Vai al contenuto
  • Sky
  • Blueberry
  • Slate
  • Blackcurrant
  • Watermelon
  • Strawberry
  • Orange
  • Banana
  • Apple
  • Emerald
  • Chocolate
  • Charcoal
  • Annunci

    • Reficul

      Aggiornamento   15/10/2017

      Oggi inizia l'aggiornamento del forum v2018. Potrebbero verificarsi problemi e il forum potrebbe rimanere per pochi minuti non raggiungibile.
      Comunicherò successivamente con un topic in sezione news tutte le novità.  
Accedi per seguire questo  
virgilio

giano bifronte

Risposte migliori

virgilio

Vi posto questo giano bifronte , un monetone di 29,1 grammi

33-34 mm di diametro e 4mm quasi 5mm di spessore.

lato a: doppia faccia ,lato b prua di nave.

quello che ho appreso è che sembrerebbe essere moneta di epoca repubblicana e che è stata ottenuta per fusione anzichè per coniatura.

Vi chiedo cortesemente altre info riguardo a questa moneta o altri post in cui se ne parla.

grazie.

post-1273-1190032266_thumb.jpg

post-1273-1190032280_thumb.jpg

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Rapax

E' un asse repubblicano ma non è fuso. Per quest'ultima tipologia ti segnalo questa pagina dei manuali:

La Moneta Fusa

Al rovescio vedi traccia di legende?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

LUCIO
E' un asse repubblicano ma non è fuso.

261432[/snapback]

Il dubbio era venuto anche a me guardando i tratti della rappresentazione al diritto (oltre al profilo un tantino "scodellato" di tutta la moneta), però il peso non sarebbe eccessivo per essere un asse coniato?

E poi i codoli di fusione mi sembrano un po' troppo evidenti per essere imputati solamente alla predisposizione del tondello.

Non sono sicuro di quello che dico, ho solo un po' un dubbio.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

caiuspliniussecundus

No, è coniato con certezza. Questo tipo di emissione (Giano bifronte/prora navis) nasce coniata. E' vero però che a volte si ravvedono sui tondelli delle asperità che ricordano i codoli di fusione. questo perché il tondello è grosso, spesso e pesante e comunque era ottenuto per fusione. Ma la moneta, dopo la manifattura del tondello, passava sotto i conii. Il peso poi non è neanche eccessivo. Un asse sestantale potrebbe pesare fino a 45 gr. Il paragone più simile sono le litre siracusane del tempo di Agatocle, molto grosse e pesanti, anch'esse presentano tracce della manifattura del tondello avvenuta per fusione. ma non sono fuse.

ciao

caius

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

LUCIO

In effetti ne avevamo già parlato un'altra volta ;) .

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

virgilio

da non esperto però io direi che la moneta è di fusione in quanto si vede sul bordo un foro. sembra dovuto alla interruzione del flusso di colata ed il bordo ha tutto attorno la tipica escrescenza della fusione.

la epoca quale è? all'incirca.no non vedo traccia di leggenda.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

quattrino
da non esperto però io direi che la moneta è di fusione in quanto si vede sul bordo un foro. sembra dovuto alla interruzione del flusso di colata ed il bordo ha tutto attorno la tipica escrescenza della fusione.

la epoca quale è? all'incirca.no non vedo traccia di leggenda.

261588[/snapback]

Confermo quello che ha detto Caius, che è uno specialista nel campo delle repubblicane. Quello che vedi è, come dici tu, probabilmente il residuo della fusione pechè i tondelli erano ottenute mediante fusione in stampi. Il tondello così ottenuto veniva poi coniato successivamente. Tutti gli assi successivi alla riduzione sestantale (post 211 a.C.), come il tuo, sono infatti coniati. Se non riesci a leggere simboli, monogrammi o lettere non credo si possa essere più precisi con la datazione....

Ciao.

quattrino

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

danielealberti

I cordoli di fusione erano i canaletti che collegavano tra loro gli stampi per i tondelli, in essi scorreva il metallo fuso e riempiva lo spazio cirolare che poi diventava il tondello.

Una volta raffreddato il tutto ne usciva una specie di ramo , gli addetti dovevano troncare i cordoli per avere i tondelli da coniare, in alcuni casi il moncone del cordolo risulta addirittura sporgente dal tondello, in questo caso potrebbe essere stato spezzato. Voi che ne dite?

lele

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere registrato per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

Accedi per seguire questo  

Lamoneta.it

La più grande comunità online di numismatica e monete. Studiosi, collezionisti e semplici appassionati si scambiano informazioni e consigli sul fantastico mondo della numismatica.

Hai bisogno di aiuto?

×