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piergi00

approfondimento
Sondaggio sulle rarita' da correggere

57 risposte in questa discussione

Vi propongo questa discussione aperta da dux-sab anche qui , limitando l' ambito al solo Regno D'Italia

se uniamo le nostre esperienze credo che possiamo aiutare chi stila i cataloghi a correggere eventuali errori di valutazione.ho anche notato che con il passare degli anni monete che sembravano rarissime sono diventate piu' frequenti,forse anche per la grande diffusione di aste.comincio io con l'avere qualche dubbio sulla LIRA UMBERTO I 1883, R4 conoscendone in questo mese 4 esemplari in vendita,non sara' piu' giusto un R3 ?.ASPETTO il vostro parere su questa e altre monete ,la cui rarita', secondo voi merita un approfondimento.grazie,DUX

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Senza dubbio, proporrei di classificare NC (e non R) il 5 centesimi 1943.

Così come la lira del 1900, la classificherei NC (invece di C)

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Il 5 lire 1870 Roma con segno di zecca R grande, è molto più raro di quello R piccola.

Andrea Libeccio

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come dice Dux, il 2 lire 1903 è R2 al massimo, al pari di 1901 e 1904.

saluti,

N.

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Per me il 10 centesimi 1862 "esperimento" per Napoli Di VEII dovrebbe essere considerato R4 e non R3. Ho notizia di soli 3 esemplari apparsi di recente: due da nomisma e uno mi pare da inasta, poi nient'altro.

Poi, direi che il centesimino del 1867 per Torino, classificato come R2, potrebbe essere solo R. R2 mi sembra esagerato.

Passando a VEIII a mio avviso, la lira e i 50 cent. del 43, segnalati come R, potrebbero benissimo considerarsi NC.

Ciao

M.

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"Poi, direi che il centesimino del 1867 per Torino, classificato come R2, potrebbe essere solo R. R2 mi sembra esagerato."

CONCORDO

"Passando a VEIII a mio avviso, la lira e i 50 cent. del 43, segnalati come R, potrebbero benissimo considerarsi NC. "

PERFETTO

"Per me il 10 centesimi 1862 "esperimento" per Napoli Di VEII dovrebbe essere considerato R4 e non R3. Ho notizia di soli 3 esemplari apparsi di recente: due da nomisma e uno mi pare da inasta, poi nient'altro."

Non sono d'accordo, già 3 pezzi "passati di recente" non mi sembrano pochi; per me R3 è più corretto

Saluti

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Per me il 10 centesimi 1862 "esperimento" per Napoli Di VEII dovrebbe essere considerato R4 e non R3. Ho notizia di soli 3 esemplari apparsi di recente: due da nomisma e uno mi pare da inasta, poi nient'altro.

non si può generalizzare.

in genere questi pezzi si trovano in conservazione Mb, massimo Mb-BB; mentre è rarissimo trovarli in alta conservazione.

sarei propenso a dare un R3 in conservazione Mb e Bb, mentre R4 a mio parere dovrebbe essere utilizzato per gli esemplari in Spl o superiore.

saluti,

N.

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Prendendo come riferimento il Gigante

2 lire 1901 R3 (non R2)

50cent 1924 R2 (non R3.. su ebay.com ad esempio ne compaiono piu' di lisci che non di rigati.. un sacco di queste monete sono rimaste nelle tasche)

50 cent 1867T R3 (non R2, per il montenegro e' invece gia'R3)

50 cent 1859 B R2 (non R)

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Ed il 20 lire elmetto? Pur essendo stato coniato in un discreto numero, viene riportato da tutti i cataloghi NC...onestamente mi sembra del tutto comunissimo, come riportato nel Nostro catalogo.

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Supporter

20 centesimi esagono contorno rigato 1918 e 1919. Il Gigante li classifica NC, ma sui banchetti si trovano quasi con la stessa frequenza di quelli con contorno liscio, classificati C. Io direi CC per il contorno liscio e C per il contorno rigato. Ovviamente, questo a prescindere da qualsiasi considerazione sullo stato di conservazione.

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Non sono d'accordo, già 3 pezzi "passati di recente" non mi sembrano pochi; per me R3 è più corretto

Però è anche vero che rispetto ad altre monete considerate R3, il 10 cent "esperimento" appare molto più raramente sul mercato. Per esempio, l'1 centesimo del 1902, R3 compare molto più di frequente: ecco alcuni passaggi d'asta segnalati nel nostro catalogo:

http://numismatica-italiana.lamoneta.it/passaggi/W-VE3/0-0

Allora, o si declassa il centesimino a R2 oppure si passa il palancone a R4 :P

Ciao

M.

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Credo che il discorso sulla rarità vada in qualche modo parametrato anche con il numero di quanti collezionino le monete di un certo periodo storico. Molte monete del Regno d'Italia (dal 1861 in poi, intendo) sono care, talvolta carissime, ma solo pochissime sono veramente molto rare. Torno all'esempio dello scudo zecca di Napoli del 1866: è sicuramente una moneta rara (a mio avviso non oltre R3), ma soprattutto è una moneta carissima. Per limitarmi ad una tipologia equivalente i cataloghi attribuscono la stessa rarità (R4) e un prezzo inferiore ad una moneta che è almeno dieci volte più rara come il 5 franchi di Genova 1814. Molte monete delle zecche italiane dell'ottocento sono semplicemente introvabili, ma spesso i cataloghi le classificano con una rarità equivalente a monete del Regno che si vedono abbastanza di frequente nelle aste. Il concetto di rarità, almeno come lo concepiscono i cataloghi, è dunque relativo e dipende dal numero dei collezionisti.

