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Dottor Jekyll e Mr. Hide?


ARES III

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ARES III

Vorrei premette che le osservazioni che seguiranno non sono affatto populiste ( o altro ancora , dal momento che oggi è di moda purtroppo classificare tutto , anche le contraddizioni o incongruenze macroscopiche, come tali se sollevate contro l'UE).

In particolare vorrei porre all'attenzione delle stranezze in materia ambientale. Ma andiamo con ordine e partiamo con la visione principale ( tutto tratto dal sito ufficiale dell'UE):

Politica ambientale: principi generali e quadro di riferimento

La politica dell'Unione in materia di ambiente si fonda sui principi della precauzione, dell'azione preventiva e della correzione alla fonte dei danni causati dall'inquinamento, nonché sul principio «chi inquina paga». I programmi pluriennali di azione per l'ambiente definiscono il quadro per l'azione futura in tutti gli ambiti della politica ambientale. Essi sono integrati in strategie orizzontali e sono presi in considerazione nell'ambito dei negoziati internazionali in materia di ambiente. Infine, ma non da ultimo, la loro attuazione è di importanza fondamentale.

In particolar modo ci sono dei punti da evidenziare:

1- Principi generali

La politica dell'Unione in materia di ambiente si fonda sui principi della precauzione, dell'azione preventiva e della correzione dell'inquinamento alla fonte, nonché sul principio «chi inquina paga». Il principio di precauzione è uno strumento di gestione dei rischi cui è possibile ricorrere in caso d'incertezza scientifica in merito a un rischio presunto per la salute umana o per l'ambiente derivante da una determinata azione o politica. Per esempio, qualora sussistano dubbi in merito all'effetto potenzialmente pericoloso di un prodotto e qualora, in seguito a una valutazione scientifica obiettiva, permanga l'incertezza, può essere impartita l'istruzione di bloccare la distribuzione di tale prodotto o di ritirarlo dal mercato. Tali misure devono essere non discriminatorie e proporzionate e vanno riviste non appena si rendano disponibili maggiori informazioni scientifiche.

2- Strategie orizzontali

Nel 2001, l'UE ha introdotto la sua strategia per lo sviluppo sostenibile (SSS), integrando in tal modo la precedente strategia di Lisbona per la promozione della crescita e dell'occupazione con una dimensione ambientale. Rinnovata nel 2006 per combinare la dimensione interna e quella internazionale dello sviluppo sostenibile, l'SSS dell'UE riveduta è tesa al costante miglioramento della qualità della vita tramite la promozione della prosperità, la tutela dell'ambiente e la coesione sociale. In linea con questi obiettivi, la strategia Europa 2020 per la crescita è volta a dar vita a una «crescita intelligente, sostenibile e inclusiva». Nell'ambito di tale strategia, «l'iniziativa faro per un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse» indica la via da seguire per garantire una crescita sostenibile e sostiene il passaggio a un'economia efficiente nell'utilizzo delle risorse e a basse emissioni di carbonio. Inoltre, nel 2011, l'UE si è impegnata ad arrestare la perdita di biodiversità e il degrado dei servizi ecosistemici entro il 2020 (strategia UE per la biodiversità).

3- Valutazione dell'impatto ambientale e partecipazione del pubblico

Alcuni progetti (privati o pubblici) che si presume avranno effetti significativi sull'ambiente, ad esempio la costruzione di un'autostrada o di un aeroporto, sono sottoposti a una valutazione dell'impatto ambientale (VIA). Analogamente, una serie di piani e programmi pubblici (riguardanti, ad esempio, la destinazione dei suoli, i trasporti, l'energia, i rifiuti o l'agricoltura) sono sottoposti a un processo simile denominato valutazione ambientale strategica (VAS). In questo contesto, le considerazioni di natura ambientale sono già integrate in fase di pianificazione e le possibili conseguenze sono prese in considerazione prima che un progetto sia approvato o autorizzato, in modo da garantire un elevato livello di protezione ambientale. In entrambi i casi, la consultazione del pubblico costituisce un aspetto essenziale. 

