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Tetradrammi di AKRAGAS con mostro SCYLLA


Guest Tugay Emin

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Gionny,delle altre 6 monete vorrei vedere meglio il gemini che è diverso dagli altri.ti riferivi a quello?

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Guest Tugay Emin

Gionny,delle altre 6 monete vorrei vedere meglio il gemini che è diverso dagli altri.ti riferivi a quello?

Scusatemi ,se stavo per partire con un altro tetradramma sempre di Akragas. Non pensavo che la Scylla continuasse visto che si era fermata. Ebbene si caro Dux-Sab il Gemini che posto due particolari inconfondibili .,,

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Peccato che si siano accavallate due interessanti argomenti su due diversi tetradrammi, lo "Scilla" e il "Granchio".

Chiedo l'opportunità si separarli in due distinte discussioni.

Una prossima volta, con un nuovo esempio di moneta siceliota, apriamo una nuova discussione.

Per finire il discorso del tetradramma con Scilla dell'ex-coll. Kaeppeli (Leu 76/1999 = NAC 39/2007) non ho affatto dichiarato che è un falso. E' una moneta chiaramente coniata e non pressofusa né tantomeno ottenuta per microfusione. Ho provato a ricostruire il suo pedigree. E' apparso già in un articolo di Cahn (che non era uno sprovveduto) del 1960 (in: K. Schefold, Meisterwerke griechischer Kunst, Basel 1960). Quindi l'esemplare in questione è noto in epoca sicuramente anteriore agli anni '60 e pertanto prima delle tipiche tecniche attuali di falsificazione.

A me colpisce solo la freschezza di conio e la presenza di minimi dettagli che sembrano non combaciare perfettamente su altri esemplari comunque considerati autentici, come l'es. ex-Moretti) e non riesco a capire l'esatta causa (come le pliche sul collo del cane di destra)....

Invece, passando all'altro tetradramma, col "granchio", che è classificato con Seltman n. 6, l'esemplare di Gemini è chiaramente un falso moderno, e lo posso affermare senza dubbi. Era apparso una prima volta in Gemini VI, del 2010, n. 14, con una stima di $ 110.000 e apparentemente aggiudicato a $ 88.000 (in pratica invenduto). E' stato poi ripresentato ancora in Gemini VIII, nel 2011, al n. 10 con una stima di 90.000 e dichiarato aggiudicato a € 75.000 (quindi in pratica ancora invenduto), con una progressiva discesa della sua valutazione.

Come al solito non è stato chiaramente ritirato dal commercio appunto perché falso, ma semplicemente ignorato dai veri competenti.

Dovrebbe girare ancora, come una mina vagante, ma in questo caso basta osservare la foto per vedere molto chiaramente la tipica "pastosità" dei rilievi e assenza o deformazione di dettagli, come quelli giustamente evidenziati da Gionny (lettere gamma e alfa dell'etnico ai lati della testa di aquila, che sono sparite nel pezzo Gemini, e la ruota della quadriga, con i raggi incongruamente deformi).

post-7204-0-23898700-1365329024_thumb.jp

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Scusate ma perche' continuate a passare da una discussione ad un altra,se si sta ancora argomentando sul tetra di Scilla cerchiamo di concludere questa altrimenti creiamo solo della confusione.

:nea:

Modificato da babelone
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scusate!

iago, cosa vuoi dirci? vedo che il rovescio del primo esemplare in alto(triton) ha anche questo dei particolari differenti.ancora un'altro conio?

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Aggiungiamo pure il tipico bordo perlinato che vede le sue brave perline sgranarsi e deformarsi in sorta di trattini....

ciao, a me per stile (nella realizzazione) ricorda tanto il famoso deka ex weiss ...

ciao

skuby

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Con la Termoluminescenza i falsari di terracotta e di ceramiche sono spariti. Presto spariranno anche quelli per le monete.

SPARITI? Non direi proprio...anzi..hanno solo affinato le tecniche e così i falsari di monete.

Fatta una serratura se ne trova il sistema per scassinarla, la stessa viene migliorata e di conseguenza anche gli scassinatori affineranno i loro metodi...ognuno dei due impara dall'altro. Vale per i vasi e vale per i falsi delle monete, dei bronzi antichi, dei quadri e chi più ne ha più ne metta....

Usi la termoluminescenza per riconoscere il falso? bene..e io trovo il sistema di farti avere un "falso positivo" nei tuoi esami...

