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Belisarius

Quanto tempo circolavano le monete?

Risposte migliori

Belisarius

E' un po' che mi pongo questa domanda, mi incuriosisce sapere quanto tempo rimanevano in circolazione le monete in epoca imperiale.

Al giorno d'oggi le monete circolano più o meno fino a quando l'inflazione non le rende obsolete (discorso diverso per le banconote); all'epoca della lira noi tutti avevamo in tasca 50 lire degli anni '50.

All'epoca dei Romani invece come veniva gestita la cosa?

Un sesterzio coniato sotto Augusto continuava a circolare fino a che non si consumava (e in quel caso che succedeva?), o forse il governo li ritirava periodicamente per fonderli e riconiarli con l'effice dell'imperatore regnante?

C'era un trattamento diverso per le varie tipologie di monete (Aureo, Denario, Sesterzio, Dupondio, Asse, Semisse, Quadrante)?

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rick2

mah

da quel poco che so

i sesterzi che ho visto han tutti segni di 50-70 anni di circolazione

i denari invece penso venissero tesaurizzati per quello si trovano messi bene

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gpittini
Supporter

DE GREGE EPICURI

Domanda difficile, e la risposta è molto differenziata (e io so solo alcune cose!) I bronzi repubblicani hanno circolato tantissimo, anche perchè dopo il 100-90 a.C. non è più stato prodotto bronzo fino ad Augusto. Non mi pare che Augusto abbia ritirato il bronzo precedente. I denari, da quelli repubblicani a quelli del 1° secolo, hanno circolato fino a Traiano, che ha cercato di ritirare tutto l'argento precedente ed ha un po' abbassato il titolo di Ag.In sostanza, la moneta precedente veniva ritirata in gran quantità solo al momento delle grandi riforme monetarie: quindi ad es. con Aureliano, Diocleziano, Costantino; parlo soprattutto delle monete di Ag, di mistura e dei grandi bronzi, perchè i piccoli bronzi in genere continuavano a circolare; non valeva la pena rifonderli. Ti so dire poco delle monete d'oro, perchè non le colleziono e non mi sono molto documentato; comunque, dell'oro veniva generalmente controllato il peso; credo però che si tendesse a rifonderlo, per riemettere monete col nuovo regnante. A maggior ragione poi venne rifuso quando si passò dagli aurei ai solidi.

Posso aggiungere che, solo in alcuni casi limitati, le monete molto consunte sono state contromarcate per consentire che circolassero ancora; a volte è stato precisato il numerario (es. DUP= dupondio). E' capitato per i bronzi di Augusto.

Modificato da gpittini

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Illyricum65

Un sesterzio coniato sotto Augusto continuava a circolare fino a che non si consumava (e in quel caso che succedeva?), o forse il governo li ritirava periodicamente per fonderli e riconiarli con l'effice dell'imperatore regnante?

C'era un trattamento diverso per le varie tipologie di monete (Aureo, Denario, Sesterzio, Dupondio, Asse, Semisse, Quadrante)?

i denari invece penso venissero tesaurizzati per quello si trovano messi bene

I bronzi di inizio impero non venivano ritirati, al limite contromarcati dall'imperatore successivo.

Sembra che Aureliano ritirò i bronzi di grosso modulo per coniarci i suoi Antoniniani.

Aurei e denarii venivani spesso tesaurizzati,come detto da Rick, ma bisogna distinguere tra "ripostigli di circolazione", caratterizzati da esemplari non selezionati nel tempo ma raccolti tra tutti gli averi di un dato momento. Casi classici si segnalano in località che hanno visto troncarsi improvvisamente la vita, come Ercolano e Pompei. Evidentemente il malcapitato proprietario del gruzzolo non fu più in grado di recuperare il suo tesoro, una volta terminata l'emergenza. Più spesso però si tratta di "ripostigli di selezione", scelti con oculatezza nel tempo fra quanto si riteneva di maggior valore. Tali ripostigli hanno dimensioni e valori diversi, ma per lo più costituiscono una buona riserva di valore, occultata in caso di emergenza o pericolo, a scopo cautelativo. Il luogo di nascondimento doveva essere segnalato da qualche elemento indicativo, oggi perso. Il tesoro non fu recuperato o perchè non più individuabile il luogo, o per impossibilità del proprietario.

I secondi sono perciò quelli costituiti da monete confezionate in metalli più nobili.

Quanto circolava una moneta? Mah... dipende.

Certe monete sono state tesaurizzate pressochè subito dopo l'emissione.

Denarii legionari di Marco Antonio sono stati ritrovati in ripostigli successivi al 200 d.C., per cui seppure dopo oltre due secoli avevano un certo valore, se non altro per la materia prima.

Per i bronzi... beh, esistono bronzi del I° secolo principalmente ma non solo (sesterzi ed assi principalmente), cito a memoria Galba, Vespasiano, Domiziano ,Commodo contromarcati XLII (ovvero valore 42 nummi) e riutilizzati dagli ostrogoti.

In alcuni post della sezione medioevale c'erano degli accenni al riuso delle monete bronzee imperiali come tondelli per la fabbrocazione di conii medioevali.

Come vedi la situazione è varia. Comunque... il concetto è che morto un imperatore, il successivo immetteva le sue ma non eliminava quelle precedenti. Salvo, come dice Gianfranco sopra (ha postato mentre io scrivevo) in caso di riforme monetarie o casi particolari.

Ciao

Illyricum

:)

Modificato da Illyricum65

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Belisarius

Chiaro, quindi era ssolutaemnte normale che un romano del 200 dc comprasse un chilo di pane con un sesterzio di Vespasiano, ma è altamente improbabile che un romano del 300 potesse usare un sesterzio perchè questo tipo di moneta era stato soppresso e quindi, probabilmente, non circolava quasi più.

Questo concetto si ri fa un po' a quanto dicevo nel mio prmo post: la moneta veniva usata fino a che non diventava obsoleta. Nel caso dell'impero romano abbiamo un'inflazione abbastanza stabile fino alla fine del II secolo, il che rendeva possibile avere in tasca monete coniate 200 anni prima.

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