https://www.europarl.europa.eu/factsheets/it/sheet/71/politica-ambientale-principi-generali-e-quadro-di-riferimento

Fin qui tutto bello sulla carta. Ma andiamo avanti con altre splendide notizie:

Progetti LIFE, dalla Commissione Europea 121 milioni ai progetti per la difesa dell’ambiente

La Commissione europea ha annunciato oggi investimenti per 121 milioni di € in nuovi progetti integrati nell’ambito del programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima. Questa somma – aumentata del 20 % rispetto allo scorso anno – stimolerà la ripresa verde e aiuterà Belgio, Germania, Irlanda, Francia, Ungheria, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Slovacchia a raggiungere i loro obiettivi ambientali. Si prevede che nei progetti integrati confluiranno ingenti fondi supplementari: gli Stati membri potranno quindi contare anche su altre fonti di finanziamento dell’UE, compresi i fondi agricoli, strutturali, regionali e per la ricerca, oltre ai fondi nazionali e agli investimenti del settore privato.

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, ha dichiarato:

“Per realizzare il Green Deal europeo dobbiamo iniziare a mobilitare le risorse senza precedenti messe a disposizione per la transizione verde in Europa dal bilancio a lungo termine dell’UE e dal fondo per la ripresa. I progetti integrati LIFE promuovono interventi concreti che contribuiscono a proteggere l’ambiente, ripristinare la natura e rafforzare la biodiversità. Con questi investimenti aiutiamo paesi e regioni a reagire alle crisi sul fronte del clima e della biodiversità e a costruire un futuro giusto e sostenibile.”

Il Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius, ha aggiunto:

“Sono impaziente di vedere come questo nuovo investimento contribuirà a rendere più verde l’economia, a dare nuovo vigore alla natura e alla biodiversità e a migliorare la resilienza di questi 11 paesi di fronte ai cambiamenti climatici. I progetti integrati LIFE permettono agli Stati membri di introdurre veri cambiamenti a favore dell’ambiente e della vita delle persone: rispetto ai progetti LIFE tradizionali rendono infatti disponibili ben più fondi e capacità da destinare a strategie a lungo termine.”

I nuovi finanziamenti LIFE, più cospicui, sosterranno 12 progetti su larga scala connessi all’ambiente e al clima in 11 Stati membri.

I progetti integrati migliorano la qualità della vita dei cittadini aiutando gli Stati membri a conformarsi alla normativa dell’UE in sei settori: natura, acqua, aria, rifiuti, mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ai cambiamenti climatici. Sostengono i piani necessari per attuare la legislazione in materia di ambiente e clima in modo coordinato e su vasta scala territoriale. Gli investimenti annunciati oggi nel quadro del programma LIFE saranno in grado di mobilitare importanti finanziamenti complementari provenienti da altre fonti UE, compresi i fondi agricoli, regionali e strutturali e Orizzonte 2020, oltre ai contributi di attori nazionali e regionali e di investitori privati.

https://www.italiaambiente.it/2021/02/17/progetti-life-dalla-commissione-europea-121-milioni-ai-progetti-per-la-difesa-dellambiente/

Fino ad ora stupendo e condivisibile.

Ma sentite questa notizia apparsa per di più sul canale ufficiale dell'UE , Euronews:

L'impatto ambientale sulle opere per ampliare la navigabilità del Danubio

Nell'ottica della logistica fluviale e marittima in Europa il Danubio è capitale. L'Ungheria deve dragare alcuni segmenti del grande fiume per adempiere ai suoi obblighi nei confronti dell'UE e consentire un maggiore traffico merci sul Danubio. Le opere però danneggeranno ambiente ed ecosistemi naturali.

