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pedro_88

approfondimento Valore intrinseco monete in Ag e usura

Risposte migliori

pedro_88

Ciao a tutti!

Mi stavo dilettando a pesare alcune monete ed ho notato che un pezzo da 1 lira 1863 M, molto usurato, pesa 4,51 gr.

Posto una foto per completezza, ma non è qui che voglio andare a parare.

Mi è sorto un dubbio: se questo sottopeso è davvero legato all'usura, trattandosi di monete a valore intrinseco (se non sbaglio!), se l'usura su una moneta da 1 lira portava via 1/10 del peso e quindi 1/10 del contenuto in argento, quando l'usura accentuata era su un 5 lire si andavano a perdere 2,5 gr di argento? Non veniva considerato esclusivamente il valore intrinseco del pezzo e quindi (a voler cercare il pelo nell'uovo) si applicava una sorta di valore fiduciario? Su una moneta questo magari incide poco, ma su un ipotetico malloppo di 100 monete sarebbe come perderne 10 per strada in termini di peso dell'argento.

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Modificato da pedro_88
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Saturno

@@pedro_88 , in effetti mi risulta che le monete troppo logore venivano ritirate dalla circolazione, proprio per l'eccessiva perdita di valore intrinseco.

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uzifox

Ciao Pedro,

la tua considerazione è giustissima infatti per legge era fissato un range di tolleranza in cui il peso doveva rientrare altrimenti in teoria la moneta doveva essere ritirata appena giunta nelle casse pubbliche e sostituita con nuove monete.

 

In pratica non è detto però che ciò avvenisse sempre e probabilmente nei centri geograficamente più "remoti" la moneta anche se consunta continuava ad essere scambiata sulla fiducia oppure (nel caso peggiore) rifiutata negli scambi e quindi forzatamente accantonata.

 

Non è detto comunque che la perdita di peso sia così lineare come da te ipotizzato nel senso che uno scudo da 5 lire coevo alla tua moneta non perdeva tanto peso quanto il pezzo da 1 lira: esiste da qualche parte sul forum un vecchio studio interessante fatto da utenti del forum che mi pare dicesse che più piccola è la moneta (come dimensioni) maggiore sarà l'usura dovuta alla circolazione a causa delle rotazioni e altri condizioni.

 

Ora non riesco  a trovarlo ma se riesco te lo posto.

 

Saluti

Simone

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Georg

 

Non è detto comunque che la perdita di peso sia così lineare come da te ipotizzato nel senso che uno scudo da 5 lire coevo alla tua moneta non perdeva tanto peso quanto il pezzo da 1 lira: esiste da qualche parte sul forum un vecchio studio interessante fatto da utenti del forum che mi pare dicesse che più piccola è la moneta (come dimensioni) maggiore sarà l'usura dovuta alla circolazione a causa delle rotazioni e altri condizioni.

 

 

...magari dirò una stupidaggine, ma non sarà anche per via del titolo più alto?...

 

(... non credo ci voglia quel gran "studio" per capire che se una moneta è piccolina (es. un 20 centesimi "valore..) si consuma più velocemente di uno scudone.;)....)

Modificato da Georg
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pedro_88

Grazie a tutti!

Sarebbe interessante ripescare quello studio, ho dato un'occhiata anche io ma non ho trovato nulla.. Non so perché ma mi dà l'idea che a parità di conservazione e del rapporto peso/superficie/spessore, la % di usura dovrebbe grosso modo essere la stessa..della serie "prendo 1 lira e uno scudo e li metto in lavatrice per 2 giorni".. Va da sé però che se le dimensioni di uno scudo gli impedivano di ruotare nel borsello, questo aveva un'usura più rallentata rispetto alla lira, ma al momento in cui raggiungeva una conservazione del tipo B, dovrebbe aver perso in rapporto la stessa quantità di metallo della compagna più piccola, tipo il 10%.. No? Non sono un ingegnere, sono solo considerazioni personali :)

 

Ho letto dei limiti di tolleranza sul peso per le monete appena coniate (mi pare si parli dell'1%, è corretto?), qualcuno ha qualche riferimento anche sui limiti di tolleranza in relazione all'usura? Esiste qualche decreto?

 

Grazie :)

Modificato da pedro_88

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bizerba62

Ciao.

"Mi è sorto un dubbio: se questo sottopeso è davvero legato all'usura, trattandosi di monete a valore intrinseco (se non sbaglio!), se l'usura su una moneta da 1 lira portava via 1/10 del peso e quindi 1/10 del contenuto in argento, quando l'usura accentuata era su un 5 lire si andavano a perdere 2,5 gr di argento?"