Migliori la tecnica e usi l'XRF? e io mi muovo di conseguenza..

Il microscopio elettronico, ok, tanto non devo ingannare lo strumento, ma solo l'anello debole della catena: l'osservatore...ti dissemino il campo di falsi indizi positivi in modo da influenzarti e ingannarti..del resto i protocolli di analisi sono ben l di là dall'essere stilati e testati..

La cuprite è un testimone di autenticità, per te? e io te la riproduco..vuoi trovare la cirargirite sugli argenti perché è simbolo di certa autenticità? ok , e io te la riproduco con un composto che da una risultato simile, abbastanza simile da ingannarti il tempo necessario..e così via con le patine artificiali, le cristallizzazioni, i reticoli, le finte flow lines etc etc...ancora lo devono scoprire un metodo assolutamente non ingannabile...e non venitemi a dire che il metodo più certo è l'occhio e la sensibilità perché sono i più facili da ingannare....

http://www.tusciaweb.eu/2011/12/reperti-archeologici-falsi-due-arresti-a-tarquinia/- Anfore. Vasi in stile attico. E ancora monete e olle etrusche.

Sono migliaia i reperti che la guardia di finanza di Roma ha sequestrato a conclusione dell’operazione Nemesi, che ha portato all’arresto di sette persone (video).

Tra loro ci sono anche Massimo Bordo di Tarquinia e Massimiliano Congiu, nato a Roma, ma da anni residente nel paese del litorale. Entrambi, arrestati nelle loro case a Tarquinia, sono ora ai domiciliari.

Gli altri a finire in manette sono: Mariano Capomaggi, Edoardo David, Massimo Monaco, tutti e tre a Regina Coeli ed Enrico Corradi ed Enrico Diomedi, anche loro ai domiciliari.

In base a quanto accertato dagli uomini delle fiamme gialle, gli oltre tremila manufatti falsi sequestrati a Bordo erano pronti per essere venduti.

I finanzieri hanno accertato anche la sua tecnica di produzione dei manufatti. Per realizzare le opere, infatti, Bordo avrebbe inserito delle polveri provenienti dalla macinazione di frammenti ceramici autentici d’epoca nell’impasto usato nella produzione di opere moderne.

Ingegnose, però, erano anche le tecniche di contraffazione dei reperti, che venivano invecchiati attraverso l’irradiazione all’interno di macchinari ospedalieri nella disponibilità di uno degli arrestati di professione infermiere.

Modificato da numizmo
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infatti, i falsi ci sono e ci saranno sempre (cerchiamo di non sminuire il problema...) e le tecniche sono sempre piu affinate (questo è un dato di fatto).

ed il mercato del falso non riguarda solo pezzi di alto valore e conservazione, ma anche pezzi in bronzo da poche decide di euro (che ovviamente non verranno mai periziati con un microscopio elettronico).

skuby

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infatti, i falsi ci sono e ci saranno sempre (cerchiamo di non sminuire il problema...) e le tecniche sono sempre piu affinate (questo è un dato di fatto).

ed il mercato del falso non riguarda solo pezzi di alto valore e conservazione, ma anche pezzi in bronzo da poche decide di euro (che ovviamente non verranno mai periziati con un microscopio elettronico).

skuby

quello dei falsi e dei falsari è tutto, meno che un problema da sminuire...

e ricordiamoci SEMPRE che , alla fine, l'anello debole della catena, non sono i macchinari, ma chi li usa e chi interpreta i risultati..una volta riusciti a manipolare l'operatore, seminando falsi indizi o spostando la sua attenzione o , peggio, facendo in modo che il suo giudizio sia viziato da un'errore di partenza, come portarlo a pensare che una certa caratteristica sia tipica delle monete autentiche quando invece è una spia della falsità e viceversa, una volta ottenuto questo dicevamo, con trucchi e blandizie, la strada , da lì, è in discesa...

L'articolo che ho riportato sopra, ma ne esistono altri con altri metodi illustrati per altre categorie di oggetti, deve servire a dimostrare che l'attività dei falsificatori può contare su una folta schiera di aiuti e su personaggi con un notevolissimo ingegno nel riuscire a concepire metodologie atte a ingannare le tecniche di esame e , soprattutto, chi l'esame lo conduce.....

