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PROBVS, antoniniano SOLI INVICTO (quadriga di fronte)


Quintus
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Marco Aurelio Probo

Marco Aurelio Probo conosciuto anche come Probo (in latino Marcus Aurelius Probus, nato a Sirmio il 19 agosto 232 e morto a Sirmio nel 282) è stato un imperatore romano dal 276 fino alla sua morte.

Divenuto tribuno militare all'età di 20 anni, si racconta che durante l'impero di Valeriano (tra il 254 ed il 258) combatté una guerra contro i Sarmati Iazigi che si trovavano di fronte ai confini della Pannonia inferiore, e spintosi oltre il Danubio, aveva compiuto molti atti di valore.

"Dinanzi all'esercito adunato, gli furono donate quattro aste senza cuspide pubblicamente, due corone vallari, una corona civica, quattro vessilli senza fregi, due braccialetti d'oro, una collana d'oro ed una coppa sacrificale di cinque libbre. In questo stesso periodo liberò dalle mani dei Quadi [ndr. che si trovavano di fronte alla fortezza legionaria di Brigetio] il giovane nobile Valerio Flaccino, imparentato con Valeriano. Per questo motivo lo stesso Valeriano gli conferì la corona civica." (Historia Augusta, Probo, 5.1-2)

Al momento dell'acclamazione imperiale, dopo aver avuto una gloriosa carriera, ricopriva un alto incarico in Oriente (forse come praefectus legionis).
Probo è uno dei cosiddetti "imperatori illirici" (spesso di origine plebea e nativa, che in virtù della riforma di Gallieno, la quale abolì le cariche senatoriali, assursero ai gradi più alti dell'esercito e dell'impero) espressi direttamente dal consenso delle legioni. Egli cercò con tutte le sue forze di sanare la situazione di decadenza dei suoi tempi e difese l'impero dalle sempre più frequenti invasioni d'oltre confine. Regnò poco, come quasi tutti gli imperatori di questo periodo, dal 276 al 282. Pur rimanendo un tipico esempio dell'assolutismo imperiale dell'epoca, cercò di mitigare i rapporti con il Senato, lasciando a quest'assemblea una qualche parvenza decisionale.
Quando nel 276 fu proclamato dalle sue legioni imperatore contro Floriano (che fu sconfitto, a detta di Zosimo, per il diffondersi della pestilenza nel suo esercito), ricopriva un incarico in Oriente. Dopo aver vendicato la morte dei predecessori Aureliano e Tacito, intraprese nel 277 una campagna in Asia Minore contro i goti, assumendo il titolo di Gothicus maximus. Dopodiché, spostandosi in Gallia con l'esercito, sconfisse i germani ivi penetrati, respingendoli oltre il fiume Neckar e mettendo in sicurezza il settore renano, dove strinse un foedus con le popolazioni stanziate negli Agri decumates. Respinse anche i burgundi e i vandali che avevano invaso la Rezia (molti di questi, fatti prigionieri, li trasferì in Britannia), mettendo in sicurezza il limes danubiano e assegnandosi nel 278 il titolo di Germanicus maximus. Probo avviò un processo di più fitto inserimento dei peregrini nell'esercito, consentendo arruolamenti in massa di truppe tra i barbari e autorizzando il loro accesso agli incarichi civili. A conferma, se non di una accentuazione del ruolo dei barbari, almeno di un'altra considerazione del loro apporto, una lettera spedita dall'imperatore al Senato così precisava la questione:

"Ormai tutti i barbari arano per voi, sono al servizio e combattono contro le tribù dell'interno [...]. Le terre di Gallia sono arate dai buoi dei barbari, i gioghi catturati offrono il collo ai nostri agricoltori; le greggi di diversi popoli pascolano per nutrire noi, i cavalli si incrociano con i nostri, i granai sono pieni di frumento barbarico." (Historia Augusta, Probus, 15)

Oltre che ad arginare le sempre più frequenti scorrerie ed invasioni di popoli e tribù, Probo dovette occuparsi anche di coloro che, a vario titolo, vollero contendergli il titolo imperiale. L'imperatore infatti non volle mai nominare un co-reggente, a costo di intraprendere lunghi e dispendiosi viaggi in lungo e in largo per l'impero.
Nel 280 Giulio Saturnino, governatore della Syria, fu proclamato imperatore dai soldati. Morì assediato dai fedeli di Probo, ad Apamea. Nello stesso anno Proculo, un militare di nobili origini, nominato imperatore dai suoi uomini fu eliminato da Probo. Sempre nel 280 un altro militare, Bonoso, si proclamò imperatore a Colonia, fu combattuto e ucciso da Probo.
Ristabilita una certa tranquillità nell'impero, Probo si accinse a risolvere il problema del peso economico dell'esercito sulle sfinite casse imperiali e si dedicò alle questioni interne. Perseguendo una politica di accomodamento col ceto aristocratico di Roma (della quale portò a termine la cinta muraria iniziata da Aureliano), tentò dapprima di aumentare la presenza umana in alcuni territori che si erano spopolati in conseguenza dei continui conflitti, stanziando coloni barbari (bastarni, gepidi, grautungi e vandali) con lo scopo di farne, in futuro, nuovi contribuenti per il fisco. Poi, ordinò che alle legioni fossero imposte corvée al di fuori dell'impegno bellico (soprattutto in agricoltura e nell'edificazione di opere pubbliche). Fu Probo a rilanciare la coltivazione della vite, specialmente in Gallia e Pannonia, dopo che era stata proibita sotto Domiziano per evitare carestie.
L'aver gravato di eccessive incombenze le legioni incentivò forse le truppe alla ribellione. Le milizie di stanza a Sirmio infatti, che erano impegnate in un'opera di prosciugamento delle circostanti paludi, si unirono ad una rivolta militare delle truppe della Rezia capitanate da Marco Aurelio Caro (prefetto del pretorio che aveva ottenuto un comando speciale sulla porzione occidentale pochi mesi prima) ed eliminarono Probo che, in quel momento, si trovava proprio a Sirmio. Pare che stesse apprestando i preparativi di una spedizione contro la Persia sasanide. (Liberamente tratto da Wikipedia)