 

Le monete d'argento da una lira del 1863, emesse alla bontà di 835/1.000,  avevano una tolleranza legale sia in relazione al titolo (3 millesimi in più o in meno) che in ordine al peso (25 milligrammi in più o in meno).

 

Mentre la variazione del titolo poteva essere accertata, di norma, dalla stessa zecca in sede di emissione della moneta, con la conseguenza che le monete emesse con un titolo d'argento eccedente per difetto o per eccesso detta tolleranza dovevano essere rifuse, il superamento della tolleranza legale del peso poteva essere constatata agevolmente da chiunque entrasse in contatto con la moneta successivamente alla sua emissione.

 

Le monete che superavano la tolleranza di peso prevista dalla legge, così come quelle tosate, bucate, sfigurate e logore al punto da non vedersi più l'impronta su uno o su entrambi i lati, erano escluse dal corso legale non essendo più conformi; esse venivano considerate alla stregua di "pasta metallica" e ritirate dagli uffici delle zecche per il solo valore dell'argento contenuto,

"...magari dirò una stupidaggine, ma non sarà anche per via del titolo più alto?..."

 

Francamente non capisco il motivo per il quale, a parità di circolazione, dovrebbe consumarsi meno una moneta dal titolo più alto.

 

Credo che il motivo per il quale si consumassero meno gli scudoni rispetto alle monete d'argento divisionall sia, più banalmente, il fatto che le monete d'argento più piccole circolavano molto più degli scudoni e quindi erano soggette ad una maggiore usura e logorio.

 

Statisticamente, una moneta da una lira circolava ben più di una da 5 lire e questo fenomeno ne determinava una diversa usura.

 

Un po' come se confrontassimo l'usura (media) di un biglietto da 50 euro ed una da 500 euro....

 

M.

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uzifox

Grazie a tutti!

Sarebbe interessante ripescare quello studio, ho dato un'occhiata anche io ma non ho trovato nulla.. 

 

Eccolo!

 

Ed è pure molto più articolato di quanto ricordassi:

 

http://www.lamoneta.it/topic/8196-percentuale-peso-iniziale-e-conservazione/

 

Saluti

Simone

Modificato da uzifox
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uzifox

 

(... non credo ci voglia quel gran "studio" per capire che se una moneta è piccolina (es. un 20 centesimi "valore..) si consuma più velocemente di uno scudone. ;)....)

 

Magari fossero tutti intelligenti come te che senza nemmeno avere letto di cosa parla effettivamente uno studio e basandoti solo su un sintetico (e labile) ricordo di qualcuno che lo cita ti senti tranquillamente in grado di tacciarlo di inutilità...

 

...Offendendo pure implicitamente chi eventualmente a suo tempo a quello studio ci ha dedicato tempo e risorse. ;)

 

Ma tanto ormai spero vivamente che lo spessore e i modi dei tuoi interventi sul forum ti abbiano già ampiamente autoqualificato.

Modificato da uzifox
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Georg

spero vivamente che lo spessore e i modi dei tuoi interventi sul forum ti abbiano già ampiamente autoqualificato.

 

Sicuramente, non c'è dubbio. 

 

Comunque non era mia intenzione offendere nessuno, nè sminuire il suo lavoro...e me ne dispiace; semplicemente alludevo al fatto che, a volte, ci si complichi un po' troppo la vita per cose magari più semplici di quanto pensiamo......

Vedrò questo studio.

Modificato da Georg

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pedro_88

Secondo me c'è stato solo un malinteso dai! Mentre l'uno si riferiva alla diversa perdita di peso in percentuale a parità di usura, l'altro si riferiva alla maggior facilità dei pezzi più piccoli a usurarsi rispetto ai meno utilizzati grandi moduli, come diceva bizerba..

In ogni caso grazie del link, lo leggerò volentieri!

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pedro_88

Cito da un articolo riportato nell'altra discussione: "...che il logoro è presso a poco proporzionale al peso della moneta. Il Ruan venne così a concludere che il logoro delle monete può dirsi che avvenga secondo le leggi generali dell’attrito, come del resto lui prevedeva.

Fu quindi convenuto che il maggior logoro verificato nelle monete piccole, si deve al fatto che queste hanno una più attiva circolazione che le grandi, cosa del restò giusta e convincente."

Questo però vale a dimostratere che le monete più piccole sono mediamente più usurate perché circolano di più, ma implicitamente afferma che a parità di conservazione, la perdita in peso percentuale deve essere la stessa sia nei grandi quanto nei piccoli moduli..sbaglio?

Non voglio ripetere discorsi già trattati, scusatemi, ma ormai sono passati 9 anni e ci sta riparlarne! :P

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