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Claudio I

Abruzzo Monete battaglia di Tagliacozzo

Risposte migliori

Claudio I

Salve a tutti, sono interessato (tra l'altro) alla monetazione medievale del centro-sud con un occhio di riguardo alla zona centrale. Il 23 agosto 1268 a Tagliacozzo fu combattuta una famosa battaglia fra le truppe di Carlo D'Angio e quelle di Corradino di Svevia. Volevo sapere quali erano all'epoca le monete circolanti in quei luoghi sia nelle tasche dei comuni popolani che in quelle delle soldatesche o truppe di mercenari. Un grazie anticipato a chi volesse fornirmi notizie al riguardo.

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vox79

io mi sposterei al periodo successivo , relativamente alle monete batture da Federico III d'Aragona . Approposito hai qualche cavallo di questo periodo :-) ?

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rob

Salve a tutti, sono interessato (tra l'altro) alla monetazione medievale del centro-sud con un occhio di riguardo alla zona centrale. Il 23 agosto 1268 a Tagliacozzo fu combattuta una famosa battaglia fra le truppe di Carlo D'Angio e quelle di Corradino di Svevia. Volevo sapere quali erano all'epoca le monete circolanti in quei luoghi sia nelle tasche dei comuni popolani che in quelle delle soldatesche o truppe di mercenari. Un grazie anticipato a chi volesse fornirmi notizie al riguardo.

Federico II aveva fatto di tutto per eliminare la moneta straniera dalla circolazione, e inoltre aveva fatto coniare una quantità enorme di denari, oggi peraltro noti in una quantità importante di varianti e normalmente piuttosto comuni. Questa pratica era continuata con Manfredi, e fu proseguita da Carlo più tardi.

Possiamo tranquillamente immaginare che la maggior parte delle monete in tasca ai soldati fossero di questo tipo. Circolavano anche monete bizantine, non dimentichiamoci dell'influenza economica di Costantinopoli sul Meridione anche decenni dopo l'avvento dei Normanni.

E' possibile che circolasse anche qualche denaro francese (soprattutto provinois e tournois). Se parliamo invece di moneta grossa, è possibile che ci potesse essere qualche fiorino di Firenze e grosso di Venezia, oltre a hyperpyron bizantini.

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rob

Un buon indizio potrebbe essere dato da qualche ripostiglio dell'epoca: se qualcuno ha il MEC 14 sottomano potrebbe già citarne, altrimenti stasera do' un'occhiata io.

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rob

Dopo consultazione del MEC 14 aggiusto il tiro rispetto a quello che ho scritto ieri. Secondo Lucia Travaini i ripostigli dell'epoca mostrano una notevole omogeneità di circolazione nell'area continentale del Meridione d'Italia, essendo composti praticamente solo di denari della zecca di Brindisi, solitamente di un solo tipo (quindi in questo caso direi Federico II o Manfredi). La moneta bizantina per contro era probabilmente già sparita dalla circolazione.

Il discorso cambia un po' se vogliamo parlare delle monete che portavano con sé in tasca i viaggiatori: in questo caso avremmo visto augustali e fiorini d'oro, grossi di Venezia o di altre città italiane (Siena, Milano), e denari in mistura italiani (Pavia, Lucca, Milano) e francesi (Provins, Troyes, Tours e altre).

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Paleologo

Ricordiamo che Brindisi era tappa fondamentale di pellegrinaggio. Tra i pellegrini che giungevano a Roma percorrendo la Via Francigena, molti erano quelli che proseguivano lungo la Via Appia dirigendosi verso la Terrasanta. Niente di strano quindi se si trovasse una incidenza anche rilevante di emissioni di zecche non appartenenti all'Italia meridionale.

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Claudio I

Salve, ringrazio vivamente tutti per le risposte fornitemi che sono molto esaustive; avrei ancora un quesito da porvi. Se arretriamo ancora di circa 100-150 anni, ovvero ai tempi di Ruggero I o Ruggero II, o ancora di Guglielmo I o II, quali erano le rispettive monete per quella zona? Grazie ancora per quanto segnalatomi.

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