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FlaviusDomitianus

Domiziano - Tetradracma di Alexandria

Risposte migliori

FlaviusDomitianus

Qualche anno fa ho acquistato da HJ Berk questa tetradracma alessandrina con al rovescio la dea della città di Alessandria con copricapo elefantino.

La moneta ha un diametro di 23 mm e un peso di 7,11 grammi ed è chiaramente di lega d'argento.

Il cartellino di Berk la classifica come Dattari 465 - Giessen (repertorio che non conosco) 334.

Ora il numero del Dattari dovrebbe corrispondere al 2491 di RPC II, che però è una moneta di rame.

Lo stesso RPC non riporta tetradracme per l'anno 83-84.

Inoltre al rovescio della mia moneta è chiaramente visibile a sinistra la sigla LΓ, che manca sull'esemplare di RPC, su cui è presente solo la legenda ETOYΣ TPITOY (terzo anno).

Per completare il quadro anche la legenda del diritto è anomala in quanto recita AYTOK KAIΣAP ΔOMITINOΣ ΣΕB, quindi è mancante della lettera A nel nome dell'imperatore, anche se questo potrebbe essere un semplice errore di conio, come ogni tanto se ne incontrano.

Chiedo aiuto a chi ha il Dattari o il Giessen per venirne a capo.

post-22231-0-49743200-1295114560_thumb.j

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AlfaOmega

Il peso medio dei tetradrammi di domiziano in alessandria è di 12,5 grammi il tuo mi pare un pochino al di sotto.

Anche la figura del dattari n. 465 è priva della data, ora mi chiedo se esistono tetradrami di domiziano solo per gli anni 2-6-8,( fonte Savio ), la moneta presenta a tuo dire l'anno 3; questa serie di coincidenze potrebbe portare a scoprire che non è una Tetra?????

Roberto

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mazzarello silvio
Supporter

Dattari 467 Anche se la foto sul Dattari lascia qualche dubbio

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tacrolimus2000

Il Dattari riporta solo una tetradramma in mistura con il busto di Alessandria, ossia al n. 434. Questa moneta è datata LS (anno 6) ed il rovescio non ha altre legende. La legenda di dritto non riporta l'errore segnalato. Non è la tua moneta.

Anche Keith Emmett riporta solo la medesima tetradramma al n. 236 e nessun'altra con questo tipo/anno.

Le altre monete riportate dal Dattari e qui anche suggerite, con il busto di Alessandria, sono in bronzo (sono dioboli) e sono note per gli anni 2, 3, 4, 5, 6 e 9. Hanno un diametro leggermente superiore, 25 mm, mentre il peso è coerente.

Anche i due esemplari del BM, BMC 310-311, sono in bronzo (anno 3). BMC 309 riporta un anno diverso.

A me la moneta sembra un anno 3 con legenda nel giro ETOYΣ TPITOY; Dattari 467 è un anno 9, almeno nella lettura originale (1901 di Dattari) e non sembra corripondere.

Perchè la moneta dovrebbe riportare l'anno in due modi diversi ossia L Γ e ETOYΣ TPITOY sulla stessa faccia? Se sicuro di legge anche L Γ ?

Perchè emettere lo stesso tipo sia in mistura che in bronzo? Forse, oltre all'errore nella legenda, è stato commesso anche un errore nel tipo di metallo?

E' possibile che l'argento sia solo in superficie? In qualche punto traspare un colore rossiccio, ma potrebbe essere un problema del mio monitor.

Se vuoi posso chiedere a Keith Emmett cosa ne pensa, ma al tuo posto chiederei chiarimenti principalmente a H.J.Berk. Curtis Clay è difficile che sbagli, ma allora è sbagliato il cartellino: o si tratta di un tet inedito oppure è Dattari 465, ma diobolo, non tetradramma. Sempre che non sia suberato, come ipotizzavo prima.

Luigi

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FlaviusDomitianus

Grazie Luigi e grazie anche a Roberto e Silvio.

All'epoca dell'acquisto le mie conoscenze in materia di monetazione provinciale e alessandrina in particolare erano molto scarse.

Pertanto avevo accettato acriticamente la classificazione del venditore.

Oggi penso che in effetti la moneta sia troppo leggera per essere una tetradracma.

Sarebbe perfetta come didracma, se solo se ne conoscessero per i Flavii.

Ora l'ipotesi più plausibile mi sembra quella della moneta suberata.

Questo spiegherebbe anche gaucheries come l'errore di conio al diritto e la ridondanza nell'indicazione dell'anno di regno.

Ho preso alcuni particolari con il Digital Microscope.

http://img148.imageshack.us/i/diritto2.jpg/

http://img52.imageshack.us/i/diritto.jpg/

http://img94.imageshack.us/i/rovescio.jpg/

Si vedono piuttosto bene la perdita dell'argentatura in alcuni punti del diritto, l'errore nella legenda, la sigla dell'anno di regno.

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tacrolimus2000

Ora l'ipotesi più plausibile mi sembra quella della moneta suberata.

Queste immagini mi sembrano confermare quanto avevo ipotizzato sopra.

La moneta appare comunque interessante, perchè le falsificazioni coeve della zecca di Alessandria non sono molto comuni.

Ciò fu diretta conseguenza della segregazione economica imposta alla provincia dall'Imperatore.

Curtis, nella sua introduzione al "Catalogue of Alexandrian Coins" di J.G Milne, commentando la sua collezione, scrive che il divieto di circolare al di fuori dalla provincia imposto alle monete alessandrine, ebbe due effetti:

- le emissioni alessandrine sono scarsamente contromarcate, al contrario delle altre emissioni provinciali. Si contano pochissimi esemplari.

- le emissioni alessandrine vennero contraffatte relativamente poco, in confronto a quanto accadde prima e dopo, ossia nel periodo Tolemaico e la chiusura della zecca provinciale sotto Diocleziano. Le falsificazioni note sono prevalentemente prodotte in epoca moderna.

Luigi

post-79-0-47481200-1295187353_thumb.jpg

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FlaviusDomitianus

Ora l'ipotesi più plausibile mi sembra quella della moneta suberata.

Queste immagini mi sembrano confermare quanto avevo ipotizzato sopra.

La moneta appare comunque interessante, perchè le falsificazioni coeve della zecca di Alessandria non sono molto comuni.

Ciò fu diretta conseguenza della segregazione economica imposta alla provincia dall'Imperatore.

Curtis, nella sua introduzione al "Catalogue of Alexandrian Coins" di J.G Milne, commentando la sua collezione, scrive che il divieto di circolare al di fuori dalla provincia imposto alle monete alessandrine, ebbe due effetti:

- le emissioni alessandrine sono scarsamente contromarcate, al contrario delle altre emissioni provinciali. Si contano pochissimi esemplari.

- le emissioni alessandrine vennero contraffatte relativamente poco, in confronto a quanto accadde prima e dopo, ossia nel periodo Tolemaico e la chiusura della zecca provinciale sotto Diocleziano. Le falsificazioni note sono prevalentemente prodotte in epoca moderna.

Luigi

Grazie Luigi,

a parte l'affidabilità del venditore, anche la mia personale esperienza mi porta ad escludere che si tratti di una falsificazione moderna.

Ho anche un diobolo con lo stesso rovescio, però dell'anno precedente (ETOYΣ ΔEYTEPOY).

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