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grigioviola

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Wiesbaden è la seconda città più popolosa del Land Assia in Germania di cui ne è anche il capoluogo ed è nota fin dall'antichità per le sue terme contando ben 26 sorgenti.

In epoca romana la città assunse una discreta importanza e nei suoi pressi venne edificato un importante forte militare.

Questo breve cappello introduttivo è per inquadrarvi geograficamente e storicamente la zona di provenienza di un paio di monete di recente acquisizione di cui in questi giorni ho avuto modo di ricostruire attentamente il pedigree.

Si tratta di un paio di antoniniani di Vittorino che nel 1966-67 il numismatico R. Weiller ebbe modo di rilevare nel mercato acquisendone un lotto di 274 esemplari: tutti di questo usurpatore gallico e tutti provenienti da un tesoro appunto scoperto nei dintorni di Wiesbaden nel 1936-37.

Le informazioni riguardanti questo ripostiglio sono molto scarne e Weiller le ha raccolte in un piccolo articolo pubblicato nel numero 7 di Numismatic Chronicle del 1967 grazie anche ad alcune informazioni raccolte dagli studiosi Maria R. Alfoldi e Marcel Thirion.

Il deposito, di cui non si ha una lista esaustiva degli imperatori, copriva un periodo che andava dal regno di Postumo a quello di Costantino (259 - 337), constava di diversi chilogrammi di monete e conteneva anche 5 antoniniani di Leliano. 

Weiller nel suo studio non lo dice, ma data la relativamente elevata presenza di antoniniani di questo raro usurpatore, la presenza di antoniniani di Postumo e di almeno 274 antoniniani di Vittorino appare verosimile, a mio avviso, che il termine di chiusura con Costantino possa essere falsato dal ritrovamento sparso nei pressi del ripostiglio di monete in realtà non facenti parte del deposito che doveva invece essere un classico ripostiglio di antoniniani del III secolo. O ancora, che si trattasse di due distinti ripostigli interrati in zone vicine in epoche distinte salvo poi essere rinvenute assieme e contestualmente immesse nel mercato numismatico.

Weiller a tal proposito afferma "no further details are known to me except that the coins were dispersed soon after the discovery, so making a complete description impossible".

Dall'analisi di questa sola porzione superstite di antoniniani di Vittorino, Weiller ricava una presenza percentualmente superiore di antoniniani attribuibili alla zecca che Elmer identifica con Colonia (circa 2/3 contro la porzione rimanente attribuibile alla seconda zecca di Trier). Inoltre, all'interno di questo gruppo maggiore lo studioso osserva come vi siano relativamente molti legami di conio e uno stato di conservazione superiore con diversi esemplari apparentemente accantonati senza aver circolato a lungo.

Gli esemplari in mio possesso sono quelli catalogati rispettivamente al numero 74 e 132 del report pubblicato da Weiller:

WIESBADE_H_01_VITTORINO2EX.-01jpg.jpgWIESBADE_H_01_VITTORINO2EX.-02jpg.jpg

D\ IMP C VICTORINVS°P°F°AVG
R\ PAX AVG, V|*, ramo di palma
2,70 gr - 20 mm - or. assi 7h
cat. n. 74

WIESBADE_H_01_VITTORINO1EX-01.jpgWIESBADE_H_01_VITTORINO1EX-02.jpg

D\ IMP C VICTORINVS°P°F°AVG
R\ INVICTVS AVG, *|
2,60 gr - 18 mm - or. assi 1h
cat. n. 132

La ricostruzione del pedigree che sono riuscito a ottenere è la seguente:

1936-37 Wiesbaden hoard - 1966-67 ex R. Weiller (274 antoniniani di Vittorino) - 1968 ex Seaby - 2021 ex Baldwin of St. James auction 56 (from an english gentleman collection) - 2021 ex Den of Antiquity

La cosa che rende questi pezzi per me ancor più interessanti, è anche il corredo documentale che li accompagna e che è stato creato dall'ultimo proprietario (il cosiddetto english gentleman citato nell'asta Baldwin):

WIESBADE_H_01_VITTORINO2EX.jpg

WIESBADE_H_01_VITTORINO1EX.jpg

Le monete sono corredate dal caratteristico ticket rotondo tanto caro ai collezionisti d'oltremanica, da una scheda descrittiva in cui sono indicati i dati relativi alla provenienza e alla catalogazione e da una foto-ingrandimento in bianco e nero d'epoca.

