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caiuspliniussecundus

Alcune osservazioni su due famose

Risposte migliori

caiuspliniussecundus

Cari amici

Recentemente la NAC di Zurigo ha fascicolato separatemente due famose collezioni di sesterzi di cui ha curato la vendita. Un’iniziativa lodevole che va sicuramente incoraggiata. Dato che si tratta di collezioni di altissimo livello, tra le migliori collezioni di sesterzi in assoluto, mi sono venute spontanee alcune osservazioni generali sul collezionismo e su come la gente mette insieme le collezioni. Tanto più che è raro trovare collezioni ben fatte di questo nominale, a memoria ricordo la collezione Friedrich (sempre esitata dalla NAC, quella era pressoché completa) e la collezione di Leo Benz (esitata da Lanz).

Collezione Luc Girard

Bellissimo ensemble di sesterzi in eccellente conservazione, non so se la collezione si limitasse a quanto pubblicato, però:

- mancano molti nominali di imperatori: Augusto, Tiberio, Vitellio, Elio, Pescennio, Pertinace, Herennio. Trovo francamente poco comprensibile la mancanza di un imperatore come Augusto da una qualsiasi collezione di monete romane.

- mancano del tutto i familiari della dinastia Giulio-Claudia (Livia, Agrippina, Druso, Germanico, Antonia. ecc ecc). Che collezione è senza Agrippina? la donna più bella e coraggiosa del suo tempo.

- Le auguste compaiono solo nel II secolo e sporadicamente. Ci sono le rarissime Plotina e Marciana, ma mancano nominali comunissimi come Julia Mamaea, Sabina e Faustina I.

- Molte monete provengono dalla NAC 54, asta di un anno fa. Che strano, appena costituita, la collezione è stata subito rimessa in vendita. La fretta non è certo buona consigliera nell’arduo compito di mettere insieme una collezione.

- nella collezione ci sono anche alcune monete di particolare rarità, (tra tutte il sesterzio di Vespasiano con Roma seduta sui 7 colli, oppure la consacrazione di J Maesa) ma la rarità non è evidentemente l’obbiettivo che si era posto il collezionista. In effetti i rovesci più storicamente significativi e quelli architettonici mancano.

Collezione W. J. Conte:

Composta da pochissime monete (47), alcune delle quali sono le migliori del loro genere, una specie di greatest hits del sesterzio, di sicuro impressionante per la qualità del ritratto, che sembra il principale criterio di scelta operato da Conte.

Le osservazioni non mancano:

- mancano molti nominali: Augusto, i familiari dei Giulio Claudii, Clodio Albino, Macrino, Diadumeniano, Pupieno, Gordiano III, Gallo e Volusiano.

- mancano le auguste (eccetto pochissime)

- in compenso ci sono alcuni rovesci dei più importanti: le tre sorelle di Caligola, l'arco di Nerone e quello di Claudio, il Colosseo, la Judea Capta, il Circo Massimo, adlocutio e consacrazioni. .

Questa non vuole essere una critica, direte che faccio come la volpe e l’uva :rolleyes: , può darsi, ma sono incuriosito di come la gente (che può) metta insieme la propria collezione.

Tempo fa si diceva da queste pagine che il criterio storico ormai latita perché tutti si sono gettati sulla conservazione ad ogni costo. Queste collezioni lo confermano. Con un poco di attenzione e con una spesa di poco superiore, si sarebbe potuto colmare i numerosi vuoti degli imperatori e delle Auguste, per creare una collezione più organica ed istruttiva che non fosse solo un insieme di belle (e costose) monete.

Se una collezione vuole essere veramente grande, non può mancare il porto di Ostia, e nemmeno il circo massimo o il Colosseo, e i più significativi rovesci architettonici di Traiano che hanno reso la monetazione romana giustamente famosa e rinomata. Ugualmente non può mancare qualche riferimento ai viaggi di Adriano, alle leggi volute da Nerva, le adlocutio, le galee, le consacrazioni.

E’ prevalso come criterio di scelta la qualità del ritratto rispetto alla pregnanza storico / numismatica. Questione di scelte personali, sicuramente. Ma nel loro piccolo, molti collezionisti “normali” riescono a creare collezioni più complete e più storicamente significative (sebbene in bassa conservazione). Non so quale sia la strada migliore, il mercato tende a sopravvalutare le top conservazioni e si è creata una spirale che conduce ad uno strappo tra il collezionista comune e i paperoni con possibilità economiche.

