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Nella mia umile ignoranza ritengo le analisi sul 10 scvti di numa numa corrette (nell'articolo citato il fatto che sia nominato l'Imperatore Massimiliano e non più Corrado è spiegato) , ma concordo con adamaney e picchio sulle analisi intorno al pezzo in discussione.

Il punto da approfondire è capire se Giano II ebbe le condizioni per coniare un pezzo da ostentazione del genere, oppure se trattasi solo di una burla ottocentesca inventata di sanapianta (ritratto compreso, anche se sarebbe da contattare il CSI per stabilire dal ritratto della moneta con quello dipinto del nonno evidenti elementi comuni :lol: :lol: :lol: )

Modificato da fra crasellame
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ciao numa numa, leggo con interesse il tuo post.

In assenza di esami documentali sono certamente, a priori, d'accordo con te, quando scrivi "non ne sarei così sicuro". Di certo non c'è niente, sono solo opinioni e solo parole, anche le mie, che, appunto, in assenza di documenti possono solo essere il frutto dell'analisi dei dati in nostro possesso.

I dati in nostro possesso ritengo possano essere tratti

- prima di tutto dalla moneta stessa,

- in secondo luogo da quelle che la circondano, geograficamente e cronologicamente,

- in terzo luogo dalle condizioni storiche, politiche ed economiche che creano il contesto della moneta stessa.

Vanno fatte alcune premesse (riassumo, si potrebbe andare avanti; tralascio anche le considerazioni possibili su un grosso pezzo d'oro fuso piuttosto che coniato):

- in 499 anni la Repubblica di Genova non ha mai prodotto emissioni che si distaccassero dal Cunrad' Rex / castello. La prima palese obiezione va frenata ricordando come le emissioni francesi vadano piuttosto considerate produzioni reali realizzate dalla zecca di Genova (aventi infatti corso in tutta la Francia) piuttosto che monete della Repubblica di Genova. Non dimentichiamo le considerazioni derivanti dallo status giuridico dopo la dedizione a Carlo VI.

- in 659 anni anni la Repubblica di Genova non ha mai prodotto monete con ritratto, né lasciato spazio formale a personalismi

- non si conoscono, ad oggi, massimali dogali perpetui da 10 ducati

- non si conosce, ad oggi, una motivazione plausibile per cancellare il riferimento a Corrado il Salico in favore di Massimiliano, solo su questa emissione e non su altre riferibili a Giano II e non sulle successive

- andrebbe discusso a fondo se e come Giano II potesse essere nelle condizioni politiche di potersi permettere una emissione di questo tipo

tutto il resto, anche le mie opinioni, sono solo parole. La mia opinione è che considerare questa emissione aurea una moneta sia una simpatica trovata commerciale per (tentare di) venderla ad un prezzo più alto. Dal punto di vista numismatico, al pari dell'attribuzione a Giano III (sic) con le date di Giano I proposta dal catalogo d'asta, una boiata. Grossa.

Ciao

Concordo con quasi tutte le affermazioni. Sta di fatto che, partendo dal presupposto che il pezzo sia autentico (come parrebbe essere) e non una invenzione di qualche estroso falsario, le sue sembianze sono sicuramente di moneta piuttosto che di medaglia.

Se osserviamo le pochissime medaglie d'oro prodotte a quell'epoca e framcamente sul momento non me ne viene in mente neanche una (la maggior parte sono in rame e qualcuna in argento, e ripeto, per la maggior parte sono fuse non coniate) hanno un'apparenza totalemnte diversa, mentre il pezzo in questione con la legenda che racchiude il ritratto e parimenti al rovescio lo stemma della casata, appare per forma, stile, tipi prettamente un'emissione monetaria.

Tu stesso mi pare la definisci moneta nel tuo post. Sulle ragioni che hanno portato ad una tale inconsueta emissione, beh, dovrebbe essere proprio questo l'oggetto di una bella ricerca. Gia' nell'ottimo articolo postato da Fra troviamo i prodromi che potrebbero aver portato ad una coniazione di questo pezzo da ostentazione.

Ma qui mi fermo perche' ci vorrebbero ben altre indagini prima di scrivere qualcosa di sensato.

Concordo comunque che l'emissione si staglia in modo totalmente anomalo nel panorama della monetazione genovese (ma questi genovesi non sono a volte un po' pazzi?? :D ).

Potrebbe anche darsi il caso di un'emissione puramente celebrativa che il doge abbia voluto fare per se' per ragioni politiche o di prestigio che andrebbero ricercate nel clima storico dell'epoca.

Infine non mi scandalizzerei piu'di tanto; per le inesattezze riportate nel catalogo USA, come dice giustamente Picchio vige una granade approssimazione e scarsa conoscenza della storia europea da quelle parti.. :D

numa numa

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Medaglie dell'epoca in territorio genovese mi viene in mente quella di Andrea Doria, di cui se ne vede la versione bronza in qualche asta. Ne esiste una versione aurea nella collezione di Palazzo Rosso in mostra a Palazzo Tursi.