Tutto questo corredo mi fa pensare a un collezionista molto meticoloso, appassionato e studioso.

Per chi volesse approfondire, il breve articolo su questo ripostiglio che ho citato in precedenza, lo potete leggere per intero qui: https://www.jstor.org/stable/42664462?seq=1

Modificato da gpittini
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Bellissimo articolo . Giusto per inquadrare storicamente e geograficamente la zona del ritrovamento , Wiesbaden si trova nei pressi di Francoforte , presso cui sorsero almeno tre forti militari sul Meno in epoca romana , fin dalla dinastia di Vespasiano e dei Flavi quando vennero occupati gli Agri Decumates e in seguito alle campagne germaniche di Domiziano quando tutta la zona entro a fare parte del limes germanico-retico in Germania .

In epoca romana Wiesbaden si chiamava Aquae Mattiacorum , dal nome del popolo germanico dei Mattiaci , popolo che nel 69 prese parte alla rivolta batava .

Limes_germanico-retico_Domiziano.png

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@grigioviola

Innanzi tutto complimenti le acquisizioni che sicuramente arricchiranno una collezione già di tutto rispetto.

Quanto alla discussione (molto bella, si legge tutta d'un fiato)  vorrei chiederti come si spiega l'alto numero di antoniniani di Vittorino acquisiti da Weiller: scelta personale o era proprio alta la presenza di Vittorino nel Wiesbaden Hoard? In questo secondo caso: c'e' un motivo?

Inoltre, ho visto che parli di due zecche, Colonia e Treveri. Volevo chiederti come si spiegano i maggiori legami di conio ed un migliore stato di conservazione per la zecca di Colonia riferite a questo hoard (se ho capito bene il passaggio in cui ne parli) e se queste osservazioni possano essere estese ad altri hoards, tenendo conto delle differenze geografiche (a proposito delle tue: a che zecca sono attribuibili?)

Ti ho tempestato di domande!! 

Ciao da Stilicho

 

 

Modificato da Stilicho
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  • gpittini ha messo questo topic in primo piano

Wieller non dice come sia entrato in possesso di questo nucleo, è lecito supporre che il ripostiglio sia stato smembrato e immesso nel mercato a lotti suddivisi per imperatore e che conseguentemente Wieller abbia acquistato uno di questi lotti.

Non c'è alcun modo di sapere se tra i vari chili di monete che costituivano il ripostiglio la percentuale di esemplari di Vittorino fosse rilevante o meno. A mio avviso ne mancano molti all'appello di esemplari di Vittorino: è irragionevole pensare che in un ripostiglio che copre un arco temporale da Postumo a Costantino (?) ci siano diverse tipologie di esemplari di Vittorino assenti. È un dato assolutamente parziale che non offre alcuna idea della struttura del ripostiglio nel suo insieme.

Come pure la percentuale maggioritaria della zecca di Colonia (tenendo la classificazione di Elmer) andrebbe vista in relazione anche alle altre emissioni galliche per vedere se la provenienza del ripostiglio poteva essere legata in qualche modo proprio a questa zecca. Trier e Colonia sono pressappoco alla stessa distanza da Wiesbaden, quindi non è nemmeno ipotizzabile un ripostiglio geograficamente posto più vicino a una zecca piuttosto che all'altra. Tuttavia in base all'utilizzo o alla destinazione d'uso del ripostiglio si potrebbe scoprire il motivo di questa percentuale maggiore. Più che il quantitativo in sé riferibile a Colonia, è interessante l'aspetto qualitativo (maggior conservazione) e la presenza di legami di conio: come se queste monete appena emesse venissero già messe da parte "nei pressi" della zecca. Sì trattava di denaro mai fatto circolare e accantonato per il pagamento delle truppe? ... ricordiamoci della presenza del forte romano in città....a son tutte congetture che non avranno mai risposta.

5 ore fa, Stilicho dice:

a proposito delle tue: a che zecca sono attribuibili?

I miei due esemplari sono attribuibili alla zecca di Colonia (classificazione classica di Elmer).... Ma anche qui sulle zecche, ce ne sarebbe da dire!

  • Grazie 1
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