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dabbene

VALORE DELLE MERCI NEL MEDIOEVO

Risposte migliori

dabbene
Supporter

Sabato a Nepi sono venuti fuori 2 quesiti numismatici,uno sui ritrovamenti in Corsica di denari di Lucca che nell'apposita sezione è stato trattato e che potete leggere,l'altro è ma con questi denari di Lucca o Pisa dei quali parlate tanto ,avendone un tot all'epoca cosa si poteva comprare;interessante argomento per capire il valore di queste monete e il valore delle merci in quell'epoca.

I denari di Lucca e Pisa erano monete spicciole,di poco conto per transazioni veramente minori,ma vediamo di capire meglio cosa valevano.

Ho trovato un interessante documento tratto da dal Liber Censuum Communis Pistorii di Guido Santoli di Pistoia riferito al periodo storico dal 1220 al 1270 e riferito al comprensorio di Pistoia e Pisa;qui si utilizzavano i denari di Pisa,siamo dopo la convenzione monetaria tra Lucca e Pisa e Pisa coniava i suoi denari anche se simili a quelli di Lucca con la F di Federico.

Abbiamo e qui ne riporto alcuni di valori di merci dell'epoca,alcune singolari e divertenti,con il corrispondente valore in denari pisani:

1 cotta e 1 camicia = 240 denari pisani

1 camicia e 1 serrabulis con laccetti =96 denari

filato di lana e lana=1200 denari

tovaglia da altare=672 denari

suole e calzari=360 denari

1 cappa=1200 denari

1 pelle volpina coperta di bavetta=960 denari

1 coltre(asciugamano)=480 denari

1 cavallo completo di 2 selle e 2 freni=13200 denari

1 branco di porci=9600 denari

due anni di raccolto di vino=960 denari

1 asino e 1 asina=1920 denari

due anni di raccolto di castagne=2400 denari

due anni di raccolto di ortaggi=4800 denari

1 campana per la chiesa=12000 denari

1 azarium(tavolo)=48 denari

1 coltello=84 denari

1 libro=120 denari

1 vanga=24 denari

1 casa con oggetti=19200 denari

falce,pietre,martello e incudine=660 denari

A questo punto si aprono interessanti riflessioni su cosa valevano le merci nel 1200 nel Centro Italia rispetto per esempio a oggi e sul valore del denaro pisano all'epoca.

Per esempio mi balza subito all'occhio il forte valore di un cavallo rispetto a quello di una casa e così via ......

Modificato da dabbene
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numa numa
Supporter

Molto interessante Dabbene

mi colpisce il bassissimo valore del denaro rispetto ai beni , o meglio l'enorme quantità di denari per acquistare i beni menzionati.

Trovo difficile che qualcuno portasse in giro 23.000 denari per acquistare una coppia di asini o anche 1200 denari per una cappa..

Le transazioni dovevano avvenire sicuramente con moneta più grossa, non vi è menzione di altri nominali nei documenti da te riportati ?

Quello che poi non mi quadra è il basso valore attribuito ad un "libro"..

Sappiamo, da numerosissime testimonianze originali dell'epoca, che i libri erano tra gli oggetti più preziosi (costavano piu delle case e solo i ricchi signori potevano permetterseli - erano praticamente sconosciuti presso i cittadini normali). Ad esempio la biblioteca di Federico I da Monetfeltro ad Urbino aveva un valore immenso e il proprietario ne andava giustamente fiero e non perdeva occasione di farsene vanto con gli altri potenti dell'epoca...

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dabbene
Supporter

I multipli del denaro c'erano nel documento,ho rapportato tutto volutamente io al denaro,perchè la discussione era cosa comprare coi denari; 1 SOLDO=12 DENARI;per le transazioni maggiori c'erano i grossi.

sul libro anch'io sono rimasto un pò stupito,ma tant'è risulta 1 libro=10 soldi=120 denari,un saluto

Mario

Modificato da dabbene
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417sonia
Supporter

Ciao dabbene

E' sempre molto interessante avere queste "elaborazioni" ed è sempre molto difficile reperirle.