2118895466_PROBVSantoninianoSOLIINVICTO2.thumb.jpg.3f7f6ca3847aa9c41b8b70bffd9621fe.jpg

Valore nominale: Antoniniano
Zecca: Cyzicus
Officina:
Anno: 280
Diritto:
. IMP C M AVR PROBVS P F AVG (Imperator Caesar Marcus Aurelius Probus Pius Felix Augustus)
. Busto consolare, radiato a sinistra visto di 3/4 di fronte, tiene nella mano destra lo scipio (scettro) sormontato da un'aquila.
Rovescio:
. SOLI INVICTO (Soli Invicto)
. Il Sol radiato in piedi di faccia in su in una quadriga aperta, alza la mano destra e tieneo una frusta nella mano sinistra
Campo: CM
Esergo: XXI delta
Conservazione:
Rarita': Comune
Metallo: Billone
Peso: 3.14 gr
Diametro: 23.00 mm
Riferimenti/Link: RIC V-2 Cyzicus 911, Sear 12041
Note:

Per par condicio un altro tipo di antoniniano di Probo, sempre Sol Invictus ma cn la quadriga vista di fronte.
Ennesima bellissima moneta anche se comune.

Ave!

Quintus

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DE GREGE EPICURI

Ho sempre trovato meravigliosa questa moneta, anche se (o forse proprio in quanto) la visione prospettica è falsa: se i cavalli galoppassero in questo modo, romperebbero semplicemente i finimenti, e addio quadriga! Questo esemplare che hai mostrato ha inoltre un'ottima conservazione.

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Buonasera. 

Sulla moneta posso solo dire bei dettagli e nell'insieme ottimo stato di conservazione. 

Per il personaggio storico Probo ti segnalo questo link

https://www.bianchirossiebollicine.com/blog/marco-aurelio-probo-limperatore-del-vino/NID011CAE

ovvero una chicca su un suo editto non molto noto e che ha segnato comunque un settore...

Ciao

Illyricum

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Supporter

Per mia curiosità sono andato a cercare di capire il significato delle lettere  C M presenti sul rovescio e ho visto che sono le iniziali di Cyzici Moneta. Non ci avevo pensato.

COINS OF PROBUS (probvs.net)

City mintmarks on coins of Probus as listed in RIC
 
City
Symbol for city
Example on a coin
 
Antioch
Aurei only:

ANT


A and A dot
 

 
Cyzicus
CMXXI and MCXXI
 
CM
XXI

(Cyzici Moneta, Moneta Cyzici)

BMC
CXXI
CXXIM
XXIMC
XXICM
 
mms.CM-ex.JPGmms.MC-ex.JPG
Lugdunum
Lugdunum did not use a city mark, but most of the issues of this mint are instantly recognizable by the use of numerals I, II, III, and IIII in the exergue. In last emission A,B,C,D were usedin the fields.
N/A
Rome

From second emission onwards:

R

mms.R-ex.JPG
Siscia

SIS

Chiefly on aurei. Antoniniani marked SIS
are offstrikes (abschlag) from aureus dies.
 

mms.SIS-ex.JPG
Serdica

Very rarely:

SERD


On coins of fourth emission only:

MS

(Moneta Serdicae)


On coins of 6th emission only:

XXIMS

 

mms.SERD-ex.JPG
Ticinum

In first emission TI
in form: officina mark + TI
e.g. PTI

Until the sixth emission T
in form: officina mark + XX + T
e.g. PXXT

From 6th emission onward city mark no longer used
mms.T-ex.JPG
Tripolis
Tripolis did not use a city mark during this reign.
N/A

Ne ho ancora da studiare!

Ciao da Stilicho

Edited by Stilicho
tabella
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2 ore fa, Illyricum65 dice:

Sulla moneta posso solo dire bei dettagli e nell'insieme ottimo stato di conservazione. 

Grazie!

2 ore fa, Illyricum65 dice:

E pensare che una volta Domiziano mi era simpatico! 🙂

Link interessante, grazie!

Ave!

Quintus

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3 ore fa, gpittini dice:

DE GREGE EPICURI

Ho sempre trovato meravigliosa questa moneta, anche se (o forse proprio in quanto) la visione prospettica è falsa: se i cavalli galoppassero in questo modo, romperebbero semplicemente i finimenti, e addio quadriga! Questo esemplare che hai mostrato ha inoltre un'ottima conservazione.

Più che una prospettiva la chiamerei "licenza poetica"! 🙂

E' un po' tipo che effetti speciali di oggi, assurdi ma spettacolari!

Ave!

Quintus

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