Modificato da numizmo
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...............

e ricordiamoci SEMPRE che , alla fine, l'anello debole della catena, non sono i macchinari, ma chi li usa e chi interpreta i risultati, una volta riusciti a manipolare l'operatore, seminando falsi indizi o spostando la sua attenzione o, peggio, facendo in modo che il suo giudizio sia viziato da un'errore di partenza, come portarlo a pensare che una certa caratteristica sia tipica delle monete autentiche quando invece è una spia della falsità e viceversa, una volta ottenuto questo dicevamo, con trucchi e blandizie, la strada , da lì, è in discesa...

Il problema è proprio questo.

Il vero obiettivo del falsario è quello di ingannare semplicemente chi compra oppure chi può immettere la moneta nel circuito delle aste e/o del mercato.

Tanto al massimo la falsità potrebbe emergere solo in un secondo tempo e magari a distanza di anni, grazie anche all'affinamento di tecniche di osservazione, ma questo importa molto relativamente al falsario che comunque ha raggiunto il suo obiettivo e cioè incassare rapidamente il profitto derivante dal suo lavoro. Spesso al momento manca il tempo oppure l'interesse a sottoporre la moneta a un accurato esame microscopico e metallografico in grado di smascherare il falso e il falsario ha già raggiunto il suo scopo.

La cosa grave è che la tecnica di falsificazione si evolve, migliorandosi. E spesso i vecchi prodotti falsi vengono pure smascherati e perfino additati dagli stessi falsari che hanno tutto l'interesse a confondere le acque, attirando l'attenzione sui vecchi falsi o su quelli venuti male, senza però indicare quelli venuti meglio e con nuove tecniche: altrimenti sarebbe come darsi una zappata sui propri piedi.....

E' giusto concordare nel riconoscimento di vecchi falsi, magari innocui a chi è passabilmente un esperto ma forse ancora pericolosi ai novizi, come quello messo in vendita da Nomisma e che avevo già postato e finanche quello, fatto con tecnica diversa, del tetradramma apparso su Gemini (e postato recentemente). Ma ci sono quelli obiettivamente fatti meglio, più pericolosi e non facilmente riconoscibili da semplici fotografie.

Una moneta antica è sempre prodotta da una coppia di conii, spesso di eccelso livello artistico, e il falsario cercherà sempre di riprodurre quella coppia di conii, passando direttamente alla coniazione con la pressa (e non più alla microfusione, salvo alcuni casi e per monete più comuni). In casi eccezionali si divertirà a creare inediti con nuovi incroci oppure con monete inventate (come il famoso aureo di Stiela e forse anche quello dei Sicelioti di Morgantina).

Quindi il primo lavoro consisterà sempre nel porre adeguati confronti con esemplari sicuramente autentici (quando possibile se ci sono), possibilmente con foto ad alta definizione. Qualcosa potrà emergere, inducendo qualche dubbio, ma non sempre è facile e scontato. L'importante è sapere come interpretare correttamente questi piccoli indizi.

Se ci sono piccolissime difformità, bisogna capire se sono indotte da normali variazioni della originale coniatura (che era fatta a mano e non con la macchina come adesso !) oppure proprio a piccoli errori del falsario, che avrà ovviamente tutto l'interesse a sminuirli, adducendo magari a errori addirittura dell'incisore originario oppure a variazioni del conio originale.

E' un lavoro molto difficile, ma anche affascinante.

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Un semplice esempio di falsi fatti bene è costituito dai due decadrammi di Akragas e anche, seppure a un livello appena inferiore, dal tetradramma di Katana che furono sequestrati al dr. Weiss.

Ci è voluto un accurato esame al microscopio e attraverso confronti con autentici esemplari presenti al British Museum e ANS per capire.... anche se (seppure in maniera meno certa e dubitativa) qualche dubbio si poteva avere già osservando attentamente le relative fotografie.

Non per nulla gira pure la voce che quei pezzi fossero in realtà autentici e il riconoscimento come falsi era una sorta di escamotage per fare evitare guai peggiori all'influente dr. Weiss e mi sembra abbastanza logico intuire chi poteva avere tutto l'interesse a fare girare una simile voce (i falsari stessi o chi per loro).

Purtroppo la verità è questa.

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Guest Tugay Emin

,.............Domando ad ACRAF, che cosi ha scritto ,in una discussione precedente.(Le prime notizie dell’esistenza di questo tetradramma risalgono al 1867, grazie ad Antonio Salinas (Le monete delle antiche città di Sicilia, 1867, p. 49, n. 470, tav. XVIII, n. 17), allora senza particolare risonanza.