La stazza delle opere

Oltre 18 milioni di euro saranno spesi per garantire alle grandi navi da trasporto la navigabilità del fiume Danubio per almeno 300 giorni all'anno. L' 80% del costo deve essere coperto dall'Unione Europea. I lavori pianificati avranno comunque un impatto sugli habitat naturali in contrasto con alcune norme di protezione europee e intanto l'Ungheria ha già violato i suoi obblighi europei in materia negli ultimi 20 anni. Il livello del fiume è crollato nei decenni come conferma il dirigente di una compagnia di navigazione.

 

Le criticità del Danubio

"Dei 365 giorni dell'anno, centocinquanta sono totalmente imprevedibili. A pensarci bene: questo è il settore dei trasporti più rispettoso dell'ambiente, le imbarcazioni possono accogliere 1500 tonnellate di carico ma possono imbarcarne solo la metà quindi metà dello spazio di trasporto va sprecato e la cosa è dannosa per il commercio estero": ammette Botond SZALMA della compagnia di navigazione PLIMSOLL .

Il parere degli ambientalisti

Gli esperti locali del WWF stanno valutando i piani. Si dice che i lavori comporteranno l'abbattimento di pregiate foreste lungo il fiume inoltre l'incremento del traffico sulle vie navigabili comprometterà la riproduzione dei pesci e il dragaggio distruggerà le popolazioni animali protette. Ma è noto che questa volta l'Ungheria non ha davvero scelta. "Apprezziamo almeno il fatto che al momento della pianificazione siano stati compiuti sforzi per evidenziare le criticità ambientali, rispetto alla pianificazione di 10 anni fa, dobbiamo ancora notare che l'armonizzazione dei piani con le direttive europee sulla protezione della natura non è perfetta": spiega Andrea SAMU del WWF Ungheria.

La questione logistica

Sebbene il trasporto fluviale sia chiaramente più economico e molto meno inquinante del trasporto su strada i vantaggi rispetto al treno sono meno evidenti. I detrattori sostengono che il Danubio al massimo potrebbe diventare canale di trasporto a buon mercato per le materie prime fra Romania e Germania. In Ungheria il rifiuto delle ulteriori regolamentazioni relative al Danubio è stata una bandiera delle forze democratiche al momento della caduta del comunismo. Questa volta nuovi interventi sul fiume sono richiesti dagli obblighi nei confronti di UE e delle Nazioni Unite. Sebbene il governo ungherese sia noto per il compimento dei progetti, la situazione si presenta delicata e bisognerà muoversi con cautela": aggiunge l'inviato di Euronews Gábor TANÁCS.

https://it.euronews.com/amp/2021/02/17/l-impatto-ambientale-sulle-opere-per-ampliare-la-navigabilita-del-danubio

Quindi non è un po' strano che quando ci sono in mezzo interessi di qualcuno (Germania) tutto diventa relativo fino anche a calpestare quei principi che vengono professati come essenziali e non negoziabili? 

Il Danubio non è un piccolo canale o fiumiciattolo per cui, anche se sempre moralmente riprovevole, può essere sacrificato sull'altare degli interessi economici.

O forse invece si può fare per alcuni signori ?

 

 

 
Edited by ARES III
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L'unica cosa che mi viene da dire è che una chiatta porta la stessa quantità di merce che potrebbe essere trasportata con 50 bilici, quindi l'impatto ambientale che creerà l'opera sarà mitigato dall'abbattimento delle emissioni dei 50 camion, e tutta la riduzione di traffico che comporta. È l'unica debole spiegazione che mi viene da dare. 

In ogni caso io sono sempre a favore della natura selvaggia, lasciamole fare quello che sa fare meglio, almeno nelle poche aree che non utilizziamo. Sto lavorando adesso per la preparazione di una vasca di laminazione di un torrente: è un terreno immenso (nell'ordine di qualche decina di ettari) che non interessa a nessuno. Tra me e me pensavo quanto sarebbe bello lasciare tutto abbandonato il più possibile alla natura (ovvio bisognerà fare manutenzione alle opere idrauliche).

 

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