Ribalto a voi quindi la domanda: meglio poche monete al top oppure una collezione vasta e storicamente significativa (ma con monete più brutte)???

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cancun175

...meglio poche monete al top oppure una collezione vasta e storicamente significativa (ma con monete più brutte)???

Senz'altro meglio una collezione storicamente significativa. Ma qui il terreno si fa minato. Ognuno offre un proprio brandello di storia. E' praticamente impossibile, ed economicamente proibitivo, cercare un'organicità globale della storia. Appurato, quindi, che non resta che lo sviluppo di un proprio angolino di storia, nasce un ulteriore problema: con un mercato che cerca solo la perfezione estetica (e,quindi, considera la moneta come oggetto avulso da un contesto generale) il collezionista-storico vero non può che NON essere commerciante. Ma per voler essere manichei, possiamo ridurre questo postulato: il collezionista-storico vero non può che non essere commerciante nell'ambito del proprio periodo storico di riferimento.

Modificato da cancun175

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gpittini
Supporter

DE GREGE EPICURI

Ho il catalogo d'asta della Collezione Friedrich (venduta nel 1995), che avevo trovato da Ratto, prima che chiudesse. Mi ha sempre affascinato, l'ho usato spesso per confrontare e classificare i miei sesterzi, e lo consulto ancora. Comprende anche diversi medaglioni, conta 960 pezzi complessivi e va, giustamente, da Augusto a Postumo. Ma contiene molte monete di qualità cosi bassa (MB o anche MB-) che oggi sarebbero sicuramente svillaneggiate; però ci sono 3 porti di Ostia, 5 sesterzi di Vitellio ed alcuni pezzi rarissimi. Io tifo per questo tipo di collezione, a prescindere (evidentemente) dalle difficoltà di collezionare in Italia. Penso che si impari e si capisca molto di più da 10 monete MB+ che da una moneta splendida; o per meglio dire, si imparano cose diverse. Ma se ti puoi permettere solo 1 moneta ogni mese o 3 mesi, perchè la vuoi splendida, negli altri mesi che cosa fai? Vai al museo (e quale museo, poi?) o leggi libri...ma non è la stessa cosa.

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numizmo

Piccola considerazione cattiva: ma non è che, in Francese ,Luc Girad significa Pinco Pallino?

Il sesterzio di Nerone con il tempio di Giano da 35.000 franchi ha fatto più miglia del vento: Astarte-CNG-Tkalec-e poi non mi ricordo più, con realizzi ,veri o presunti , a partire dalla prima vendita a 53.000 franchi di Astarte ad una più tarda 20.000 dollari in una CNG ( da CNG è passato più volte). Dove stà la verità su questo pezzo?

Collezioni di 47 pezzi o con vistose mancanze di Imperatori mi sono sempre sembrate molto strane, direi quasi create ad hoc per una speculazione a breve termine.

Ma si sà : io sono molto maligno.....!

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skubydu

Decisamente sono tutte e 3 collezioni importanti...

personalmente se dovessi decidere di formulare un podio per le 3 sarei molto indeciso sulle prime 2, e non sul terzo posto che darei alla Girard (mi sembra una collezione un po anonima, alcuni pezzi veramente belli, ma sembra che manchi un po di anima....)

Per come concepisco la numismatica antica, forse metteri al primo posto la Friedrich, e al secondo la Conte (monete eccezzionali e decisamente migliori della Girard....).

Preferisco avere pezzi un po meno belli, ma avere una collezione completa, con anche rarità che sarebbero difficili a trovare in ottima conservazione, in modo da dare un importanza particolarmente storica.

sku

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aemilianus253

L'argomento è decisamente stuzzicante (bravo caius!), pertanto provo a dare anche io un parere.

Le collezioni citate sono tra le migliori passate in questi anni. Ci aggiungerei, qualcuno l'ha già citata, la Leo Benz, che pur con qualche moneta un po' dubbia, di sicuro rappresenta uno dei picchi tra quelle messe in vendita negli ultimi 15/20 anni. A mio parere (vado "fuori tema" per un attimo), la Benz è, piuttosto che per l'impero, soprattutto importante per la collezione di denari repubblicani, quasi ineguagliabile.