Esso fu rinvenuto nei pressi di Catania; non si conosce né l’esatta data né il preciso luogo del suo rinvenimento. Si sa solo che passò nella collezione di Giovanni Battista Verga Catalano, un proprietario terriero di antica nobiltà rurale, originario di Vizzini e che morì nel 1866, lasciandola in eredità ai suoi 6 figli, fra i quali il famoso scrittore Giovanni Verga.) ......Se il Tetradramma di AITNA fosse comparso negli ultimi anni ,anziché nel 1867, cominciando da te ...... Con coscienza (e so che ce l'ai) lo avresti criticato, con dubbi e commenti fino ad confondere dove comincia e dove finisce la realta' ?. La tua opinione ? Grazie

Modificato da gionnysicily
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Non ho capito la tua osservazione.

Mi sembra che mi accusi di avere in pratica "romanzato" o peggio inventato la storia sulla provenienza del famoso tetradramma di Aitna, già di proprietà di De Hirsch e ora al museo di Brussels.

Intanto su questo tetradramma esiste una dettagliata discussione, alla quale rimando per ulteriori informazioni (e da dove hai tratto la mia frase da te postata):

http://www.lamoneta.it/topic/78828-il-tetradramma-di-aitna/

Le fonti sulla provenienza sono il Salinas, che a pag. 49 del suo noto volume sulle monete greche della Sicilia, del 1867, già segnalava l'esistenza di questo tetradramma presso "Verga Catalano" e un articolo di Callatay, che può essere scaricato da:

http://www.academia.edu/344950/The_Brussels_tetradrachm_of_Aitna_possibly_the_most_precious_ancient_coin_in_the_world

Ulteriori informazioni le ho avute da una corrispondenza con lo stesso Callatay e da ricerche sulla famiglia Verga Catalano, che possono essere effettuate anche su internet (specialmente attraverso la biografia del famoso scrittore Verga) e quindi ho scritto questa storia, che non ha niente di inventato.

L'unica vera incertezza risiede sulle esatte circostanze su come questo pezzo sia arrivato al primo proprietario, appunto Giovanni Battista Verga Catalano. Le successive vicende sono sufficientemente sicure, fino all'approdo finale al museo di Brussels.

Magari stai sostenendo che questa moneta è una invenzione ottocentesca e un abile falsario dell'epoca l'ha scodellata a Verga Catalano? A priori non si può escludere, ma mi sembra che siano state fatte diverse indagini che non hanno approdato a sicure prove sulla sua falsità. E poi non so se sia esistito a metà Ottocento un falsario così abile da inventare di sana pianta e coniare (non fondere) correttamente un tetradramma così complesso.....

Hai osservazioni in proposito?

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attachicon.gif1 Aitna tetradramma unico .jpg,.............Domando ad ACRAF, Se il Tetradramma di AITNA fosse comparso negli ultimi anni ,anziché nel 1867, cominciando da te ...... Con coscienza (e so che ce l'ai) lo avresti criticato, con dubbi e commenti fino ad confondere dove comincia e dove finisce la realta' ?. La tua opinione ? Grazie

In attesa della risposta da parte di acraf, secondo te dove sono questi confini?

Dove è che finisce la realtà e dove è che comincia la suggestione...e dove iniziano e finiscono la realtà oggettiva e i dati assodati e si passa all'induzione?

E, soprattutto : perché?.........

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Guest Tugay Emin

Non ho capito la tua osservazione.

Mi sembra che mi accusi di avere in pratica "romanzato" o peggio inventato la storia sulla provenienza del famoso tetradramma di Aitna, già di proprietà di De Hirsch e ora al museo di Brussels.

Intanto su questo tetradramma esiste una dettagliata discussione, alla quale rimando per ulteriori informazioni (e da dove hai tratto la mia frase da te postata):

http://www.lamoneta.it/topic/78828-il-tetradramma-di-aitna/

Le fonti sulla provenienza sono il Salinas, che a pag. 49 del suo noto volume sulle monete greche della Sicilia, del 1867, già segnalava l'esistenza di questo tetradramma presso "Verga Catalano" e un articolo di Callatay, che può essere scaricato da:

http://www.academia.edu/344950/The_Brussels_tetradrachm_of_Aitna_possibly_the_most_precious_ancient_coin_in_the_world

Ulteriori informazioni le ho avute da una corrispondenza con lo stesso Callatay e da ricerche sulla famiglia Verga Catalano, che possono essere effettuate anche su internet (specialmente attraverso la biografia del famoso scrittore Verga) e quindi ho scritto questa storia, che non ha niente di inventato.

