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Matteo91

La moneta nei traffici commerciali mondiali

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collezionistabari

Ho sempre apprezzato la storia economica, mi è sempre piaciuto come argomento, ma non l'ho mai approfondito più di tanto. Matteo91 mi ha dato l'input per approfondire finalmente questo argomento da autodidatta, sin dove posso ovviamente :D

Quindi chiedo: mi sapreste consigliare degli ottimi libri che trattano la storia economica? Come periodo mi interesserebbe quello posteriore al 1492 quando si aprono le rotte commerciali con le Americhe, se avete qualche buon titolo da darmi, io son qua :P

Edited by collezionistabari
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collezionistabari

Scusate ho sbagliato

Edited by collezionistabari

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Matteo91

Collezionistabari mi accodo alla tua domanda :)

Una visione d'insieme me l'ha data il mio libro di storia economica dell'uni :"Una storia economica d'Europa - dall'espansione allo sviluppo".

Ma non approfondisce molto i commerci e le rotte..

ps: grazie comunque :) sono contento di aver stimolato qualcuno a conoscere cose nuove.

Io stesso ho trovato un nuovo stimolo nella numismatica e nel collezionismo partendo dalla storia per poi arrivare alle monete..Era quello che mi mancava ;)

Edited by Matteo91

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417sonia
Supporter

Buona serata

scusate se riprendo il mio argomento da dove l'ho lasciato, ma mi sono reso conto che, affermando l'importanza della presenza degli ebrei a Venezia, senza offrire alcun esempio al riguardo, poteva essere immaginata come una affermazione fine a se stessa e poco pertinente agli interessi commerciali del periodo in parola.

Vi porto quindi l'esempio di Giuseppe Nasi alias Joao Miquez (…..- 1579) portoghese di Lisbona, marrano (ebrei che per forza o convenienza, abiurarono la fede giudea per abbracciare formalmente quella cattolica, ma che, nella stragrande maggioranza dei casi, continuarono segretamente nella loro professione di fede originaria, mantenendo anche tutti i contatti con le varie comunità sparse per l'Europa); probabilmente sefardita e nipote della ricchissima Donna Grazia Nasi.

Durante la gioventù visse in Spagna, assumendo il cognome Mendez (o Mendes), stringendo amicizia con l'allora giovane Massimiliano Asburgo, nipote di re Carlo I di Spagna, che gli aprì le porte della corte spagnola e dei benefici che ciò comportava, compresi ricchissimi emolumenti ed interessi pecuniari. (piove sempre sul bagnato)

Quando i Mendez caddero in disgrazia, Joao tornò in Portogallo e constatato che la loro presenza si faceva "pericolosa" a causa dell'inquisizione, scappò ad Anversa, nelle Fiandre, con la zia Donna Grazia. Qui ebbe ripetuti contatti con Guglielmo I d'Orange e determinante fu il suo ruolo nel provocare la guerra degli ottant'anni tra ribelli olandesi e la Spagna, conflitto, questo, che favorì indirettamente i turchi.

Dopo gli studi nell'università di Lovanio, nel 1457, altra fuga a causa dell'inquisizione, prima in Francia e poi a Venezia.

A causa di uno degli ultimi pogrom operati da Venezia, il nostro Giuseppe Nasi abbandona la città e giunge alla corte di Solimano I e grazie ai suoi molteplici contatti in Europa, diventa un diplomatico d'alto rango e come ricompensa dei suoi servigi, il nuovo sultano Selim II lo nomina Duca di Nasso.

In questa invidiabile posizione, l'acredine nei confronti di Venezia, ebbe buon gioco e facendo leva sugli ebrei  ciprioti, riuscì ad interferire negativamente nella contesa che aveva oggetto l'isola, tra Venezia e Istambul, provocando l'occupazione della stessa da parte di quest'ultima. Non solo, riuscì – tanto per complicare ed incattivire la situazione – a provocare la cacciata degli ebrei da Famagosta nel 1568.

Nel 1570 un tal Righetto, arrestato a Venezia per aver tentato di incendiare l'Arsenale, era un parente del Nasi.

Giuseppe Nasi lo ritroviamo anche in Terra Santa, nell'impresa di ripopolamento ebreo di Tiberiade e Safad; qui fece ricostruire le mura cittadine e avviò la produzione e la lavorazione della seta; incentivò anche l'immigrazione degli artigiani ebrei per sviluppare l'industria; non riuscì invece nell'impresa di trasferire gli ebrei provenienti dallo Stato Pontificio, a causa della guerra di Cipro.

Alla morte di Selim II la sua influenza a corte svanì, ma fino alla sua morte riuscì a mantenere i suoi titoli e la pensione.

Scusate l'OT, ma ci tenevo ad evidenziare la figura di un personaggio ebreo che, col denaro e con le amicizie, riuscì a cambiare in parte il corso della storia, dei conseguenti traffici mercantili ed a modificare le politiche commerciali pur non essendo tra i nomi cospicui della storiografia, anzi, forse è tra quelli in parte trascurati.

Se è vero che tante iniziative sono state rese possibili dal denaro e dai banchieri (leggasi Fugger), tante altre sono avvenute in maniera più sommessa, ma non meno importante ad opera dei finanziatori ebrei.