Torniamo a bomba: Luc Girard non è assimilabile a pinco pallino, se rimaniamo alla battuta di numizmo. E' persona in carne e ossa che ho avuto modo di incrociare più volte in aste internazionali, NAC in particolare. Da quanto ho capito, la sua passione erano le monete di alta qualità con patine verdi o comunque belle, non troppo toccate. Difficilmente, a mia memoria, gli ho visto prendere monete con patina non verde. Da quanto ne so, avrebbe deciso di vendere i suoi sesterzi e continuare la collezione con i medi bronzi (dovrebbe averne alcuni bellissimi, sempre provenienti da aste importanti).

La collezione Luc Girard mi sembra un tentativo "più umano" di mettere insieme belle monete, rispetto alla Conte. Quest'ultima rappresenta invece un insieme di highlight di bronzi dell'impero romano, scelti certamente con cura e dedizione, di sicuro con sforzi economici non indifferenti, ma forse un po' fredda... Fredda perchè oggettivamente un po' lontana dal sentire comune del collezionista medio.

La Freidrich è un po' la collezione tipologica che si faceva una volta, con tutti i nomi e le tipologie, le varianti, etc, messe via nel tempo.

Quale preferire? Non è facile dare una risposta giusta, perchè credo che ognuno con le proprie risorse di conoscenza e denari sia libero di fare ciò che vuole. Se avessi molti soldi cercherei di formare una collezione che fosse allo stesso tempo una storia della moneta e dell'evoluzione della stessa, sia dal punto di vista delle tecniche di coniazione, sia dal punto di vista dell'uso pratico, del potere di acquisto, del mutamente nel corso del tempo (svalutazioni, inflazione, ma anche evoluzione del gusto estetico...). Lasciamo da parte, però, i sogni irrealizzabili. :)

Quello che mi lascia un po' interdetto nelle collezioni messe in asta in questi ultimi anni è il poco tempo impiegato tra la realizzazione e la vendita. Non voglio dire che si tratti di tentativi di speculazione, anzi sono certo del contrario (peraltro, ognuno è libero di fare ciò che vuole). E' un peccato però che i collezionisti abbiano goduto così poco tempo delle gemme che erano riusciti a mettere insieme. :)

Va be', vorrà dire che se le godrà certamente qualche altro fortunato possessore che, speriamo, le tratterrà un po' più a lungo e formerà intorno ad esse un nucleo omogeneo, in base al suo modo di pensare e alla sua tipologia di ricerca. :D

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gpittini
Supporter

DE GREGE EPICURI

Visto che il discorso si allarga, io citerei anche la Gilbert Steinberg Collection, messa all'asta da NAC-Spink Taisei nel novembre 1994 a Zurigo. Ho il catalogo, che contiene anche una presentazione, ma da questa è difficile dire se l'americano Steinberg (definito come collezionista e mercante d'arte) fosse più commerciante o più collezionista. Certo è che la collezione, ricca di quasi 900 pezzi, è molto più "aggiornata" della Friedrich: spazia dalle romano-campane ad alcune bizantine in oro, e comprende per lo più monete splendide, molti aurei, alcuni medaglioni e diverse monete rarissime, anch'esse di qualità elevata. I sesterzi sono molti, ma non moltissimi. Chiude la serie un centinaio di monete provinciali, fra cui diversi c.d. "medaglioni provinciali", qualche Antinoo e numerose monete splendide e rare. Una collezione veramente bella da sfogliare e stimolante; ma francamente più attenta all'eventuale realizzo, che ad uno studio storico della monetazione.

Modificato da gpittini

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Paleologo

Quello che mi lascia un po' interdetto nelle collezioni messe in asta in questi ultimi anni è il poco tempo impiegato tra la realizzazione e la vendita. Non voglio dire che si tratti di tentativi di speculazione, anzi sono certo del contrario (peraltro, ognuno è libero di fare ciò che vuole).

Non voglio certo mettere in dubbio quanto scrivi, però il dubbio viene che non si tratti esattamente di profonda passione numismatica. A me queste supercollezioni che si fanno e si disfano in un attimo fanno pensare al capriccio momentaneo di un riccone, oppure a qualche consulente ben introdotto che si sarà incamerato le sue belle percentuali sul ROI... :rolleyes:

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aemilianus253

Quello che mi lascia un po' interdetto nelle collezioni messe in asta in questi ultimi anni è il poco tempo impiegato tra la realizzazione e la vendita. Non voglio dire che si tratti di tentativi di speculazione, anzi sono certo del contrario (peraltro, ognuno è libero di fare ciò che vuole).