L'unica vera incertezza risiede sulle esatte circostanze su come questo pezzo sia arrivato al primo proprietario, appunto Giovanni Battista Verga Catalano. Le successive vicende sono sufficientemente sicure, fino all'approdo finale al museo di Brussels.

Magari stai sostenendo che questa moneta è una invenzione ottocentesca e un abile falsario dell'epoca l'ha scodellata a Verga Catalano? A priori non si può escludere, ma mi sembra che siano state fatte diverse indagini che non hanno approdato a sicure prove sulla sua falsità. E poi non so se sia esistito a metà Ottocento un falsario così abile da inventare di sana pianta e coniare (non fondere) correttamente un tetradramma così complesso.....

Hai osservazioni in proposito?

Non mi permetterei mai accusarti ad una tua Professionale ricerca storica. Lo ripeto , la mia ammirazione sulle tue ricerche storiche e invidiabile (benevolmente) .Percio' niente a che vedere sulla tua ricerca e discussione dell'Aitna..che é straordinario..Sicuramente non mi saro' spiegato bene. Ci riprovo.....Se anziche il tetra di Aitna comparire nel 1867... Fosse comparsa (nel mercato o in una asta) negli ultimi anni ,ipotizziamo 2013. Dal tuo punto di vista (da osservatore attento) pensi che si sarebbe aperta una bella discussione ,tra i pro e contro ? .. (visto l'alta qualita' e l'unicita' della moneta )in questa rubrica del forum ? Questa e stata la mia domanda. Spero di essere stato piu' chiaro di prima .Dopo la tua risposta , se ti interessa il mio punto di vista . Cordialmente.

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Guest Tugay Emin

In attesa della risposta da parte di acraf, secondo te dove sono questi confini?

Dove è che finisce la realtà e dove è che comincia la suggestione...e dove iniziano e finiscono la realtà oggettiva e i dati assodati e si passa all'induzione?

E, soprattutto : perché?.........

E assodato che nelle carceri, non ci sono solo chi a commesso reati . Ci sono anche chi non ha commesso reati. Perche' ?...Peche' non hanno ricevuto una difesa adeguata . L'accusa e stata piu' capace a provare un reato non commesso, ecc.ecc. Questi sono i confini per cui siamo qui a discutere. La suggestione e astratta, cosi la soggettivita' . Alla fine vince non la verita' perche' essa e anche astratta. Vincono solo "LE PROVE" che non sono astratte, poiché si possono ANCHE costruire.

Modificato da gionnysicily
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E assodato che nelle carceri, non ci sono solo chi a commesso reati . Ci sono anche chi non ha commesso reati. Perche' ?...Peche' non hanno ricevuto una difesa adeguata . L'accusa e stata piu' capace a provare un reato non commesso, ecc.ecc. Questi sono i confini per cui siamo qui a discutere. La suggestione e astratta, cosi la soggettivita' . Alla fine vince non la verita' perche' essa e anche astratta. Vincono solo "LE PROVE" che non sono astratte, poiché si possono ANCHE costruire.

Si, è quel che ho detto io: le prove si possono costruire..sia le prove dell'accusa che quelle della difesa.

Il dibattimento in aula dovrebbe appunto servire a far emergere quali delle due è più plausibilmente reale e quale meno...purtroppo, anche in questo caso, abbiamo sempre di fronte lo stesso anello debole della catena: l'influenzabilissimo fattore umano....e infatti, a seconda di quale dei due è migliore imbonitore, se il PM o l'avvocato della difesa, si otterranno esiti favorevoli o sfavorevoli per l'imputato.

Nella numismatica è la stessa cosa...

ci sono avvocati della difesa e PM e ognuno tira acqua al suo mulino, cercando, chi lavora per far passare le falsificazioni, di confondere il più possibile le acque e il giudizio di chi deve esaminare, osservare e acquistare o giudicare....mentre chi lavora per smascherare le falsificazioni , lavora per rendere le evidenze quanto più riscontrabili e replicabili ( come ogni prova oggettiva deve essere) tentando, per quanto possibile, di svincolare i risultati dalla componente umana che è la meno affidabile...