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Medaglie dell'epoca in territorio genovese mi viene in mente quella di Andrea Doria, di cui se ne vede la versione bronza in qualche asta. Ne esiste una versione aurea nella collezione di Palazzo Rosso in mostra a Palazzo Tursi.

si, ma e' totalmente diversa come tipo dal pezzo di Giano..

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Concordo con te, Numa Numa, quando affermi che le caratteristiche "tecniche" del pezzo aureo in questione parrebbero più proprie di una moneta piuttosto che di una medaglia (Dico parrebbero perché non l'ho avuta tra le mani, dico pezzo aureo perché l'unico esemplare in argento che ho avuto modo di esaminare direttamente mi ha dato fortissimi dubbi, per cui non ritengo cauto possa essere oggetto di studio). La considerazione conclusiva che penso si possa trarre è che in mancanza di documenti non si può essere in grado, ad oggi, di trarre conclusioni "definitive": in linea di principio va a mio parere dimostrato che si tratti di una moneta e non dimostrato che non si tratta di una moneta, per quanto detto sopra e per quanto espresso da vari autori.

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Concordo con te, Numa Numa, quando affermi che le caratteristiche "tecniche" del pezzo aureo in questione parrebbero più proprie di una moneta piuttosto che di una medaglia (Dico parrebbero perché non l'ho avuta tra le mani, dico pezzo aureo perché l'unico esemplare in argento che ho avuto modo di esaminare direttamente mi ha dato fortissimi dubbi, per cui non ritengo cauto possa essere oggetto di studio). La considerazione conclusiva che penso si possa trarre è che in mancanza di documenti non si può essere in grado, ad oggi, di trarre conclusioni "definitive": in linea di principio va a mio parere dimostrato che si tratti di una moneta e non dimostrato che non si tratta di una moneta, per quanto detto sopra e per quanto espresso da vari autori.

Hai una foto del pezzo d'argento ?

era sul mercato o in una collezione pubblica ?

Grazie

numa numa

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  • 2 settimane dopo...

Boh, ogni tanto qualcuno sparisce ..

Visto il gradimento suscitato dalla discussione posto un testo di un'altra zecca assai celebre per la sua produzione rinascimentale in una delle corti piu' eleganti colte e raffinate d'Europa.

Ercole I d'Este nel famos testone con l'idra al rovescio.

Da notare il ritratto a testa nuda al diritto con i lunghi capelli sciolti e la postura assai virile del signore.

Al rovescio viene rappresentata l'idra a sette teste , metafore dei lavori di bonifica realizzati da Ercole propedeutici per sanare un terreno paludoso attorno alla citta' che poi accogliera' la famosa addizione erculea.

Qualcuno interessato specificamente alla zecca di Ferrara ?

numa numa

post-4253-1232719724_thumb.jpg

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"Picchio" non si arrabbia, ci mancherebbe, anzi solo che piacere nel poter essere di spunto a più che interessanti e piacevoli osservazioni di Fra, Numa e di coloro che hanno partecipato alla discussione. C'è sempre da imparare e topic come questo tirano "aguzzano" l'ingegno. La numismatica non è una scienza esatta, nessuno di noi era presente al momento della coniazione del 10 Scuti, nessuno di noi ha la certezza ne del perchè ne del percome, ma chiunque può avvalorare delle tesi, che se suffragate da dati di fatto non possono che dipanare i dubbi che avvolgono questo massimale in oro.

Alla fine del Rinascimento le monete a Milano erano così coniate, "assolutamente prive di fantasia e di estro artistico"

si però "punisce fino alla 4 generazione" :lol: :lol:

saluti,

N.

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Bellissimo il testone da te postato Numa, con il rovescio anepigrafe che conferisce una grande compostezza alla composizione.

Posto un'altro testone, o meglio quarto di scudo d'argento, che presenta un rovescio anepigrafe come quello per Ferrara, con la rappresentazione delle colonne d'Ercole. Ma con Ferrara e gli Estensi non ha proprio niente a che vedere :lol: :

http://www.coinarchives.com/w/lotviewer.ph...115&Lot=874

Solo per confermare che a Milano le monete erano cosi coniate "assolutamente prive di fantasia e di estro artistico" :D :D

Ciao

M.

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Alla fine del Rinascimento le monete a Milano erano così coniate, "assolutamente prive di fantasia e di estro artistico"
Solo per confermare che a Milano le monete erano cosi coniate "assolutamente prive di fantasia e di estro artistico" :D :D

:blink: ...ma...ma...leggo dei dubbi?

Si sa che i testoni di Milano sono i più affascinanti. :D

Ciumbia fioeu, Milan l'e' semper Milan!

P.S.

Permettetemi un po' di spirito ogni tanto :D :D :D

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