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IGNORED

Romani Vs. Sasanidi


Illyricum65

Risposte migliori

ottimo excursus!!!

inutile dire che mi hanno sempre intrigato zenobia e vallabato :)

davvero complimenti, è sempre un piacere leggere queste discussioni che arricchiscono e danno lustro alla sezione imperiale del forum

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A mio parere particolarmente rilevante e' stata la campagna di Galerio, forse l'unico ad essere arrivato davvero vicino a sconfiggere i persiani, garantendo una pace - seppur armata - di parecchi anni. Disponeva poi di un esercito ancora in piena forza, specie in termini di logistica e conoscenze tattiche, rispetto a quelli del IV secolo avanzato. Tetrarca empio quanto si vuole, ma certo generale di spessore.

E chissa', considerando i costi umani e non della sfibrante contesa fra i due imperi, forse l'annessione del cuore della Persia non era cosi' irragionevole come ritenne Diocleziano...anche se col senno di poi e' facile parlare.

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Ciao,

Vi ringrazio per gli apprezzamenti e Vi invito a leggere la discussione

http://www.lamoneta.it/topic/124345-cavalleria-persiana-il-catafratto-sasanide/#entry1414097

che parla dei cavalieri catafratti ed integra la parte da me esposta.

Ciao

Illyricum

:)

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C'è stato anche un altro momento molto delicato per i Sasanidi: quando Aureliano ha messo gli occhi su quel fronte. la potenza dell'est viveva un momento difficile dopo la morte di Shapur e Aureliano era nel pieno della sua potenza. Non solo: era un vero militare, era molto intelligente, molto rispettato e aveva preparato un esercito adeguato. Insomma, un Giulio Cesare post litteram con sfumature tipo-Augusto per la politica interna. In soccorso dei Sasanidi, però, è arrivata la corruzione romana...Credo che Aureliano, poco conosciuto nelle nostre scuole, sia da annoverare tra i grandi imperatori romani. Vincitore su tutti i fronti, unificatore dell'Impero, paladino contro la corruzione, grande la sua pietas, riformatore della religione e della moneta, mano al gladio in battaglia ma clemente con i vinti...Uno dei pochi casi di grande generale e ottimo politico.

Modificato da cancun175
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Con Aureliano termina la prima serie degli imperatori illirici , anche se ad essere piu' precisi il capostipide fu Massimino il Trace in quanto questa regione dell' Impero faceva parte genericamente dell' Illirycum , ma questi fu piu' nefasto che utile allo stato , anche se riusci militarmente vittorioso contro gli Alemanni . Claudio II , fugacemente Quintillo , che la Storia Augusta ci indica come uomo virtuoso degno del fratello che sarebbe stato eletto imperatore anche se non fosse stato fratello di Claudio , ed Aureliano , incarnano la rivendicazione del nome di Roma , furono l'esempio lampante di come nelle Provincie , almeno quelle antiche , il prestigio indelebile dell' impero fosse venerato e sostenuto .

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Più che altro credo che Aureliano sia stato il penultimo imperatore romano-romano (l'ultimo Probo), ininfluenti Tacito, Caro e Carino. Il penultimo, cioè a lottare per un Impero unito, di tipo "classico". Diocleziano darà il via alla fase orientalizzante dell'Impero e la dinastia di Costantino porterà a termine questo indirizzo. Avremo altri 150 anni di Impero d'Occidente, ma l'Impero voluto da Aureliano è quello che più assomiglia agli intendimenti di Augusto: unità, centralizzazione politica su Roma, impostazione difensiva delle frontiere (con abbandono della Dacia) e tentativo di soluzione del problema Orientale. Poi: recupero della religiosità classica (sia pure con concessione a un latente monoteismo), tentativo di riforma monetaria e lotta alla corruzione.

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Concordo con Te Paolo @@cancun175,

Aureliano e, direi anche Claudio il Gotico, non per niente richiamato da Costantino, sono gli ultimi grandi imperatori romani "occidentali".

Entrambi valenti generali, Aureliano si distinse anche per la rifoma monetaria, volta presumibilmente, da un lato, a combattere il fenomeno dei falsi e difendere il pubblico dei fruitori, e dall'altro a frenare la svalutazione della moneta ufficiale.

Peccato che entrambi governarono troppo poco.

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@@eliodoro, Claudio II sì. Aureliano, per i parametri di quegli anni, neanche tanto. La gente pensa al periodo dell'anarchia militare come a un periodo di imperatori da quattro soldi. E poi "scopriamo" Gallieno, Claudio II, Aureliano, Probo. E, nelle Gallie, Postumo. Gente di primissimo piano. Quanto ad Aureliano, si sarebbe giocato tutto in Oriente, contro i Sasanidi. Non abbiamo controprove, ma sarebbe stato bello vedere che cosa avrebbe combinato in caso di vittoria: manie...alessandrine o consolidamento dell'Impero sullo stile adrianeo?

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Rischiamo di andare un po troppo off topic, ma n credo, @@cancun175, che per Diocleziano valga il luogo comune della tendenza orientalizzante. Anzi, pur nei suoi limiti culturali, vedo nella sua azione di governo tratti puramente romani. La tendenza a descrivere i sovrani assoluti come "orientali" nella forma e nell'agire e' piu' un topos che altro: i tentativi di razionalizzare governo, moneta e fisco nn hanno nulla di orientale; la scelta di colleghi ed eredi fra i "migliori" ,scalzando il principio dinastico, e' romana, cosi' come il recupero della religione tradizionale.

Alcune formalita' rituali possono trarre in inganno, e le ritengo di peso inferiore rispetto ad aspetti piu' concreti.

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@@Druso Galerio, per certi aspetti puoi anche avere ragione. Ma è innegabile che il sistema diarchico prima e tetrarchico poi abbia di fatto spostato il centro politico- amministrativo da Roma a Milano e Treviri per l'Occidente e a Nicomedia e Sirmium per l'Oriente. Non era stata ancora individuata quella che sarebbe stata la grande capitale della parte orientale, ma la tendenza è chiara. La tetrarchia porta a una divisione di fatto dell'impero in due parti e inizia la marginalizzazione politica di Roma. E' la fase iniziale di un processo che troverà piena realizzazione una ventina d'anni dopo. Non è una questione di "sovrani assoluti". All'epoca tutti lo erano o aspiravano ad esserlo e non è neanche questione di sistema successorio: nella storia romana ci sono stati diversi tentativi di razionalizzazione (dinastico, adottivo, militare e anche nomine senatoriali), e l'abortito tentativo dell'avvicendamento augusti-cesari mi sembra solo uno di questi. Per il resto, hai ragione: le riforme monetaria e fiscale ricalcano tentativi precedenti. Quanto alla religione, ho l'impressione che se ne fregasse abbastanza: la "grande persecuzione" è attribuita a lui in quanto primo degli imperatori. Ma i veri persecutori furono Galerio e Massimiano, in Oriente e in Africa, non perché fossero più "cattivi", ma perché lì erano i veri problemi.

Modificato da cancun175
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A differenza della Costantinopoli di Costantino pero', la Nicomedia di Diocleziano nin aveva ambizioni "ideali" come capitale: era una residenza con funzioni pratiche, atta al governo dell ' Oriente. Alla fine, fosse pure per mera tradizione, Diocleziano celebra i decennalia a Roma. Lo stesso Massimiano fa recitare il suo panegirico il 21 aprile.Il genio del popolo romano e' onnipresente sulle monete. E la religione, anche prima delle persecuzioni, e' impostata e secondo criteri tradizionali.

Probabilmente, come quasi sempre, la verita' sta nel mezzo.

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