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dabbene

IL TRIFOGLIO NELLA MON.MEDIEVALE

Risposte migliori

dabbene
Supporter

Il trifoglio è un simbolo ricorrente nella monetazione medievale;analizziamo meglio tutto questo sotto l'aspetto simbolico e le implicazioni teologiche connesse riferendosi in particolare alla monetazione medievale lombarda dove il trifoglio è spesse presente e che conosco meglio,anche se lo stesso è presente in monetazioni di altre regioni.

Il trifoglio lo troviamo nella monetazione milanese,negli ambrosini della Prima Repubblica,ma anche in Enrico VII di Lussemburgo,in quella bresciana,nei grossi e nei denari del Comune Autonomo-1295-1311,in quella di Como nella Repubblica Abbondiana-1447-1448 con i grossi.

Il primo aspetto che si rileva,unico e uguale per tutte queste monete,è la presenza sempre e solo dei tre simboli uniti,LA CROCE,IL SANTO,IL TRIFOGLIO,tutti e tre sempre,il santo può essere il S.Ambrogio di Milano,i Santi Giovita e Faustino,e Sant'Apollonio di Brescia,S.Abbondio per Como,ma un Santo c'è sempre.

Il secondo aspetto che si nota è l'omogeneità tra le autorità che hanno emesso queste monete,la Prima Repubblica per Milano,il Comune autonomo per Brescia,la Repubblica Abbondiana per Como

Ma perchè associare il trifoglio a simboli tipicamente cristiani ,come la croce e il Santo?

La prima risposta che viene è che anche il trifoglio in alcune comunità è visto come simbolo religioso e rappresenta la trinità,basta ricordare il popolo irlandese che il giorno di S.Patrizio,santo nazionale, festeggia portando oltre la tradizionale croce,anche una foglia di trifoglio per divulgare la trinità.

Ma mi piace pensare e credere che esistano altri presupposti oltre quelli tipicamente religiosi;per esempio la volontà dell'autorità di volere nelle monete un'associazione di simboli ,quelli cristani e quelli propiziatori,di buona fortuna,di buon viatico,si può pensare al'associazione di idee : VITA CRISTIANA=VITA SERENA ,,o semplicemente di augurio,di auspicio,una vita sotto i principi della fede ti porta necessariamente alla realizzazione dei tuoi sogni,alla tranquillità e serenità della vita.

Si può ipotizzare la volonta da parte dell'autorità di mandare un messaggio agli utilizzatori delle monete ,positivo,di augurio,di prosperità accompagnato dalla fede nella vita terrena.

D'altronde in tempi antiche,ma anche oggi,donare un trifoglio,o un quadrifoglio,è sempre stato un regalo propiziatorio di fortune e cose buone e quindi anche maneggiare e usare monete col simbolo del trifoglio poteva essere beneaugurante per gli utilizzatori.

Non so se è mai stato affrontato in bibliografia numismatica il tema del trifoglio,di certo è interessante analizzarlo,vediamo se qualcun altro ha dati o riflessioni da fare sull'argomento per ampliare la discussione..

post-18626-048545800 1284396881_thumb.jp

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Modificato da dabbene

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grigioviola

il trifoglio è presente anche nella monetazione padovana, nei carrarini di Iacopo II per esempio e, probabilmente, in questo caso potrebbe essere un simbolo dell'incaricato di zecca

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adamaney

Spunto interessante, grazie per il contributo.

In Liguria è frequente come segno di interpunzione.

Perché raro in natura?

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grigioviola

http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-J/1

qui, seconda foto, c'è la moneta di cui parlavo con il trifoglio al R/ nel campo alla sinistra del santo. Probabilmente il simbolo va legato all'incisore-zecchiere e si differenzia dal tipo più comune con la P che stando alle fonti e a quanto sostiene il libro Perini-Rizzoli è l'iniziale dell'incisore Pietro Dall'Olio. Sul trifoglio invece non c'è "letteratura".

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dabbene
Supporter

http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-J/1

qui, seconda foto, c'è la moneta di cui parlavo con il trifoglio al R/ nel campo alla sinistra del santo. Probabilmente il simbolo va legato all'incisore-zecchiere e si differenzia dal tipo più comune con la P che stando alle fonti e a quanto sostiene il libro Perini-Rizzoli è l'iniziale dell'incisore Pietro Dall'Olio. Sul trifoglio invece non c'è "letteratura".

Interessante,comunque,anche qui, nel tuo esempio, croce,Santo,trifoglio,comunque,il trifoglio compare anche nella monetazione di Aquileia,Ascoli,Brindisi,e con Aquileia invece del Santo abbiamo il Patriarca,grazie del contributo.