Saluti

Luciano

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Matteo91

Una storia davvero interessante Luciano. Grazie per avercela raccontata :)

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donnie

Anche se ha un'attinenza relativa con la domanda, essendo appassionato della storia della pirateria nei Caraibi, che fiorì nella seconda metà del XVII secolo, mi piacerebbe sapere (se qualcuno ne è a conoscenza), che tipo di monete circolavano all'epoca in quell'area oltre ai caratteristici "pezzi da otto" spagnoli. Voglio dire, a quell'epoca avremmo trovato la sterlina di Carlo II Stuart a Saint Kitts, lo scudo di Luigi XIV a Guadalupa o i ducatoni olandesi a Curacao? O circolavano le monete spagnole anche nei Caraibi non-spagnoli?

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rick2

probabilmente solo moneta spagnola e portoghese

i ducatoni olandesi finivano poi verso l asia

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Matteo91

Riprendo questa discussione a distanza di qualche mese per porvi un altro quesito.

Abbiamo discusso su quelle che erano le monete utilizzate nei traffici commerciali dopo la scoperta del nuovo mondo; ma prima?

Quali erano le monete più importanti prima della scoperta dell'America?

Riprendendo gli interventi di Luciano, Venezia fu una delle maggiori "potenze" commerciali e lo zecchino la moneta più importante.

Leggendo altre discussioni, un ruolo importante lo ebbe sin dal 1200 anche il Grosso, o sbaglio?

Per quel che riguarda Genova e altre città?

Forse sono argomenti già trattati, visti e rivisti: però mi fa piacere proporlo e leggere le vostre risposte o, se ne avete, suggerimenti su testi e libri che affrontano tali tematiche.

Grazie,

Matteo :)

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417sonia
Supporter

Buona giornata

Per trovare e conoscere il "denaro", bisogna inseguire il "mercato"..... ^_^

Voglio dire che a seconda delle epoche, si sono sviluppati dei "mercati" diversi dal punto di vista geografico, dove era concentrato più che altrove l'import-export; non solo, ma c'erano mercati specializzati per l'acquisto di determinate merci. Esistevano poi città, come Venezia; dove si produceva poco, ma si trovava tutto e quindi costituiva un importante nodo di transito e commercio.

Al tempo del Grosso e successivamente con il Ducato d'oro (poi Zecchino) Venezia ha potuto monopolizzare - o quasi - determinati commerci tra il nord Europa, da cui importava pelli e pellicce, metalli preziosi e non; che in buona parte esportava verso l'Africa ed il medio Oriente; da qui importava seta, spezie, legni pregiati; tutte mercanzie che facevano il viaggio inverso.

Il discorso vale anche per il grano pugliese, i vini di Cipro e Creta.....tutte merci che, grazie alle navi veneziane, solcavano i mari Mediterraneo, Nero, ma anche l'Atlantico per arrivare nei Paesi Bassi, l'Inghilterra, ecc. ecc. a seguire queste merci, c'era ovviamente il denaro che ho citato, vera valuta internazionale insieme ai lingotti.

Lo stesso vale per città come Genova, Firenze, Milano....anch'esse avevano delle "sfere d'influenza" nelle quali gestivano i loro traffici e nei quali preferivano presenziare; Genova, al pari di Venezia, era una potenza commerciale marittima che doveva la sua "grandezza", proprio al fatto che possedeva una imprenditoria marinara che con le navi solcava tutti i mercati rivieraschi.

Firenze e Milano dovevano arrangiarsi diversamente e quindi usare le vie "commerciali" per antonomasia, come la via francigena, che conduceva alle famose fiere della Champagne e la svolgere i loro mercati di acquisto e/o vendita, oppure imbastire dei trattati commerciali con città marinare che consentisse alle loro merci di arrivare a destinazione tramite le navi mercantili.

E' da queste considerazioni che possiamo poi determinare il tipo di valuta preferita.

In alcuni stati l'uso del Fiorino o Genovino o Zecchino, erano indice di preferenza nei commerci con l'una o l'altra città; Venezia ebbe la preminenza su tutte, non fosse altro che per il lunghissimo periodo di indipendenza della quale beneficiò e dell'altrettanto lunghissimo periodo di battitura delle sue monete.

Con lo scoprimento di nuove rotte commerciali o di nuovi mercati, si spostava anche il baricentro dell'economia e poteva accadere che uno Stato con un mercato proficuo per la commercializzazione di una determinata merce, decadesse dopo lo scoprimento di rotte alternative e più economiche condotte da altre Nazioni. :angry:

E' ad esempio il caso dei portoghesi che, dopo aver scoperto grazie a Vasco de Gama la possibilità di arrivare ai mercati africani e asiatici produttori di spezie doppiando il Capo di Buona Speranza, si trovarono ad aver minori spese rispetto a quelle che dovevano affrontare i veneziani che acquistavano le stesse nei porti di Caffa, Alessandria, Tiro.

Non parliamo poi di ciò che avvenne con la scoperta dell'America...

Perdona se sono stato molto sintetico, ma l'argomento è vastissimo.... ^_^

Saluti

Luciano

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Matteo91

Ciao Luciano,

scusa se rispondo così tardi ma in vacanza non ho la possibilità di connettermi spesso. Grazie per la risposta che trovo invece esauriente e che offre molti spunti per ulteriori approfondimenti. E' un argomento sul quale sono sicuro torneremo in futuro con nuovi interventi.

Peccato che vi abbiano partecipato poche persone anche se molte avranno sicuramente letto :)

Grazie,

Matteo

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417sonia
Supporter

Ciao Matteo

Anch'io sono in ferie e ho grossi problemi di connessione; credo anch'io che il periodo non sia il più felice per intavolare discussioni di cosi ampio respire.

Tra ferie e problemi di connessione..... :(

Essere riuscito oggi a connettermi, ha del miracoloso.

Saluti

Luciano

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