Quando vince la parte che fa il tifo per i falsi, allora certe monete diventano autentiche , temporaneamente, giusto il tempo di far danno e far desistere qualche altro collezionista dal continuare a buttare soldi su pezzetti di metallo...

Quando vince la parte che lavora per sbugiardare i fasli e i falsari, allora si conquista qualche nuovo collezionista e si fa incazzare ( giustamente) un pò di gente che si sente sfuggire il (disonesto) guadagno dalle tasche...

Meno male che la diffusione di internet e la sempre maggiore accessibilità a supporti tecnologici prima impensabili, stanno rendendo sempre più difficile il compito ai falsari e, col passare del tempo e il miglioramento delle tecniche e dei protocolli, questi ultimi avranno vita sempre più dura, qualunque sia la loro strategia di facciata..perché anche se riuscissero a confondere a sufficienza le acque , tanto da far passare per segni di autenticità quelli che invece sono caratteri legati alla falsificazione, e viceversa, l'analisi strumentale, che, vivaddio non è influenzabile come l'occhio umano, riuscirà a ripristinare il giusto stato delle cose ...e, parafrasando la tua ambientazione tribunalizia, a far scarcerare gli innocenti e mettere dentro i delinquenti veri...

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bravo Num.. riflessioni giustissime

io temo pero' che internet abbia in fondo favorito , e di molto, sia la capacità di creare falsi, sia la loro diffusione.

Trent anni fa i falsari lavoravano sui calchi di monete autentiche su cui potevano mettere le mani, oppure su foto di monete genuine che riuscivano a reperire.

I contatti erano scarsi e frammentari. I falsi che uscivano potevano soprendere ma poi, a distanza di tempo, abbastanza facilmente riconsocibili e smascherabili.

Oggi, con la tecnologia di foto digitale si possono avere ingrandimenti , anche assai spinti, di qualsiasi moneta in pratica, inoltre vi è un numero enorme di immagini di monete (anche di diversi esemplari della stessa tipologia) che è disponibile aportata di mouse da chiunque. Infine, la possibilità e velocità di comunicare è stata circuitata. Mettendo insieme questi tre elementi, dovuti esclusivamente al web, con l'affinamento delle tecnologie di riproduzione ecco che abbiamo una situazione abbastanza esplosiva per coloro che vogliono trarre illecitamente profitto spacciando monete falsificate che possono essere agevolemnete diffuse nei diversi circuiti di vendita piu' o meno agevolmente sempre grazie al web.

A questo punto anche il Forum, con le sue discussione, dovrebbe stare attento a non lasciare che si mestino le acque di questa materia estremamente delicata dove l'analisi puntuale e dettagliata, in visione diretta, del pezzo è sovrana se fatta con criteri di esperienza e professionalità, mentre commenti ad hoc inseriti ad arte nelle varie discussioni su pezzi genuini e pezzi falsi, puo' molto abilmente aiutare a confondere le già poche idee in materia con grave disorientamento degli appassionati di queste bellissime monete..

In apparenza si commentano particolari molto dettagliati fornendo spiegazioni che abbiano senso, in realtà si confonde la materia con il risulotato che nulla piu' appare certo..

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Credo di avere capito adesso.

Poni il problema su come sarebbe stato accolto un esemplare tipo il tetradramma di Aitna se fosse comparso adesso e non 150 anni fa.....

Ovviamente è un discorso molto complesso e che va ad agganciarsi anche con la recente comparsa di alcuni inediti integrali (come nominale e come tipologia) di monete siceliote. Penso ad esempio al noto aureo di Stiela.

Una reazione di prudenza e scetticismo di fronte a un inedito appare essere molto naturale e sono necessarie verifiche che vanno al di là della semplice osservazione su foto.

E' chiaro che bisogna considerare anche le particolari circostanze che accompagnano la comparsa di un simile esemplare.

150 anni fa (e più) c'erano falsari che sapevano creare delle monete e ci sono alcune che attendono ancora un unanime giudizio. Ricordo il famoso aureo unico di Minius Iegius con legenda in osco e ora al museo di Parigi, comparso in circostanze misteriose poco dopo il 1820 e ancora molto discusso (spero un giorno di postare una discussione su questa moneta): esso ancora gode di due pareri opposti, essendo considerato autentico dal Crawford e probabile falso da altri, compresa la prof.ssa Parente che ha curato il catalogo del Sylloge Nummorum Graecorum per Parigi.