Non voglio certo mettere in dubbio quanto scrivi, però il dubbio viene che non si tratti esattamente di profonda passione numismatica. A me queste supercollezioni che si fanno e si disfano in un attimo fanno pensare al capriccio momentaneo di un riccone, oppure a qualche consulente ben introdotto che si sarà incamerato le sue belle percentuali sul ROI... :rolleyes:

E' il caso che spieghi meglio il mio pensiero, soprattutto alla luce di fatti ai quali ho accennato minimamente. Il collezionista francese ha deciso di esitare la sua collezione di sesterzi (se costruita per speculazione economica o no non saprei), ma sta continuando a collezionare medi bronzi romani, il che denoterebbe, a mio parere, una certa passione. Se uno vuole realizzare più a breve dei guadagni, secondo me non lo fa con i medi bronzi, anche se in alta conservazione. Uno con bravi (e, immagino, ben pagati) consulenti lo farebbe più facilmente con gli aurei, oppure con i medaglioni, oppure continuare/ricominciare con i sesterzi... :)

Il signor William J. Conte, mi dicono, ha iniziato a collezionare monete medievali italiane, con particolare predilezione per quelle del sud e per le tipologie più piccole e umili, come i denarini in mistura. Non vedo in questo tipo di collezione grandi possibilità di investimento, soprattutto a breve termine. :)

E' pur sempre vero che tutti possiamo "ravvederci sulla via di Damasco".... :D

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piakos

Buenas tarde.

Bella discussione!

Impossibile resistere al tentativo di apportare un modesto contributo.

- Il collezionismo sistematico si va diradando...specie tra le mani forti.

- Tra le mani forti prevale la ricerca del bello se non dell'eccezionale...cfr. Conte Collection.

- Per il bronzo in genere e quello romano, tale fenomeno non è solo un'esigenza estetica ma vuole essere anche la ricerca di una garanzia. Cosa dice la NAC ai propri clienti? Egregi Signori: il bronzo è valido solamente se integro. Ciò perchè...

tra i lavori di iperpulizia, pasticceria, bollitura, colorazione, cesello, sbassatura dei campi, bulino, buchi attappati ad arte, patine riprese, patine ritoccate, patine rifatte ecc. (da circa 10 - 15 anni più che mai, confessiamolo...) al collezionista ambizioso di pezzi non farlocchi resta solo la moneta integra. Tale moneta è quasi sempre anche molto bella e - purtroppo - costosa.

- Tuttavia anche per i portafogli a fisarmonica c' è un problema specifico: il bello e l'eccezionale non è frequente a trovarsi...è stato tesaurizzato e se ne trova sempre in minore quantità...la gente allora si stufa, non trova terreno e materiale di gioco, dismette e cambia genere...dopo qualche bel giro di giostra.

Andiamo ora sul meno bello e diciamoci una verità.

Egregi amici lamonetiani...dobbiamo renderci conto che una volta, il collezionismo sistematico trovava più facilmente monete integre o sufficientemente tali...da poter consentire una bella e numerosa collezione rappresentativa di generi artistici, ritratti e periodi, anche in conservazione media o meno che media.

Oggi anche per le monete non degne dei portafogli ad organetto...prevale la amoneta artefatta, pulita, lucidata, sbollentita, ripatinata, lavorata , riparata, lavata col dentifricio e lo spazzolino, mandata dall'orefice di fiducia...oppure con i buchini da corrosione (pesticidi, piogge acide, reagenti, diserbanti ecc.) riparati, abrasi, attappati...poi i colpi di zappa...leggende artefatte...per non parlare di falsi. Insomma un bel macello.

Anche le monete che passano su eBay..o al mercatino non sono esenti...tentare di migliorare le monete e di occultare il lavoro di ripristino per quanto possibile... è ormai uno sport più diffuso del calcio.

Ecco...adesso ci possiamo spiegare perchè..chi ha deciso di spendere per la numismatica, punta sul bello...garantito...o dalla propria esperienza o da chi ne ha da vendere. Non è solamente spocchia...snobismo...sopraffazione.

Alla prima od alla decima buggeratura (per usare un cortese eufemismo) c'è anche chi decide di:

- non collezionare;

- tentare la strada delle belle monete.

Uno dice: perchè?...Colì i bidoni non li prendi...li prendi più grossi.

Certo!

Se uno vuole fare l'affare (all'italiana) ...e pagare le belle monete poco più delle brutte...è quasi sicuro che finisca così.

Se invece un appassionato ha fatto l'occhio (possiede l'arte) o si affida a persone che non possono non fornire le debite garanzie...la moneta bella canta meglio della meno bella...è più leggibile: nello stile, nel metallo, nei restauri, nei pasticci, nella conservazione...nella sua integrità.

