (modificato) DE GREGE EPICURI La "Villa Publica" nell'antica Roma era il luogo in cui dovevano sostare i generali vittoriosi, con le loro truppe, in attesa del trionfo; infatti come si sa era loro vietato attraversare il Pomerium. Per questo motivo, nel 60 a.C. Cesare rinunciò addirittura al trionfo, pur di presentare nel centro cittadino la propria candidatura (credo al consolato); evidentemente si muoveva solo scortato! Nella Villa Publica erano alloggiati anche i Censori; ed era la sede organizzativa dei censimenti. Era non lontana dalla Crypta Balbi. Questo monumento è raffigurato in una moneta di P. Fonteius Capito del 55 a.C. Al D è rappresentata la Concordia, velata e diademata; legenda: P FONTEIS CAPITO III VIR CONCORDIA Al rovescio: immagine della villa, con 5 colonne e 4 arcate, ed un primo piano sovrapposto. Scritte: T DIDI e VIL PUB Si tratta della Cr. 429/2a, e non è affatto comune. Sul mio esemplare (3,5 g. e 18 mm.), molto liso, al R non si legge quasi nulla. Modificato 7 Giugno, 2020 da gpittini 2 Cita
L. Licinio Lucullo Inviato 8 Giugno, 2020 #2 Inviato 8 Giugno, 2020 Bel "rottame", perfettamente centrato e molto godibile Cita
L. Licinio Lucullo Inviato 8 Giugno, 2020 #3 Inviato 8 Giugno, 2020 La Villa Publica fu costruita nel Campo Marzio dai censori C. Furius Pacilus e M. Gegonius Macerinus nel 435/434 e restaurata, una prima volta, nel 196/194 (Livio, 34, 44, 5), nel 93 per opera di T. Didius e nel 34 da Fonteius Capito. Era sede di importanti solennità civiche, tra cui le riunioni dei comizi. Dall'esame del rovescio di questa moneta, l'architettura del complesso rivela una struttura simmetrica. La pianta dell'edificio prevedeva due piani, uno inferiore, costituito da un porticato a cinque colonne e quattro archi, e un loggiato superiore, il cui tetto spiovente era sostenuto da cinque colonne a intercolumnio stretto. Il rapporto tra il monetiere e T. Didius, nominato al rovescio, non è ancora chiaro, ma se si volesse riconoscere in P. Fonteius P. f. Capito l'amico di Cicerone menzionato nell'epistolario (Cic., ad. Att., IV, 15,6), allora la presenza della virtù personificata della Concordia potrebbe rimandare ad un legame parentale, per via matrimoniale, tra i due personaggi e, più genericamente, a quel consensus omnium bonorum auspicato in quegli anni dal celebre oratore e che prevedeva l'alleanza sociale tra i novi homines come T. Didius e i nobiles appartenenti alle famiglie più illustri di Roma, come la gens Fonteia, di cui P. Fonteius P. f. Capito era legittimo discendente Cita
L. Licinio Lucullo Inviato 8 Giugno, 2020 #4 Inviato 8 Giugno, 2020 Sono diverse le monete che ci tramandano i monumenti del centro di Roma, anche del periodo repubblicano. Avevo provato a raccoglierne qualcuna qui: https://www.lamoneta.it/topic/106984-a-spasso-per-il-foro/ (e avevo dimenticato la Villa Publica!) 1 Cita
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