Tuttavia per un tetradramma si conoscevano più o meno le varie tecniche di falsificazione in uso a quei tempi e quindi, anche per sottrazione di indizi, esiste una buona convinzione di autenticità per questo esemplare di Aitna di Brussels, anche se non manca qualcuno che continua a storcere il naso di fronte a un simile esemplare. La solita storia di chi esclama: "è troppo bella per essere vera !...."

Secondo il Callatay, da comunicazione personale, l'esemplare era stato accuratamente esaminato, anche al microscopio, e ha mostrato tutti i requisiti di autenticità.

Se fosse comparso adesso, magari autentico, sicuramente ci sarebbe stato più scetticismo proprio per il marcato inquinamento causato da diversi falsari, più o meno bravi, della precedente e attuale generazione. Forse non avete idea di quanti falsi punzoni sono stati allestiti e solo in piccola parte sequestrati dai Carabinieri della TPA. Si sospetta che siano nell'ordine di milgliaia, con vari gradi di accuratezza. Addirittura su ebay ogni tanto compaiono in vendita alcuni di questi punzoni (e naturalmente non dei migliori...).

Un esemplare del livello del tetradramma di Aitna, se comparisse adesso, dovrebbe essere analizzato nei minimi particolari da una équipe qualificata multidisciplinare. So che è una strada lunga e complessa, ma è l'unica possibile. Poi concorrono diversi particolari che servono ad aggiungere indizi per il riconoscimento di autenticità.

Fondamentale è conoscere le condizioni originali, prima della pulizia. Troppo spesso una moneta inedita arriva sul mercato già con un completo trattamento, più o meno professionale, che però complica e talvolta confonde un esame diretto.

Ad esempio il noto e misterioso tetradramma di Siracusa, n. 1003 della famosa asta Triton XV, un pezzo veramente unico e sorprendente:

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era stato accolto con grande scetticismo. Questo esemplare fu acquistato dalla compianta Sylvie Hurter della Leu, più o meno oltre una decina di anni fa. Io ero fra gli scettici ed ebbi modo di parlare con la Hurter sulle circostanze della sua sorprendente comparsa. Naturalmente era piuttosto reticente, ma mi disse che aveva acquistato da uno, non so se con alcune altre monete, che sosteneva che era stato trovato in Italia meridionale (non in Sicilia). Questo era un dettaglio abbastanza strano in quanto molto raramente i tetradrammi di Siracusa vengono trovati fuori della Sicilia, per lo più in Calabria (ricordo ad esempio il ripostiglio di Calabria 1833, IGCH 1891; di Cotrone 1927, IGCH 1898; di Reggio 1853, IGCH 1899; di Pyrgi 1957, IGCH 1905; di Vito Superiore 1939, IGCH 1910, e pochi altri). Tuttavia questa moneta aveva forti strati di marcata ossidazione e un principio di cristallizzazione superficiale, rendendola quasi illeggibile. Mi mostrò una foto con le sue condizioni più o meno originali. Solo dopo un'accurata operazione di pulizia emersero le strane lettere che hanno fatto orientare all'identificazione di Siracusa cime zecca emittente.

Si gridò a una grande scoperta e fu chiamata anche la Arnold-Biucchi, una delle massime esperte di numismatica greca arcaica, che confermò la sua autenticità e la moneta fu venduta al dr. Weiss. Insieme scrissero un articolo poi apparso sulla prestigiosa rivista della Società Numismatica Svizzera (SNR) e si arrivò a identificare la testa frontale con quella del dio Alpheios.

La moneta fu sottoposta a ulteriore accurata pulizia e tecnica di conservazione, credo con l'ausilio dell'ANS, fino alla sua vendita all'asta Triton (e la foto mostra tracce di ulteriore pulizia rispetto alla foto allegata all'articolo della SNR).

In questo caso credo non ci siano molti dubbi sulla sua autenticità....

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Riporto la scheda descrittiva della moneta siracusana su Triton XV (aggiudicata a ben 700.000 dollari):

SICILY, Syracuse. Gelon. Tyrant, 485-478. AR Tetradrachm (23mm, 16.99 g, 12h). Head of the river god Alpheios facing, with a moustache, long beard, small horns (their tips off the flan) and non-human ears / ΣVRA, Two large grains of barley; all within a deep incuse square. C. Arnold-Biucchi, and A.-P. C. Weiss, “The River God Alpheios on the First Tetradrachm Issue of Gelon at Syracuse,” QT XXXVI (2007), pp. 59-74, pl. I, 1-1a (this coin). Reverse marginally triple struck, otherwise, extremely fine. Unique. A spectacular and important archaic coin of great beauty and power, one of the most important discoveries in the coinage of 5th century Sicily ever made. Toned and with an astoundingly virtuoso facing head of Alpheios, very probably the finest facing head ever to appear on Greek coinage.