Ergo...non tutti quelli che vanno sul bello sono degli insensibili...degli agnostici...o degli arricchiti vagamente beceri...ignari del fascino della storia...tutt'altro.

Semplicemente non vogliono buttare via i loro soldi, magari proprio perchè non li trovano per strada o per diritto di successione.

Alcuni dei migliori collezionisti italiani...non sono ricchi...sono solo gente che lavora duro ed è preda di una enorme passione.

Tutto qui.

Così va il mondo.

Così va anche la numismatica.

Vi ringrazio per la cortese attenzione e sempre...per crescere insieme.

:)

P.S.

Quanto sopra argomentato trova un temperamento nella moneta da studio...acquisita per scienza o per amore della conoscenza. In questi casi non parliamo di collezionismo in senso letterale o stretto: quello che è cliente di commercianti o di aste. Senza nulla togliere a tale splendida passione che cerca nei nummi altre gioie...prettamente colte e scientifiche... rispetto al collezionismo tipico più estetico e/o sistematico...teso all'arricchimento o al completamento di una collezione...che ha un pregio non solo prevalemtemente scientifico, ma anche oggettivo e quantitativamente economico.

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caiuspliniussecundus

I vostri contributi sono interessanti e li apprezzo molto. personalmente, avendo le possibilità per farlo, avrei cercato di creare una collezione completa per nominale, ed in un secondo momento, facendo la posta come un cacciatore, avrei sostituito i pezzi meno belli con quelli migliori che, per casualità o fortuna, fossero capitati in seguito.

Mi risulta però stridente che una persona che 6 mesi fa ha acquistato il sesterzio di Commodo (spendendo una piccola fortuna) si disfi poi di tutto così in fretta. O ha subìto un rovescio economico, oppure i dubbi che sollevava Pale (bieca speculaz.) sono giustificati.

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numa numa
Supporter

Piccola considerazione cattiva: ma non è che, in Francese ,Luc Girad significa Pinco Pallino?

Il sesterzio di Nerone con il tempio di Giano da 35.000 franchi ha fatto più miglia del vento: Astarte-CNG-Tkalec-e poi non mi ricordo più, con realizzi ,veri o presunti , a partire dalla prima vendita a 53.000 franchi di Astarte ad una più tarda 20.000 dollari in una CNG ( da CNG è passato più volte). Dove stà la verità su questo pezzo?

Collezioni di 47 pezzi o con vistose mancanze di Imperatori mi sono sempre sembrate molto strane, direi quasi create ad hoc per una speculazione a breve termine.

Ma si sà : io sono molto maligno.....!

E fai proprio bene ad esserlo..

In realtà non sono d'accordo con l'affermazione che queste collezioni di sesterzi sono "de altissimo livello" "le migliori in assoluto".

Innnanzitutto non si può parlare di collezioni bensi di "raccolte" il cui fine è ben dioverso da quello delle collezioni.

Posto che vi sono collezioni storiche di sesterzi molto complete e filologicamente interessanti anche se magari il livello di qualità non è ovviamente pari per tutti i pezzi che la compongono, queste due raccolte della NAC che vengono segnalate devono interpretarsi come l'incursione di due collezionisti colti e raffinati e soprattutto ben guidati nelle scelte dalla casa d'aste il cui scopo era quello di mettere insieme una scelta molto selezionata di esemplari pregiati per stile, patina conservazione qualità in un breve arco di tempo per poter essere rivendute in un altro breve arco di tempo.

In questo modo si massimizzano diversi criteri:

1. si trae lustro perche la raccolta è molto selezionata e con esemplari di grido

2. si fanno dei soldi perche l'investimento , sopratttutto con un mercato che tira , è praticamente assicurato

(la casa d'aste adora tra l'altro (giustamente) tale tipo di transazioni perrche permette loro di guadagnare con commissioni in ingresso e con commissioni in uscita in una raco di tempo relativamente ristretto, oltre naturalmente al prestigio di esitare raccolte di questo pregio

3. si lascia a futura memoria un bel catalogo con dotte descrizioni che testimonia la capacità del raccoglitore, il suo gusto, i suoi mezzi

4. soprattutto si rimette in circolo materiale prezioso che potrà procurare mezzi freschi per iniziare altre collezioni/raccolte

(questa pratica , adorata dai collezionisti americani, in effetti permette di fare delle vere e proprie incursioni in diversi settori colleziostici , bruciando i tempi che servono per mettere insieme una raccolta e rivendendola pochi anni dopo per poterne iniziare un'altra in settori magari completamente diversi. Il sig. Conte, cui riconosco mezzi, buon gusto e moltissima determinazione, è un esempio eccellente di tale pratica).