Ad ogni buon conto, quasi sempre, emergono informazioni che ti fanno ricredere sul valore di determinate merci e le nostre certezze ed i luoghi comuni, vanno a farsi benedire.

C'erano differenze abissali nel costo di determinate cose, oggi per lo più trascurate, ma allora essenziali e se poi si considera il valore che il rame o l'argento (per non parlare dell'oro) che avevano allora, ci si rende conto della vita "grama" che conducevano i più...nutrendosi di rape, fagioli, pane e se capitava, qualche volta, alle feste comandate, carne.

Per i libri di quel tempo, ci si riferisce ai volumi fatti in pergamena e scritti a mano, spesso dai benedettini, ed altri monaci...veri capolavori, sia allora, sia oggi; la stampa venne intorno al 1450. Solo i preti e la nobiltà seli poteva permettere.

Grazie e saluti

Luciano

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rob

I 12000 denari necessari per la campana da chiesa sono in realtà 12000/12=1000 soldi = 1000/20 = 50 lire di denari (o piccoli). Una cifra del genere sarebbe stata probabilmente pagata in moneta grossa, probabilmente in fiorini d'oro, o in alternativa ma secondo me meno probabilmente, in grossi di buon argento.

A seconda dell'anno cui ci si riferisce il cambio del fiorino d'oro in denari cambia, con una continua svalutazione del denaro per svilimento dell'intrinseco. Proviamo a fare due conti rispetto a cambi noti? A casa dovrei avere qualche dato, ci do' un'occhiata, ma se c'è qualcuno più bravo e veloce di me faccia pure! ;)

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adolfos

A mio parere non ci dobbiamo dimenticare che il denaro lucchese , seguito anche dall'imitazione pisana dello stesso , è l'artefice della più importante svalutazione monetaria del Medioevo in centro Italia . Nella documentazione scritta di un rogito del 1200 giunto sino a noi , si riscontra che al cambio servivano sei denari lucchesi per un denaro pavese . Quindi le cifre indicate da dabbene si ridimensionano alquanto , almeno in altre zone italiane .

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fedafa

Interessanti da leggere su questo argomento (anche se molto datati) i volumi del conte Luigi Cibrario "Della economia politica del medio evo". Sono 3 volumi (tutti disponibili su Googlebooks). In particolare nel volume 2, a pag 165 inizia un raffronto di valute europee ed italiane per l'acquisto di grano rapportate al valore (in base al metallo) alla lira, sempre naturalmente dell'epoca dello scritto.

Allego il link al libro. Se selezionate la pag. 165 in alto trovate subito le tabelle, ma vale la pena dargli un'occhiata generale.

http://books.google.it/books?id=Ii4vAAAAYAAJ&printsec=frontcover&source=gbs_atb#v=onepage&q&f=false

Modificato da fedafa

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adolfos

Interessanti da leggere su questo argomento (anche se molto datati) i volumi del conte Luigi Cibrario "Della economia politica del medio evo". Sono 3 volumi (tutti disponibili su Googlebooks). In particolare nel volume 2, a pag 165 inizia un raffronto di valute europee ed italiane per l'acquisto di grano rapportate al valore (in base al metallo) alla lira, sempre naturalmente dell'epoca dello scritto.

Allego il link al libro. Se selezionate la pag. 165 in alto trovate subito le tabelle, ma vale la pena dargli un'occhiata generale.

http://books.google....epage&q&f=false

Grazie per l'aiuto prezioso , Dà .

Salutoni

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latino

discussione interessante!!!!!!!!!!!!

saluti

Latino ;)

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numa numa
Supporter

Sicuramente da conoscere quello che ci ha lasciato il Cibrario, anche se di scarsa utilità per i riferimenti puramente monetari :

l'obolo d'oro ricorda più monetqazioni del V sec aC piuttosto che le monetazioni in uso corrente medioevale.

Ottima la segnalazione di Fra

Rifacendo due conti rimango sempre perplesso su questi rapporti di valore :

Se alla base vi è omunque il sistema carolingio : 12 denari = 1 soldo 20 soldi = 1 libbra (circa 450gr. di argento)

vuol dire che una campana che costava 12000 denari corrispondeva a 50 libbre d'argento ! Il buon prete era un magnate ...

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