Purchased privately via Leu Numismatics from an European collection in 2000.

This astonishing coin, then uncleaned and thickly encrusted, was in the possession of a European collector for some considerable time before being seen by the late Silvia Hurter who picked it out and sold it to an American collector. He had it very professionally and very carefully cleaned: this is the result. This coin was the subject of an important article by Arnold-Biucchi and Weiss (cited above) in which they concluded that the river god had to be Alpheios: the river god from Epirus who dived into the sea to follow Arethusa to the spring on the island of Ortygia, where Syracuse was founded. They also pointed out that epigraphically and stylistically the coin must have been issued after Boehringer’s Group I, Series II had ended, since all of those coins had four letter inscriptions using three-bar sigmas (ϟVRΑ). This piece has a four letter inscription as well, but with the more ‘modern’ four-bar sigma (ΣVRΑ); however, this only appeared on a single die, V 25, which was used for all of the small group of coins that make up B. Group II, series 3 (B. 34-37). There, however, it was partnered with the complete city name on the reverse (Group II, series 3); beginning with Group II, series 4 the four letter inscription disappears, with only the full name on the reverse. Thus our coin, with only a single inscription, must come before Group II, 3.

This internal chronology enables us to show that this coin must have been struck c. 485 when Gelon, the powerful tyrant of Gela, captured Syracuse. The head of Alpheios is very close to the head of the river god Gelas who appears on Gela’s issues and it would seem that Gelon wanted to mark his control over Syracuse by a spectacular coinage that was completely different from what had been struck before. Clearly, the Syracusans did not approve and must have insisted on a coinage that more clearly reflected the status of their own powerful city. Thus the change to a revised version of their traditional tetradrachm coinage.

In any event, this is clearly one of the most spectacular coins, and most spectacular discoveries, to appear on the market in over a century.

Questa nota riassume quanto riportato nell'articolo di Arnold-Biucchi e Weiss. Secondo loro, soprattutto per l'inusuale forma epigrafica delle quattro lettere presenti al rovescio, questo tetradramma dovrebbe essere situato all'inizio del gruppo II di Boehringer, prima del Boehringer n. 34.

Storicamente esso dovrebbe risalire al 485 a.C., all'inizio della presa del potere a Siracusa di Gelone, già potente tiranno di Gela. Al diritto sarebbe riportato il ritratto del dio fluviale Alpheios, la personificazione del principale fiume omonimo del Peloponneso. Nella mitologia greca fu sconfitto da Eracle nel corso della sua quinta fatica e una tradizione siciliana, ripresa da Virgilio nell'Eneide (III, 694-696), vuole che questa divinità abbia nuotato nel mare Mediterraneo per riemergere ad Ortigia, Siracusa. Dal momento che questo ritratto richiama da vicino quello del dio fluviale Gelas, personificazione del fiume Gela che ha dato il nome alla città dominata dal tiranno Gelone, ecco delineare una possibile connessione tra questa divinità e Gelone.

Tuttavia questa innovativa tipologia pare che non abbia incontrato parere favorevole tra i Siracusani, che hanno spinto il nuovo tiranno a riprendere la tipologia tradizionale con la testa della ninfa Aretusa, appunto con la creazione della Serie 3 del Gruppo II di Boehringer. Per meglio capire, posto l'immagine di un tetradramma di Boehringer n. 34, che segna appunto l'inizio della nuova "normale" serie dei tetradrammi siracusani ad opera di Gelone (da un esemplare di NAC 52, del 2009):

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In precedenza, prima dell'avvento di Gelone, intorno al 490 a.C., erano stati emessi tetradrammi con la testa di Aretusa in campo incuso. Al diritto ritroviamo la forma abbreviata a quattro lettere del nome della città (prima ancora l'etnico aveva una forma più completa):

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Quest'ultimo esemplare fu venduto da The New York Sale ed era appartenuto alla famosa collezione Maddalena del 1903.

Modificato da acraf
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