Se parliamo invece di "collezione" allora per favore portatemi 50-60 anni indietro e vi potrò fare nomi eccellenti.. :D

numa numa

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piakos

Più o meno la pensiamo allo stesso modo.

Una raccolta o compendio di bronzi in grande qualità...è, da qualche anno, il massimo nella numismatica. Diciamo che hanno soppiantato ciò che una volta era esclusivo appannaggio delle monete greche, tetradrammi siciliani in primis. Purtroppo gli stessi artigiani siciliani hanno sciupato tutto immettendo falsi, di vario livello, nel mercato.

Il bronzo romano è passato in Pole Position.

Infatti stanno tantando di falsificare al meglio anche i sesterzi...ma sembra che ancora non riescano a eludere gli occhi più smaliziati.

Purtroppo il bronzo autentico di grande qualità scarseggia...lo ribadisco e penso non sia un segreto.

L'appassionato ha bisogno di trovare materiale...come il tombeur des femmes.

Alla fine ci sta che possa passare all'incasso e cambiare genere.

Ecco perchè io ho ancora una gran fiducia nella monetazione pontificia...è meno difficile reperire del buon materiale, i prezzi non sono ancora in cielo e artisticamente sono di gran pregio.

Credo comunque che i vari Sigg.ri Conte e Co. non abbiano iniziato a raccogliere sesterzi per speculare o guadagnare in tempi relativamente brevi. Hanno altre opportunità di maggior guadagno...anche nel campo dell'arte e dell'antiquariato.

Per quanto ne so pensavano, cinque o sei anni or sono che il bronzo fosse più facile da trovare e da pagare...rispetto agl aureri era (e ancora è...) ampiamente sottovalutato.

Invece gli aurei belli si trovano ed il bronzo integro no.

Per di più loro stessi hanno contribuito...insieme a qualche altro personaggio..a far lievitare le aggiudicazioni.

In conclusione...raccogliere seterzi integri e belli...non è cosa facile...costano pure cari...Okkei!

Vendiamoli.

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skubydu

Più o meno la pensiamo allo stesso modo.

Una raccolta o compendio di bronzi in grande qualità...è, da qualche anno, il massimo nella numismatica. Diciamo che hanno soppiantato ciò che una volta era esclusivo appannaggio delle monete greche, tetradrammi siciliani in primis. Purtroppo gli stessi artigiani siciliani hanno sciupato tutto immettendo falsi, di vario livello, nel mercato.

Il bronzo romano è passato in Pole Position.

Infatti stanno tantando di falsificare al meglio anche i sesterzi...ma sembra che ancora non riescano a eludere gli occhi più smaliziati.

Purtroppo il bronzo autentico di grande qualità scarseggia...lo ribadisco e penso non sia un segreto.

L'appassionato ha bisogno di trovare materiale...come il tombeur des femmes.

Alla fine ci sta che possa passare all'incasso e cambiare genere.

Ecco perchè io ho ancora una gran fiducia nella monetazione pontificia...è meno difficile reperire del buon materiale, i prezzi non sono ancora in cielo e artisticamente sono di gran pregio.

Credo comunque che i vari Sigg.ri Conte e Co. non abbiano iniziato a raccogliere sesterzi per speculare o guadagnare in tempi relativamente brevi. Hanno altre opportunità di maggior guadagno...anche nel campo dell'arte e dell'antiquariato.

Per quanto ne so pensavano, cinque o sei anni or sono che il bronzo fosse più facile da trovare e da pagare...rispetto agl aureri era (e ancora è...) ampiamente sottovalutato.

Invece gli aurei belli si trovano ed il bronzo integro no.

Per di più loro stessi hanno contribuito...insieme a qualche altro personaggio..a far lievitare le aggiudicazioni.

In conclusione...raccogliere seterzi integri e belli...non è cosa facile...costano pure cari...Okkei!

Vendiamoli.

ciaoo,

purtroppo al giorno d'oggi, a me i dubbi, vengono anche su quelli che consideriamo "belli"......

Credo in parole povere, che sia per chi vende e sia chi per conferisce, interessi il realizzo. (e oggi, soprattutto come va il mercato "in" della numismatica, i soldi girano e anche tanti...)

sku

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