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dabbene
Supporter

Grazie,altri esempi interessanti,anche in Ancona abbiamo croce,Santo,trifoglio,mi piacerebbe sentire se siete più favorevoli all'ipotesi totalmente simbololica cristiana o almeno in parte anchequella propiziatoria,beneaugurante,pur nel cammino di una vita di fede.

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Arka

Nella monetazione padovana il trifoglio compare già sui primi denari del Comune e si trova ai lati della croce patente che divide la legenda. Anche in questo caso il trifoglio distingue l'emissione o un responsabile di zecca.

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grigioviola

Nella monetazione padovana il trifoglio compare già sui primi denari del Comune e si trova ai lati della croce patente che divide la legenda. Anche in questo caso il trifoglio distingue l'emissione o un responsabile di zecca.

sul trifoglio in legenda, sulla base di cosa viene ritenuto essere un simbolo del responsabile di zecca? ok, lo dice il perini-rizzoli però mentre per il simbolo del carrarino nel campo mi sento di condividere l'ipotesi (se non altro perchè si trovano anche lettere) per quanto riguarda i trifogli in legenza mi sembrano più interpunzioni come i vari cerchietti, globetti etc etc che sono tipici delle legende di un po' tutte le medievali del periodo.

sarebbe interessante che ci fossero dei riscontri oggettivi che facessero propendere per l'ipotesi di segni distintivi dei vari funzionari... forse se ci fossero ci si potrebbe spingere anche a datazioni più circoscritte

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Arka

Ho scritto ''distingue l'emissione o un responsabile di zecca''. I trifogli, i punti, gli anelli, le rosette a quattro, cinque o sei petali, le stelle, gli anellini puntati non sono semplici interpunzioni. Distinguono senz'altro le emissioni, su questo non ci sono dubbi. Potrebbero anche distinguere dei responsabili di zecca. Potrebbero. Così come i punti segreti sui grossi veneziani. Ma abbinare dei nomi o delle date senza una documentazione è impossibile. Per la datazione un modo c'è ed è lo studio dei conii, ma nel caso di emissioni così abbondanti come i denari di Padova diventa un lavoro quasi impossibile.

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scacchi

.. anche nel denaro di Ravenna ( nel II e nel III quarto nel dritto) e nel grosso Agontano di Ancona( tra la R di Quiriacus e i piedi del santo)

http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-REPUAN/3

si possono considerare trifogli?

come ravenna lo stile si ripresenta nei denari per ascoli

axlmit.png

seguo con interesse discussione buon proseguimento

Modificato da scacchi

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grigioviola

Ho scritto ''distingue l'emissione o un responsabile di zecca''.

con distingue l'emissione, intendi le emissioni legate a un conio o comunque legate a una specifica tornata di coniazione (per esempio caratterizzata da variazioni ponderali o da quantità di intrinseco?).

cerco di spiegarmi meglio, nel caso delle emissioni padovane: se io analizzo due denari con le stesse interpunzioni potrei trovarmi di fronte a due monete originate dallo stesso conio (e quindi le interpunzioni distinguono il conio) o comunque a due denari di coni differenti ma dall'identico contenuto di intrinseco di ag e quindi collocate in un ben determinato arco di tempo? in effetti una casualità sui segni di interpunzione non avrebbe molto senso. quello che sarebbe interessante capire è se questi segni corrispondevano a un codice definito oppure se erano semplicemente realizzazioni casuali pur create appositamente per distinguere un range di coniazioni

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Arka

Per quel che riguarda il funzionamento di una zecca medievale consiglio la lettura del libro di Stahl sulla zecca di Venezia. Vi sono spiegati tutti i meccanismi di funzionamento e di controllo (per cui era indispensabile sapere da quale partita provenisse la moneta esaminata). La zecca di Padova funzionava nello stesso modo.

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mangiafuoco

carissimi,

riprendo questa vecchia discussione, per riproporre il tema dei trifogli nella monetazione comunale.

Studiando la monetazione delle zecche lombarde mi sembra che l'introduzione del trifoglio sia iniziata ad un periodo successivo ai disordini economici che interessarono l'imperiale lombardo intorno alla metà del Duecento. 

Quello che vorrei cioè ipotizzare è che il trifoglio sia stato introdotto da un certo momento in poi, nelle monete delle zecche lombarde, quasi come segno di riconoscimento a testimonianza del fatto che le monete con il trifoglio fossero successive al periodo di debasement.