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Credo che il discorso sulla rarità vada in qualche modo parametrato anche con il numero di quanti collezionino le monete di un certo periodo storico. Molte monete del Regno d'Italia (dal 1861 in poi, intendo) sono care, talvolta carissime, ma solo pochissime sono veramente molto rare.

Sfortunatamente o fortunatamente , dipende dai punti di vista , i collezionisti del Regno D'Italia sono tanti rispetto ad altre monetazioni piu' di nicchia

Naturalmente la maggior domanda di queste monete, anche se non sempre cosi' rare numericamente rispetto a quelle di periodi storici precedenti , determina un rialzo dei prezzi nonostante l' offerta , a volte, non sia cosi' limitata

In questa ottica quello che conta non e' la rarita' effettiva di un esemplare ma la sua richiesta sul mercato.

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Piergi convengo in tutto con la tua analisi. La maggiore richiesta non dovrebbe però riverberarsi sulla rarità assoluta. Intendo dire che se di una moneta sopravvivono 50 esemplari e ci sono 1000 collezionisti, la moneta sarà ricercata (e conseguentemente cara). E' però una finzione considerarla di rarità pari ad un'altra moneta di cui sopravvivono 5 esemplari, anche se i potenziali collezionisti di quest'ultima sono 100 o meno. Insomma la richiesta di una moneta inciderà sul prezzo, ma non può riflettersi sulla rarità, a meno di non essere consapevoli che quelle di cui parliamo sono rarità relative e non assolute.

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Infatti parlerei di rarita' relative e non assolute

Un esemplare R3 nella monetazione di V.E.III e' tale rispetto alle altre monete di questo regnante ma non e' possibile compararlo in assoluto ad uno di altra epoca

Rarita' e richiesta di una moneta sono quindi due aspetti ben distinti e in particolare il secondo incide maggiormente sul prezzo

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Concordo pienamente, ma non sono convinto che tale indiscutibile conclusione sia - consapevolmente o inconsapevolmente - universalmente condivisa.

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Più che di rarità bisognerebbe parlare di reperibilità intesa come rapporto fra domanda ed offerta. Ecco che una moneta che appare x volte sul mercato ma è collezionata da poche persone può risultare più reperibile di una che appare 3 volte di più ma è collezionato da un numero dieci volte maggiore di persone. Collezionando la zecca di Mantova posso testimoniare che questo fenomeno è ancora più evidente: le classiche monetine comuni di questa zecca, quelle che si vedono spessissimo su ebay, in realtà appaiono con una frequenza più o meno simile a quella di vari R2 del regno. Il problema è che sono ben pochi quelli che le cercano, mentre con gli R2 del regno bisogna ogni volta mettere in preventivo lacrime e sangue per poterseli portare a casa.

Pertanto lo studio delle singole rarità va cmq parametrato con la monetazione che si sta prendendo in considerazione.

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SONO D'ACCORDO CON Costi92,il fatto che una moneta sia molto piu' ricercata non dovrebbe influire sul suo grado di rarita',ma solo sul suo prezzo.il fatto che : "sia piu' difficile portarla a casa" non importa,comunque la moneta e' stata vista e questo basta per stabilirne la rarita'.DUX

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riepilogando credo che noi stiamo cercando di capirne la rarita' delle monete e non il prezzo da attribuire.DUX

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premetto che ho il gigante 2007,e quindi se ci sono stati dei cambiamenti recenti vi prego di scusarmi...il 20 centesimi valore del 1867,zecca di torino,credo che debba passare da R a R2 in quanto è davvero difficile da vedere in giro;senz'altro piu di molti altri R2 del regno...che cosa ne dite?

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20 centesimi esagono contorno rigato 1918 e 1919. Il Gigante li classifica NC, ma sui banchetti si trovano quasi con la stessa frequenza di quelli con contorno liscio, classificati C. Io direi CC per il contorno liscio e C per il contorno rigato. Ovviamente, questo a prescindere da qualsiasi considerazione sullo stato di conservazione.

sono d'accordo con te ne l considerare gli esemplari a contorno liscio come CC mentre per quelli a contorno rigato sono d'accordo con il gigante, in quanto è molto facile trovare monete con parziale rigatura, ma molto + difficile trovare esemplari con rigatura perfetta

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Un altro discorso potrebbe essere fatto sulla monetazione della Somalia Italiana di Vitt. Em. 3° anche se classificate R alcune C, si fà realmente fatica a trovarne.

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20 centesimi esagono contorno rigato 1918 e 1919. Il Gigante li classifica NC, ma sui banchetti si trovano quasi con la stessa frequenza di quelli con contorno liscio, classificati C. Io direi CC per il contorno liscio e C per il contorno rigato. Ovviamente, questo a prescindere da qualsiasi considerazione sullo stato di conservazione.

sono d'accordo con te ne l considerare gli esemplari a contorno liscio come CC mentre per quelli a contorno rigato sono d'accordo con il gigante, in quanto è molto facile trovare monete con parziale rigatura, ma molto + difficile trovare esemplari con rigatura perfetta

Vero, tutto vero la rigatura perfetta è difficile

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