E' solo una idea, che butto li. Cosa ne pensate?

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anto R
Il 20/2/2018 alle 14:01, mangiafuoco dice:

carissimi,

riprendo questa vecchia discussione, per riproporre il tema dei trifogli nella monetazione comunale.

Studiando la monetazione delle zecche lombarde mi sembra che l'introduzione del trifoglio sia iniziata ad un periodo successivo ai disordini economici che interessarono l'imperiale lombardo intorno alla metà del Duecento. 

Quello che vorrei cioè ipotizzare è che il trifoglio sia stato introdotto da un certo momento in poi, nelle monete delle zecche lombarde, quasi come segno di riconoscimento a testimonianza del fatto che le monete con il trifoglio fossero successive al periodo di debasement.

E' solo una idea, che butto li. Cosa ne pensate?

Interessante...

Noto come nella monetazione milanese il trifoglio compaia nelle emissioni federiciane leggermente scodellate (e siamo appunto nella metà del Duecento) ma poi continui ad esser presente anche nella monetazione successiva, fino alla dominazione viscontea compresa. Personalmente ho sempre considerato il trifoglio un elemento ornamentale...

Un caro saluto (e grazie per averci proposto questa riflessione, vediamo come si svilupperà il tutto)

Antonio

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eracle62
Il 20/2/2018 alle 14:01, mangiafuoco dice:

carissimi,

riprendo questa vecchia discussione, per riproporre il tema dei trifogli nella monetazione comunale.

Studiando la monetazione delle zecche lombarde mi sembra che l'introduzione del trifoglio sia iniziata ad un periodo successivo ai disordini economici che interessarono l'imperiale lombardo intorno alla metà del Duecento. 

Quello che vorrei cioè ipotizzare è che il trifoglio sia stato introdotto da un certo momento in poi, nelle monete delle zecche lombarde, quasi come segno di riconoscimento a testimonianza del fatto che le monete con il trifoglio fossero successive al periodo di debasement.

E' solo una idea, che butto li. Cosa ne pensate?

L'ipotesi potrebbe essere suffragata dalla quantità di fino...fra le emissioni precedenti e quelle postume allo svilimento della moneta con il trifoglio,

Parliamo di una grande mole di lavoro, che comunque sarebbe interessante, tempo fa conobbi un caro amico che stava facendo il lavoro simile, si parlava spesso insieme di segni identificativi  di intrinseco e di archivi, ma poi non lo vidi più al Cordusio, mi rimane di lui comunque un bel ricordo, il ricordo della passione vera...

Eros

p.s. Queste sono alcune delle cose che fanno di questa scienza, ineluttabile attrazione...

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mangiafuoco

Grazie per le risposte.

Sono andato a controllare la monetazione della zecca di Milano, da dove bisogna partire.

La prima emissione in cui compare il trifoglio è il denaro imperiale scodellato coni trifogli.

In particolare nel MEC 12 l'emissione viene collocata tra il 1230-1250 (plate 31 n. 557 e 558).

Gianazza nel Bollettino di Numismatica online n. 12 propone due ipotesi (1200-1250, 1185-1240 ca. riporta la tesi di Bazzini-Ottenio).

Il Crippa non prende posizione (pag. 332-333) limitandosi a richiamare le datazioni citate, però poi fa una interessante notazione, dicendo che la forma di alcune lettere che compongono la scritta MEDIOLANVM al rovescio e i cerchi che separano le legende con quelli di altre monete dell'epoca presentano forti analogie con le varietà meno antiche di ambrosini d'argento.

Quindi la datazione sarebbe da spostare almeno dal 1256 in avanti.

Vediamo i ripostigli: San Martino Siccomario (prima metà del Duecento) e Zernez (post 1240 circa): nessun denaro scodellato imperiale.

Nel ripostiglio di Cisano (inizi '300) invece troviamo dei denari scodellati col trifoglio.

Quindi i ripostigli non sono risolutivi. Cero è che se la coniazione fosse iniziata come da qualcuno ipotizzato agli inizi del Duecento, qualcuna se ne sarebbe dovuta trovare.

In sintesi: proporrei di spostare alla seconda metà del Duecento, dopo il 1254, l'inizio della coniazione dei denari scodellati con i trifogli. Tutte le altre zecche avrebbero poi seguito.

 

MI31d - Copia.JPG

MI31r - Copia.JPG

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Testone68

Le datazioni di questo periodo sono estremamente complesse per la mancanza non solo di documenti ma anche di supporti,  pertanto vanno, secondodo me, proposte  con estrema cautela

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